Category: Carlo Delle Piane


Teresa la ladra - Minerva Pictures

Regia di Carlo Di Palma. Un film con Monica Vitti, Michele Placido, Stefano Satta Flores, Isa Danieli, Carlo Delle Piane. Genere: Commedia, Drammatico. Paese: Italia. Anno: 1973. Durata: 125 min. Consigliato a: Da 13 anni. Valutazione IMDb: 6.9.

Il film ripercorre l’odissea grottesca e amara di Teresa Numa, una giovane donna nata ad Anzio in una famiglia povera e numerosa, che durante il periodo fascista è costretta ad abbandonare la casa paterna in cerca di lavoro. Dopo un susseguirsi di impieghi precari, diventa madre, si sposa e resta vedova di guerra, ritrovandosi a vivere di espedienti e piccoli furti nella Roma del dopoguerra. La sua esistenza errabonda la conduce in un vortice di incontri con uomini diversi, ma anche a periodi di detenzione in carcere e persino in manicomio, in una continua e faticosa lotta per la sopravvivenza.

L’opera è un drammatico racconto popolare che si inserisce nel solco della commedia all’italiana, ma ne accentua i toni malinconici e la critica sociale. I temi centrali sono la condizione della donna, la marginalità e la difficoltà di un’esistenza priva di stabilità in un’Italia in rapido cambiamento. La regia di Carlo Di Palma, qui alla sua opera prima, è formalmente solida, con una fotografia curata che cattura il contrasto tra la violenza degli eventi e la resilienza del personaggio. L’elemento di maggiore spicco è la performance di Monica Vitti che, con la sua ineguagliabile abilità nel mescolare il comico e il tragico, conferisce al personaggio di Teresa una profondità e un’umanità struggenti, facendone l’emblema della donna umile che lotta contro un destino avverso. Il film è importante culturalmente perché fornisce un ritratto sentito e privo di retorica della disillusione post-bellica e della lotta di classe.

Regia di Aldo Fabrizi. Un film con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Peppino De Filippo, Giovanna Ralli, Carlo Delle Piane. Titolo originale: La Famiglia Passaguai. Genere: Comico, Commedia, Satira. Paese: Italia. Anno: 1951. Durata: 90 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 6.8.

Il cavalier Peppe Valenzi, detto Passaguai, è un modesto impiegato che decide di concedersi, e di concedere alla sua rumorosa famiglia (la moglie Margherita, i figli Marcella, Pecorino e il piccolo Gnappetta), una gita estiva al mare a Fiumicino, approfittando di un’offerta per una giornata in spiaggia. La premessa semplice si trasforma presto in una successione inarrestabile di disavventure, contrattempi esasperanti e rocamboleschi equivoci che vedono il povero capofamiglia Peppe subire ogni sorta di umiliazione, con conseguenze disastrose che arrivano a fargli rischiare persino il posto di lavoro.

Questo film, diretto e interpretato da Aldo Fabrizi, è il primo di una trilogia di enorme successo popolare e incarna perfettamente la commedia all’italiana delle origini, a cavallo tra il neorealismo e la farsa più sfrenata. Tematicamente, offre un ritratto vivace e satirico della piccola borghesia romana e delle sue prime, faticose, manifestazioni di benessere nel dopoguerra. La regia di Fabrizi si rivela abile nel fondere elementi di comicità slapstick, tipici dell’avanspettacolo, con una galleria di macchiette popolari indimenticabili. L’interpretazione del cast corale, che vede Fabrizi stesso affiancato da talenti come Ave Ninchi e un giovane Carlo Delle Piane, è impeccabile per tempi comici. Pur non essendo esente da una certa semplicità narrativa, il film è storicamente rilevante per la sua capacità di divertire il pubblico con un umorismo genuino e non volgare, rappresentando un momento cruciale nel cinema popolare italiano.

Regia di Pupi Avati. Un film con Lino Capolicchio, Eleonora Giorgi, Gianni Cavina, Ida Di Benedetto. Genere: Commedia drammatica, Sentimentale. Paese: Italia. Anno: 1984. Durata: 90 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.2.

Ambientato nella Bologna degli anni Trenta, il film racconta l’estate di tre amici, un adolescente di nome Sauro, suo padre, un medico distaccato e taciturno, e il geniale compositore Wolfgang Amadeus Mozart, di passaggio in città. Il giovane Sauro, in una fase cruciale della sua formazione, è attratto dalla musica e dalla figura enigmatica del genio, mentre il padre si ritrova a gestire l’ospitalità e le eccentricità del suo illustre ospite. La pellicola esplora il difficile rapporto tra un padre e un figlio attraverso l’insolito catalizzatore di un’icona della storia della musica.

Pupi Avati dirige una delle sue opere più intime e delicate, un film che si distingue per il suo tono agrodolce e malinconico. La pellicola esplora temi come la solitudine, il difficile legame generazionale e la frustrazione artistica. La regia è misurata e attenta ai dettagli, creando un’atmosfera sospesa e suggestiva, grazie anche a una fotografia dai toni caldi e autunnali. L’interpretazione di Gianni Cavina nei panni del padre è intensa e sfumata, mentre Lino Capolicchio rende con efficacia la complessità del giovane protagonista. Sebbene il film non abbia avuto un impatto commerciale clamoroso, è un’opera di pregevole fattura che dimostra la maestria di Avati nel raccontare storie profondamente umane e radicate nella memoria e nell’emotività.

Edit 20 Agosto 2025: caricata versione migliore, l’altra era stata rippata male. Questa è un pò meglio. Occhio che ha doppio audio russo/italiano

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Un film di Roman Polanski. Con Hugh GriffithMarcello MastroianniSydne RomeCarlo Delle PianeRomolo Valli.  Titolo originale What?Commediadurata 112 min. – Italia 1972MYMONETRO Che? * * * - - valutazione media: 3,11 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Giovane e bella giramondo americana si ritrova casualmente in una sfarzosa villa sull’isola di Capri. Accolta senza alcuna cerimonia, Nancy viene a contatto con i curiosi e ambigui individui che popolano la residenza estiva. Un mondo a testa in giù in cui il tempo e le convenzioni borghesi sembrano bandite. Unico legame con la realtà il suo inseparabile diario.
Se esiste un condimento a cui Polanski non ha mai saputo rinunciare nella sua cucina cinematografica, questo è il grottesco. Presente in ogni suo titolo – anche nelle pellicole d’atmosfera come Rosemary’s Baby o Chinatown – nelle commedie surreali che vanno da Cul de Sac fino a Per favore, non mordermi sul collo, il gusto per l’assurdo trova qui il suo apogeo. 
In questa epopea della bella Nancy si è voluta trovare una analogia con il mondo all’incontrario descritto da Lewis Carroll. Un parallelismo condivisibile per surrealismo, ma incosistente sul piano allegorico. Il flusso narrativo scelto da Polanski (qui anche in veste di attore) è in continuo divenire, imprevedibile e sconclusionato. La storia si dipana secondo il principio di reiterazione (giornate dagli sviluppi analoghi nello stile che costituirà poi il perno di Ricomincio da capo ) ed è racchiusa secondo la geometria del cerchio. Nancy incarna una visone pura e incontaminata del mondo al pari di una bambina inconsapevole del suo sex appeal, cagione e al contempo salvezza della sua odissea. I curiosi personaggi incontrati lungo la permanenza sono maschere da commedia dell’arte cadenzati da eleganti citazioni classiche di quartetti schubertiani e sonate mozartiane. Su tutti il decadente latin lover interpretato da Mastroianni (quasi una macchietta dei suoi ruoli felliniani), immortalato con una entrata in scena muta indimenticabile.
Preso dalle compiacenti messe in quadro delle grazie di Sydne Rome, Polanski non riesce a essere costantemente pungente per tutto l’arco del film. Ma la tanto amata circolarità con cui il film si apre e si chiude – figura retorica presente sin da Il coltello nell’acqua – e la trovata metacinematografica con cui la Rome giustifica il titolo del film, rendono Che? una chicca.

What? (1972) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film Da vedere 1983 con Cesare BarbettiCarlo Delle PianeTiziana PiniLidia BroccolinoBob TonelliCast completo Genere Commedia – Italia1983durata 87 minuti. – MYmonetro 3,36 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ambientato nel 1914, è il racconto di una gita-premio che gli allievi di una terza liceo mista di Bologna fanno, a piedi, attraverso l’Appennino fino a Firenze. Scritta col fratello Antonio, la vicenda è raccontata in flashback da un’anziana prof. di disegno, unica superstite dei partecipanti alla gita con qualche buco nella memoria, rispettato nello script , abilmente sospeso tra l’ottimismo di una happy end e l’amarezza di un finale triste. Secondato da Riz Ortolani, il regista dà al film ritmi, magie, stereotipi di commedia musicale. 1° film come protagonista del bravo Delle Piane. Multipremiato ai Festival di Venezia, Prades, Bastia. 5 Nastri d’argento: film, soggetto, attore protagonista, colonna sonora, attrice emergente (L. Broccolino).

 Una gita scolastica
(1983) on IMDb

Un film di Pupi Avati. Con Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Francesca Marciano, Valentino Macchi, Bob Tonelli. Giallo, durata 105′ min. – Italia 1977. MYMONETRO Tutti defunti… tranne i morti * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Emilia, 1950. Nel palazzo dei marchesi Zanetti arriva un antico volume che contiene una profezia: colui che ucciderà 9 membri di una nobile famiglia troverà un tesoro. La girandola delle morti misteriose comincia. Fino a 9. O sono soltanto 8? Parodia del genere gotico sullo sfondo di una Padania cupa e nebbiosa con una galleria di personaggi caricaturali. Sbrigativo, persino frettoloso, non riesce a trovare l’intonazione giusta al suo gusto dell’eccesso e della deformazione.

Tutti defunti... tranne i morti (1977) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film Da vedere 1986 con Gianni CavinaCarlo Delle PianeDiego AbatantuonoAlessandro HaberGeorge Eastman (II)Cast completo Genere Drammatico – Italia1986durata 101 minuti. – MYmonetro 3,47 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella notte di Natale quattro amici e un industrialotto, il pollo da spennare, si trovano per una partita di poker che sarà, in molti sensi, un regolamento di conti. Come si addice a una partita di poker, che è il fulcro del film, c’è suspense, ma vien fuori bene anche la conoscenza che il bolognese Avati ha della vita in provincia e del suo continuo peggioramento. Sua è l’orchestrazione sapiente di un quintetto di attori eterogenei che hanno le facce giuste. C. Delle Piane premiato come attore protagonista a Venezia 1986; Nastro d’argento a D. Abatantuono non protagonista; David di Donatello a R. De Luca (suono), Riz Ortolani (musica).

 Regalo di Natale
(1986) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film con Gianni CavinaCarlo Delle PianeValentina CerviEliana MiglioLibero de RienzoCast completo Genere Commedia – Italia1999durata 122 minuti. – MYmonetro 2,78 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

26° film di Avati, scritto con il fratello Antonio, attinto ai racconti ascoltati da parenti e vecchi amici e ispirato alle vicende della madre (morta nel 1999) cui è dedicato. Un’estate tra gli anni ’20 e i ’30 a Bologna e nei dintorni, tra Sasso Marconi, San Leo e il fiume Reno. Delle 4 storie, parallele ma con punti di contatto, 2 contano: Ines (Cervi), dattilografa di città, s’innamora non ricambiata del figlio del suo datore di lavoro; il “fratello di Loris” fa il suo giro sull’Appennino a raccogliere giovani contadini scapoli per il ballo che nella balera di Loris è occasione di incontri con figlie matrimoniabili. Avati coltiva ancora con amabile sagacia l’elegiaca vena del passato con storie pittoresche e personaggi bizzarri, non senza agganci precisi con l’attualità sociale. Pur non evitando sempre il bozzettismo e il sapore del già visto, offre personaggi azzeccati (la Cervi, Cavina, diversi caratteri di contorno, un po’ troppo letterario il medico di Delle Piane) e pagine ariose.

 La via degli angeli
(1999) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film Da vedere 2004 con Diego AbatantuonoCarlo Delle PianeAlessandro HaberGianni CavinaGeorge Eastman (II). Genere Drammatico – Italia2004durata 99 minuti. – MYmonetro 3,60 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il seguito di Regalo di Natale (1986), uno dei film più riusciti di P. Avati, insolito perché, nella finzione come nella realtà, avviene 18 anni dopo. È anche uno dei suoi pochi film ambientati nell’Italia contemporanea, l’unico situato nel presente della natia Bologna. Il che spiega il più alto tasso di amarezza civile, di squallore arrogante e, forse, di misantropia che impregna il racconto. Anche qui la partita a poker serve a togliere le maschere ai personaggi e a rivelarne l’indole nascosta o la vulnerabilità, ma non c’è soltanto un traditore come nell’altro film. Lo stesso Franco (Abatantuono), vecchia vittima, è predisposto a barare. L’Italia odierna è più abominevole e corrotta che nel 1986. Alla riuscita del film, scritto da Avati (con la consulenza pokeristica, non sempre ascoltata, di Giovanni Bruzzi, come in Regalo di Natale ), contribuiscono i 5 attori, perfetti anche nel mostrare gli effetti che l’orologio biologico ha avuto su di loro.

 La rivincita di Natale
(2004) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film con Carlo Delle PianeAurore ClémentNik NovecentoCesare BarbettiAdriana InnocentiCast completo Genere Commedia – Italia1984durata 94 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il bacio che la padrona gli ha scoccato casualmente alle ore 18 del 10 giugno 1940 ha cambiato la vita del pasticcere Vanni, immergendolo in un sogno d’amore astratto e duraturo. O un incubo? Dieci anni dopo la preparazione e l’attesa dell’evento del titolo si risolvono in un disastro. Opus n. 16 del regista bolognese, questa commedia amarognola appartiene al suo filone crepuscolare che inclina verso i buoni sentimenti. Lavoro di fino sul doppio registro dell’incanto e del disincanto, del pathos e della perfidia, della tenerezza e dell’ironia con qualche stonatura proprio nella scena della festa. 1° dei 4 David di Donatello per la musica vinti da Riz Ortolani al servizio di Avati.

 Festa di laurea
(1985) on IMDb
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