Category: B


Regia di Bernardo Bertolucci. Un film con Marisa SolinasAllen MidgetteGiancarlo De RosaAlfredo LeggiGabriella GiorgelliCast completo Genere Drammatico – Italia1962durata 100 minuti. – MYmoro 3,25 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Uccidono una mondana in riva al Tevere. La polizia comincia a tartassare le persone (ruffiani, ladri, ragazzi di vita) viste sul luogo nelle ore dell’omicidio. Accusati da un vagabondo, due minorenni sono presi dal panico e scappano. Nella fuga uno muore. Il vero colpevole verrà scoperto solo alla fine. Esordio del ventitreenne Bertolucci, sotto l’ala di Pasolini.

The Grim Reaper (1962) on IMDb
Risultati immagini per Piccoli Omicidi tra Amici

Regia di Danny Boyle. Un film Da vedere 1994 con Kerry FoxChristopher EcclestonEwan McGregorKen StottKeith AllenColin McCredie.Cast completo Titolo originale: Shallow Grave. Genere Commedia – Gran Bretagna1994durata 95 minuti. – MYmonetro 3,39 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.


Tre giovani amici – il giornalista Alex, il commercialista David e la dottoressa Juliet – cercano un coinquilino con cui condividere le spese del grande appartamento in cui vivono. Finalmente un giorno trovano la persona giusta, ma, dopo la prima notte trascorsa nella casa, il nuovo inquilino viene trovato cadavere. Sembrerebbe un suicidio. I tre stanno per chiamare la polizia, quando si accorgono che l’uomo aveva con sé una valigia piena zeppa di soldi. La tentazione è troppo forte. Alex e Juliet, i più spregiudicati, convincono il più prudente e restio David a sbarazzarsi del cadavere per dividersi quella montagna di denaro.
Un esordio che lascia il segno. Quello dell’inglese Danny Boyle dietro la macchina da presa, usata deliziosamente per dirigere un piccolo gioiello della black comedy.

A partire da una folgorante prima sequenza, dove l’accesissimo rosso dei titoli di testa lascia intendere i retroscena macabri di cui sarà costellato l’intero film. Così come la surreale enunciazione di un biondino pallido sull’importanza di amicizia e fiducia, con hitchcockiano movimento di macchina a spirale sul suo volto. Subito dopo, il movimento di macchina si fa frenetico, convulso, vertiginoso, all’inseguimento di un’auto che corre per le vie di una città elegante ma anonima. In questa prima sequenza è condensato il manifesto stilistico del film, così come dell’intera poetica di Boyle, regista che in seguito ci abituerà a piacevoli sorprese, soprattutto con il vertice di Trainspotting, che avrebbe consacrato il talento dell’attore Ewan McGregor, qui promettente sconosciuto.
Manifesto stilistico, quindi, ma non mero esercizio di stile. Perché, oltre a un senso estetico di plastica bellezza – accentuata da un’esaltazione pop dei colori e da inquadrature vertiginose e a spirale che citano e omaggiano il maestro del brivido Hitchcock – questo primo lavoro di Boyle regala momenti di autentico spasso amorale e visionarietà. Come la folle e divertentissima presentazione iniziale dei tre protagonisti, che mettono in moto un cast, con tanto di domande matte e spiazzanti, per scegliere il coinquilino giusto, quello in grado di reggere i loro cinici giochi di ruolo. O la conturbante scena del ballo tra Alex e Juliet e quella, più surreale, in cui lui è vestito da donna e guarda con lei un filmino, al massimo della complicità. Dal grottesco umorismo nero, che esalta l’amoralità dei due protagonisti, si passa al raccapricciante e visionario incubo allucinatorio del terzo personaggio, destinato, dai giochi crudeli dei due amici, a passare improvvisamente dal ruolo di vittima a carnefice. In questa seconda parte, il regista perde un po’ la presa, soprattutto per alcune forzature di sceneggiatura e per il sottotesto moralistico che suggerisce come l’avarizia possa scatenare i peggiori istinti dell’uomo e rovinare solide amicizie. Che, in realtà, non erano poi così solide, dato che sottilmente logorate da una latente gelosia, in un triangolo dominato – come in ogni noir che si rispetti – dalla classica femme fatale infida e manipolatrice. Interessanti suggestioni psicologiche, che alla fine chiudono il cerchio, ritornando là dove tutto era iniziato.

Shallow Grave (1994) on IMDb
Fanny e Alexander: Amazon.it: Pernilla Allwin, Bertil Guve, Borje Ahlstedt,  Gunnar Bjornstrand, Erland Josephson, Ingmar Bergman, Pernilla Allwin,  Bertil Guve: Film e TV

Un film di Ingmar Bergman. Con Erland Josephson, Pernilla Allwin, Gertil Guve, Ewa Froeling, Harriet Andersson. Titolo originale Fanny och Alexander. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 312′ min. – Svezia 1982. MYMONETRO Fanny e Alexander * * * * 1/2 valutazione media: 4,67 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Divisa in 5 capitoli (1. il Natale; 2. il fantasma; 3. il commiato; 4. i fatti dell’estate; 5. i demoni), un breve prologo e un lungo epilogo, è la storia della famiglia Ekdahl di Uppsala tra il Natale del 1907 e la primavera del 1909 con una sessantina di personaggi, divisi in quattro gruppi, che passa per tre case e mette a fuoco tre temi centrali: l’arte (il teatro), la religione e la magia. Congedo e testamento di Bergman, uomo di cinema, è una dichiarazione d’amore alla vita e, come la vita, ha molte facce: commedia, dramma, pochade, tragedia, alternando riti familiari (lo splendido capitolo iniziale), strazianti liti coniugali alla Strindberg, cupi conflitti ditetraggine luterana che rimandano a Dreyer, colpi di scena da romanzo d’appendice, quadretti idillici, interm ezzi di allegra sensualità, impennate fantastiche, magie, trucchi, morti che ritornano. Un film “dove tutto può accadere”. Compendio di trent’anni di cinema all’insegna di un alto magistero narrativo. Ebbe 4 Oscar (miglior film straniero, fotografia di Sven Nykvist, scenografia, costumi): un primato per un film di lingua non inglese. Girato in doppia versione, per cinema e TV.

 Fanny & Alexander
(1982) on IMDb
Il posto delle fragole - Film (1957) - MYmovies.it

Regia di Ingmar Bergman. Un film Da vedere 1957 con Bibi AnderssonMax von SydowIngrid ThulinVictor SjöströmGunnar BjörnstrandCast completo Titolo originale: Smultronstället. Genere Drammatico – Svezia1957durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,45 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un vecchio medico parte in auto con la nuora, carica vari autostoppisti, va a trovare la vecchissima madre, arriva all’università di Lund dove si festeggia il suo giubileo, il 50° anniversario della sua attività professionale. Alle vicende del viaggio si alternano sogni, incubi, ricordi che si fanno parabola sulla morte nascosta dietro le apparenze della vita. “Non avevo capito che V. Sjöström si era preso il mio testo, l’aveva fatto suo e vi aveva immesso le sue esperienze… Si era impadronito della mia anima nella figura di mio padre e se ne era appropriato” (I. Bergman). È, forse, il più alto risultato di Bergman negli anni ’50. Orso d’oro al Festival di Berlino 1958 e molti altri premi. Il grande regista e attore Sjöström (1879-1960) morì 3 anni dopo le riprese.

 Il posto delle fragole
(1957) on IMDb
Il diario di un curato di campagna (1951) - Film - Movieplayer.it

Un film di Robert Bresson. Con Claude Laydu, Jean Danet, Jean Rivière, André Guibert, Antoine Balpêtre, Bernard Hubrenne, Gaston Séverin. Titolo originale Le journal d’un curé de campagne. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 110′ min. – Francia 1950. MYMONETRO Il diario di un curato di campagna * * * * 1/2 valutazione media: 4,50 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Un giovane parroco frequenta un castello il cui padrone, un conte, inganna la moglie con grande pena del figlio. Il prete si attira l’ostilità di entrambi. Malato di cancro, va a morire in casa di un prete spretato.Splendida, austera trasposizione del romanzo (1936) di Georges Bernanos. “Un’opera tutta fatta di verità interiore ha potuto per la prima volta passare sullo schermo senza la più piccola concessione” (Julien Green). Indimenticabile.

 Il diario di un curato di campagna
(1951) on IMDb

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Debra Winger, John Malkovich, Campbell Scott, Veronica Lazar, Nicoletta Braschi. Titolo originale The Sheltering Sky. Drammatico, durata 138 min. – Italia, Gran Bretagna 1990. MYMONETRO Il tè nel deserto * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Due giovani coniugi americani e un loro amico si recano nel Nord Africa. Partendo da Tangeri percorrono un lungo itinerario che li porta nei luoghi dove l’Africa è più ostile. Il viaggio rappresenta una vera e propria traversata della loro esistenza. Mette a nudo l’inconsistenza di una vita senza scopi. Il film è tratto da un romanzo di Paul Bowles, che compare nel ruolo di testimone della vicenda. Ed è proprio a lui che nel finale si rivolge alla donna. Il vecchio conclude con queste parole: “…Quante altre volte guarderete levarsi la luna?… Forse venti. Eppure, tutto sembra senza limite…”.

Sembra soprattutto che i protagonisti, partendo da presupposti basati sulla decadenza della cultura occidentale, si trovino schiacciati dalla incomprensibilità di una regione che al contrario vive la propria cultura nella fisicità che la radiosa asprezza del clima impone. Un abisso. Un’utopia che l’arroganza culturale non riesce a raggiungere. La sconfitta giunge prima nel corpo per poi diffondersi nel mistero della morte. Bernardo Bertolucci ancora una volta si finge autore impegnato. Sceglie un testo di difficile decifrazione. Ricorre alla strepitosa capacità di rappresentare ciò che non è rappresentabile. Personaggi odiosi, da guardare con sospetto dopo le prime battute. Una ricerca maniacale di uno stile letterario più che cinematografico. Parole vane. Personaggi dimenticabili. Ogni sequenza sembra il trailer della successiva. Resta la fotografia di Storaro, anch’essa prevedibile con alcune incursioni nell’immaginario pubblicitario più vicino ai baci Perugina che non alle morenti pagine di Bowles. Bertolucci non ama i suoi personaggi e li priva così della segreta poesia che è presente in ogni confessione. Una fama, quella di Bertolucci, giustificata dalla sua capacità di manipolare grandi budget, al servizio di padroni un po’ snob, come sanno essere gli americani quando affrontano la cultura. Per ora è ancora e solo il regista de Il conformista.

The Sheltering Sky (1990) on IMDb

E TUTTI RISERO - Spietati - Recensioni e Novità sui FilmUn film di Peter Bogdanovich. Con Ben Gazzara, Audrey Hepburn, John Ritter, Elizabeth Peña, Colleen Camp. Titolo originale They All Laughed. Commedia, durata 115′ min. – USA 1981. MYMONETRO … E tutti risero * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre investigatori privati, inclini a confondere il lavoro con il piacere, hanno la poco professionale disposizione a sedurre le donne che dovrebbero pedinare. Le cose si complicano. Uno dei migliori film di Bogdanovich. Favola di pedinamenti e d’amore in cui la vicenda è un filo sottile ma robusto al quale sono appesi i personaggi. Audrey ha poco da fare e lo fa bene, Ben ha molto e ci dà dentro. Uscito con quasi un anno di ritardo in seguito all’omicidio di D. Stratten (raccontato da Bob Fosse in Star 80, 1983).

They All Laughed (1981) on IMDb

Dollari maledetti (DVD) di Spencer Gordon Bennet - DVDUn film di Spencer Gordon Bennett. Con Richard ArlenDan DuryeaRod CameronAudrey Dalton Westerndurata 92 min. – USA 1965MYMONETRO Dollari maledetti * * - - -valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Duggan Willie si è trasferito dalla costa occidentale nel selvaggio west in cerca di fortuna. Dopo aver ucciso un bandito e riscosso la taglia decide di diventare un bounty-killer ma in questo modo rischia di diventare un altro uomo e forse perdere l’amore della bella Carole.

The Bounty Killer (1965) on IMDb

Regia di Paolo Bologna. Un film con Lidia BroccolinoAndrea FranchettiEnnio FantastichiniLeonardo TreviglioAngelica IppolitoCast completo Genere Drammatico – Italia1983durata 80 minuti.

Leo non riesce a concluder niente, ne il difficile rapporto con la fidanzata (Cloris), ne il film che sta realizzando col suo amico (Ennio), ne con i ricchi clienti del suo piccolo traffico di cocaina (i Mayer), a fine giornata la polizia lo sta quasi per arrestare, ma prenderanno un suo sprovveduto amico.
Nel suo doppio mestiere di piccolo spacciatore e regista, come un camminatore instancabile, Leo ci conduce negli spazi e tra i personaggi della grande metropoli (la Roma delle periferie del boom economico), nel suo ritmo quotidiano, dall’alba al tramonto di una torrida giornata estiva.
Personaggi assurdi ed iperreali, situazioni fugaci, rapporti duri. Le scene del film che sta girando e quelle della realtà sembrano intrecciarsi e confondersi quasi senza soluzione di continuità.

 Fuori dal giorno
(1983) on IMDb

Regia di Robert Bresson. Un film con Dominique SandaGuy FranginJane Lobre. Titolo originale: Une femme douce. Genere Drammatico – Francia1969durata 105 minuti. – MYmonetro 3,50 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal racconto La mite (1877) di Fëdor M. Dostoevskij. Davanti al cadavere della giovanissima moglie suicida un usuraio quarantenne fa l’esame di coscienza, rievocando i suoi rapporti coniugali. 1° film a colori di R. Bresson ed esordio di D. Sanda (1951). Trasferita l’azione in un’astratta Francia odierna, il regista scruta i due personaggi con la sua scrittura asciutta, cercando di fare a meno della psicologia: “Ma non vi è riuscito. La psicologia trasuda dagli oggetti, si spande per il film come una nebbia” (A. Moravia).

 Così bella così dolce
(1969) on IMDb

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini. Drammatico, durata 132 min. – Italia 1972. MYMONETRO Ultimo tango a Parigi * ** 1/2 - valutazione media: 3,98 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L’incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l’uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane. Quando scemerà l’interesse della ragazza per quel rapporto senza futuro, questa ucciderà il suo amante. Film discusso ma non discutibile, Ultimo tango a Parigi reca l’impronta di quello che può essere considerato il vero autore del film: Marlon Brando. Bertolucci non sarà mai più così sincero e ossequiente con la storia che racconta. A supporto di questa tesi resta il fatto che quando Brando è assente il regista cerca di reimpadronirsi della storia con uno stile “Truffaut” fastidioso e ingiustificabile. La presenza di Jean-Pierre Léaud è in tal senso indicativa. Il solo modo di non essere travolto da Brando era quello di mettersi al servizio delle studiate improvvisazioni del geniale attore. E Bertolucci lo ha fatto, sia pure con qualche sofferenza. Il risultato è un film ibrido ma entusiasmante. Quando il film fu distribuito era già stato preceduto dalle cronache scandalistiche, che avevano speculato su alcune sequenze di grande impatto erotico, per allora. In seguito abbiamo visto ben altro. E in quelli che si possono considerare anni contraddittori e che vengono denominati secondo i casi, anni di piombo, di restaurazione e altre definizioni pseudo storico-sociali, il film venne ritirato e i negativi distrutti; tutto con un furore da inquisizione. Per fortuna si salvò qualche copia, e ora il film viene venduto e svenduto anche nei supermarket, assieme alla nutella. E il furore scatenato dalla presunta empietà della pellicola, dov’è?

Last Tango in Paris (1972) on IMDb

Regia di David Bickerstaff. Un film Da vedere 2022 con Jamie de Courcey. Genere Docu-fiction2022durata 85 minuti. Uscita cinema lunedì 17 gennaio 2022 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,46 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Identificare un artista attraverso il suo lavoro più iconico è un privilegio riservato ai grandi autori. Chi è più riconoscibile e popolare di Van Gogh nella pittura? Un Leonardo, un Michelangelo, forse no: i girasoli dell’artista olandese di fine ottocento sono elementi ormai nell’immaginario e nel background storico e culturale di tantissimi, di generazioni e persone tra le più diverse. Il film di David Bickerstaff racconta in particolare l’attenzione che Vincent Van Gogh riponeva nella natura morta, nell’osservazione dei fiori, soprattutto quelli più semplici, quelli da campo, fruibili da tutti, e dall’esplorazione ampia dell’utilizzo di una palette di colori in continuo cambiamento.

Exhibition on Screen: Sunflowers (2021) on IMDb
Risultati immagini per film cash truck

Cash Truck (Le Convoyeur) è un film del 2004 diretto da Nicolas Boukhrief.

Vittima nell’arco di un anno di tre violente e fulminee rapine prive di superstiti, l’azienda di trasporto contanti Vigilante è sull’orlo del fallimento. Alcuni parlano addirittura di complicità coi rapinatori all’interno dell’azienda. Un uomo, Alexandre Demarre, si presenta una mattina a Vigilante per cominciare il suo primo giorno. Disoccupato, poliziotto sotto copertura, rapinatore, cacciatore di teste di futuri acquirenti americani… chi è veramente quest’uomo e qual è il suo scopo?

Cash Truck (2004) on IMDb
SCENE DA UN MATRIMONIO (1973) - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

Un film di Ingmar Bergman. Con Bibi Andersson, Erland Josephson, Liv Ullmann, Jan Malmsjö, Anita Wall. Titolo originale Scener ur ett äktenskap. Drammatico, durata 168′ min. – Svezia 1973. – MYMOVIESLIVE! uscita mercoledì 16 gennaio 2013. MYMONETRO Scene da un matrimonio * * * 1/2 - valutazione media: 3,82 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Diviso in 6 capitoli, è l’analisi di un rapporto di coppia tra Marianne e Johann su un arco di 10 anni. Nell’ultimo capitolo, ormai divorziati e risposati, si ritrovano dopo sette anni, più maturi e adulti. Curata dallo stesso regista, l’edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 “scene” che dura 294 minuti: 1) “Innocenza e panico”; 2) “L’arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”; 3) “Paola”; 4) “Valle di lacrime”; 5) “Gli analfabeti”; 6) “Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”. Tra sussurri e grida, in altalena tra tenerezza e violenza, in bilico tra il paradiso (illusorio) e l’inferno (autentico), quel che prevale in questa decennale odissea (o corrida?) coniugale è il purgatorio. Con rarissimi esterni l’azione è fondata sulla parola, sui gesti, sul comportamento, filmata quasi sempre in primo piano o con piani ravvicinati. È, sotto ogni riguardo, il film dei film di L. Ullmann, ma E. Josephson le sta a pari con un impercettibile crescendo lungo l’arco del racconto. Hanno le voci italiane di Vittoria Febbi e Corrado Pani in un doppiaggio ben curato da Franco Rossi. Girato in 16 mm gonfiato a 35.

Scenes from a Marriage (1973) on IMDb

Un film di Giuseppe Bertolucci. Con Alida Valli, Roberto Benigni, Carlo Monni, Chiara Moretti Commedia, durata 90′ min. – Italia 1977. – VM 18 – MYMONETRO Berlinguer ti voglio bene * * * 1/2 - valutazione media: 3,85 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Afflitto da un tormentoso rapporto edipico con una madre megera e possessiva, Mario Cioni cerca inutilmente di liberarsene, affidandosi alle speranze di una rivoluzione guidata dal segretario del PCI Enrico Berlinguer. Libera rielaborazione di un monologo teatrale (Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, 1975), è il duplice esordio nel cinema di Bertolucci Jr. e Benigni. Casto nelle immagini e di torrentizia scurrilità genitale nei dialoghi, è un film anomalo fondato su diverse contraddizioni: stridente coabitazione di comico e drammatico; enormità delle provocazioni verbali e tenerezza delicata a livello figurativo; un protagonista che è, insieme, moderno e arcaico; miscuglio di intelligenza campagnola e estri surrealisti. Uscì troppo presto e fu un insuccesso.

Berlinguer: I Love You (1977) on IMDb
Risultati immagini per Un tranquillo Week-end Weekend di Paura

Un film di John Boorman. Con Jon Voight, Ned Beatty, Burt Reynolds, Ronny Cox, Bill McKinney. Titolo originale Deliverance. Drammatico, durata 109′ min. – USA 1972. MYMONETRO Un tranquillo week-end di paura * * * - - valutazione media: 3,23 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Quattro amici di Atlanta (Georgia) decidono di passare un weekend discendendo in canoa il fiume Chattooga che attraversa la valle della Cahula, prima che il paesaggio sia sconvolto dalla costruzione di una diga. La gita si trasforma in un incubo di violenza e di morte. Tratto da un romanzo di James Dickey che l’ha sceneggiato e che compare nel film nella piccola parte di uno sceriffo, il film svolge i temi del confronto tra natura e civiltà, tra mondo urbano e mondo rurale e della necessità della violenza individuale a contatto con la natura selvaggia. Quello dei quattro cittadini è un viaggio negli inferi dell’inconscio, del pre-storico, del mito in un contesto di dolore e di morte. Tra le diverse scene memorabili da citare almeno il duetto di banjo e chitarra all’inizio. Ottima fotografia di V. Zsigmond.

Deliverance (1972) on IMDb

Regia di Walerian Borowczyk. Un film Da vedere 1974 con Fabrice LuchiniLise DanversPaloma PicassoPascale Christophe. Titolo originale: Contes immoraux. Genere Drammatico – Francia1974durata 92 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sono quattro episodi preceduti da un documentario sull’erotismo del passato. 

Immoral Tales (1973) on IMDb

Regia di Walerian Borowczyk. Un film con Howard VernonMarina PierroUdo KierPatrick MageeGérard ZalcbergClément HarariCast completo Titolo originale: Docteur Jekyll et les femmes. Genere Horror – FranciaGermania1981durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla vigilia delle nozze tra il dottor Jekyll e Fanny Osborne viene rinvenuto il cadavere di una bambina violentata e massacrata a bastonate da un misterioso uomo in frac. Non è che il primo di una lunga serie di delitti, compiuti naturalmente dallo stesso dottore sotto le mentite spoglie di Mister Hyde. A un certo punto la fidanzata scopre tutto e a sua volta sperimenta un diabolico sdoppiamento di personalità.

The Strange Case of Dr. Jekyll and Miss Osbourne (1981) on IMDb

Regia di John Byrum. Un film con Catherine HicksTheresa RussellBill Murray. Titolo originale: The Razor’s Edge. Genere Drammatico – USA1984durata 120 minuti. – MYmonetro 2,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Remake del celebre film con Tyrone Power del 1946 e tratto dal romanzo omonimo di William Somerset Maugham. Un reduce della prima guerra mondiale se ne va in Tibet per superare una crisi esistenziale. Avrà poi, nella Parigi degli anni Venti, una infelice storia d’amore. Non molto adatto per un dramma, il comico Bill Murray, pur mettendocela tutta, non può in nessun modo emulare, anche se non era nelle intenzioni, il grande Tyrone. La migliore sul campo è Theresa Russell.

The Razor's Edge (1984) on IMDb

Regia di Timur Bekmambetov. Un film con Angelina JolieJames McAvoyMorgan FreemanThomas KretschmannTerence StampCast completo Titolo originale: Wanted. Genere Azione, – USA2008durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 2 luglio 2008 distribuito da Universal Pictures. – MYmonetro 2,35 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Prima di diventare il gioiello della Confraternita, un gruppo armato di giustizieri agli ordini del Fato, Weasley Gibson era un impiegato anonimo e ipocondriaco, vessato da una dirigente “abbondantemente” insopportabile e tradito dal migliore amico con la fidanzata petulante. Abbordato alla cassa di un drugstore da una donna killer tutta tatuaggi e pistole, Wes scopre che i suoi attacchi di panico nascondono poteri ultrasensoriali e capacità fisiche sbalorditive. Allenato dalla Confraternita a pugni in faccia e fendenti affilati, viene iniziato all’arte della vendetta “giusta”: uccidere i “cattivi”, nominati da un arcano telaio. La sua missione sarà quella di eliminare il superkiller che ha ucciso il padre mai conosciuto. Ma l’antica organizzazione di superassassini, che da secoli protegge l’umanità, annientando il Male e facendo il Bene, nasconde un segreto. Spetterà a Wes svelarlo, imparando a controllare il proprio destino.
Nel Wanted di Timur Bekmambetov, un telaio misterioso sostituisce le capacità divinatorie dei precog di Spielberg, capaci di pre-vedere un omicidio, producendo il nome della vittima e del suo assassino (Minority Report). Se i precog non hanno relazioni con il mondo, eccezione fatta per le allucinazioni che la loro mente proietta all’esterno, i giustizieri in action, nati dalla penna di Mark Millar e dai disegni di Jeffrey G. Jones, sono “eroi” conservatori che sorvegliano e puniscono con la morte i nominati dalle trame del Fato, azzerando in questo modo il numero dei delitti e garantendo i delicati equilibri del mondo.
Sperimentando le innovazioni tecnologiche legate al cinema, il regista kazako dei guardiani night and day, irrompe a Hollywood e costruisce un film sul controllo della verità e sulla sua trasformazione in regime, sulla perdita della privacy e della libertà a vantaggio di una sicurezza che implica l’annullamento dell’individuo (se pure criminale).
Nonostante l’intensità del look e il ritmo vertiginoso delle riprese, nonostante i prodigiosi istanti congelati, che isolano e sospendono gli scontri fisici tra i personaggi, il “ricercato” fantafilm di Bekmambetov, non colpisce la fantasia dello spettatore e solleva un problema di sproporzione tra il fumetto e il suo adattamento. Perchè Wanted si vuole basato sulla graphic novel di Millar e Jones ma ne prende al contrario le distanze? Che cosa è diventata l’opera originale in quella che ne deriva? Svestiti i costumi da supereroi, la confraternita disciplinaria di Bekmambetov pratica il precrimine e legittima l’uso della violenza, colpendo obiettivi colpevoli e malvagi. Diversamente, nelle tavole di Jones, gli assassini coi superpoteri sono una lobby sanguinaria che, sterminati gli impavidi supereroi in calzamaglia, uccide arbitrariamente e “creativamente”. Niente telai del destino per mettersi a posto la coscienza e tollerare meglio l’omicidio sistematico. Wanted non è l’adattamento del romanzo grafico di Millar e Jones, non è nemmeno la sua traduzione visiva (come fu per il Sin City di Rodriguez/Miller), è indiscutibilmente un nuovo oggetto estetico che non reca in sé nulla (o quasi) del referente. Un prodotto che non richiede la conoscenza dell’opera di partenza come condizione necessaria per la comprensione di quella di arrivo.
Un film prossimo a Minority Report (nella radicale visione politica dei contenuti) e a Matrix (nella fluida messa in scena dell’azione fantastica), che porta a galla il “rapporto di minoranza” (la voce dissonante del sistema) e sottrae la verità all’univocità della maggioranza. Sarà il dubbio di Wes e Fox, contro l’accettazione cieca del gruppo, a contemplare finalmente l’esistenza di un contrasto e a far collassare ideologia e metodo dei giustizieri “tessili”.
Scegliendo Angelina Jolie e James McAvoy, Bekmambetov sorvola (anche) sulle “facce rubate” (dal fumetto) di Halle Berry (Fox) e di Eminem (Wes Gibson), che avrebbero potuto acquistare significati inediti, ricollocate nello spazio e nell’immaginario cinematografico.

Wanted (2008) on IMDb