Category: Vicari Daniele


Regia di Daniele Vicari. Un film con Valerio Mastandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela, Ivano De Matteo, Sara Franchetti. Titolo originale: Velocità massima. Genere: Drammatico, Azione. Paese: Italia. Anno: 2002. Durata: 111 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.5.

Stefano è il proprietario di una sgangherata officina meccanica nella periferia di Roma, costantemente assillato dai debiti e dalle minacce. La sua vita professionale prende una svolta inaspettata quando assume Claudio, un diciassettenne dotato di un talento istintivo per la messa a punto dei motori. Insieme, i due lavorano per modificare una vecchia Ford Sierra, un’auto destinata a partecipare alle pericolose corse clandestine notturne che si tengono nella zona di Ostia. La necessità di vincere diventa l’unica speranza di Stefano per saldare i debiti, mentre tra lui e Claudio si sviluppa un rapporto intenso e conflittuale, messo in crisi dall’ingresso di una ragazza nella vita del più giovane.

Opera prima di Daniele Vicari, il film è un esempio notevole di cinema italiano che fonde efficacemente l’adrenalina del genere action con l’intensità del dramma sociale. Il regista si distingue per la sua capacità di restituire un ritratto crudo e autentico del sottobosco proletario romano, evitando la retorica e concentrandosi sulla dinamica emotiva, complessa e ambigua, tra i due protagonisti. La pellicola è supportata da una regia secca e da un montaggio efficace, con riprese capaci di trasmettere la tensione delle corse clandestine. La spontaneità di Cristiano Morroni e la solidità attoriale di Valerio Mastandrea contribuiscono a fare di questo film, premiato con il David di Donatello, un esordio forte e convincente che ha saputo distinguersi nel panorama nazionale.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Monica Barladeanu. Titolo originale: Diaz: Don’t Clean Up This Blood. Genere: Drammatico, Storico. Paese: Italia, Romania, Francia. Anno: 2012. Durata: 127 min. Consigliato a: da 18 anni. Valutazione IMDb: 7.8.

Il film ricostruisce gli eventi brutali e drammatici avvenuti a Genova durante il G8 del 2001, focalizzandosi in particolare sull’irruzione notturna della Polizia nella scuola Diaz, sede del Media Center del Genoa Social Forum e rifugio notturno per molti manifestanti e giornalisti. La narrazione si sviluppa seguendo diversi personaggi che convergono in quel tragico frangente, tra cui manifestanti pacifici, giornalisti stranieri, membri delle forze dell’ordine e alti funzionari, offrendo prospettive multiple sui momenti precedenti e successivi all’azione violenta. L’ambientazione è circoscritta principalmente alle ore che vanno dall’attacco alla Diaz fino agli abusi e alle torture perpetrate nella caserma di Bolzaneto.

Daniele Vicari realizza un’opera di cinema civile e di ricostruzione storica di grande impatto emotivo e documentaristico. Il film non è una semplice narzazione drammatica, ma una cronaca asciutta e spietata che utilizza atti giudiziari e testimonianze reali per denunciare i fatti accaduti. La regia è caratterizzata da uno stile nervoso e quasi documentario, con l’uso efficace di telecamere a mano e un montaggio serrato che amplifica il senso di caos e violenza. Le interpretazioni corali, in particolare quelle di Claudio Santamaria ed Elio Germano, sono intense e credibili nel restituire il terrore e la confusione. L’importanza culturale e storica del film risiede nella sua funzione di memoria collettiva e di accusa per uno degli episodi più oscuri e controversi della storia recente italiana, un’opera necessaria per la sua capacità di riportare l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani avvenute in un contesto democratico.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Elio Germano, Michele Riondino, Chiara Caselli, Valentina Lodovini, Daniela Poggi. Genere: Drammatico, Thriller, Noir. Paese: Italia. Anno: 2008. Durata: 120 min. Consigliato a: da 16 anni. Valutazione IMDb: 6.5.

Giorgio è un brillante e posato studente di giurisprudenza a Bari, prossimo alla laurea e immerso in una quotidianità borghese, pianificata e forse un po’ soffocante. La sua vita prende una piega inaspettata quando incontra Francesco, un ragazzo del quartiere popolare, disinvolto, pericolosamente affascinante e completamente alieno al suo mondo. Francesco trascina Giorgio in un vortice notturno di gioco d’azzardo, bravate al limite della legalità e trasgressioni sempre più audaci, rivelando in lui un lato oscuro e ribelle che non sapeva di possedere. La Bari della buona società e quella malavitosa si fondono, offrendo a Giorgio una via di fuga dalla sua esistenza predefinita, ma anche un percorso di autodistruzione.

Tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio, il film è un intenso racconto di formazione atipico che esplora la fascinazione per il male e l’inquietudine giovanile nel passaggio all’età adulta. Daniele Vicari dirige con un piglio teso e cupo, trasformando la città di Bari in un ambiente notturno e ambiguo che riflette il tormento interiore del protagonista. Il cuore del film risiede nella chimica e nel contrasto tra le interpretazioni di Elio Germano, che incarna la vulnerabilità repressa di Giorgio, e Michele Riondino, che porta sullo schermo il carisma sfuggente e distruttivo di Francesco. Il film è stilisticamente ben confezionato, con una fotografia efficace che esalta le atmosfere noir, e sebbene la narrazione possa talvolta risultare meno incisiva del materiale letterario di partenza, riesce comunque a tratteggiare un ritratto convincente e drammatico dell’attrazione per il rischio e del crollo delle certezze morali.

Locandina L'orizzonte degli eventi

Un film di Daniele Vicari. Con Valerio MastandreaGwenaëlle SimonFrancesca InaudiGiorgio ColangeliLulzim Zeqja Drammaticodurata 115 min. – Italia 2005uscita venerdì 20 maggio 2005.

Il film racconta di due mondi, diversi e paralleli, che convivono nello stesso territorio: il Gran Sasso d’Italia. Il contatto tra le due realtà avviene attraverso i personaggi di Max (Mastandrea), ricercatore di fisica nucleare che lavora senza sosta nel laboratorio situato nel ventre della montagna, e del pastore Bajram (Lulzim Zeqja). Di fatto il pastore cammina sulla testa del fisico ma nessuno dei due lo sa. Dentro il laboratorio si sviluppa il mestiere più avanzato dell’umanità, sopra la montagna invece ci sono gli immigrati poveri che fanno il lavoro più antico del mondo. IL Gran sasso è, secondo il regista, l’immagine sintetica della globalizzazione.

L'orizzonte degli eventi (2005) on IMDb
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