Category: Documentario


Un Principe Chiamato Totò | Digital RecordsLa vita e l’opera del famoso attore raccontata da voci celebri e narratori d’eccezione (da Ben Gazzarra e F.Murray Abraham a Liliana de Curtis). Un racconto appassionato e appassionante dei suoi incredibili successi ma anche delle inattese tragedie, come la cecità che lo colpì senza interrompere la sua brillante carriera.

Attraverso materiale inedito, composto da manoscritti, lettere d’amore, fotografie, poesie e canzoni mai pubblicate, sono raccontati al pubblico gli aspetti più segreti e privati dell’uomo Antonio de Curtis.

Un principe chiamato Totò (2007) on IMDb

Regia di David Bickerstaff. Un film Da vedere 2022 con Jamie de Courcey. Genere Docu-fiction2022durata 85 minuti. Uscita cinema lunedì 17 gennaio 2022 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,46 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Identificare un artista attraverso il suo lavoro più iconico è un privilegio riservato ai grandi autori. Chi è più riconoscibile e popolare di Van Gogh nella pittura? Un Leonardo, un Michelangelo, forse no: i girasoli dell’artista olandese di fine ottocento sono elementi ormai nell’immaginario e nel background storico e culturale di tantissimi, di generazioni e persone tra le più diverse. Il film di David Bickerstaff racconta in particolare l’attenzione che Vincent Van Gogh riponeva nella natura morta, nell’osservazione dei fiori, soprattutto quelli più semplici, quelli da campo, fruibili da tutti, e dall’esplorazione ampia dell’utilizzo di una palette di colori in continuo cambiamento.

Exhibition on Screen: Sunflowers (2021) on IMDb
Risultati immagini per Naqoyqatsi

Un film di Godfrey ReggioDocumentarioRatings: Kids+16, durata 89 min. – USA 2002MYMONETRO Naqoyqatsi * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Naqoyqatsi è il terzo episodio della trilogia Qatsi, iniziata nel 1983 con Koyaanisqatsi, e poi proseguita nel 1986 con Powaqqatsi. L’ultimo episodio si suddivide in tre momenti; Numerica.com che ripercorre l’evoluzione del linguaggio umano, Circus Maximus, che descrive il competitivo mondo capitalista e Rocketship 20th Century, sulla velocità. Il tutto per concludere che l’essere umano è in guerra con se stesso (il titolo è una parola degli indiani Hopi che significa più o meno “conflitto”) e sta probabilmente perdendo la sua battaglia con l’omologazione. Che Reggio sia un autore interessante e punti sempre a dire qualcosa di non banale sullo “stato del mondo” è fuor di dubbio. Ma il terzo episodio della sua indagine/denuncia sulla contemporaneità convince meno dei precedenti. Forse a distanza di vent’anni la forza delle immagini ha perso la capacità di suggestione e riflessione iniziale, forse il mix tra visione e musiche (ancora una volta di Philip Glass) è ormai piuttosto risaputo. Ma, soprattutto, il discorso appare più confuso e per certi aspetti reazionario, con un’esecrazione della tecnologia in toto che lascia piuttosto perplessi. Soprattutto se poi se ne usano i risultati per realizzare la pellicola. Affascinante comunque, ma freddo e qua e là noioso.

Naqoyqatsi (2002) on IMDb
Locandina Gli ultimi giorni [2]

Un film di James Moll. Con Irene Zisblatt, Renée Firestone, Alice Lok Cahana, Bill Bosch, Corso SalaniMonica RamettaLorenza Indovina. continua» Titolo originale The last daysDocumentarioRatings: Kids+13, durata 86 min. – USA 1998.

James Moll e Steven Spielberg realizzano questo documentario per la “Survivors of the Shoah Visual History Foundation”. La fiction è bandita eppure questo film, che ha come protagonisti cinque ebrei ungheresi sopravvissuti alla Shoah che ripercorrono la storia di vicende che loro stessi hanno in qualche misura rimosso, colpisce dritto al cuore e al cervello. Dimostrando che documentario non significa necessariamente “noia”. Da vedere prima di “rivedere” i libri di storia.

The Last Days (1998) on IMDb

Regia di Mark Jonathan Harris. Un film Da vedere 2000 Genere Documentario – USA2000durata 115 minuti.

Coprodotto dall’U.S. Holocaust Memorial Museum Research Institute, fondato da Steven Spielberg, è uno dei 5 film USA che vinsero l’Oscar del documentario tra il 1993 e il 2000. Nel biennio 1938-39 più di diecimila bambini ebrei, provenienti da Germania, Austria e Cecoslovacchia, furono trasferiti in Inghilterra col consenso dei loro presaghi genitori e affidati a famiglie inglesi. Già vincitore di un altro Oscar col documentario L’anno prossimo a Gerusalemme (1997), Harris ha intervistato dodici di quei bambini, ormai entrati nell’alta età, che raccontano la loro storia in un’impressionante mescolanza di smarrimento, riconoscenza, rimpianto, risentimento verso i genitori per averli mandati via, sensi di colpa, riflessioni sulla loro condizione di sopravvissuti. Un parco e ben dosato commento in voce fuori campo (detto da Judi Dench) aggiunge informazioni e spiegazioni col ricorso a un rarissimo materiale d’archivio.

Into the Arms of Strangers: Stories of the Kindertransport (2000) on IMDb
  • Titolo originale Auschwitz: The Nazis and ‘The Final Solution’
  • Paese Gran Bretagna
  • Anno 2005
  • Formato serie TV
  • Genere documentario, storia guerra
  • STAGIONI 1
  • Episodi 6
  • Durata 60 minuti
  • Lingua originale inglese

Uno studioso e documentarista ricostruisce in queste pagine l’origine e il funzionamento della più tristemente celebre macchina di morte nazista, Auschwitz, che diventa il punto di partenza per esaminare l’Olocausto in tutte le sue implicazioni. In particolare, Rees si sofferma ad analizzare le motivazioni e la mentalità dei maggiori criminali nazisti, grazie a una serie di preziose interviste rilasciate dai protagonisti, ai resoconti delle SS e ai documenti resi disponibili dagli archivi russi. Il risultato è un saggio che non esita ad affrontare anche questioni «scomode», come la corruzione diffusa tra i prigionieri, la presenza di bordelli, le complici mancanze dei Paesi occupati o l’imbarazzante silenzio degli Alleati, che sapevano dei campi.

Dal punto di vista di un portiere notturno (Z punktu widzenia nocnego portiera) è un cortometraggio documentario del 1977 diretto da Krzysztof Kieślowski.

l portiere notturno di una fabbrica è un fanatico sostenitore della disciplina e della repressione, sia sul lavoro che sulla vita privata, e nel tempo libero fa il guardiapesca.

From a Night Porter's Point of View (1979) on IMDb
Stampa su Tela, Lodz Polonia Mappa della Città Pittura Nero Bianco Arte  Semplice Poster Murale Senza Cornice Immagine, Pittura Verticale  Decorazioni per La Casa da Ufficio,30 * 40cm : Amazon.it: Casa e

Dalla città di Łódź è un film cortometraggio documentario polacco girato nel 1968 da Krzysztof Kieślowski.

Con questo film, finanziato dalla scuola, dalla WFD e supervisionato da Kazimierz Karabasz, Kieslowski consegue il diploma ed entra ufficialmente nel mondo lavorativo del cinema. Il film è tutto ambientato a Lodz ed è una bellissima panoramica su questa misteriosa e affascinante città che il regista ha vissuto intensamente negli anni dei suoi studi. Kieslowski ci parla di una città dalle caratteristiche crudeli e insolite, una città cadente e pittoresca, dagli edifici fatiscenti e dagli abitanti strambi o mutilati. Lo stesso regista racconta di macabri giochi che era solito fare con i suoi compagni di corso: nel percorso che compivano ogni mattina per andare a scuola si imbattevano spesso in persone mutilate, a ognuna delle quali corrispondeva un certo punteggio calcolato sulla base del tipo di mutilazione. Chi otteneva il punteggio più alto era il vincitore del giorno. Un gioco inquietante, ma forse necessario a sdrammatizzare e a mantenere un certo distacco da un mondo che Kieslowski non aveva mai conosciuto e che su di lui ha avuto sicuramente un forte impatto.

From the City of Lodz (1969) on IMDb
X-Ray (Short 1974) - IMDb
  • Documentario
  • Produzione:Polonia
  • Anno di produzione:1974

DirezioneKrzysztof Kieslowski

I pazienti con gravi malattie polmonari, che ora si trovano in un sanatorio, ci raccontano i loro pensieri e sentimenti.

X-Ray (1974) on IMDb

Le teste parlanti (Gadajace glowy) è un cortometraggio documentario del 1980 diretto da Krzysztof Kieślowski.

Interviste fatte da Kieslowski a 79 polacchi, di età dai 7 ai 100 anni. Le tre domande dell’inchiesta sono: In che anno sei nato? Che cosa fai? Che cosa desideri di più e chi è più importante per te?

Talking Heads (1980) on IMDb

Regia: Krzysztof Kieslowski. Durata: 10 minuti. Origine: Polonia, 1972.

Routine lavorativa di un’impresa di pompe funebri, alternata ad immagini di gente che passa nella strada di fronte. Immagini finali di neonati di un ospedale, ognuno contrassegnato dal proprio numero d’ordine.

Bricklayer (Short 1973) - IMDb

Murarz è un cortometraggio documentario del 1973 diretto da Krzysztof Kieślowski.

Un muratore ed ex funzionario del partito comunista ripercorre la sua vita, mentre partecipa a una parata del 1° maggio.

Sette donne di età diversa (Siedem kobiet w róznym wieku) è un cortometraggio documentario del 1978 diretto da Krzysztof Kieślowski.

Ogni giorno della settimana è rappresentato da una ballerina che inizia con un bambino e termina con un insegnante di danza più anziano.

Zdjęcie è un cortometraggio documentario polacco diretto nel 1968 da Krzysztof Kieślowski.

La fotografia, girato in coincidenza con il film per il diploma “Dalla città di Lodz”, è il primo vero lavoro realizzato da Kieslowski per conto della televisione polacca ed è stato mostrato in televisione una volta sola. Andato perduto per ben due volte, oltre ad essere uno dei più cari all’autore, è probabilmente quello che meglio raggiunge lo scopo del suo primo documentarismo, sempre alla ricerca dell’evento, di un inaspettato moto della realtà. L’idea nasce da una fotografia mostratagli dal suo insegnante Kazimierz Karabasz, che ritrae due fratelli rispettivamente di quattro e di sei anni, in posa con berretto e mitragliatore in un cortile di via Brzeska, nel quartiere Praga di Varsavia da poco liberato dai russi. Era il 1944. Il giovane regista si propone di ritrovarli e insieme al suo maestro si mette sulle loro tracce, passando per vari uffici anagrafici e per i portoni di via Brzeska, ovviamente sempre seguito dalla macchina da presa.

Locandina KoyaanisqatsiUn film di Godfrey ReggioDocumentarioRatings: Kids+16, durata 87 min. – USA 1982MYMONETRO Koyaanisqatsi * * * - - valutazione media: 3,37 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Spettacolare volo della cinepresa attraverso panorami naturali di rara bellezza e ricercate immagini della civiltà dell’uomo. Il tutto rallentato o accelerato ad arte, in modo da contrapporre ancor più le due facce del mondo: quella incontaminata e quella che la nostra frenetica follia sta distruggendo. La colonna sonora “minimale” di Philip Glass completa un film straordinario, unico, raffinatissimo, nato dopo anni di faticose riprese e di montaggio.

Koyaanisqatsi (1982) on IMDb

Regia di Mohsen Makhmalbaf. Un film con Shaghayeh DjodatBehzad DoraniFeizola GashghaiMaryam KeyhanMohsen MakhmalbafCast completo Genere DocumentarioCommedia drammatica – Iran1995durata 75 minuti.

Il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf mette un annuncio sul giornale in cerca di interpreti per il suo prossimo film: ai provini si presenteranno migliaia di aspiranti attori e attrici. Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 1995 per celebrare i cento anni dalla nascita del cinema.

Hello Cinema (1995) on IMDb

Risultati immagini per Il Pianeta azzurro piavoliUn film di Franco Piavoli. Documentario, Ratings: Kids+16, durata 90 min. – Italia 1982. MYMONETRO Il pianeta azzurro * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film è un canto d’amore alla vita con le sue tenere e bellissime immagini sulla luce, i fiori, l’acqua, il sole, il contrasto con la vita che ci circonda piena di caos, rumore, grida. Anche la morte è rappresentata dolcemente.




The Blue Planet (1982) on IMDb
Locandina La stregoneria attraverso i secoli

Un film di Benjamin Christensen. Con Benjamin ChristensenMaren PedersenKaren Winther Titolo originale HäxanDocumentariodurata 105′ min. – Svezia 1922.

Mentre Sandberg si esercita con Dickens, il cinema scandinavo è daccapo a una svolta: Dreyer dirige per la Nordisk Blade af Satans Bog (1921), Christensen per la Svenska Häxan (1922; titolo danese Heksen) … Satana nei millenni, la stregoneria attraverso i secoli. Pur sopravvalutato, il film di Christensen segna, chi lo veda la prima volta, un incontro goloso e sconcertante. Ubriachezza lussuria sporcizia superstizione vi si fan beffe di un’umanità degradata e deforme; l’angolazione scientifica è appena il pretesto per un divertissement, godibilmente sordido, laido e sbracato: la cattura della strega mangiona, il sabba dei diavoli tra il fumo e i rami contorti, il volo delle megere, l’unzione della fanciulla, gli amori satireschi, le donne sui pitali, il ballo delle suore tentate. Cenci e tonache, filtri e amuleti: l’atto di accusa ai tribunali ecclesiastici passa in seconda linea di fronte al losco puntiglio di un inventario crudo e minuzioso, vittorughiano. In sostanza, Dreyer si muove già verso approdi spiritualistici; Christensen fa una natura morta. Entrambi contribuiscono a mettere il cinema scandinavo sulla strada del simbolismo. (Francesco Savio, Visione privata, Roma, Bulzoni, 1972).

Häxan (1922) on IMDb

Regia di Pietro Marcello. Un film Da vedere 2015 con Elio Germano, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone. Genere Documentario, – Italia2015durata 86 minuti. Uscita cinema giovedì 19 novembre 2015 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,90 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il pastore Tommaso Cestrone – detto “l’angelo di Carditello”, perché custode volontario di una residenza borbonica abbandonata dallo Stato, insieme all’arcadia circostante, trasformata dalla camorra in “terra dei fuochi” – salva dalla morte un bufalo neonato e lo adotta, battezzandolo Sarchiapone. Stroncato da un infarto, dall’aldilà invia Pulcinella a prendere l’animale e a portarlo in Tuscia dal suo amico tombarolo Gesuino che vuole ingrassarlo per mangiarselo. Lo stesso Pulcinella, allettato dai piaceri terreni, si fa uomo e non sente più il linguaggio di Sarchiapone che così va al macello meditando sulla tragicità di questa vita ma confidando in un’altra. “I sogni e le fiabe, anche se irreali, devono dire la verità”: in questa battuta Marcello, anche sceneggiatore con Maurizio Braucci, dichiara il senso del suo eccentrico, originale, spiazzante film, che a partire da un fatto reale s’inventa una favola filosofica che non solo mostra la devastazione umana della bellezza della natura “bella e perduta”, ma ne fa vedere anche la causa: la presunzione dell’uomo di credere di essere l’unico a possedere un’anima e la conseguente atrofizzazione della sua capacità di ascoltare e comprendere il linguaggio simbolico della natura. È un grido di dolore espresso in immagini stupende e con musiche evocative (Marco Messina, Sacha Ricci). Con stile personalissimo, Marcello fonde la finzione con spezzoni di filmati Luce del Ventennio e di riprese documentaristiche odierne (montaggio di Sara Fgaier, anche coproduttrice) e alterna inquadrature di paesaggi e volti (fotografia di Salvatore Landi e dello stesso Marcello) con esoteriche soggettive di Sarchiapone realizzate con il found footage . Voce off di Sarchiapone, l’io narrante, di Elio Germano. Distribuito da Cinecittà Luce.

 Bella e perduta
(2015) on IMDb

Locandina italiana Nanuk l'eschimeseUn film di Robert J. Flaherty. Con Nanook, Nyla, Cunayou, Allee, Allegoo Titolo originale Nanook From the North. Documentario, Ratings: Kids+16, b/n durata 58 min. – USA 1922. MYMONETRO Nanuk l’eschimese * * * * - valutazione media: 4,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La vita di una famiglia eschimese, formata da Nanuk, dalla moglie Nyla e dai loro figli, seguita nella dura vita quotidiana, da un’estate all’inverno successivo, in un villaggio nei pressi della Baia di Hudson. Nanook of the North (Nanuk l’eschimese), primo fondamentale esempio di cinema documentario capace di raggiungere un successo mondiale, fu girato dall’esploratore Robert Flaherty in due lunghi anni di pellegrinaggio nel Circolo Polare Artico a temperature proibitive.
A metà tra il film antropologico e il documentario didattico, Flaherty “riesce a regalare la descrizione di una società alternativa alla nostra, tanto affascinante e complessa da non doversi piegare di fronte a nessuno, una civiltà con tecniche proprie, come la costruzione di un igloo, oppure il loro modo per ripararsi dalla tempesta…”
Nel 1994 il regista Claude Massot ha girato il film Kabloonak, che racconta le vicende delle riprese di Nanuk e le relazioni di amicizia che nacquero tra il regista americano, Nanook e gli Eschimesi Inuit.

Nanook of the North (1922) on IMDb
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Mi permetto di consigliare questo film non tanto per il valore o le qualità cinematografiche ma come curiosità nel vedere come si viveva più di 100 anni fa in posto in cui credo pochi di noi resisterebbero più di qualche giorno.