Category: Valeria Bruni Tedeschi


Locandina Il capitale umano

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio. Thriller, durata 109 min. – Italia 2014. – 01 Distribution uscita giovedì 9 gennaio 2014. MYMONETRO Il capitale umano * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 142 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


In un paesotto della Brianza che finisce in “ate”, eretto alle pendici di una collina una volta incredibilmente boscosa, un cameriere da catering neanche più giovane torna a casa a notte fonda con la sua bicicletta, chiuso tra il gelido freddo di una curva cieca e il sopravanzare spavaldo e sparato di un Suv che lo schiaccia lasciandolo agonizzante, vittima predestinata di un pirata anonimo. Il giorno dopo, la vita di due famiglie diversamente dislocate nella scala sociale brianzola viene toccata da questo evento notturno in un lento affiorare di indizi e dettagli che sembrano coinvolgere il rampollo di quella più ricca, assisa nella villa che sovrasta il paese, e la figlia dell’altra, piccolo borghese con aspirazioni di ribalta. Uno a uno sfilano i presunti protagonisti: il padre della giovane ragazza, un ingenuo stolto e credulone, titolare di un’agenzia immobiliare, pronto a giocarsi quello che non ha per entrare nel fondo fiduciario del magnate della zona al quale accede per un eccesso di fiducia e grazie all’entratura garantitagli dalla figlia, fidanzata con il giovane rampollo della ricca famiglia; il magnate, cinico e competitivo, perfetto prodotto brianzolo, forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire quell’impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto: le moglie dell’uno e dell’altro, la prima psicologa tutta presa dalla sua missione e dall’imminente maternità, tardiva e sofferta, la seconda sposa tonta con il sogno del teatro, obnubilata dalla ricchezza e dal troppo avere: in ultimo i rispettivi figli, non più incolpevoli, mai più adolescenti, complici dell’orrore in questa “tragedia” balzachiana che della commedia ha solo i tipi.
Paolo Virzì fa un salto in avanti nel personale viaggio politico nell’Italia del suo presente, puntando finalmente la bussola verso il nord del Paese, trovando un cuore nero che non fa ridere proprio per niente. La goliardia toscana, il cinismo burlone romano (modi e luoghi che hanno caratterizzato la sua commedia) sono lontani, lontanissimi, senza quasi più alcun eco in queste lande brianzole, disegnate come fossero terre straniere abitate da genti aliene che comunicano in un linguaggio misterioso e duro. Virzì si fa suggestionare dal suo limite, un misto di gap culturale e sociale (un livornese in Brianza), che presto trasforma nella sua arma migliore, abbandonando il facile gigioneggiare nelle disgrazie del malcostume centroitaliano per addentrarsi nei meandri di un apologo potente e inaspettato.
Liberamente tratto dal thriller di Stephen Amidon, ambientato nel Conneticut, con l’aiuto di Francesco Piccolo e Francesco Bruni, Il capitale umano vanta un cast variamente composto su cui domina Fabrizio Bentivoglio che interpreta senza alcun timore il personaggio di Dino Ossola. Ecco, crediamo che questo tipo unico di “scemo” sia in assoluto una delle migliori descrizioni di un certo italiano contemporaneo, degno della migliore tradizione del cinema nostrano.

Human Capital (2013) on IMDb

Regia di Ermanno OlmiAbbas KiarostamiKen Loach. Un film con Carlo Delle PianeValeria Bruni TedeschiSilvana De SantisFilippo TrojanoMartin CompstonCast completo Genere Episodi – ItaliaGran Bretagna2005durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 25 marzo 2005 – MYmonetro 2,38 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quando un Maestro (e i tre registi coinvolti in questa operazione indubbiamente lo sono) delude il dispiacere si unisce all’imbarazzo. Perché è come se un amico ti avesse fatto perdere un po’ della fiducia che avevi in lui. È ciò che accade con i due episodi firmati da Olmi e da Kiarostami. Nel primo un Carlo Delle Piane che recita lo stesso ruolo che gli ha offerto Avati in numerosi film (a partire da Una gita scolastica), si innamora platonicamente, di un’assistente che gli ha mostrato cortesia unita a gentilezza. Dal treno (elemento di collegamento tra gli episodi) su cui si trova vorrebbe inviarle una mail ma finisce col non farlo. Nel secondo una donna anziana ed arrogante maltratta il giovane soldato assegnatole per il servizio civile e costui cerca rifugio nel dialogo con un’adolescente che lo conosce ma che lui non ricorda. In entrambe le storie si legge un’incertezza di fondo. Olmi tratta un tema importante come l’amore provato da una persona anziana ma lo fa con errori di continuità e con una fragilità narrativa che gli è insolita.
Abbas Kiarostami è in ferie dal suo Iran e si vede. Delinea un carattere (quello della donna) ma senza motivare l’attenzione che gli rivolge mentre riesce meglio nella definizione del bisogno di comunicazione del giovane accompagnatore. Anche qui però l’esigenza di ‘fare metraggio’ (cioè di raggiungere la durata necessaria) diluisce la presa della narrazione che, proprio mentre abbandona le lentezze proprie dell’autore, perde in pregnanza.
Chi invece resta se stesso e non delude chi lo apprezza è Ken Loach. Ci presenta tre giovani tifosi del Celtic in viaggio verso Roma per una partita di Coppa. Chiacchierano con una famiglia albanese e, poco dopo, uno di loro scoprirà di non avere più il biglietto. Il sospetto cade subito sugli extracomunitari scatenando reazioni diverse che porteranno ad un esito in linea con l’attenzione verso i più deboli socialmente che è la cifra contenutistica che Loach non ha mai abbandonato. Ma il regista britannico propone di più (rispetto ai suoi colleghi) anche sul piano linguistico. La sua macchina da presa fa del vagone ferroviario uno spazio da percorrere per cercare una verità che andrà al di là della prima apparenza e consentirà ai protagonisti di scoprire un aspetto inatteso della loro personalità.

Tickets (2005) on IMDb

Regia di Bruno Dumont. Un film Da vedere 2016 con Fabrice LuchiniJuliette BinocheValeria Bruni TedeschiJean-Luc VincentDidier DesprèsCast completo Titolo originale: Ma Loute. Genere Commedia, – GermaniaFrancia2016durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2016 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 2,92 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Estate 1910, Baia de La Slack nel Nord della Francia. Delle sparizioni misteriose di persone spingono l’ispettore Machin e il suo assistente a recarsi sul luogo per cercare di indagare. In zona vive la famiglia Brufort a cui appartiene Ma Loute, un giovane che lavora come raccoglitore di cozze e, insieme al padre, come trasportatore a braccia di borghesi che vogliono raggiungere la riva opposta di una piccola laguna. Proprio da borghesi è formata la famiglia dei Van Peteghem che raggiunge la villa di famiglia in stile egizio situata su un’altura prospiciente il mare.

Slack Bay (2016) on IMDb

Regia di Dominik Moll. Un film Da vedere 2019 con Denis MénochetLaure CalamyDamien BonnardValeria Bruni TedeschiNadia TereszkiewiczCast completo Titolo originale: Seules les bêtes. Genere Thriller, – FranciaGermania2019durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 12 maggio 2022 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,31 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lozère, sud della Francia. Una donna sparisce misteriosamente durante una bufera di neve. La polizia trova la sua macchina sul ciglio di una strada e comincia ad indagare sui possibili colpevoli. Tra i sospetti ci sono Alice, assistante sociale, suo marito e il suo amante. Vivono tutti e tre lontani dal resto dal mondo. Poco prima, a Sète, una cameriera si era innamorata della vittima e ha cercato in tutti i modi di far funzionare il loro amore proibito. Infine, un ragazzo dell’Abidjan che tenta di uscire dalla miseria si ritroverà, anch’esso, coinvolto in questo caso. Le loro vicende si intrecciano e il puzzle è difficile da ricomporre. Tutti nascondono un grave segreto… ma chi ha ucciso Evelyne Ducat?

 Only the animals - Storie di spiriti amanti
(2019) on IMDb

Regia di Samuel Benchetrit. Un film Da vedere 2015 con Isabelle HuppertGustave KervernValeria Bruni TedeschiTassadit MandiJules BenchetritCast completo Titolo originale: Asphalte. Genere Commedia drammatica, – FranciaGran Bretagna2015durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 marzo 2016 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,26 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una materna signora immigrata in Francia da tanti anni, un uomo non più giovane, ammaccato dalla solitudine e un delizioso adolescente impertinente vivono nella stessa casa popolare. Sono in un’attesa inconsapevole di qualcosa o qualcuno che li distragga e li faccia evadere dalla loro routine. L’esistenza di queste tre anime esce dall’anonimato e viene appagata, allietata, arricchita da persone speciali che entrano nelle loro vite: un astronauta americano precipitato sul tetto del palazzo, una dolce infermiera di notte con un’innata e timida compassione, una famosa attrice degli anni ’80 in cerca di un soggetto per tornare alla ribalta. Benchetrit, in ottima forma per questo suo 5° lavoro, dirige un film tratto da un suo libro di racconti Cronache d’asfalto (perché non intitolare anche il film così?). Le storie affondano la loro intimità nelle radici sociali e si sviluppano in ironici episodi/vignetta fatti di situazioni surreali e tragicomiche ed elementi anacronistici. Personaggi eccentrici di un deserto urbano periferico interagiscono amabilmente, infantilmente, cinicamente tra di loro. La malinconia si coniuga con il sorriso. La solidarietà si concilia con il riscatto sociale. Titolo internazionale: Macadam Stories , traduzione del titolo della raccolta di racconti da cui ha origine.

 Il condominio dei cuori infranti
(2015) on IMDb

Regia di Romain Goupil. Un film Da vedere 2010 con Valeria Bruni TedeschiLinda DoudaevaJules RitmanicLouna KlanitLouka MassetCast completo Titolo originale: Les mains en l’air. Genere Drammatico, – Francia2010durata 90 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 giugno 2011 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,00 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 2067, a Parigi, l’anziana Milana racconta la storia della sua infanzia: bambina di origine cecena, frequenta la scuola elementare con i suoi amici del quartiere, bambini di ogni colore e provenienza, con alcuni dei quali ha formato una piccola banda di amici inseparabili e complici. C’è Blaise, che in segreto la ama; c’è la sua sorellina, la dolce Alice; c’è Youssef, che un brutto giorno viene rimpatriato perché i genitori non hanno il permesso di soggiorno. Quando lo stesso destino sembra toccare anche a Milana, la banda mette in atto un piano per impedirlo: con la complicità di un amichetto e la comprensione della burbera mamma di Blaise, i bambini scappano e si nascondono per giorni in una cantina, a due passi da casa. Polizia, scuola e famiglie li cercano. “Uno dei più piccoli e memorabili film della stagione… vive di un’atmosfera accuratamente costruita, mai melodrammatico, didascalico senza invadenza, commovente senza ricatto, stupendamente recitato” (G. Molteni). Da far vedere nelle scuole.

 Tutti per uno
(2010) on IMDb

Regia di Paolo Virzì. Un film Da vedere 2016 con Valeria Bruni TedeschiMicaela RamazzottiValentina CarneluttiTommaso RagnoBob MessiniCast completo Genere Commedia drammaticaDrammatico, – Italia2016durata 118 minuti. Uscita cinema martedì 17 maggio 2016 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,43 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due donne si incontrano a Villa Biondi, comunità terapeutica, sulle colline pistoiesi, per pazienti con disturbi mentali: la contessa Beatrice Morandini Valdirana, colta chiacchierona, ricca di famiglia, elegante e snob, dopo una serie di condanne penali per frode e una denuncia da parte dello stesso giudice che l’ha condannata, è ritenuta socialmente pericolosa e sottoposta a misure restrittive; Donatella è una giovane di poche parole, dal corpo innaturalmente magro, segnato da cicatrici e tatuaggi, che nasconde un’infanzia infelice. Commette un gesto estremo e le perizie mediche sentenziano che è socialmente pericolosa. Contro ogni previsione le due stringono un’alleanza e alla prima occasione, incuranti, si danno alla fuga. Entrambe bisognose di affetto, diventano l’una per l’altra terapia di valium, sorrisi e coraggio, lottano per sopravvivere in un mondo che non le comprende. Virzì scrive il film con Francesca Archibugi citando Un tram che si chiama desiderio . Con toni spesso felici, ironici e teneri non vuole indorare la pillola, ma raccontare il dramma e infondere speranza e comprensione. L’unità di base delle inquadrature di Virzì è l’affetto, perché ama i personaggi che racconta. Profondo e leggero nello stesso tempo, il film appartiene a due generose, strepitose, intuitive attrici, Bruni Tedeschi e Ramazzotti; ogni altro elemento della messa in scena sembra al servizio della loro vitalità straripante. L’alchimia tra le due è perfetta. Presentato a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs – 10 minuti di applausi – meritava il concorso e un premio. Nastro d’argento ai costumi di C. Dottori. Nel film recitano anche alcune donne del Centro di salute mentale di Montecatini diretto dallo psichiatra Vito D’Anza, che ha fondato il gruppo teatrale “Mah! Boh”.

 La pazza gioia
(2016) on IMDb

Regia di Mimmo Calopresti. Un film Da vedere 1998 con Fabrizio BentivoglioValeria Bruni TedeschiMarina ConfaloneDaria NicolodiMimmo CaloprestiCast completo Genere Sentimentale – Italia1998durata 80 minuti. – MYmonetro 3,78 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Trentenne psicolabile di buona famiglia vive con le sue fobie delle quali fa quasi una regola di vita. Decide di innamorarsi e sceglie un insegnante di violoncello che in apparenza è più normale di lei. Commedia fine di nevrosi incrociate dove i temi sono sfiorati con la leggerezza delle mezze tinte, di tono francese più che italiano. In un personaggio che le è congeniale è ottima V. Bruni Tedeschi, ma è altrettanto apprezzabile la concertazione degli altri attori tra cui spicca M. Confalone. Il titolo bruttarello è preso da un verso di M. Duras.

L'abbuffata - Film (2007) - MYmovies.it

L’Abbuffata è un film di genere commedia del 2007, diretto da Mimmo Calopresti, con Diego Abatantuono e Valeria Bruni Tedeschi. Uscita al cinema il 16 novembre 2007. Durata 102 minuti. Distribuito da Istituto Luce.

La storia ha inizio a Diamante, uno splendido borgo marino in provincia di Cosenza, abitato da poco più di cinquemila persone, dove si conoscono tutti e la vita scorre tranquilla. Gabriele (Paolo Briguglia), Marco (Lorenzo Di Ciaccia) e Nicola (Lele Nucera) sono tre amici che amano il cinema e hanno un sogno, quello di realizzare un lungometraggio che racconti una storia d’amore tra una vecchia signora e un migrante sparito nel nulla. Cominciano a metter su il loro progetto, ma sanno bene che non sarà facile portarlo a termine. Nonostante riescano con il loro entusiasmo a coinvolgere una serie di persone, mancano però due elementi fondamentali per la realizzazione del film: il regista e l’attore protagonista. A nulla valgono le pressioni fatte a Neri (Diego Abatantuono), un cinico regista privo ispirazione, che si è ritirato nel borgo da 4 anni a vita contemplativa; l’uomo è deciso a non dirigere più alcun film.

La balia: Amazon.it: Fabrizio Bentivoglio, Maya Sansa, Valeria Bruni  Tedeschi, Jacqueline Lustig, Pier Giorgio Bellocchio, Marco Bellocchio,  Fabrizio Bentivoglio, Maya Sansa: Film e TV

Regia di Marco Bellocchio. Un film con Michele PlacidoFabrizio BentivoglioValeria Bruni TedeschiJacqueline LustigMaya SansaCast completo Genere Drammatico – Italia1999durata 106 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Vittoria (Bruni Tedeschi), moglie nevrotica dello psichiatra Ennio Mori (Bentivoglio), non riesce ad allattare il figlio appena nato e prova per lui una segreta ripulsa. Lo allatta Annette (Sansa), giovane contadina e compagna di un sovversivo, la cui intesa col bambino è così radiosa e totale da rendere gelosa la madre. Dopo Enrico IV e L’uomo dal fiore in bocca , è il 3° incontro con Pirandello di M. Bellocchio, che ne ha ripreso una novella del 1903, da lui adattata con Daniela Ceselli: ha praticato una serie di innesti e microcambiamenti che ne contraddicono il verismo fatalistico di fondo, modificandone anche la conclusione. L’incapacità di amare e di comunicare è il nucleo centrale attraversato, a lampi, dai segni delle lotte sociali, temi cari a Bellocchio. Quasi tutti i personaggi cambiano nel corso del racconto il cui registro è sintonizzato su quello di F. Bentivoglio. Alta tenuta stilistica, ambientazione suggestiva senza viscontismi, ammirevole intensità di recitazione, uso espressivo del sonoro. Fotografia di Giuseppe Lanci, musiche di Carlo Crivelli. Globo d’oro 1999 (stampa estera) a M. Sansa come rivelazione dell’anno e alla fotografia di Lanci.

Locandina Il tempo che resta

Un film di François Ozon. Con Melvil PoupaudJeanne MoreauValeria Bruni TedeschiDaniel DuvalMarie Rivière Titolo originale Le temps qui resteDrammaticodurata 85 min. – Francia 2005uscita venerdì 23 giugno 2006. MYMONETRO Il tempo che resta ***1/2- valutazione media: 3,64 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Romain è un giovane fotografo di moda a cui viene diagnosticato un cancro all’ultimo stadio. Alla (chemio-)terapia preferisce il decorso ineluttabile della malattia. Lascia la professione, il proprio compagno e gli affetti familiari per ritirarsi in solitudine nel suo appartamento parigino. Il ripiegamento affettivo è interrotto soltanto dalla visita all’anziana nonna e dall’incontro casuale con una coppia sterile a cui fa dono di un figlio. Davanti al mare si congeda dal mondo.
Con un meccanismo a ritroso già applicato da Ozon in Cinqueperdue, per riferire la fine di una storia d’amore, ne Il tempo che resta è la vita di un uomo a procedere all’indietro fino all’infanzia, fino al punto zero in cui vita e morte coincidono e si annullano. Questa volta è la fine di una vita a venire esibita con un sapiente equilibrio dal regista francese. Il suo cinema, coerente alla sua poetica mortifera, non cede a soluzioni ricattatorie da consunzione melò, né tantomeno degenera in una indifferente insensibilità. La morte prossima di Romain è un fatto privato che si traduce in gesti carichi di emotività, perché sono gli ultimi e perché guariscono l’anaffettività del personaggio: la carezza al padre, l’abbandono sul petto della nonna, le foto scattate di nascosto alla sorella. Il volto di Romain, interpretato da un impenetrabile e patito Melvil Poupaud, “il ragazzo delle tre ragazze” di Eric Rohmer, ribadisce la frontalità del cinema di Ozon. Un attacco diretto che in Le temps qui reste si fa addirittura letterale: i primi piani dominano sui totali fino all’ultima sequenza dove è sempre il mare a “rubare” la vita, quella di Romain come quella del marito di Charlotte Rampling in Sotto la sabbia. Su un campo lungo finale e sostenuto si spegne il sole, in primissimo piano la vita.

Locandina Nénette e Boni

Un film di Claire Denis. Con Grégoire ColinAlice HouriValeria Bruni TedeschiVincent Gallo Titolo originale Nenette et BoniDrammaticodurata 115 min. – Francia 1996.

Nénette e Boni sono fratelli, separati dal divorzio dei genitori. La madre, che stravedeva per Boni, è morta. Ora lui fa il pizzaiolo a Marsiglia, vive in uno strano tugurio e non ha buoni rapporti con gli altri. Un bel giorno nel suo rifugio arriva la sorella Nénette, scappata dal collegio dove il padre l’ha piazzata. C’è un problema che i due devono risolvere, ma i loro rapporti non sono affatto facili.

Risultati immagini per Il Colore della MenzognaRegia di Claude Chabrol. Un film con Sandrine BonnaireValeria Bruni TedeschiBulle OgierJacques GamblinAntoine De Caunes. Titolo originale: Au coeur du mensonge. Genere Drammatico – Francia1999durata 113 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.
Bretagna. In un villaggio di pescatori alcuni bambini scoprono il cadavere di una loro coetanea. Il sospetto cade sul suo insegnante privato di disegno, René, sposato con l’infermiera Viviane attratta da uno scrittore famoso che ha una villa nella zona e ogni tanto vi torna per periodi di riposo. Se Valeria Bruni Tedeschi rifà se stessa, Chabrol è capace di riproporre un groviglio di vipere provinciale ricco di sfaccettature lavorando soprattutto sui nascondimenti e (come vuole il titolo italiano) sui colori. View full article »