Category: Kurosawa Akira


Regia di Akira Kurosawa. Un film Da vedere 1952 con Takashi ShimuraShinichi HimoriHaruo TanakaMinoru ChiakiMiki OdagiriCast completo Titolo originale: Ikiru. Genere Drammatico – Giappone1952durata 143 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,02 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un classico di Kurosawa, una metafora che parte da un caso individuale e suggerisce il malessere del Giappone del dopoguerra. Un anziano impiegato scopre che ha un cancro e solo un anno da vivere. Cerca di dare un significato ai giorni che gli rimangono e, non trovando un conforto in famiglia, s’affeziona a un gruppo di madri che cercano un’area per far giocare i loro bambini. Termina la vita dell’uomo, ma con la gioia di vedere cominciare quella degli altri. 

Ikiru (1952) on IMDb

Rashomon - WikipediaUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki. Titolo originale Rasho-mon. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 88 min. – Giappone 1950. MYMONETRO Rashômon * * * * 1/2 valutazione media: 4,52 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Kyoto, periodo Heian. Un boscaiolo, un monaco e un vagabondo si interrogano su una vicenda, l’assassinio di un samurai e lo stupro di sua moglie per mano del bandito Tajômaru, che li ha coinvolti come testimoni. Mentre si susseguono le dichiarazioni dei protagonisti davanti a un tribunale sulla loro versione dei fatti, la verità anziché emergere sembra vieppiù allontanarsi.

Rashomon (1950) on IMDb

Risultati immagini per Il Trono di Sangue akiraUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Isuzo Yamada Titolo originale Kumonosu-Jo. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 110′ min. – Giappone 1957. MYMONETRO Il trono di sangue * * * * - valutazione media: 4,00 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Nel Giappone del XVI secolo, dilaniato dalle guerre civili, l’ascesa sanguinosa al potere del feudatario Washizu (Mifune), incalzato dalla moglie Asaji (Yamada). Più che una trasposizione, è un libero adattamento di Macbeth (1605-06) in cui, sostituendo la poesia delle parole di Shakespeare con quella dell’azione, Kurosawa fa paradossalmente il più originale e inventivo _ e comunque il meno parlato _ film scespiriano della storia del cinema.L’azione è condensata in tre luoghi: il Forte Nord, il Castello e la Foresta; le tre streghe sostituite con una Parca; eliminati alcuni personaggi di contorno; invenzioni visive al posto di dialoghi e monologhi. La tragedia del “beccaio morto e della sua demoniaca regina” diventa un tumultuoso affresco in movimento, corrusco di tempeste, convulso di galoppate, ricco di figure ieratiche che si muovono a ritmo lento di balletto ipnotico e di attori che recitano secondo i moduli stilizzati del teatro Nô. “Ho dimenticato Shakespeare e ho girato il film come se fosse una storia del mio paese” (A. Kurosawa). Due straordinari protagonisti, e alcuni momenti di grande cinema. Il titolo originale significa “Il castello della ragnatela”.

 Il trono di sangue
(1957) on IMDb

Un film di Akira Kurosawa. Con Kyôko Kagawa, Toshiro Mifune, Takeshi Kato Titolo originale Warvi yatsui hodo yoku nemuru. Drammatico, b/n durata 150 min. – Giappone 1960. MYMONETRO I cattivi dormono in pace * * * - - valutazione media: 3,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il fulcro della vicenda è la vendetta di Nishi, il cui padre è stato licenziato da una società. Nishi si fa assumere senza che nessuno sospetti e dopo essere diventato dirigente sposa la figlia del capo. Ma non riuscirà a portare a termine la vendetta, causa un suicidio. Un buon film dal grande regista giapponese.

 I cattivi dormono in pace
(1960) on IMDb

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Misa Uehara Titolo originale Kakushi Toride no San-Akunin. Avventura, b/n durata 139′ min. – Giappone 1958. MYMONETRO La fortezza nascosta * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due astuti contadini sono assunti da un generale che vuole far passare una principessa e un carico d’oro attraverso il territorio nemico. Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia ariostesca. È l’avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino.

 La fortezza nascosta
(1958) on IMDb

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Akira Kurosawa. Con Denjiro Okochi, Eiko Miyoshi, Setsuko Hara, Susumu Fujita. Titolo originale Waga seishun ni kuinashi. Drammatico, durata 110′ min. MYMONETRO Non rimpiango la mia giovinezza * * * - - valutazione media: 3,25 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Ispirato a un caso che fece scalpore nel Giappone del 1933 durante l’ascesa dei militaristi al potere, è la storia di Yukie (Hara, attrice prediletta di Y. Ozu), figlia di un docente dell’università di Kyoto esonerato per le sue idee liberali, che s’innamora di Noge (Fujita), allievo del padre, politicamente impegnato a sinistra, lo segue a Tokyo e lo sposa. Noge è arrestato come spia e scompare. Lei finisce come sua complice in prigione. Si trasferisce nel paese natale del suo uomo e fa la contadina. Continua a farla anche a guerra finita quando Noge è riabilitato. Unico film di Kurosawa – che l’ha scritto con Eijiri Hisaita – imperniato su un’eroina femminile di cui si racconta la metamorfosi, è diviso idealmente in 3 parti: di taglio espressionista la 1ª, in cadenze di realismo psicologico quella centrale e di un documentarismo lirico raggelato l’ultima. Le discrepanze stilistiche sono ridotte a unità e trovano un senso nel montaggio. All’inizio c’è la straordinaria sequenza dell’inseguimento a tre nei boschi; nella 2ª parte il ricorso a ellittici squarci della vita universitaria si alternano col ricorso a rapidi flashback di memoria in carcere e, infine, c’è il pudore nella descrizione frammentata della vita in campagna dove Yukie approda alla sua vittoria solitaria su sé stessa e contro la malvagità sordida del prossimo.

 Non rimpiango la mia giovinezza
(1946) on IMDb

Poster Kagemusha, l'ombra del guerrieroUn film di Akira Kurosawa. Con Tatsuya Nakadai, Tsutomu Yamazaki, Kenichi Hagiwara, Takashi Shimura, Mitsuko Baisho. Titolo originale Kagemusha. Drammatico, durata 159 min. – Giappone 1980. MYMONETRO Kagemusha, l’ombra del guerriero * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1572, durante le guerre tra clan per la conquista di Kyoto, Shingen Takeda resta mortalmente ferito; prima di morire ordina al suo clan di non diffondere la notizia, servendosi di un kagemusha, un sosia, che continui a incutere terrore nel nemico.
Dopo aver tentato il suicidio per non essere riuscito a realizzarlo, Kurosawa Akira riesce infine nel 1980 a mettere in scena Kagemusha, grazie al denaro americano e alla produzione congiunta di Francis Ford Coppola e George Lucas. È in particolare quest’ultimo a pagare il suo debito di riconoscenza al maestro per aver fornito con il suo cinema molte delle idee e delle suggestioni alla base di Guerre stellari: e l’Imperatore ringrazia, contaminando con il West – che lui stesso ha contribuito a plasmare, influenzando tanto Per un pugno di dollari che I magnifici sette – l’epico finale della tragica storia del clan Takeda. La lunga attesa ha permesso a Kurosawa di reinventare il suo Kagemusha nel segno del colore, che gioca un ruolo fondamentale tanto nelle scene di massa diurne che in quelle notturne, sottolineando i colori primari che sono alla base dei quattro elementi – Vento, Foresta, Fuoco, Montagna – su cui si basa la forza dell’esercito Takeda. Un’armata antica, fatta di cavalli e fanti, che incarna il Giappone che se ne va e lascia il posto alla contaminazione dell’Occidente, diavolo della modernità, e alle astuzie delle armi da fuoco, di cui si avvale l’astuto generale Nobunaga Oda. Giocato su una scansione della narrazione prettamente teatrale, Kagemusha è precursore del capolavoro Ran nella sua ripresa di temi scespiriani: il sosia è l’uomo comune, un banale ladruncolo che porta il dovuto rispetto alla figura sacrale del capo dove non ne è in grado il figlio legittimo Katsuyori, accecato dall’ambizione e dalla volontà di rivalsa.
Kagemusha nasconde i suoi punti di debolezza – in primis la mancanza della “maschera” di Toshiro Mifune, sostituito da un volenteroso ma non altrettanto efficace Tatsuya Nakadai – con la potenza di sequenze tra le più impressionanti dell’intero cinema di Kurosawa. Il messaggero che letteralmente “sveglia i morti” attraversando le schiere esauste dei soldati, l’arcobaleno che sembra presagire la sciagura dietro il cambio di strategia di Katsuyori, l’allegoria finale sullo scorrere degli eventi in mano a un Fato bizzarro che “il mondo a caso pone”.
E il tragico-farsesco sosia, più vero del vero, che, quasi posseduto dallo spirito di Shingen Takeda, ne assume la solennità e la saggezza, doti proprie di un leader in grado di tenere unito il suo clan anche dall’aldilà. Anche se le torri di Kyoto resteranno un miraggio, una chimera sognata ma mai afferrata.

 Kagemusha - L'ombra del guerriero
(1980) on IMDb

Anatomia di un rapimento (DVD) - Akira Kurosawa - Mondadori StoreUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Tatsuya Nakadai Titolo originale Tengoku to jigoku. Giallo, b/n durata 142 min. – Giappone 1963. MYMONETRO Anatomia di un rapimento * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Due colpi in uno (1959) di Ed McBain. Credendo di rapire il figlio di un grande industriale, uno studente sequestra quello del suo autista. L’industriale paga egualmente il riscatto. Un commissario di polizia ricerca il rapitore: la sua è una discesa all’inferno. Dall’intreccio di un romanzo “nero” americano A. Kurosawa cava una profonda riflessione etica sull’esistenza del male, i misteriosi legami tra i destini umani (e tra vittima e carnefice), contrapponendo l’alto (il cielo) della lussuosa villa dell’industriale con il basso (l’inferno) di una metropoli dove regnano il delitto, la prostituzione, la droga.

 Anatomia di un rapimento
(1963) on IMDb

Dodes'ka-den - WikipediaUn film di Akira Kurosawa. Con Yoshitaka Zuschi, Kin Sugal, Kyoko Tange Drammatico, durata 140′ min. – Giappone 1970. MYMONETRO Dodes’ka-den * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ballo di poveri in una bidonville di Tokyo: un reietto punisce col silenzio la moglie infedele; un impiegato subisce con dignità i furori della consorte bisbetica; un giovane minorato conduce un tram immaginario, scandendo l’onomatopea del titolo. Dalla raccolta dei racconti di Shugoro Yamamoto Un quartiere senza stagioni. È un mosaico dove l’orribile si affianca al sublime, il grottesco al patetico, il lugubre all’ironico. Ma non tutte le tessere sono omogenee: la materia scelta impedisce a Kurosawa di sviluppare quel rapporto dialettico tra individuo e società, tra vecchio e nuovo che è alla base delle sue opere maggiori. La copia arrivata in Italia è un’edizione gravemente mutilata.

 Dodes'ka-den
(1970) on IMDb

Locandina Una domenica meravigliosaUn film di Akira Kurosawa. Con Isao Numasaki, Chieko Nakakita, Atsushi Watanabe, Zeko Nakamura, Ichiro Namiki, Toppa Utsumi, Ichiro Sugai, Masao Shimizu. Titolo originale Subarashiki Nichiyobi. Drammatico, durata 108 min. – Giappone 1947. MYMONETRO Una domenica meravigliosa * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Il film narra una domenica di due fidanzati, Yuzo e Masako che stanno cerando un appartamento dove vivere. Ma le loro misere condizioni non lo consentono. “Dopotutto è domenica” dice la ragazza, alla stazione ferroviaria, pensando a una distrazione dai loro problemi: ma i pochi soldi che hanno in tasca non bastano neppure per comprare un biglietto ferroviario. Allora, per farsi aiutare, si recano da un amico di Yuzo che gestisce un cabaret. Il luogo si rivela piuttosto sinistro.

 Una meravigliosa domenica
(1947) on IMDb

Poster La sfida del samuraiUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Tatsuya Nakadai, Yoko Tsukasa, Isuzu Yamada, Daisuke Katô. Titolo originale Yojimbo. Drammatico, b/n durata 110′ min. – Giappone 1961. MYMONETRO La sfida del samurai * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Nel XVII secolo un samurai vagabondo arriva in un villaggio insanguinato dalla guerra tra due clan e, con machiavellica strategia, diventa l’ago della bilancia mettendo gli uni contro gli altri. Splendido film d’azione in chiave ironica e di ritmo snello, ma anche limpida parabola sulla cupidigia del denaro con risvolti ironici e una lontana parentela con Goldoni (Arlecchino servitore di due padroni). Yojimbo (che significa “guardia del corpo”) è il modello su cui Sergio Leone ricalcò Per un pugno di dollari e Walter Hill Ancora vivo. Ma, forse, all’origine di tutto c’è Red Harvest (Piombo e sangue, 1929) di Dashiell Hammett.

 La sfida del samurai
(1961) on IMDb

Locandina SanjuroUn film di Akira Kurosawa. Con Toshiro Mifune, Tatsuya Nakadai, Takashi Shimura, Takako Irie Titolo originale Tsubaki Sanjuro. Drammatico, b/n durata 96′ min. – Giappone 1962. MYMONETRO Sanjuro * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In comune con l’eroe di Yojimbo (La sfida del samurai, 1961), Sanjuro ha il nome, i tic e il vizietto del doppio gioco, ma è più saggio e disposto a dare ascolto alla saggezza femminile. Fa da maestro e guida a un gruppo di nove giovani aspiranti samurai decisi a combattere contro un prepotente e corrotto amministratore del loro piccolo stato feudale. Film sul tema dell’iniziazione alla vita (e alla politica), trova proprio nella dimensione comico-umoristica la moralità di un amabile apologo sui pericoli della violenza, condensata nella battuta della moglie del ciambellano: “Le buone spade devono rimanere nel fodero”. Tratto da un romanzo di Shugoro Yamamoto, adattato dal regista che l’ha anche prodotto e montato con Ryuzo Kikushima e Hideo Oguni. “Un samurai che si riempie il grembo di camelie… Non si era mai visto al cinema” (A. Tassone).

 Sanjuro
(1962) on IMDb

Rapsodia in agosto, attori, regista e riassunto del filmUn film di Akira Kurosawa. Con Richard Gere, Sachiko Murase, Hisashi Igawa, Narumi Kayashima, Toshie Negishi. Titolo originale A chigatsu no kyohshikyokw. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 135 min. – Giappone 1991. MYMONETRO Rapsodia in agosto * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Giappone, dalle parti di Hiroshima. Tre cugini adolescenti vivono con la nonna Kane. I ragazzi vestono in jeans, scarpe da ginnastica e sembrano davvero dei giovani americani. La vecchia naturalmente è del tutto diversa e anche se un suo fratello è emigrato negli Stati Uniti non può dimenticare la bomba atomica e suo marito morto proprio a Hiroshima nell’agosto del ’45. Kane ha un suo modo di intendere la vita e la memoria; è tradizionale, mistica e fantasiosa, e non intende altro che la sua terra e le sue tradizioni.

 Rapsodia in agosto
(1991) on IMDb

Madadayo-Il Compleanno: Amazon.it: Kagawa,Matsumura, Kagawa,Matsumura: Film  e TVUn film di Akira Kurosawa. Con Kyôko Kagawa, Tatsuo Matsumura, George Tokoro, Hisashi Igawa Commedia, Ratings: Kids+16, durata 140 min. – Giappone 1993. MYMONETROMadadayo – Il compleanno * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un anziano professore giapponese, poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, va in pensione. Per tutto il periodo bellico e negli anni a venire fino alla sua morte, i suoi ex allievi si adoperano affinché l’anziano insegnante possa fare fronte alle piccole e grandi esigenze della vita. Ogni anno alunni e insegnante si danno convegno e in una sorta di rituale scacciano il pensiero della morte. Akira Kurosawa appartiene alla ristretta cerchia dei grandi registi di fronte ai quali è impossibile non provare ammirazione e rispetto. Alla pari di John Ford, Billy Wilder, Kubrick, Fellini e pochi altri non appartiene a una cultura settaria, ma è patrimonio di tutti, al di là delle incognite che la società giapponesepresenta agli occhi degli occidentali. In Kurosawa ha il sopravvento lo strepitoso talento espresso con energia negli anni della giovinezza e da un pacifismo lirico e pacato negli anni che ogni uomo affronta sul finire della sua esistenza. Il pudore, la petulanza e la fragilità dell’insegnante, così autentica e toccante, viene mostrata in un trascinante crescendo dal quale è impossibile distaccarsi. Una salutare lezione di cinema con il suggerimento che una gemma di questo valore, per i suoi contenuti morali e per la mancanza di retorica, possa un giorno essere proiettata nelle scuole. Una lezione tenuta da un impagabile maestro con la discrezione di chi ha visto più in là di buona parte dell’umanità.

 Madadayo - Il compleanno
(1993) on IMDb

Risultati immagini per Lo spirito più elevatoUn film di Akira Kurosawa. Con Takashi Shimura, Ichiro Sugai, Soji Kiyokawa, Takako Irie, Yoko Yaguchi Titolo originale Ichiban Utsukushiku. Drammatico, durata 85 min. – Giappone 1944.


L’ardore, il fanatismo e il nazionalismo delle operaie in una fabbrica giapponese nel corso della seconda guerra mondiale.

 Lo spirito più elevato
(1944) on IMDb


Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure / Dersu Uzala ( Deruzu  uzâra ) [ Origine Spagnolo, Nessuna Lingua Italiana ]: Amazon.it: Film e TVUn film di Akira Kurosawa. Con Juri Solomin, Maksim Munzuk, Yuri Solomin, Svetlana Danilchenko, Dmitri Korshikov. Titolo originale Dersu Uzala. Avventura, Ratings: Kids+16, durata 140′ min. – URSS, Giappone 1975. MYMONETRO Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure * * * * - valutazione media: 4,38 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Da due libri di viaggio (1923) di Vladimir K. Arseniev: nel 1902 in una zona selvaggia lungo il fiume Ussuri ai confini con la Manciuria, Dersu Uzala, solitario cacciatore mongolo senza età né fissa dimora, incontra la piccola spedizione cartografica del capitano russo Arseniev con cui si lega di profonda amicizia e al quale salva la vita. 1° premio al Festival di Mosca e Oscar 1976 per il miglior film straniero, è un’opera che ricorda Flaherty e Dovženko per l’intensa, lirica,panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala _ impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo _ vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del “buon selvaggio”.

 Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure
(1975) on IMDb
Ran (1985) - Trama, Cast, Recensioni, Citazioni e Trailer

Un film di Akira Kurosawa. Con Tatsuya Nakadai, Akira Terao, Takeshi Kato, Jinpachi Nezu, Hisashi Igawa. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 163′ min. – Giappone 1985. MYMONETRO Ran * * * * 1/2 valutazione media: 4,60 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tragico viaggio verso la follia e la morte di Hidetora, signore e tiranno giapponese della guerra, che divide il suo principato tra i tre figli ingrati. Prima di spegnersi pronuncia una condanna senza rimedio dell’intera umanità. Ridotta all’osso la trama di Re Lear, con Ran (caos, follia) Kurosawa ha fatto un grande film sul disfacimento e il crollo del mondo. Dopo una 1ª parte espositiva nella 2ª i momenti di canto alto sono parecchi. Oscar per i costumi (Emi Wada); tre candidature: regia, fotografia (Takao Saito), scenografie (Yoshiro Muraki). Almeno 2 componenti di indiscutibile potenza in questo film del 75enne Kurosawa che diresse il suo ultimo film nel 1993: le sequenze di battaglia e l’interpretazione di Lady Kaede (Harada). È un Re Lear per il nostro tempo, e per ogni tempo.

Risultati immagini per sogni akira

Regia di Akira Kurosawa. Un film Da vedere 1990 con Martin ScorseseAkira TeraoMitsuko BaishoHisashi IgawaToshie NegishiCast completo Titolo originale: Konna yume wo mita. Genere Fantastico – GiapponeUSA1990durata 120 minuti. – MYmonetro 3,95 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

8 racconti (“Questi sogni che ho visto” dice il titolo giapponese), legati dalla presenza di un personaggio che parla in prima persona. I primi 2 rimandano all’infanzia dell’autore; i 3 successivi agli anni ’30 e ’40; didattici il 6° e il 7° sull’apocalisse nucleare. Le nostre preferenze personali vanno al 2° (“Il pescheto”) e all’8° (“Il villaggio dei mulini”), ma ammiriamo anche il 1° (“Sole attraverso la pioggia”), il 3° (“La tempesta”), il 5° (“Corvi” su Van Gogh con M. Scorsese); non ci dispiace il 4° (“Il tunnel”). Realizzato con la consulenza di I. Honda ( Godzilla ), l’apporto finanziario di Steven Spielberg e George Lucas, gli effetti speciali dell’Industrial Light & Magic. Ora visionario, ora tenerissimo, sempre di alto livello figurativo.

Locandina Cane randagio

Un film di Akira Kurosawa. Con Toshirô MifuneTakashi ShimuraYasushi Nagata Titolo originale Nora inuPoliziescob/n durata 95 min. – Giappone 1949.

Un giovane poliziotto (Toshiro Mifune) si lascia rubare la rivoltella che serve a commettere vari delitti, ma che gli permette infine di ritrovare l’assassino. Più che d’un film poliziesco a suspense si tratta però d’una descrizione di Tokyo nell’atmosfera di smarrimento e di miseria creata dalla disfatta, coi suoi disoccupati, i suoi banditi, le sue prostitute, gli occupanti, le rovine. Bellissima la sequenza finale: un combattimento tra i fiori d’una palude. Il protagonista, interpretato dall’attore preferito di Kurosawa, è un tipo inquieto e di carattere assai complesso, che insegue continuamente se stesso. E’ un film d’una certa importanza, benché non tra i preferiti del regista, che affermò di aver voluto fare” un film alla Simenon”.

Risultati immagini per Testimonianza di un Essere vivente

Un film di Akira Kurosawa. Con Toshirô MifuneTakashi ShimuraMinoru ChiakiEiko Miyoshi, Kyôko Aoyama, Haruko Togo, Noriko Sengoku. continua» Titolo originale Ikimono no kirokuDrammaticob/n durata 103 min. – Giappone 1955

Ossessionato dalla paura della guerra atomica, un ricco giapponese (Toshiro Mifune) vuole espatriare nel Brasile e diventa pazzo. Col suo ritmo un po’ lento, il film può tuttavia diventare ossessionante per chi abbia la pazienza di lasciarsene affascinare. Quando il protagonista fa bruciare la sua fabbrica perché così la famiglia non s’opponga più all’emigrazione, gli operai gli chiedono “E noi”? “Qual’è dunque la soluzione?” Il pubblico è invitato a riflettere, sulla base degli argomenti che questa cronaca gli offre, non identificandosi col personaggio del vecchio folle, ma attraverso il personaggio che lo osserva, quello del dentista. È con lui che il film comincia e finisce, è con lui che si è portati a riflettere sul problema che ossessiona il vecchio” (Heinz Steinberg). Il film è conosciuto anche come Vivere nella paura o Se gli uccelli sapessero.