Category: Ungheria


Regia di László Nemes. Un film Da vedere 2015 con Géza RöhrigLevente MolnárUrs RechnTodd CharmontSándor ZsótérMarcin CzarnikCast completo Titolo originale: Saul Fia. Genere Drammatico, – Ungheria2015durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 21 gennaio 2016 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,04 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Auschwitz 1944: la giornata di ordinario orrore di Saul, membro di un Sonderkommando – ebrei con il compito di condurre i connazionali nelle camere a gas e poi di cremare i “pezzi” (così le SS chiamavano i cadaveri) – che rischia la vita per trovare un rabbino che reciti il Kaddish (la preghiera funebre) sul cadavere di un bambino in cui ha creduto di riconoscere un figlio. Esordio lancinante, come regista e cosceneggiatore (con Clara Royer), dell’ungherese Nemes, allievo di Béla Tarr, campione di cinema estremo. Formato ristretto (4:3), camera a spalla, ininterrotti primi piani e soggettive del protagonista, colori desaturati, sfondi sfocati, assenza totale di musica (sostituita dal robotico ossessivo sottofondo sonoro degli ordini e delle imprecazioni delle SS); Nemes è riuscito nell’impossibile impresa di girare un film originale sulla Shoah, capace di immergere lo spettatore in un campo di sterminio nazista e di fargliene toccare con mano l’orrore, ma con un tocco di grazia, senza mai scadere nel trucido. Merito della poesia che scaturisce dall’antitesi tra la violenza e l’odio, che accomunano SS e Sonderkommando, e l’amore e la pietà di Saul, simbolo della vita che risorge proprio nel regno della morte. Gran Premio della Giuria a Cannes 2015, Golden Globe 2015 come miglior film, Oscar 2016 per il film straniero.

Regia di Tamás Almási. Un film con Franco NeroNyako JuliaVittorio Marsiglia. Titolo originale: Márió, a varázsló. Genere Commedia, – UngheriaItalia2008, Uscita cinema venerdì 28 novembre 2008 distribuito da L’Altrofilm. – MYmonetro 2,75 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo la caduta del muro (1989), comincia nei Paesi dell’Est postsocialista la corsa all’oro di disinvolti imprenditori dell’Ovest capitalista, attirati dal basso costo della manodopera. In un paese ungherese arrivano su un’Alfetta rossa due italiani che si inventano una fabbrica di scarpe a sfruttamento intensivo e precario nel tempo: Gerardo è il tipico italiano all’estero che tra carinerie e canzoni di Celentano (“Azzurro” a tutto spiano) seduce gli indigeni; di Mario, il vero padrone, s’innamora la passionale Veronica. Scritta con Máargit Halász da Almási, rinomato documentarista, la commedia inclina al bozzetto con vivacità garbata e piccole gag quasi surreali, mescolando con leggerezza la serietà sociologica del contesto con la pittoresca descrizione delle figurine.

 Mario il mago
(2008) on IMDb

Regia di Szabolcs Hajdu. Un film con Orsolya Török-IllyésAndi VasluianuGheorghe DinicaOana Pellea. Genere Drammatico – Ungheria2010durata 105 minuti.

Dove c’è il fumo, c’è anche il fuoco. Tutte le storie, per quanto bizzarre possano essere, hanno un fondamento reale. È questa la premessa dell’impressionante quarto film dell’ungherese Szabolcs Hajdu, Bibliothèque Pascal, che racconta, sotto forma di favola crudele, la spaventosa storia di una donna finita in un giro di prostituzione.

 Bibliothèque Pascal
(2010) on IMDb

Regia di Rose Bosch. Un film Da vedere 2010 con Jean RenoMélanie LaurentGad ElmalehRaphaëlle AgoguéHugo LeverdezCast completo Titolo originale: La Rafle. Genere Drammatico, – FranciaGermaniaUngheria2010durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 27 gennaio 2011 distribuito da Videa. – MYmonetro 3,27 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il 16 luglio 1942, durante l’occupazione tedesca, la polizia francese sequestra nelle loro case 13 151 ebrei e per 2 giorni li ammassa al Vélodrome d’Hiver, prima di trasferirli nel campo di Beaune-La Rolande da dove partiranno per i lager dell’est. Solo 25 ne usciranno vivi, nessuno tra i 4051 bambini. (Si calcola che tra i 6 milioni di morti – 70 000 ebrei francesi – 1 milione e mezzo fossero minorenni). Sorretta dal marito produttore Ilan Goldman, l’ex giornalista e sceneggiatrice Bosch dedica 3 anni di lavoro (consulente storico Serge Klarsfeld) a preparare La rafle (retata), 1° film su questo tragico evento di cui, prima e dopo il 1945, le autorità francesi avevano con scrupolo eliminato ogni traccia. Azione in 3 parti alternata: la retata; discussioni tra il generale Petain e il 1° ministro Laval sui rapporti con la Gestapo; Hitler e i suoi in vacanza a Berghof. Lo scrupoloso impegno documentaristico (che non esclude innesti romanzeschi né salti nella cronologia), l’ambizione etica e pedagogica, la sincerità degli intenti sono indiscutibili. Lo è anche l’efficacia spettacolare e dinamica. Alcune riserve, però, sono doverose. Oltre alla troppa carne narrativa al fuoco (Hitler è superfluo), il grande spettacolo e la Shoah (catastrofe) non vanno d’accordo. La Bosch sostiene di aver tenuto la giusta distanza: voleva raccontare la vita non la morte, parlare del futuro non del passato. Costo: 20 milioni di euro. Spettatori francesi: 2 800 000. Titolo italiano assurdo e sviante.

 Vento di primavera
(2010) on IMDb

Regia di Péter Bergendy. Un film con Viktor KlemFruzsina HaisJudit SchellAndrea LadányiZsolt AngerCast completo Genere Horror – Ungheria2020durata 115 minuti.

Un fotografo decide di indagare sulle strane vicende di un villaggio ungherese del 1918.

 Post Mortem
(2020) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film con Mario AdorfMax von SydowKristin Scott ThomasKeith CarradineMiranda RichardsonCast completo Genere Drammatico – ItaliaUngheria1990durata 121 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo breve Il dottor Gräsler medico termale (1917) di Arthur Schnitzler. Ritratto di un filisteo egoista di mezz’età, irresoluto e pedante che, dopo l’enigmatico suicidio di un’amata sorella nubile, tenta inutilmente di agganciarsi alla vita e all’amore attraverso tre donne. L’azione si svolge tra un’isola del Mediterraneo, una stazione termale e una cittadina dell’impero asburgico alla vigilia della 1ª guerra mondiale. In filigrana i segni della lacrimevole finis Austriae . Esterni in Ungheria, contributi tecnici di prim’ordine (Rotunno, Canonero, Morricone), un apparato figurativo alla Visconti: un signor film, ma freddo. La freddezza è premeditata con critica ironia, ma nasce anche dall’incapacità di Faenza di abbandonarsi alla pienezza del sentimento e dalle difficoltà di condensare la sottile analisi psicologica di Schnitzler.

 Mio caro dottor Gräsler
(1990) on IMDb

Regia di Nimród Antal. Un film con Sándor CsányiZoltán MucsiCsaba PindrochSándor BadárZsolt NagyBence MátyásiCast completo Genere Thriller – Ungheria2003durata 106 minuti. Uscita cinema venerdì 21 ottobre 2005 – MYmonetro 2,72 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Interamente girato nella metropolitana di Budapest, la più vecchia dell’Europa continentale, è un thriller d’azione, quasi in cadenze da western sotterraneo che fa capo a un energico ispettore/sceriffo alle prese con abusivi senza biglietto, due gruppi rivali di controllori cialtroni e un assassino diabolicamente intelligente. Scazzottate, inseguimenti e pericolosi cimenti di railing (corse su binari davanti all’ultimo treno notturno che rientra in deposito). Il giovane e talentoso regista e cosceneggiatore Antal (1973), ungherese (nato a Los Angeles, laurea a Budapest), riesce a suggerire un universo livido e claustrofobico in bilico sul grottesco e sul surreale. Pluripremiato al festival di Karlovy Vary e Prix de la Jeunesse a Cannes 2004.

 Kontroll
(2003) on IMDb

Regia di Miklós Jancsó. Un film con Jacques CharrierMarina VladyEva SwannJózsef MadarasGeza Polgar. Titolo originale: Sirokko / Sirocco d’Hiver. Genere Drammatico – FranciaUngheria1969durata 78 minuti. – MYmonetro 2,89 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il film ricostruisce liberamente i preparativi dell’atto terroristico del 9 ottobre 1934 quando Alessandro di Serbia e il ministro francese Louis Barthou furono assassinati dai nazionalisti croati e macedoni a Marsiglia. Questo avvenimento è preso da spunto dal grande regista ungherese per compiere le sue riflessioni sull’insanabile conflitto tra potere e libertà. Un Jancso più ermetico del solito che invia messaggi cifrati al suo paese attraverso questo lontano episodio della storia dei Paesi slavi.

Regia di Miklós Jancsó. Un film con Lajos BalázsovitsAndras BalintAndrea DrahotaGyöngyi BürösErzsi CserhalmiCast completo Titolo originale: Még kér a nép. Genere Drammatico – Ungheria1971durata 88 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Intorno al 1890 nella puszta ungherese, tra canti e danze, i braccianti agricoli sono in lotta per i propri diritti. Interviene un gruppo di soldati, pronti alla repressione violenta che, dopo un tentativo di fraternizzazione, eseguono. Una ragazza resuscita e, impugnata una pistola, uccide i soldati a uno a uno. Musical ideologico che, più che una vicenda, propone una serie di azioni, scandite in 27 piani-sequenza in cui la cinepresa di Jancsó (e dell’operatore János Kende) si muove con estrema fluidità danzante, combinando per la prima volta il movimento del carrello con quelli dello zoom e della gru. Pur avendo la struttura di una danza di morte, è uno dei più sereni film di Jancsó, quasi interamente risolto in una luminosa leggerezza che ha il suo limite nella compiaciuta contemplazione di una liturgia rivoluzionaria. Scritto da Gyula Hernádi. Il titolo originale Il popolo chiede ancora è tratto da un verso di Sandor Petöfi. Palma d’oro a Cannes, Leone alla carriera a Venezia 1990.

L'armata a cavallo - Film (1967)

Regia di Miklós Jancsó. Un film con Tibor MolnarJózsef MadarasAndrás KozákJácint JuhászAnatoli YabbarovCast completo Titolo originale: Csillagosok, katonák. Genere Drammatico – Ungheria1967durata 102 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Episodi della guerra civile tra guardie zariste e bolscevichi in Russia nell’estate del 1918. Il titolo originale sta per “Stellati, soldati”, le prime due parole dell’Internazionale in lingua magiara. Conosciuto anche come I rossi e i bianchi . Pur non privo di senso politico (sebbene la propaganda sia così controllata che le 2 parti si equivalgono moralmente sul piano della crudeltà), prevale il gusto dell’esercizio stilistico con belle invenzioni liriche, e una freddezza di fondo.

Regia di Miklós Jancsó. Un film con János GörbeLatinovits ZoltanMolnar TiborGábor AgárdiKarak Andras. Titolo originale: Szegénnylegények. Genere Drammatico – Ungheria1965durata 94 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Ungheria, 1869. La polizia austro-ungarica, al comando del conte Raday, cerca di individuare, tra i gruppi di rivoluzionari del 1848 passati al brigantaggio, gli uomini – chiamati “i senza speranza” – del leggendario Sándor Rosza. Finiranno tutti sul patibolo. Presentato a Cannes 1966, il film impose il nome di Jancsó all’attenzione della critica internazionale e forma – con L’armata a cavallo (1967) e Silenzio e grido (1968) – una sorta di trilogia storico-rivoluzionaria. In tutti e 3 i film il regista isola un gruppo di personaggi in un luogo aperto e ne analizza i rapporti in una ieratica e geometrica azione, ritmata da lunghi, sinuosi piani-sequenza. All’insegna di un radicale pessimismo il suo codice poetico si definisce per una serie di rifiuti: dell’intreccio narrativo, degli aspetti più esteriori del realismo socialista (romanticismo, sentimentalismo, pompierismo epico), della psicologia, dell’illusione del realismo, dei moventi ideologici. La traduzione letterale del titolo è “Poveri giovani”.

La Settima Stanza: Amazon.it: Stein,Morgenstern, Stein,Morgenstern: Film e  TV

Regia di Márta Mészáros. Un film con Adriana AstiJan NowickiElide MelliMaia MorgensternJerzy Radziwilowicz. Genere Biografico – ItaliaFranciaPoloniaUngheria1995durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,17 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vita tormentata e fine tragica di Edith Stein (1891-1942), filosofa ebrea, in gioventù atea poi convertita al cattolicesimo, assistente del filosofo Edmund Husserl di cui riordinò i manoscritti ( Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica , 1913). Entrò nel Carmelo di Colonia nel 1933 col nome di Benedicta a Cruce. Prelevata dai nazisti nell’agosto del 1942 a Echt (Olanda) e portata a Auschwitz dove morì il giorno dopo il suo arrivo. Scritto con Roberta Mazzoni ed Eva Pataki, punta sul versante privato di quest’intellettuale ruvida e fiera, beatificata dalla Chiesa di Roma: i difficili rapporti con la madre, che la considera una rinnegata, e gli innamorati, quelli con la sorella Rosa che condivide la sua sorte. Date le premesse (anche produttive), i toni edificanti prevalgono su quelli espressivi, soprattutto nella parte centrale. M. Morgenstern, attrice teatrale rumena, è comunque all’altezza del personaggio. Il titolo si riferisce alle sette stanze o tappe dell’ascesi carmelitana, secondo la spagnola Teresa d’Avila. La settima è la camera a gas.

Senza destino - Film (2005) - MYmovies.it

Regista:Lajos Koltai Genere:Drammatico Anno:2005 Paese: Ungheria

Senza destino è un film di genere drammatico del 2005, diretto da Lajos Koltai, con Marcell Nagy e Áron Dimény. Durata 133 minuti

Senza destino, film diretto da Lajos Koltai, racconta la storia di Köves (Marcell Nagy), un ragazzo ebreo che vive a Budapest con tutta la sua famiglia nel pieno della seconda guerra mondiale. La sua vita cambia radicalmente quando suo padre viene obbligato a trasferirsi nei campi di lavoro ed è costretto a consegnarsi nelle mani dei militari nazisti a Mauthausen

Locandina Delta

Un film di Kornél Mundruczó. Con Félix LajkóOrsolya TóthLili MonoriDrammaticodurata 92 min. – Ungheria 2006MYMONETRO Delta **--- valutazione media: 2,40 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un uomo ritorna al proprio paese natale situato sul delta di un fiume. Vuole riabbracciare dopo lungo tempo la madre. La donna, che convive con un uomo dopo la morte del marito, gestisce un piccolo bar. Dice subito al figlio che non ha un alloggio da dargli e gli presenta una sorella che lui non ha mai conosciuto. L’uomo chiede di poter andare a vivere in un capannone che si trova su un’isoletta sul delta. Lì lo raggiungerà dopo poco tempo la sorella. Tra i due nascerà un’attrazione unita a una forte solidarietà contro la madre dopo la scoperta che il padre è stato ucciso.

Regia di Jerzy Skolimowski. Un film Da vedere 2010 con Vincent GalloEmmanuelle SeignerStig Frode HenriksenNicolai Cleve BrochDavid L. PriceCast completo Genere Thriller – PoloniaNorvegiaIrlandaUngheria2010durata 83 minuti. – MYmonetro 3,40 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una coppia di impresari americani viene scortata dalle forze militari in una perlustrazione per le gole del deserto dell’Afghanistan, finché un talebano nascosto in un antro fa fuoco sul gruppo. Impaurito, l’assassino fugge per il deserto finché non viene catturato e rinchiuso in un carcere militare dove subisce torture e viene interrogato come possibile terrorista. Impossibilitato da una temporanea sordità a rispondere a qualsiasi domanda, viene inviato in un campo di prigionia.

Regia di Janos Szasz. Un film Da vedere 2013 con László GyémántAndrás GyémántPiroska MolnárUlrich ThomsenUlrich MatthesCast completo Titolo originale: Le Grand Cahier. Genere Drammatico, – GermaniaUngheriaAustraliaFrancia2013durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,86 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Estate 1944, nell’Ungheria alleata della Germania. Partito il padre per il fronte, due bambini gemelli vengono affidati dalla madre alla nonna, una contadina inacidita e crudele. Per sopravvivere, si addestrano a resistere al dolore e alla fame. Ci riusciranno, a costo di camminare sui cadaveri dei loro genitori. Tratto dal 1° romanzo omonimo della Trilogia della città di K. (1987) di Ágota Kristóf, il 4° film dell’ungherese Szász, suggestivamente fotografato da Christian Berger, è una versione storico-realistica di Hänsel e Gretel con un rovesciamento finale di ruoli tra buoni e cattivi. È la storia eterna dell’iniziazione dei bambini a un mondo adulto fatto di sopraffazione e violenza. I grandi orrori delle operazioni belliche e dei campi di sterminio non sono meno presenti perché fuori campo, a evidenziare che la guerra è fatta anche di piccoli orrori perpetrati dai civili. Vincitore del Karlovy Vary International Film Festival del 2013.

Locandina Mephisto

Un film di István Szabó. Con Klaus Maria BrandauerIldiko BansagiKrystyna JandaKarin BoydRolf Hoppe. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 138 min. – Germania, Ungheria 1981

Dal romanzo di Klaus Mann. È la storia (con i nomi cambiati) di Gustav Grundgens, attore di teatro famoso per la parte di Mefistofele, nelle rappresentazioni del Faust. Pur essendo di sentimenti antinazisti, si assoggetta a ogni compromesso pur di continuare ad essere una stella del palcoscenico (denuncia colleghi, fa pubbliche dichiarazioni di stima a Hitler). Ma la via del compromesso sembra non avere mai fine. Maiuscola prova di Brandauer che con questo film s’affermò a livello internazionale.

Apa. [Father.] da Szabó, István; [Sándor, Margit]: (1966) | Földvári Books

Un film di István Szabó. Con Klari TolnayAndras BalintMiklos GaborDániel ErdélyKati Sólyom Titolo originale ApaDrammaticob/n durata 91 min. – Ungheria 1966.

Un orfanello ha sofferto moltissimo per la morte del padre, tanto che ne ha fatto quasi un personaggio mitico, elogiandolo con i compagni e narrando loro sue immaginarie quanto eroiche imprese partigiane. Gli anni intanto passano e il protagonista, ormai adulto, sente il bisogno di liberarsi di quel mito ormai scomodo. Cerca così di dimostrare la sua maturità nuotando da una sponda all’altra del Danubio. Il film, premiato a Mosca, è un invito a vivere secondo le proprie esperienze e una condanna al culto della personalità.

Locandina La diva Julia

Un film di István Szabó. Con Annette BeningJeremy IronsBruce GreenwoodLeigh LawsonShaun Evans. continua» Titolo originale Being JuliaDrammaticoRatings: Kids+16, durata 104 min. – Canada, USA, Ungheria, Gran Bretagna 2004uscita venerdì 10 giugno 2005+

Adattamento dell’omonimo romanzo di Somerset W. MaughamBeing Julia è una piece di recitazione dai toni briosi ma malinconici, ambientata nel mondo del teatro d’epoca inglese.
ulia Lambert è primattrice nella Londra dei tardi anni ’30. Non più giovanissima e condannata a primeggiare, la donna vive una vita da star apatica, tra le solitudini dello spettacolo ed un matrimonio ‘aperto’ con il proprio marito/agente. Cedendo alle attenzioni di un giovanissimo pretendente americano, Julia ritroverà l’entusiasmo perduto e si abbandonerà senza riserve ad un amore a doppio taglio. Tra vendette e gelosie, vita reale e teatro si fonderanno per l’attrice in una inscindibile amalgama.
zabò è padrone dei ritmi del ‘teatro al cinema’ sin dai tempi di Mefisto e Tentazione di Venere, e, sfoggiando una regia sobria e lineare, con eleganza riesce a plasmare su una solida sceneggiatura un gradevole connubio dalle tinte agrodolci. La fotografia esplode negli esterni ma lascia un retrogusto di artefatto sugli interni, nonostante sia comunque impeccabile.
Inattaccabile anche il cast, con un sempre brillante Jeremy Irons al fianco di una Annette Bening che si lascia dominare dal personaggio. Incomunicabilità e solitudine si intrecciano sullo sfondo di un tipico umorismo cinico, dove finzione e realtà si compenetrano in modo istintivo, senza bisogno di scomodare quindi Pirandello e il suo cerebralismo. Uno spettacolo di spessore, degno sicuramente di visione per gli amanti del classico, in cui nemmeno un finale frettoloso intaccherà l’atmosfera “da manuale”.

Locandina Il colonnello Redl

Un film di István Szabó. Con Klaus Maria BrandauerArmin Mueller-StahlGudrun LandgrebeKároly EperjesHans Christian Blech. continua» Titolo originale Redl ezredesDrammaticodurata 140 min. – Ungheria, Germania 1985

Ascesa e fulminea caduta nell’esercito austroungarico di Alfred Redl, perfetto ufficiale di un esercito e di una nazione che stanno disfacendosi (la prima guerra mondiale è alle porte). Diventato un capo dei servizi segreti, viene tradito dalla propria omosessualità. Ricattato, è fatto passare per spia. Verrà costretto a suicidarsi. Dopo Mephisto un altro film notevole costruito da Szabò sulla misura del suo attore feticcio Brandauer.