Category: 3.60/3.69


Regia di Mike Nichols. Un film Da vedere 1967 con Dustin HoffmanAnne BancroftKatharine RossWilliam DanielsMurray HamiltonElizabeth WilsonCast completo Titolo originale: The Graduate. Genere Drammatico – USA1967durata 105 minuti. – MYmonetro 3,60 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il ventenne Benjamin Braddock torna a casa dopo aver concluso gli studi, e nell’attesa di scoprire cosa vuole fare nella vita inizia una relazione con l’affascinate e matura signora Robinson. Quando conosce la figlia di lei, però, se ne innamora…

The Graduate (1967) on IMDb
Fratelli: Amazon.it: Benicio Del Toro, Vincent Gallo, Paul Hipp, Gretchen  Mol, Chris Penn, Isabella Rossellini, Annabella Sciorra, John Ventimiglia,  Christopher Walken, Abel Ferrara, Benicio Del Toro, Vincent Gallo: Film e TV

Un film di Abel Ferrara. Con Christopher Walken, Annabella Sciorra, Isabella Rossellini, Vincent Gallo, Chris Penn. Titolo originale The Funeral. Drammatico, durata 103′ min. – USA 1996. MYMONETRO Fratelli * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A metà degli anni ’30 a New York, durante la veglia funebre, i fratelli Ray e Chez Tempio decidono di vendicare l’assassinio del più giovane Johnny. Più che un mafia movie, è una tragedia morale mimetizzata da film gangsteristico che fa irrompere il “sacro” (l’esistenza di Dio e quella del Male, l’etica cristiana, il libero arbitrio, la vendetta, il perdono, la carità) nei codici di un genere cinematografico. Scritto dal geniale Nicholas St. John, abituale collaboratore di Ferrara, e fotografato da Ken Kelsh su due tonalità dominanti (nero, verde), si conclude con una strage che l’avvicina ai massacri del teatro elisabettiano. Una delle novità del film che ha poco da spartire con quelli analoghi di Coppola e Scorsese, è il ruolo positivo, antagonistico e rivelatorio delle mogli. Passa attraverso loro la critica laica (o protestante?) al familismo amorale di fondo cattolico/mediterraneo che è alla radice del costume e della mentalità mafiosa. Straordinaria compagnia di attori. Coppa Volpi a Venezia per C. Penn.

 Fratelli
(1996) on IMDb
Risultati immagini per La gente mormora

Un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Cary Grant, Jeanne Crain, Finlay Currie Titolo originale People Will Talk. Commedia, Ratings: Kids+13, b/n durata 110 min. – USA 1951. MYMONETRO La gente mormora * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Il medico di una cittadina americana non esita a farsi passare per stregone in quanto spesso e volentieri cura i mali dei suoi pazienti con la psicologia piuttosto che con inutili medicine.

 La gente mormora
(1951) on IMDb
Zoolander - Film (2001)

Un film di Ben Stiller. Con Ben Stiller, Owen Wilson, Christine Taylor, Milla Jovovich, Jerry Stiller.Comico, Ratings: Kids+13, durata 89 min. – USA, Australia, Germania 2001. MYMONETROZoolander * * * 1/2 - valutazione media: 3,67

Storia di Zoolander, un modello che ha avuto grande successo e che adesso è in fase calante per colpa di un concorrente più giovane. Cerca allora di dare un nuovo senso alla propria vita, ma non è sorretto dalla necessaria personalità, soprattutto dalla necessaria cultura. Nel frattempo assistiamo alle stranezze del mondo della moda, dove tutto è superficiale, esagerato eccetera. Tutte cose che aveva già raccontato, pentendosene, Robert Altman. Stiller, nel doppio ruolo di attore e regista, non riesce a fornire una ragione per ricordare il film.

Zoolander (2001) on IMDb

Un film di David Lynch. Con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange. Titolo originale Blue Velvet. Thriller, durata 120′ min. – USA 1986. MYMONETRO Velluto blu * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giovanotto apre una porta proibita e si trova nel gorgo di un mondo bizzarro (violenza, droga, sadomasochismo, depravazione) dove ciascuno è succubo di qualcun altro. Il regno del Male? Torbido, insolito, affascinante film che conferma la predilezione visionaria di Lynch per l’immaginario perverso, l’anormale e il mostruoso che si cela sotto la superficie dell’America odierna. Memorabile Hopper, ma Stockwell non gli è da meno.

Blue Velvet (1986) on IMDb

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1971 con Jean-Pierre LéaudKika MarkhamStacey TendeterIrène TuncSylvia MarriottCast completo Titolo originale: Les deux Anglaises (et le Continent). Genere Commedia – Francia1971durata 108 minuti. – MYmonetro 3,60 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Anne e Muriel hanno ribattezzato “Continente” un coetaneo francese, Claude, venuto a passare una vacanza nella loro casa in Cornovaglia. Claude s’innamora di Muriel, ma a Parigi diventa l’amante di Anne. Dal romanzo di Henri-Pierre Roché, l’autore di Jules e Jim , Truffaut ha tratto, ancora una volta sulla storia di un triangolo e di un fallimento amoroso, un film non romantico: crudo, materiale, mortuario. L’amore fa male. La clericale censura italiana impose l’eliminazione della sequenza in cui Muriel perde la verginità, riducendo a 108 minuti la durata di un film che già Truffaut aveva tagliato per renderlo più accessibile al pubblico.

Two English Girls (1971) on IMDb
Finalmente domenica! - Film (1983) - MYmovies.it

Un film di François Truffaut. Con Jean-Louis Trintignant, Fanny Ardant, Philippe Lauden, Jean-Pierre Kalfon, Nicole Felix. Titolo originale Vivement dimanche !. Giallo, b/n durata 110′ min. – Francia 1983. MYMONETRO Finalmente domenica! * * * 1/2 - valutazione media: 3,60 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Proprietario di agenzia immobiliare accusato dell’omicidio della moglie e del ganzo di lei, comincia a indagare con l’aiuto della segretaria per dimostrare la propria innocenza. Dal romanzo Morire d’amore (1962) di Charles Williams, Truffaut ha fatto un bel film “alla maniera di…” ricalcando il cinema nero hollywoodiano degli anni ’40 nella grana del bianconero, nell’uso delle luci, nel taglio delle inquadrature, nel ricorso agli stereotipi del genere. 21° e ultimo film di Truffaut.

Confidentially Yours (1983) on IMDb
Locandina L'uomo senza sonno

Un film di Brad Anderson. Con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside. Titolo originale El maquinista. Horror, durata 102 min. – Spagna 2004. uscita venerdì 19 novembre 2004. MYMONETRO L’uomo senza sonno * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 68 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Trevor Resnik è colpito da un attacco di insonnia particolarmente lungo: non dorme da un anno. Quando una amniotica routine fatta di lavoro e sesso a pagamento sarà perturbata da anomali accadimenti, l’uomo, già abbastanza sciupato di suo, si troverà a dubitare di chiunque: le risposte tarderanno ad arrivare. Il film non appare semplicemente lento bensì proiettato al rallentatore. Evitando battute che il titolo servirebbe su un piatto d’argento è impossibile non constatare una flemma sovrannaturale. Il tentativo di trasmettere il perenne stato di semi-coscienza in cui galleggia il protagonista è fin troppo riuscito, con la conseguenza di gettare a più riprese in uno stato di dormiveglia anche lo spettatore più “fresco” della sala, impotente dinnanzi a sequenze protratte oltre il limite del poetico. L’effetto di sospensione tra onirico e reale regala di contro al girato un’atmosfera che riesce ad essere comunque efficace, grazie anche alla buona prova di un Christian Bale ridotto all’osso ma particolarmente ispirato. Reminescenze da tunnel degli orrori e sferraglianti trovate visive aiuteranno inoltre la pellicola a non colare impietosamente a picco nel mare dell’oblio. Nonostante tali considerazioni e un promettente soggetto, il titolo delude, rivelando un plot a tratti appena intrigante, a tratti assolutamente deludente. Colpi di scena avvolti da una patina di scontato e palese carenza di solidi fondamenti riguardo i cardini dell’intreccio, tarpano le già deboli ali di questa sonnacchiosa opera. Solo scorci di talento registico (da evitare comunque paragoni azzardati) offrono dunque al titolo una fiera cavalcata sull’onda della mediocrità.

The Machinist (2004) on IMDb

Regia di Radu Mihaileanu. Un film Da vedere 1998 con Agathe De La FontaineLionel AbelanskiRufusClément HarariMarie José NatCast completo Titolo originale: Train de vie. Genere Commedia – FranciaBelgioRomaniaIsraelePaesi Bassi1998durata 103 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,40 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1941, per evitare la deportazione, gli abitanti di uno shtetl (villaggio ebraico dell’Europa centrale) rumeno allestiscono un finto convoglio ferroviario sul quale alcuni di loro sono travestiti da soldati tedeschi e partono nel folle tentativo di raggiungere il confine con l’URSS e di lì proseguire per la Palestina, Eretz/Israel, la terra promessa. Ci riescono, dopo tragicomiche peripezie. 2° film del rumeno Mihaileanu, attivo in Francia, è una tragicommedia di viaggio sotto la triplice insegna dell’umorismo yiddish (condito di una grottesca ironia critica verso gli stessi ebrei, i tedeschi, i comunisti), di una sana energia narrativa e di un ritmo di trascinante allegria cui molto contribuisce Goran Bregovic, il compositore preferito di Kusturica, che attinge alla musica klezmer ebraica dell’Europa orientale. Fotografia del greco Yorgos Arvanitis, l’operatore di Anghelopulos e di Laurent Daillant. Colorita galleria cosmopolita di interpreti, dialoghi italiani di Moni Ovadia. Non manca una dimensione poetica, incarnata in Schlomo (Abelanski), lo scemo del viaggio che funge da narratore. L’inquadratura finale può essere la chiave di lettura a ritroso. Premio Fipresci a Venezia 1998, premio del pubblico al Sundance Festival, David di Donatello per il film straniero.

 Train de vie - Un treno per vivere
(1998) on IMDb

Regia di Thomas M. Wright. Un film Da vedere 2022 con Joel EdgertonSean HarrisEwen LeslieJada AlbertsSteve MouzakisCast completo Genere Thriller, – Australia2022durata 117 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,67 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Henry Teague, silenzioso, barba lunga, sempre sul chi vive, fa presto amicizia con lo sconosciuto Mark, barbuto come lui, come lui di poche parole, e con un passato violento da dimenticare. È proprio questo che Mark propone a Henry: far parte di una potente organizzazione criminale che gli offre in cambio la possibilità di cancellare ogni traccia dei suoi crimini e di ricominciare da zero. Tra i due ha inizio perciò una simbiosi quotidiana, esasperata dalla solitudine vasta ed estrema della parte di Australia in cui si muovono. Quello che Henry non sa, però, è che Mark non è veramente chi dice di essere.

Ispirato ad una storia vera, quella della più grande operazione di polizia sotto copertura che l’Australia abbia mai portato a termine, The Stranger è un film teso e raggelante, che penetra sotto pelle.

The Stranger (2022) on IMDb

Regia di Park Chan-wook. Un film Da vedere 2002 con Song Kang-hoDoona BaeLim Ji EunBo-bae HanKim SedongLee Dae-yeonCast completo Titolo originale: Bokseuneum naeul geos. Genere DrammaticoThriller – Corea del sud2002durata 129 minuti. – MYmonetro 3,66 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Operaio sordomuto e licenziato vende al mercato nero un rene da trapiantare a sua sorella, gravemente malata, ma rimane fregato. Una sua amica anarchica e rivoluzionaria gli propone un piano: rapire la figlia del suo ex datore di lavoro e ottenere col riscatto la somma necessaria al trapianto. Il piano va a ramengo, innescando aggressioni, torture e omicidi in serie. Premiato al Noir in Festival 2003 di Courmayeur, rivelò in Europa il talento e il nichilismo estremo del coreano Park. È di una violenza fisica e psicologica così radicale che in Italia è passato direttamente nell’home video. È una violenza speculare e radicata in un mondo senza pietà. Il che spiega, senza giustificarli, i soprattoni di denuncia politica e una certa confusione narrativa nel ricorso al flashback. Apre la trilogia della vendetta che continua con Oldboy (2004) e Lady Vendetta (2005).

 Mr. Vendetta
(2002) on IMDb

Regia di Kore’eda Hirokazu. Un film Da vedere 2013 con Masaharu FukuyamaMachiko OnoYôko MakiLily FrankyJun FubukiShôgen HwangCast completo Titolo originale: Soshite Chichi Ni Naru. Genere Drammatico, – Giappone2013durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 3 aprile 2014 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,65 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nonomiya Ryota è un professionista di successo, un uomo che lavora sodo ed è abituato a vincere. Un giorno, lui e la moglie Midori ricevono una chiamata dall’ospedale di provincia dove sei anni prima è nato loro figlio, Keita, e vengono a sapere che sono stati vittima di uno scambio di neonati. Il piccolo Keita è in realtà il figlio biologico di un’altra coppia, che sta crescendo il loro vero figlio, insieme a due fratellini, in condizioni sociali più disagiate e con uno stile di vita molto differente. Ryota si trova di fronte alla necessità di una decisione terribile: scegliere il figlio naturale o il bambino che ha cresciuto e amato per sei anni?

Like Father, Like Son (2013) on IMDb

Il titolo internazionale è “Like Father, like Son”

Regia di Joseph Losey. Un film Da vedere 1976 con Alain DelonMassimo GirottiJeanne MoreauRobert KuperbergLouis SeignerJuliet BertoCast completo Genere Drammatico, – Italia1976durata 125 minuti. distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,67 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1942 a Parigi Robert Klein – mercante d’arte che fa affari d’oro acquistando a basso prezzo quadri preziosi da ebrei in difficoltà – viene scambiato per un israelita dallo stesso nome e, contro il proprio interesse, a poco a poco ne assume l’identità. Scritto da Franco Solinas sotto il segno di Kafka, non è, nonostante le apparenze, un film sull’antisemitismo, ma sull’indifferenza, sull’ideologia della merce. Il primo è il tema evidente, l’altro quello latente: la sua vera dimensione drammatica è esistenziale più che storica. Splendida fotografia di Gerry Fisher, ottima interpretazione di Delon.

 Mr. Klein
(1976) on IMDb
Locandina italiana Lo sciacallo - The Nightcrawler

Un film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’attesa di trovare un lavoro che gli dia la possibilità di emergere, Lou si guadagna da vivere rubando. Quando vede dei reporter free-lance in azione sul luogo di un incidente decide di intraprendere quella carriera e iniziare così la sua scalata verso il successo al soldo di una produttrice che intuisce il suo potenziale e gli chiede sempre di più. Se fatti cruenti e sanguinosi non accadono, basta farli accadere. Ottimo esordio per Gilroy, che sceglie di mostrarci il lato più cinico e meschino del mito americano in chiave moderna, ponendo al centro della vicenda un ragazzo venuto dal nulla (strepitoso Gyllenhaal), con un passato di disprezzi e umiliazioni, che si accultura su internet e impara tutto e in fretta. Non c’è analisi del passato, delle cause, Lou sembra essere semplicemente figlio della società odierna: ingannevole, amorale, cinica. Eccellente fotografia di Robert Elswit. Ottima anche la colonna sonora di James Newton Howard.

Nightcrawler (2014) on IMDb

Regia di Luc DardenneJean-Pierre Dardenne. Un film Da vedere 2014 con Marion CotillardFabrizio RongionePili Groyne, Simon Caudry, Catherine SaléeAlain EloyCast completo Titolo originale: Deux Jours, Une Nuit. Genere Drammatico, – Belgio2014durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 13 novembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,68 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una piccola azienda che realizza pannelli solari offre un bonus di 1000 euro agli impiegati che voteranno per il licenziamento di Sandra, anello debole della catena produttiva per trascorsi di depressione. Lei combatte, appoggiata dal marito, e contatta uno per uno i colleghi per portarli dalla sua parte. Il tema del lavoro è spesso presente nei film dei registi che qui raccontano una storia di potere subdolo che delega decisioni ingiuste alle vittime stesse, di guerra tra poveri, ma anche di solidarietà, realistica, priva di facile buonismo (alcuni degli interpellati cambiano idea, altri si irrigidiscono ancora di più contro di lei). E al centro c’è un personaggio di donna fragile, insicura, facile alle lacrime, che nel suo percorso di ricerca della solidarietà cresce facendo crescere gli altri e ne esce rafforzata senza alcun cedimento alla retorica. La Cotillard esagera in mobilità facciale, ma è perdonabile.

Two Days, One Night (2014) on IMDb

Un film di James Whale. Con Walter Brennan, John Carradine, Boris Karloff, Colin Clive, Valerie Hobson. Titolo originale The Bride of Frankenstein. Horror, b/n durata 80 min. – USA 1935. MYMONETRO La moglie di Frankenstein * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il barone Frankenstein, tormentato dall’idea di aver inventato un mostro, decide di partire con la moglie, ma il dr. Pretorius lo costringe a un altro esperimento: creare un essere di sesso femminile. Quattro anni dopo il celebre Frankenstein (1931), la Universal decise di dargli un seguito. Il risultato è ottimo, secondo molti, persino migliore del precedente per l’armonia tra i vari contributi: una sceneggiatura che accentua gli aspetti umani e patetici del “mostro”; la raffinata messinscena di Whale; la bellezza dei trucchi di Jack Pierce; gli effetti speciali di John Fulton; la bravura degli interpreti. Circola un’edizione di 75′ senza il prologo con Byron e Mary Shelley e la scena in cui il mostro uccide il borgomastro. Rifatto 50 anni dopo come La sposa promessa . Seguito da Il figlio di Frankenstein .

 La moglie di Frankenstein
(1935) on IMDb
Labyrinth - Dove tutto è possibile - Film (1986) - MYmovies.it

Un film di Jim Henson. Con David Bowie, Jennifer Connelly, Toby Froud, Frank Oz, Steve Whitmire.Titolo originale Labyrinth. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 101 min. – Gran Bretagna1986. MYMONETRO Labyrinth – Dove tutto è possibile * * * 1/2 - valutazione media: 3,65 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sarah, adolescente sognatrice, una sera in cui rimane sola a casa con il fratellino e innervosita dai suoi pianti, invoca il re degli gnomi Jareth, pregandolo di portarlo via. Toby scompare. Sarah, pentita, corre a riprenderselo affrontando ogni sorta di pericoli: nani, paludi, porte magiche. Quando rivede finalmente Toby… si risveglia.

 Labyrinth - Dove tutto è possibile
(1986) on IMDb

Regia di Neil Jordan. Un film Da vedere 1992 con Forest WhitakerStephen ReaMiranda RichardsonJaye DavidsonAdrian Dunbar. Titolo originale: The Crying Game. Genere Drammatico, – Gran Bretagna1992durata 112 minuti. Uscita cinema martedì 2 agosto 1994 distribuito da Lady Film. – MYmonetro 3,60 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Terrorista dell’IRA, tormentato dal rimorso per la morte di un soldato di colore inglese che teneva in ostaggio, rinuncia alla lotta e va a cercare la donna del defunto. Sorpresa. Praticamente il film è diviso in due parti e la seconda è quella che intriga, spiazza, sorprende, seduce. In sapiente equilibrio tra cinema d’azione e racconto psicologico, affidato alla rara arte di saper fare attendere lo spettatore, recitato benissimo, il film è un’originale esplorazione dell’Eros e una riflessione non scontata sulla violenza e il fanatismo nella lotta politica. Oscar a Jordan per la sceneggiatura e altre 5 candidature.

 La moglie del soldato
(1992) on IMDb
Locandina L'odio
Un film di Mathieu Kassovitz. Con Abdel Ahmed Ghili, Saïd Taghmaoui, Hubert Koundé, Vincent Cassel, Karim Balkhandra. Titolo originale La haine. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95 min. – Francia 1995. MYMONETRO L’odio ***1/2- valutazione media: 3,69 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Una giornata in una delle tante banlieue parigine. Un giorno uguale a molti altri per l’ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert. Se non fosse che un loro amico, il sedicenne Abdel, è stato pestato dalla polizia in seguito agli scontri della notte precedente e adesso è sospeso tra la vita e la morte in ospedale. Durante i tumulti, Vinz ha trovato la pistola persa da un agente. Il ragazzo giura che la userà per vendicarsi, nel caso in cui Abdel muoia.
Un film folgorante, con dialoghi battenti, dal ritmo teso e serrato, che non lascia un attimo di respiro, girato in uno splendido e funzionalissimo bianco e nero, sporco e allucinato. Perché non c’è spazio per le sfumature e tanto meno per i colori, nel mondo svelato dal giovane talento francese Mathieu Kassovitz. Un mondo dove non si va tanto per il sottile: due fazioni in lotta; da una parte “noi”, dall’altra “loro”. Tutti cattivi, nessuno buono, nessuno condannato, nessuno assolto. Non c’è cieca adesione nello sguardo del regista, né giudizio morale. Solo un estremo e spietato rigore realistico nel tratteggiare uno spaccato sociale, senza mai scadere nel sociologismo spicciolo. Con un occhio a tanta cronaca francese e al meglio del cinema americano di genere, omaggiato nelle citazioni di Scarface di Brian De Palma, Il cacciatore di Michael Cimino e soprattutto Taxi Driver diMartin Scorsese, in quella scena di Vinz allo specchio che rifà Robert De Niro e fa esplodere tutta la bravura e l’intensità drammatica che consacrano il talento di un giovane Vincent Cassel.
Kassovitz, meritatamente premiato per la migliore regia al Festival di Cannes, osserva la banlieue con la giusta distanza, senza spingere all’identificazione con i suoi protagonisti, ma con il coraggio di chi non teme di sporcarsi le mani – e la faccia, come accade al naziskin da lui stesso interpretato – evitando così il pericolo di un freddo distacco di superiorità. Il risultato è un film duro, ottimamente congegnato, stilisticamente perfetto, con una superba direzione attoriale. Un film coinvolgente, in cui i movimenti nervosi della macchina da presa e il montaggio serrato non lasciano tregua, così come il ritmo rap dello slang tipicamente periferico parlato dai protagonisti. Tre sbandati che provano, in maniera diversa, a stare a galla in un mondo condannato alla marginalità, destinato all’invisibilità, all’indifferenza infastidita della Parigi bene e all’incuranza della politica che si limita ad affidarlo ai trattamenti “speciali” della polizia, pronta a sfogare in periferia il peggio di sé. In un contesto metropolitano underground da guerriglia urbana, Vinz, Said e Hubert agiscono da soldati armati dall’odio, il proprio e quello altrui, in bilico tra la voglia di rispetto e la rassegnazione all’immutabilità della propria condizione. I tre si muovono in un tempo che corre vacuo, scandito da un orologio extradiegetico, svuotato dall’insensatezza dei loro discorsi e dalla vacuità di uno sguardo che non ha nessun posto dove andare, nessun futuro da afferrare, in quella discesa continua verso il basso in cui il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.
La haine (1995) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film Da vedere 2004 con Diego AbatantuonoCarlo Delle PianeAlessandro HaberGianni CavinaGeorge Eastman (II). Genere Drammatico – Italia2004durata 99 minuti. – MYmonetro 3,60 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il seguito di Regalo di Natale (1986), uno dei film più riusciti di P. Avati, insolito perché, nella finzione come nella realtà, avviene 18 anni dopo. È anche uno dei suoi pochi film ambientati nell’Italia contemporanea, l’unico situato nel presente della natia Bologna. Il che spiega il più alto tasso di amarezza civile, di squallore arrogante e, forse, di misantropia che impregna il racconto. Anche qui la partita a poker serve a togliere le maschere ai personaggi e a rivelarne l’indole nascosta o la vulnerabilità, ma non c’è soltanto un traditore come nell’altro film. Lo stesso Franco (Abatantuono), vecchia vittima, è predisposto a barare. L’Italia odierna è più abominevole e corrotta che nel 1986. Alla riuscita del film, scritto da Avati (con la consulenza pokeristica, non sempre ascoltata, di Giovanni Bruzzi, come in Regalo di Natale ), contribuiscono i 5 attori, perfetti anche nel mostrare gli effetti che l’orologio biologico ha avuto su di loro.

 La rivincita di Natale
(2004) on IMDb