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Greystoke - La leggenda di Tarzan il signore delle scimmie Streaming -  Guarda Subito in HD - CHILIRegia di Hugh Hudson. Un film Da vedere 1984 con Ian HolmRalph RichardsonChristopher Lambert, Colin Charles, Bridget Biargi, Paul Geoffrey, Tristam Jellineck, Eric Langlois, Sheila Latimer, Alison Macrae, Roddy Maude-RoxbyCast completo Titolo originale: Greystoke – The Legend of Tarzan Lord of the Apes. Genere Avventura – Gran Bretagna1984durata 130 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,09 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

John Clayton, settimo visconte di Greystoke, detto Tarzan delle scimmie, ha molti padri e a uno a uno li perde tutti: il padre di sangue, il tenero nonno, lo scimpanzé che lo alleva, il padre putativo. Riportato nel regno della civiltà bianca, sceglie la giungla. Nella sua puntigliosa fedeltà al personaggio creato da Edgar Rice Burroughs nel 1912, è la prima tarzanata adulta nella storia del cinema, un film di avventure con qualcosa di più, una parabola sul conflitto tra ordine e caos, un apologo sulla libertà nella giungla e le costrizioni della società civile. La sceneggiatura è di Robert Towne che, infuriato dai cambiamenti apportati dal regista, la firmò col nome del suo cane: P.H. Vazak. Ebbe una nomina all’Oscar.

 Greystoke - La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie
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Momenti di gloria” di Hugh Hudson (1981) | zootropita

Un film di Hugh Hudson. Con Nigel Havers, Ben Cross, Ian Holm, Ian Charleson, Dennis Christopher. Titolo originale Chariots of Fire. Sportivo, durata 124 min. – Gran Bretagna 1981. MYMONETRO Momenti di gloria * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Parigi, Olimpiadi del 1924. Due atleti vincono le più importanti gare di corsa. Sono ambedue inglesi ma profondamente diversi. Eric Liddell appartiene alla Chiesa cristiana scozzese ed è convinto che correre sia uno dei modi a lui concessi per rendere onore a Dio (vent’anni più tardi morirà come missionario in Cina). Harold Abrahams è invece ebreo e trova nello sport (e nella vittoria) un modo per sconfiggere i pregiudizi sociali sul suo conto. Il film percorre le tappe del progressivo avvicinamento di entrambi al successo, ne ricostruisce le motivazioni interiori e i profondi dubbi esistenziali. Hudson ci fornisce un quadro d’insieme della società dell’epoca riuscendo a evitare a ogni inquadratura il ritratto di maniera che fa tanto “cinema sull’Inghilterra del buon tempo andato”. I tempi non erano poi così buoni, ci dice ilregista, e prevenzioni e razzismi erano all’ordine del giorno. Anche se, forse, prevaleva una maggior dose di autoanalisi individuale in assenza di anabolizzanti e affini. Il regista (Oscar 1981 come miglior film, sceneggiatura originale, colonna sonora, costumi) riesce a sfuggire a tutti i cliché del cinema “sportivo” proponendoci una ricerca interiore che si muove sulle gambe degli atleti (da antologia, nella sua linearità, la sequenza dei titoli di testa), ma non si lascia prendere da ritmi inadeguati. Abrahams e Liddell sono due persone complete, la sceneggiatura non tende a farli diventare simboli di nulla. La tesi, come sempre accade quando il cinema si rifiuta di diventare un pamphlet con note a piè di pagina, emerge dall’articolazione narrativa e dalla capacità di Ben Cross e Ian Charleson di rendere credibili anche le titubanze apparentemente più assurde per uno spettatore moderno. Vangelis viene in aiuto con una colonna musicale in cui mostra di aver perfettamente compreso qual è il senso della partitura dell’intero film. Non rinuncia all’epicità stemperandola contemporaneamente in una scrittura attenta a non perdere di vista l’aspetto intimo delle vicende narrate. Anche l’uso dei ralenti, spesso a doppio taglio nei film che si occupano di argomenti sportivi, si rivela attento a non scadere nel virtuosismo fine a se stesso ma è finalizzato alla restituzione di una dimensione emotiva che le frazioni di secondo della tecnologia moderna relegano in una collocazione secondaria rispetto all’esaltazione dell’uomo-macchina. Liddell e Abrahams sono, e restano nonostante tutto, uomini.