Category: India


Regia di Tarsem Singh. Un film con Lee PaceCatinca UntaruJustine Waddell. Genere Fantastico – IndiaGran BretagnaUSA2006durata 117 minuti.

The Fall arriva con un titolo pre-credito che afferma che è presentato da David Fincher e Spike Jonze, presumibilmente compagni del regista e co-sceneggiatore Tarsem Singh (accreditato solo come Tarsem) dal mondo degli spot pubblicitari e dei video musicali. Laddove i suoi mecenati hanno entrambi sviluppato una comprensione flessibile e sfumata della narrativa, Tarsem sembra essere rimasto interessato solo alla creazione di immagini per i propri fini. Non c’è mai la sensazione che “The Fall” esista per nessun motivo oltre a essere semplicemente qualcosa di carino da guardare. Eppure, non importa quanto possa essere bello un film, se induce il sonno come questo, semplicemente non ha senso.
Nella Los Angeles del 1915, uno stuntman (Lee Pace) è paralizzato e passa il tempo in ospedale raccontando una storia improvvisata a una ragazzina immigrata (Catinca Untaru) con un braccio rotto. Quindi c’è una storia, e una storia nella storia, mentre spingono e tirano tra fantasia e realtà. O qualcosa di simile.
Il retroscena di “The Fall” sembra molto più interessante e ha un peso più drammatico di quello che ci resta da guardare. Il film è stato girato nell’arco di quattro anni in 18 paesi e in effetti include una serie piuttosto unica di straordinarie architetture esistenti, set prefabbricati che probabilmente non potrebbero mai essere immaginati, figuriamoci costruiti con qualsiasi tipo di budget ragionevole.
Tarsem sottolinea il film con livelli di pretenziosità davvero odiosi che insistono sul fatto che le belle immagini abbiano un significato con la M maiuscola, il che mette solo in netto rilievo quanto sia davvero un esercizio vuoto. Come De Chirico su MTV negli anni ’80, le sue idee su ciò che costituisce “artistico” – per lo più composto da slo-mo, tableau framing, strani costumi ed esotismo romanzato – sembrano nel migliore dei casi racchiuse nell’ambra e nel peggiore dei casi completamente regressive. Per essere un film che vuole presentarsi come stravagantemente abbagliante, c’è qualcosa di incredibilmente familiare e blando nella sua visione.

 The Fall
(2006) on IMDb

Regia di M. Night Shyamalan. Un film con Mark WahlbergZooey DeschanelJohn LeguizamoBetty BuckleyFrank CollisonCast completo Titolo originale: The Happening. Genere Fantascienza, – USAIndia2008durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 12 giugno 2008 distribuito da 20th Century Fox Italia. – MYmonetro 2,87 su 17 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La paura dell’apocalisse, cioè della rivelazione, viene dalla natura. L’azione comincia in Central Park a New York col vento che muove le cime degli alberi: i passanti si fermano, straparlano, arretrano, si uccidono. Da un grattacielo vicino gli operai si buttano nel vuoto. A Philadelphia un insegnante interroga gli allievi su un misterioso fenomeno: la scomparsa delle api. Il terrore si diffonde attraverso i mass media. La gente fugge verso l’ovest, la campagna, gli stati vicini, ma i suicidi continuano. È la storia di una catastrofe incomprensibile e dei sopravvissuti che alla fine si riducono a tre: l’insegnante che ragiona, sua moglie e una ragazzina. Il fenomeno dura 36 ore. Tre mesi dopo è tornata la normalità. Fino a quando? Con il suo 8° film, dopo l’insuccesso di Lady in the Water , Shyamalan ha fatto centro, affidandosi agli schemi narrativi del cinema di SF anni ’50, dentro i quali ha lavorato con ammirevole semplicità e a ritmo serrato: il nemico è invisibile. E almeno due invenzioni memorabili: l’incontro con l’eccentrica Mrs. Jones (Buckley) e la separazione dei tre superstiti che comunicano tra loro con un dispositivo acustico costruito per dar rifugio agli schiavi neri fuggiaschi. Effetti speciali (in minima parte digitali) al servizio del vento e rifiuto quasi totale della solennità magniloquente di altri suoi film. Fotografia del solito Tak Fujimoto. V.M. 14 anni.

 E venne il giorno
(2008) on IMDb
Non ho mai apprezzato Shyamalan, ha sempre fatto film con buone idee ma banali e scontati alla fine, anche questo o posso guardarlo?

Regia di Satyajit Ray. Un film con Sanjeev KumarSaeed JaffreyShabana AzmiFarida JalalVeenaDavid AbrahamCast completo Titolo originale: Shatranj Ke Khilari. Genere Commedia – India1977durata 129 minuti.

Pellicola ambientata in India nel 1856, alla vigilia della ribellione contro l’annessione britannica. L’attenzione si concentra sugli eventi di quegli anni, in particolar modo la politica di espansione della British East India Company, e la disillusione dei monarchi indiani. Wazed Ali Shan è uno di questi che, invece di preoccuparsi della pressione del governo inglese, passa le sue giornate a giocare a scacchi. Anche quando lui e i suo compagni saranno costretti a dover lasciare il paese, continueranno a giocare a scacchia all’aperto.

 Shatranj Ke Khilari
(1977) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Chhabi BiswasKali SarkarTulsi LahiriSardar AkhtarGangapada BasuCast completo Titolo originale: Jalsaghar. Genere Drammatico – India1958durata 100 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Bengala, anni ’20. Biswambhar Roy, aristocratico proprietario terriero, si è finanziariamente rovinato per la passione di organizzare nel suo palazzo, per un publico di amici, raffinate feste musicali con cantanti e balletti. Dopo la morte in un naufragio della moglie e della figlia, pone fine ai concerti. Quattro anni dopo, per umiliare il suo vicino Ganguli, nuovo ricco che lo ha imitato, riapre casa per un ultimo concerto. Il 4° film di S. Ray, da lui prodotto e sceneggiato (da un racconto di Tarashankar Bannerjee), si stacca nettamente, per contenuto e forma, dal lirismo dei primi due segmenti della trilogia di Apu e dalla vena satirica di La pietra filosofale . C’è qualcosa di O. Welles ( Quarto potere , Storia immortale ) nel personaggio ambiguo e complesso di Roy, nell’orgoglioso e nostalgico narcisismo (di casta e di classe) e nella passione distruttiva per la musica con cui si oppone al mondo che cambia e s’involgarisce al di fuori del suo Xanadu. Nonostante tutto, però, “il personaggio ispira all’autore e allo spettatore una compassione e una sorta di rispetto quasi fraterni che danno all’opera una vibrazione unica” (J. Lourcelles). Sfarzoso e, insieme, austero, quasi ieratico, il linguaggio registico e lo splendore raffinato del bianconero (Subrata Mitra) ne fanno un vertice nel cinema dell’eclettico cineasta bengalese.

 La sala da musica
(1958) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Soumitra ChatterjeeMadhabi Mukherjee, Shailen Mukherjee, Shyamal Ghoshal, Gitali Roy. Genere Sentimentale – India1964durata 117 minuti.

Calcutta 1880. Charu è una donna sentimentale, appassionata di letteratura e di musica, è infelice perché si sente sola, come lo è anche il marito, nonostante i due vivano uno accanto all’altro. Questa storia di solitudine fa da sfondo a un paese, l’India, in continuo cambiamento.
Un giorno le fanno visita i cognati e il giovane cugino Amal, e quest’incontro porterà in lei qualcosa di nuovo.

 La moglie sola
(1964) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Chandana Banerjee, Nripati Chatterjee, Anil Chatterjee, Khagen Pathak, Gopal Roy, Kali Bannerjee, Kanika Majumdar, Kumar Roy, Govinda ChakravartiSoumitra ChatterjeeCast completo Titolo originale: Teen Kanya. Genere Commedia – India1961durata 173 minuti.

Satyajit Ray non era solo un grande ammiratore di Tagore, ma anche uno dei pochi a capire e interpretare i suoi lavori con una visione propria, unica nel suo genere. Ray con il suo modo di girare neorealistico ha trovato un perfetto alleato nelle storie quotidiane e popolari di Tagore. Teen Kanya, basato su tre storie di Tagore – The Postmaster, Monihara e Samapti – voleva essere un tributo di Ray per il poeta Premio Nobel, realizzato nel centenario della sua nascita, nel 1961. Il film ad ogni modo diventa una perfetta simbiosi tra un maestro scrittore e un maestro regista. The Postmaster è la tenera storia del direttore di un ufficio postale di città, molto educato che, in un villaggio di provincia, insegna a una ragazza a leggere e scrivere. Monihara è un racconto tessuto intorno all’ossessione di una donna verso i suoi gioielli, mentre Samapti è la storia di una ragazza un po’ maschiaccio che si rende conto di amare il padre dopo un matrimonio forzato. Inoltre, tutte e tre le storie sono state trasposte anche in singoli film.

 Teen Kanya
(1961) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Uttam KumarSharmila TagoreBireswar SenSomen BoseNirmal GhoshPremangshu BoseCast completo Genere Drammatico – India1966durata 120 minuti.

Arindam, un famoso attore, deve recarsi a Nuova Delhi per ricevere un premio, ma non trova voli disponibili. È così costretto a prendere il treno, dove tutti lo riconoscono. Aditi, una giornalista, riesce a catturare la sua attenzione e i due converseranno durante il lungo viaggio. Da questo incontro la star uscirà cambiato, mettendo in discussione la sua carriera da attore.

 Nayak
(1966) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Anil ChatterjeeMadhabi MukherjeeJaya BhaduriHaren Chatterjee. Genere Drammatico – India1963durata 122 minuti.

A Calcutta, negli anni cinquanta, l’emancipazione della donna indiana. Una giovane sposa, Arati, diventa rappresentante di macchine per cucire e, andando di casa in casa, a poco a poco vince la timidezza e acquista confidenza nelle proprie capacità; in famiglia, invece, suocero e marito le sono sempre più ostili, il vecchio per principio, il giovane per gelosia.

 La grande città
(1963) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Soumitra ChatterjeeVictor Banerjee, Swatilekha Chatterjee, Gopa Aich, Jennifer Kapoor, Manoj Mitra, Indrapramit Roy, Bimala Chatterjee. Titolo originale: Ghare-Baire. Titolo internazionale: THE HOME AND THE WORLD. Genere Drammatico – India1984durata 138 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Uno degli ultimi lavori di Satyajit Ray, Ghare Baire, realizzato nel 1984, fu nominato per la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Ray aveva scritto la sceneggiatura negli anni Quaranta, molto prima di quella di Pather Panchali. Forse la ragione è che il tema del romanzo omonimo di Tagore, l’emancipazione delle donne, rappresenta una delle passioni di Ray. Ambientato durante il movimento nazionalista dei primi anni del XX secolo, quando gli Inglesi erano decisi a dividere il Bengali in diversi territori in base alla religione, il film fa appello alla pietà mentre rivela l’ipocrisia di alcuni leader del movimento nazionale. Tutto questo è realizzato attraverso un triangolo amoroso tra un nobile progressista bengalese Nikhil, che cerca di emancipare la moglie Bimala, mentre un leader nazionalista, Sandip, non solo lo sfrutta come un parassita ma seduce persino la sua ingenua consorte. Il risultato è un dramma intenso che non solo non ha perso rilevanza dopo un secolo dalla sua scrittura, ma che continuerà ad essere apprezzato allo stesso modo in futuro.

 La casa e il mondo
(1984) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film con Soumitra ChatterjeeSharmila TagoreAparna Sen, Kaberi Bose, Simi GarewalPahadi SanyalCast completo Titolo originale: Aranyer Din Ratri. Genere Drammatico – India1970durata 115 minuti.

“Giorni e Notti nella Foresta”, la sua traduzione italiana, è la storia di un gruppo di amici, funzionari di una cittadina, che decidono di lasciare le loro abitazioni e la civiltà, per andare nelle campagne nella regione del Bengala. Questi si scontreranno con gli abitanti della zona, i quali li guardano con un certo razzismo e disprezzo. Il film affronta in modo coinvolgente il contrasto tra modernità e tradizioni indiane.

 Giorni e notti nella foresta
(1970) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film Da vedere 1960 con Chhabi BiswasSumitra JatterjeeSharmila Tagore. Titolo originale: Devi. Genere Drammatico 1960durata 93 minuti.

Un anziano proprietario terriero vede nella nuora la reincarnazione della dea Kali e le fa tributare onori adeguati. Inutilmente il figlio cerca di distoglierlo dalla sua infatuazione. Un miracolo richiesto non accade e la “dea” impazzisce. Preso spunto da un’idea del famoso scrittore indiano Rabindranath Tagore, Ray costruisce un racconto sobrio e aspro che lucidamente descrive l’opposizione tra fede superstiziosa e razionalismo, e le trasformazioni psicologiche che induce nei personaggi.

 La dea
(1960) on IMDb

Il santone è un film del 1965 di genere Commedia/Drammatico, diretto da Satyajit Ray, con Charuprakash Ghosh, Rabi Ghosh, Prasad Mukherjee, Gitali Roy, Satindra Bhattacharya, Somen Bose. Durata 65 minuti.

L’avvocato Gurupada è rimasto traumatizzato dalla tragica scomparsa della moglie e ora si trova da solo a crescere la figlia. Un giorno l’uomo incontra il misterioso santone Birichi, che sostiene di vivere da secoli e di aver incontrato nella sua lunga vita figure come Platone, Gesù, Buddha ed Einstein. Gurupada viene conquistato dai racconti del millantatore e decide di diventare un suo adepto.

 Mahapurush
(1965) on IMDb

Diretto da Satyajit Ray India, 1965

Amitabh, uno sceneggiatore di film commerciali, percorre il paese in cerca di location. Quando la sua auto si rompe, viene accolto da un coltivatore di tè e dalla moglie Karuna, una donna che aveva amato anni prima ma di cui non era stato in grado di prendersene cura, o non aveva voluto…

 Il codardo
(1965) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film Da vedere 1955 con Kanu BannerjeeSubir BanerjeeUma Das GuptaChunibala DeviReba DeviCast completo Titolo originale: Pather Panchali. Genere Drammatico – India1955durata 115 minuti. – MYmonetro 3,21 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La dura vita di una povera e decaduta famiglia bengalese, di casta bramina, all’inizio del Novecento, vista con gli occhi del piccolo Apu (S. Bannerjee), l’ultimo nato, e di Durga (Gupta), la sorella più grande che muore mentre un violento monsone spazza il villaggio. Il padre (Kanu Bannerjee), tornato a casa dopo una lunga assenza per lavoro, decide di trasferirsi con la famiglia a Benares. Finanziato con pochi mezzi dal governo del Bengala dell’Ovest, è lo straordinario esordio di Ray che diventerà il n. 1 del cinema indiano, dopo aver continuato questa cronaca familiare con Aparajito (1956) e Il mondo di Apu (1959). Trepida, sommessa, commossa elegia delle piccole grandi cose che costituiscono e riempiono la giornata di una famiglia contadina qualsiasi. Il suo ritmo lento si confà alla natura della storia e dei personaggi; la georgica bellezza delle immagini non è quasi mai un pretesto per l’evasione da una dura condizione umana anche se la povertà, persino la miseria, è rappresentata in quel che può avere di dignitoso e di rispettabile. La musica di Ravi Shankar è controcorrente con le tradizioni del cinema indiano. Premio del Documento Umano a Cannes 1956.

 Il lamento sul sentiero
(1955) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film Da vedere 1957 con Karna BanerjeeKanu Bannerjee. Titolo originale: Aparajito. Genere Drammatico – India1957durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tra Il lamento del sentiero (1955) e Il mondo di Apu (1959), è la 2ª parte di una trilogia, tratta dal romanzo Pather Panchali del bengalese Bibhutibhusan Banerjee, che attraverso la storia di Apu e della sua famiglia traccia un affresco dell’India degli anni Venti e del suo travaglio evolutivo. Influenzato dal neorealismo italiano, Ray racconta la vita, la morte, il dolore delle madri, l’egoismo dei figli con un ritmo lento ma senza indugi, con cura figurativa di classico rigore ma senza compiacimenti estetizzanti, con la sobria forza di una semplicità che rende familiare un ambiente a noi lontano. Leone d’oro a Venezia 1957.

 L'invitto
(1956) on IMDb

Regia di Satyajit Ray. Un film Da vedere 1959 con Soumitra ChatterjeeSharmila Tagore, Alok Chakravarty. Titolo originale: Apu Sansar. Genere Drammatico – India1959durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,18 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Calcutta, anni ’30. Squattrinato e senza un lavoro fisso, con ambizioni letterarie ancora insoddisfatte, Apu (Chatterjee) si adatta a un matrimonio di convenienza, sposando la bella Aparna (Tagore), cugina del suo amico Pulu (Mukherjee), promessa sposa di un folle. Dopo qualche mese di felicità, Aparna va a partorire in casa di sua madre, ma muore di parto. Soltanto cinque anni dopo, si decide a far visita al piccolo Kajal (Chakravarty). 5° film di Ray, grande cineasta bengalese, chiude la cosiddetta “trilogia di Apu”, composta da Il lamento sul sentiero e Aparajito ( L’invitto ), tratta dal romanzo Aparajita di Bibhutibhusan Banerjee. In ciascuna delle tre tappe Apu ha perduto o abbandonato le persone più amate: la sua è una saga lirica del dolore e della frustrazione. Influenzato da Jean Renoir, ma anche dai sovietici Dov82 enko e Donskoj (e dalla narrativa russa che è il loro retroterra), Ray sta in bilico tra pessimismo e serenità con una rappresentazione della realtà che è contemplativa, ma attenta ai particolari, al paesaggio e soprattutto agli esseri umani con una maturità che rimanda ai film giapponesi di Ozu e di Mizoguchi.

 Il mondo di Apu
(1959) on IMDb

Nayakan ( pronuncia tamil:  [n̪aːjaɡan] ; trad.  Eroe ) è un film poliziesco epico in lingua tamil indiana del 1987 scritto e diretto da Mani Ratnam . Prodotto da Muktha Srinivasan , il film è interpretato da Kamal Haasan , Saranya (al suo primo lungometraggio) e Karthika , con Janagaraj , Vijayan , MV Vasudeva Rao , Delhi Ganesh , Nizhalgal Ravi , Nassar e Taranei ruoli di supporto. Ruota attorno alla trasformazione di un normale abitante dei bassifondi di nome Velu in un temuto don attraverso varie fasi della sua vita.

ayakan è liberamente ispirato alla vita della malavita di Bombay don Varadarajan Mudaliar e al film americano Il padrino (1972). Ratnam è stato inizialmente contattato per rifare il film hindi Pagla Kahin Ka (1970) per Srinivasan e Haasan, ma ha rifiutato. Suggerì invece altre due storie, una delle quali colpì Haasan e divenne Nayakan . La fotografia è stata curata da PC Sreeram e il montaggio da B. Lenin e VT Vijayan . Le riprese sono iniziate alla fine del 1986, svolgendosi principalmente a Madras e, in misura minore, a Bombay.

Il figlio di un leader sindacale anti-governativo Sakthivel “Velu” viene arrestato dalla polizia per scoprire dove si trova. Ingannano Velu facendogli credere che siano suoi sostenitori e lo rilasciano. Quando Velu incontra suo padre, la polizia uccide quest’ultimo. Sentendosi tradito, Sakthivel accoltella l’ispettore di polizia e scappa a Bombay , dove viene cresciuto da Hussain, un contrabbandiere di buon cuore che vive nel Dharavi.bassifondi. Un giorno, quando Hussain è malato, un giovane Velu, decide di svolgere l’attività di contrabbando per conto di Hussain.

 Nayakan
(1987) on IMDb

Regia di Ritesh Batra. Un film Da vedere 2013 con Irrfan KhanNimrat KaurNawazuddin SiddiquiDenzil Smith, Bharati Achrekar, Nakul Vaid, Yashvi Puneet Nagar, Lillete Dibey, Lillete Dubey. Titolo originale: Dabba. Genere Drammatico, – IndiaFranciaGermaniaUSA2013durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 28 novembre 2013 distribuito da Academy Two. – MYmonetro 3,41 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Mumbai, dal 1890, ogni giorno circa 5.000 fattorini recapitano in lunchbox presso uffici e scuole 200.000 pasti provenienti da cucine private o da pubblici ristori. Il pranzo che Ila prepara ogni giorno per il marito viene consegnato per errore a un’altra persona, il vedovo Saajan. Non solo il marito non si accorge di ricevere cibi cucinati da un’altra, ma Saajan inizia a rispondere ai biglietti che Ila scrive in accompagnamento al pasto. La relazione si approfondisce, sempre e solo per via epistolare, e Ila scopre un uomo stanco della vita ma pieno di possibilità, e soprattutto capisce che lei stessa, forse, ha bisogno di cambiare qualcosa nella sua esistenza. Non è un prodotto bollywoodiano né una commedia romantica commerciale: è un piccolo film, leggero ma non superficiale, a tratti spiritoso e arguto, imbevuto di cultura indiana e nello stesso tempo attraversato, più con le immagini che con le parole, da una vena critica sulla pesantezza della società che impone austeri limiti e silenziose ma violente repressioni alle relazioni. 2 buoni interpreti e una regia esordiente da tenere d’occhio.

 Lunchbox
(2013) on IMDb
L’audio è buono ma sembra preso da cinema, nel caso fatemelo sapere che vedo di trovare una versione migliore

Regia di Rahi Anil BarveAdesh Prasad. Un film con Sohum ShahDeepak DamleJyoti MalsheAnita DateDhundiraj Prabhakar JogalekarCast completo Titolo originale: Tumbbad. Genere Drammatico – IndiaSvezia2018durata 109 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un prologo racconta della Dea indiana dell’abbondanza e di suo figlio, attaccato violentemente dalle altre divinità e costretto a rimanere nel suo ventre per salvarsi, a condizione di vivere nascosto. La prima parte è ambientata nel villaggio di Tumbbad, in una regione rurale battuta da una pioggia incessante. Qui abita Vinayak, la cui madre si prende cura di una bisnonna, spaventosa figura tra lebbrosa e zombie tenuta in catene e sospesa tra pasti e un sonno profondo.

 Tumbbad
(2018) on IMDb

Regia di Mira Nair. Un film Da vedere 2000 con Naseeruddin ShahLillete DubeyShefali ShettyVijay RaazTillotama ShomeCast completo Genere Commedia – India2000durata 140 minuti. – MYmonetro 3,19 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A New Delhi durano quattro giorni i preparativi di un matrimonio combinato tra due ricche famiglie borghesi del Punjab. Arrivano anche dagli Stati Uniti e dall’Australia i membri del clan Verma e s’intrecciano 5 storie in una catena di tragicomici conflitti. Le torrenziali piogge monsoniche sono catartiche. Al di là della sapienza narrativa con cui, grazie alla sceneggiatura di Sabrina Dhawan, fa giostrare come in un circo 68 personaggi, il 6° film della Nair – giuocato sul conflitto tra vecchio e nuovo, tradizione e modernità, usi orientali e costumi occidentali – è un interessante referto sociologico sulla ricca borghesia indiana a cavaliere tra due secoli. Non se ne nascondono le contraddizioni e i lati in ombra. Dagli omologhi film occidentali, Altman compreso, lo distacca una pagana sensualità di segno femminile che acquista una valenza di sano laicismo. Inopinato Leone d’oro a Venezia 2001.