Recensione su E se oggi... fosse già domani (1973) di undying | FilmTV.it

Regia di Kevin Billington. Un film con David Hemmings, Gayle Hunnicutt, Lynn Farleigh, Peggy Ann Clifford. Titolo originale: Voices. Genere: Thriller, Horror, Drammatico, Fantastico. Paese: Gran Bretagna. Anno: 1973. Durata: 91 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 5,6.

Robert e Claire sono una coppia dilaniata dal dolore per la recente perdita del loro figlioletto, annegato in modo tragico vicino alle chiuse di un fiume. Nel tentativo di superare il lutto, decidono di trascorrere un weekend isolati in una vecchia e desolata villa di campagna di loro proprietà. L’atmosfera è subito opprimente e inquietante a causa di una nebbia fitta e persistente, che sembra inghiottire ogni cosa. Claire è la prima a percepire fenomeni inspiegabili: strani rumori, visioni fugaci e, soprattutto, voci che sembrano provenire da un’altra dimensione. Robert, inizialmente scettico e razionale, si ritrova presto costretto ad affrontare la possibilità che la villa sia infestata da una presenza che lo mette di fronte alla sua stessa incredulità e al suo dolore.

Il film affronta i temi universali del lutto, della negazione e della fragilità della mente umana sotto stress estremo. La regia di Billington sfrutta abilmente gli interni della villa e l’ambientazione nebbiosa per costruire una tensione psicologica crescente, che si rivela più efficace del puro jumpscare. Le interpretazioni di Hemmings e Hunnicutt, sebbene a tratti misurate, riescono a rendere palpabile l’alienazione e la disperazione dei due protagonisti, elementi centrali del dramma. Stilisticamente, il film si colloca nel filone dei thriller psicologici a sfondo soprannaturale, anticipando di decenni una soluzione narrativa che sarà poi ripresa in opere di maggiore impatto culturale e commerciale, come The Others. Nonostante sia rimasto meno noto, E se Oggi… fosse già Domani? è apprezzato per la sua atmosfera angosciante e per l’audacia di un finale che ribalta la percezione della realtà, dimostrando la sua importanza come precursore in un sottogenere ben preciso dell’horror/fantastico.

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