Category: Duvivier Julien


Locandina Anna Karenina

Un film di Julien Duvivier. Con Gino CerviVivien LeighKieron MooreSally Ann HowesRalph Richardson. continua» Drammaticob/n durata 123 min. – Inghilterra 1948MYMONETRO Anna Karenina ***1/2- valutazione media: 3,50 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Èun’ennesima versione del romanzo di Tolstoj sceneggiato oltre che dallo stesso Duvivier anche dal celebre commediografo Jean Anouilh. L’interpretazione di Vivien Leigh, diversissima da quella della Garbo, è efficacissima.

Anna Karenina (1948) on IMDb
Aggiunta versione dvdrip ma un pò meno definita

Locandina Il bandito della CasbahUn film di Julien Duvivier. Con Jean Gabin, Mireille Balin, Gabriel Gabrio, Marcel Dalio, Saturnin Fabre.Titolo originale Pépé le Moko. Drammatico, b/n durata 85 min. – Francia 1937. MYMONETRO Il bandito della Casbah * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Braccato dalla polizia a causa di numerosi furti e rapine, il bandito Pepé le Moko (Jean Gabin, qui all’apice della sua carriera) si rifugia nella casbah di Algeri, dove gode di appoggi e protezioni, sempre tenuto d’occhio a distanza dall’ispettore Slimane.La travolgente passione per Gaby, una sensuale ragazza parigina, porterà Pépé a lasciare la casbah per tentare inutilmente di imbarcarsi alla volta della Francia (così come ne Il porto delle nebbie Jean non riuscirà a partire per il Sudamerica), ma quando vedrà il suo piano fallire, Pepè decide di uccidersi prima di cadere nelle mani della polizia.
Uno dei più famosi cult-movie del cinema francese, che consacra la stagione del ‘realismo poetico’, debitore in parte ai gangster movie americani (Scarface di Hawks), ma con un sottofondo di romanticismo e di esotismo esaltato da complessi movimenti di macchina e da ricchi contrappunti sonori. Un’autentica “romantica tragedia moderna” segnata da una pesante sconfitta umana e dall’impossibilità di una qualunque forma di riscatto sociale.

 Il bandito della Casbah
(1937) on IMDb
Locandina I peccatori della foresta nera

Un film di Julien Duvivier. Con Jean-Claude BrialyNadja Tiller Titolo originale Le diable et les dix commandementsDrammaticob/n durata 93 min. – Francia, Italia 1962.

Qual è la causa della morte del proprietario dell’antico castello? Il medico dice infarto, ma i nipoti, avidi dell’eredità, si accusano a vicenda. Anche per loro il destino è nero: da secoli sono vittime della maledizione-vendetta dell’antica possidente, una marchesa denunciata per stregoneria e arsa viva. Il delatore era suo amante e tutti i suoi discendenti, assieme al castello, hanno avuto regolarmente una morte violenta: alla maledizione non si sfugge nemmeno nel ventesimo secolo.

Locandina Tentazioni quotidiane

Un film di Julien Duvivier. Con FernandelAlain DelonJean-Claude BrialyMichel SimonDanielle Darrieux. continua» Titolo originale Le diable et les dix commandementsCommediab/n durata 130 min. – Francia 1962.

Il diavolo introduce sette brevi episodi dedicati ai peccati capitali e interpretati da alcuni fra i più famosi attori francesi: c’è un vescovo che si diletta a sentire le avventure delle suore, un seminarista che si fa uccidere dall’assassino della sorella per farlo andare sulla ghigliottina, un pazzo che si crede Dio.

La bella brigata (1936) | FilmTV.it

Un film di Julien Duvivier. Con Jean GabinViviane RomanceCharles VanelMicheline CheirelCharles Dorat Titolo originale La belle équipeDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 101 min. – Francia 1936.

Un gruppo di operai senza lavoro vince una bella somma a una lotteria e decide di metter su un’osteria in campagna. Ma presto una rivalità amorosa divide due degli operai. Uno dei film più noti della corrente populista francese dell’anteguerra. La storia è raccontata molto bene, specialmente nelle scene che descrivono la costruzione dell’osteria da parte del gruppo dei disoccupati. Le cose (anche per il regista) si complicano quando appare in scena Viviane Romance. Allora Duvivier si fa sopraffare da una vocazione mai soppressa (nemmeno nelle migliori circostanze) per il melodramma e chiude come un qualsiasi narratore d’appendice. Comunque sempre un classico, per quanto invecchiato, con un Jean Gabin in evidente stato di grazia.