Category: Film dal 2000 al 2009


Regia di Ettore Scola. Un film con Claudio BigagliGérard DepardieuDiego AbatantuonoSergio CastellittoAntonella AttiliCast completo Genere Commedia – Italia2001durata 100 minuti. – MYmonetro 2,50 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo Una giornata particolare (1977), E. Scola ritorna all’anno della promulgazione delle leggi razziali contro gli ebrei, con un film scritto da lui e da Furio Scarpelli con i due rispettivi figli Silvia e Giacomo. Storia di due commercianti di stoffe che a Roma abitano e lavorano nella stessa strada: Umberto, sarto milanese di famiglia cattolica, e Leone, merciaio ebreo. L’ignominia, non priva di particolari assurdi, del decreto-legge 1728 (17-11-1938) “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” si riflette nelle piccole vicende quotidiane dei due protagonisti e delle loro famiglie, dei parenti e degli amici. Due i punti di forza: il set della strada-quartiere, microcosmo di una società ignara prima ancora che indifferente, distratta o solidale, che racchiude la vicenda; la capacità di illustrare una legge infame quasi articolo per articolo, calandola in personaggi, casi, aneddoti, in altalena tra commedia e dramma, tenerezza e dolore, sarcasmo e indignazione. Il bozzettismo tipico di Scola non manca; c’è un puntiglio persino eccessivo nella ricostruzione d’epoca; convenzionale e pleonastico il punto di vista infantile, ma i momenti autentici esistono e il duo Abatantuono-Castellitto è ammirevole per misura e intensità. Premio per la regia al festival di Mosca; Globo d’oro per la musica (A. Trovajoli); Donatello a L. Ricceri (scene).

Concorrenza sleale (2001) on IMDb

Locandina Gente di Roma

Un film di Ettore Scola. Con Valerio MastandreaSabrina ImpacciatoreArnoldo FoàAntonello FassariStefania Sandrelli. continua» Commediadurata 89 min. – Italia 2003MYMONETRO Gente di Roma **1/2-- valutazione media: 2,50 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Una giornata qualunque nella città eterna. Tanti piccoli frammenti di vita si susseguono in una carrellata di personaggi attraverso le storie dei quali, dalla tragedia alla commedia, Scola ci racconta la sua amata Roma. Il filo conduttore dei tanti episodi slegati tra loro è un autobus che percorre le strade della città, dall’alba al tramonto. Per scrivere storie interessanti bisognerebbe tornare a prendere il tram (o,nel caso presente, l’autobus) come suggeriva Zavattini? Forse sì, ma di certo bisognerebbe avere interesse a narrare: interesse che Scola non sembra avere più. I bozzetti rimangono tali, qualcuno più riuscito (vedi lo sketch iniziale di Mastandrea), altri francamente inutili quando non imbarazzanti. Il racconto ne soffre fino a smarrirsi, tra paurose ovvietà, personaggi per lo più vignettistici e una regia sciatta ben oltre i limiti del televisivo. Sicuramente onesto, talmente disarmato e disarmante da non poterne parlare davvero male: ma di sicuro non se ne può parlare bene.

Gente di Roma (2003) on IMDb
My Bloody Valentine (1981) - IMDb

Il giorno di San Valentino (My Bloody Valentine) è un film slasher a basso costo del 1981, diretto da George Mihalka.

Il film è un esempio degli slasher a basso costo tanto in voga durante gli anni ottanta, come Halloween – La notte delle streghe e Venerdì 13Quentin Tarantino lo ha definito il «miglior slasher di tutti i tempi»[1].
Durante la celebrazione di San Valentino nella città di Valentine Bluffs, un gruppo di operai rimane intrappolato in una miniera, ove un problema nelle condutture del metano provoca un’esplosione, in cui rimangono uccisi tutti i minatori.
A sei settimane di distanza, l’unico sopravvissuto alla tragedia, Harry Warden, è impazzito a causa dei traumi psicofisici successivi all’accaduto. Dopo un anno di cure e corsi di rieducazione, Harry, fugge dalla clinica uccidendo alcuni dottori, lasciando un avvertimento scritto col sangue dei malcapitati; chiunque oserà festeggiare il giorno di San Valentino verrà brutalmente massacrato.
A vent’anni esatti dai tragici eventi, alcune coppie di adolescenti decidono di festeggiare San Valentino dentro le miniere, dato che in città ogni rito e/o festa è proibita. Alla loro decisione di svago, seguiranno una catena di morte e omicidi sempre più cruenti e complessi.

My Bloody Valentine (1981) on IMDb

Un film di Oliver Stone. Con Al Pacino, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods, Jamie Foxx. Titolo originale Any Given Sunday. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 150 min. – USA 2000. MYMONETRO Ogni maledetta domenica * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tony D’amato (Pacino) allenatore di football americano, viene ritenuto ormai al tramonto. La nuova “boss” della dirigenza (Diaz) vorrebbe mandarlo via, ma non è facile, perchè Toni è molto amato dalla squadra. Entriamo così in quel mondo: la violenza nel campo, le ambizioni e le crisi dei giocatori, gli intrighi di tutti. Alla fine vince Pacino – anche perché la squadra continua a vincere – e non trascura di prendersi la sua vendetta finale. Il solito ultimo, e penultimo, Stone: non può che affidarsi alla forma e al linguaggio, coi quali riesce ancora, parzialmente, a nascondere la scarsa ispirazione. Il film è comunque aggressivo e spettacolare e tutti quei divi, aiutano.

Any Given Sunday (1999) on IMDb
Collateral [Edizione: Stati Uniti]: Amazon.it: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada  Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Barry Shabaka Henley, Emilio  Rivera, Jamie McBride, Craig Eastman, Siba Eastman, Jeffrey Hwang, Barry  "Shabaka" Henley,

Un film di Michael Mann. Con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg. Azione, durata 119 min. – USA 2004. uscita venerdì 15 ottobre 2004. MYMONETRO Collateral * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 75 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Michael Mann si conferma ancora una volta fra i migliori registi d’azione e presenta alla Mostra del Cinema di Venezia, un lungometraggio con continui cambi di ritmo che si svolge, temporalmente, tutto in una notte.
Los Angeles, atmosfera sincopata. Max, tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent, che gli fa una proposta allettante,accompagnarlo per l’intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante. Vincent è infatti un killer di professione che deve regolare i conti con cinque persone, una delle quali, a sua insaputa, sta a cuore al conducente di taxi. Difficile dichiarare se l’elemento più coinvolgente di questo riuscito action movie sia quello visivo o quello della sceneggiatura. I primi piani strettissimi, la notte losangelina, il montaggio serrato (spettacolare la scena della discoteca con un incessante e ipnotica musica martellante) e l’uso del digitale che rende le immagini notturne più nitide con un conseguente iperrealismo, si fondono con i dialoghi ironici, a volte tarantiniani, fra Vincent e Max, e che lentamente assurgono a una sfida sulle orme delle regole dell’arte della guerra di Sun Tzu. Tom Cruise e Jamie Foxx si affrontano a viso aperto diretti da un nuovamente grande Mann, saggia mano del cinema adrenalinico di classe.

Collateral (2004) on IMDb
Locandina italiana Yes Man

Un film di Peyton Reed. Con Jim Carrey, Zooey Deschanel, Bradley Cooper, John Michael Higgins, Rhys Darby.Commedia, Ratings: Kids+13, durata 102 min. – USA 2008. – Warner Bros Italiauscita venerdì 9 gennaio 2009. MYMONETRO Yes Man * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 116 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Carl Allen è un impiegato divorziato orgogliosamente chiuso nella sua solitudine e insensibile alle richieste altrui. I clienti gli chiedono un prestito e lui lo nega, gli amici gli chiedono compagnia e lui si tira indietro, cercando di farsi bastare un dvd sul divano. Si protegge dai colpi che la vita gli ha dimostrato di saper sferrare, ma quanto altro si preclude così facendo? L’incontro con un ex collega lo convince a partecipare ad un seminario di “positività”, in cui il guru di turno lo esorta a rivoluzionare la sua vita rispondendo di sì ad ogni richiesta. Improvvisamente, si ritrova ad apprendere il coreano, a prodigarsi per un barbone, a presenziare alle feste a tema del capoufficio e ad accettare il passaggio in scooter di una sconosciuta di nome Allison.

Yes Man (2008) on IMDb

Regia di Tom Shadyac. Un film con Jim CarreyJennifer AnistonMorgan FreemanPhilip Baker HallCatherine BellCast completo Titolo originale: Bruce Almighty. Genere Commedia – USA2003durata 102 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,12 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Bruce Nolan è un giornalista TV che sottovaluta quel che possiede (simpatia, capacità di divertire il prossimo, una fidanzata giusta) e si sente perseguitato dalla sorte. Stanco dei suoi lamenti, il Padre Eterno – con l’aria sorniona e affabile di un M. Freeman biancovestito – gli dà l’occasione di prendere il suo posto di onnipotente per una settimana. Scritta da 3 sceneggiatori tra cui Steve Oedekerk ( Ace Ventura 2 ) e diretto da T. Shadyac che aveva già diretto J. Carrey in Bugiardo bugiardo (film con la stessa struttura narrativa), è una commedia di moda New Age che sfrutta soltanto in piccola parte le potenzialità dello spunto di partenza e quelle del suo talentoso protagonista. Carrey risulta un po’ troppo addomesticato, ripetitivo e prevedibile, ma si può capirlo: doveva rimediare agli insuccessi commerciali delle sue ultime impegnative prove di Man on The Moon e The Majestic . Inevitabile omaggio a F. Capra con citazione.

 Una settimana da Dio
(2003) on IMDb

Regia di Shainee Gabel. Un film con John TravoltaScarlett JohanssonGabriel Macht, Brooke Mueller, Warren KoleClayne CrawfordCast completo Titolo originale: A love song for Bobby Long. Genere Drammatico – USA2004durata 119 minuti. Uscita cinema venerdì 8 ottobre 2004 – MYmonetro 3,51 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I colori forti del profondo sud statunitense, fanno da contrasto alla disperazione di tutti i giorni, che vive sul paradosso di un sogno letterario. Eliot e Frost (fra gli altri) sono la fonte di ispirazione e il nutrimento spirituale per sopravvivere al giorno che passa, e una speranza futura per chi ha ancora un’esistenza da costruire.
Nella New Orleans dei giorni nostri si consumano il dramma, la solitudine, le relazioni familiari di Bobby Long, alcolizzato ex professore universitario, Lawson, aspirante scrittore fallito, e Purslane, ragazza senza sogni, incontrata a causa della morte di Lorraine, madre odiata e donna che ha segnato indelebilmente la vita di Bobby.
Il film di Gabel, vive nel contrasto e nella convivenza fra intellettualismo tinto di blues e speranze diluite dal tempo, e delinea i caratteri dei protagonisti, vera forza del lungometraggio, nelle loro contraddizioni ormai radicate. Nella seconda parte, A love song for Bobby Long, si perde nel voler dare troppe spiegazioni e giustificare banalmente la solidità dei rapporti in un non necessario lieto fine.
Grande John Travolta nell’esecuzione della canzone del titolo.

A Love Song for Bobby Long (2004) on IMDb

Regia di Nuri Bilge Ceylan. Un film con Yavuz BingölHatice AslanAhmet Rifat SungarErcan KesalCafer KöseCast completo Titolo originale: Üç Maymun. Genere Drammatico, – Turchia2008durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 12 settembre 2008 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,00 su 17 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Melodramma raffreddato e ribaltato a 4 personaggi. Da una parte Servet, un padrone, dall’altra una famigliola – padre, madre, un figlio fannullone – al suo servizio. Comincia con un morto su una strada tra i boschi, investito dall’auto del padrone, politico in carriera, e si chiude con un omicidio. Parte come un noir, sbuca in un melò d’amore, adulterio, gelosia, odio, è attraversato da uno sprazzo di incubo horror: un cadavere di bambino in libera uscita che appare al figlio, suo fratello, e poi, di nascosto, accarezza il padre. Nel negare la verità, rimuovendo prove e responsabilità, la famiglia decide di non vederla, non sentirla, non parlarne. 5° film, e il più sociale – scritto con Kesal che fa il personaggio più odioso, il padrone – di Ceylan, che persegue un cinema d’autore affascinato dalle contraddizioni della psiche umana. Fa spicco la bruna, conturbante Aslan, con la quale il regista sembra avere un rapporto di attrazione/repulsione. Coprodotto da Valerio De Paolis per la BIM che lo distribuisce. Premio per la regia a Cannes.

 Le tre scimmie
(2008) on IMDb
Locandina italiana Azur e Asmar

Un film di Michel Ocelot. Con Cyril Mourali, Karim M’Riba, Hiam Abbass, Patrick Timsit, Rayan Mahjoub. Titolo originale Azur et Asmar. Animazione, Ratings: Kids, durata 99 min. – Francia, Belgio, Spagna, Italia 2006. uscita venerdì 10 novembre 2006. MYMONETRO Azur e Asmar * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Azur ha gli occhi azzurri, Asmar ce li ha neri come la notte. Il primo è figlio di un nobile gelido, il secondo di un’amorevole balia, che cresce i pargoli come fratelli, raccontando a entrambi, ogni sera, alle porte del sonno, la leggenda della fata dei Jinns, che attende, da una prigione nascosta, il giovane che la libererà. Ma un giorno il padre di Azur lo manda lontano da casa per studiare e scaccia dalla sua dimora francese la nutrice e il piccolo Asmar. Solo una volta adulto, Azur si imbarcherà in direzione dell’Oriente per ritrovare i suoi cari e liberare la fata dei Jinns.

Azur & Asmar: The Princes' Quest (2006) on IMDb
Zoolander - Film (2001)

Un film di Ben Stiller. Con Ben Stiller, Owen Wilson, Christine Taylor, Milla Jovovich, Jerry Stiller.Comico, Ratings: Kids+13, durata 89 min. – USA, Australia, Germania 2001. MYMONETROZoolander * * * 1/2 - valutazione media: 3,67

Storia di Zoolander, un modello che ha avuto grande successo e che adesso è in fase calante per colpa di un concorrente più giovane. Cerca allora di dare un nuovo senso alla propria vita, ma non è sorretto dalla necessaria personalità, soprattutto dalla necessaria cultura. Nel frattempo assistiamo alle stranezze del mondo della moda, dove tutto è superficiale, esagerato eccetera. Tutte cose che aveva già raccontato, pentendosene, Robert Altman. Stiller, nel doppio ruolo di attore e regista, non riesce a fornire una ragione per ricordare il film.

Zoolander (2001) on IMDb
Poster Amores perros

Un film di Alejandro González Iñárritu. Con Goya Toledo, Emilio Echevarria, Gael García Bernal, Alvaro Guerrero, Vanessa Bauche Commedia, durata 147 min. – Messico 2000. MYMONETRO Amores perros * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Tre storie si incrociano sullo sfondo di una convulsa Città del Messico. Il giovane proletario Octavio, innamorato di Susana, la moglie adolescente del fratello criminale violento, si mette in testa di fuggire con lei e prova a racimolare i soldi necessari introducendo il suo cane in un giro di combattimenti clandestini. Daniel, il direttore altoborghese di una rivista, lascia moglie e figlie per andare a vivere con il suo nuovo amore, Valeria, una bellissima modella sulla cresta dell’onda. El Chivo ha lasciato la famiglia per diventare un terrorista di estrema sinistra. Dopo anni di carcere e alcol, vive da barbone con un branco di cani randagi e, di tanto in tanto, uccide su commissione.
Quello del cineasta messicano Alejandro Iñárritu è un esordio duro, violento, disincantato, rabbioso, amaro, disperato. Aggettivi che per il regista costituiscono i tasselli del puzzle di una megalopoli, Città del Messico, che ha tante contraddizioni quanti sono i suoi oltre venti milioni di abitanti. Una pentola a pressione pronta e esplodere, sotto il peso delle diseguaglianze sociali, certo, ma non solo. Perché è soprattutto di infelicità e drammi personali che ci parla Iñárritu.

Amores Perros (2000) on IMDb
Poster Departures

Un film di Yojiro Takita. Con Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki, Takashi Sasano. Titolo originale Okuribito. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. – Giappone 2008. – Tucker Film uscita venerdì 9 aprile 2010. MYMONETRO Departures * * * 1/2 - valutazione media: 3,82 su 75 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Giovane violoncellista rimasto senza lavoro torna con la moglie nella città natia, nella casa della sua infanzia. Accetta un posto di cerimoniere funebre: lavare, vestire, truccare e sistemare i defunti nella bara. Inizi difficili, esperienze traumatiche, il disagio di non rivelare alla moglie il mestiere che fa per permetterle di continuare gli studi. Ma grazie al vecchio istruttore impara l’antica dignità del suo compito, una migliore conoscenza di sé stesso, l’occasione di rappacificarsi con il passato, il conforto ai parenti dei morti, la capacità di convivere con il dolore. Film dolente e intenso nella sua analisi, particolarmente significativo per gli spettatori che in Occidente vivono in una cultura incline all’inutile rimozione della morte, spesso incapaci di darle il rispetto e l’onore che merita. Ha il suo culmine emotivo nella morte del padre, che aveva abbandonato il protagonista bambino. La commozione è sempre controllata, sublimata negli intermezzi musicali al violoncello. Fotografia: Takeshi Hanada. Musiche: Joe Hisaishi. Oscar 2008 per il miglior film straniero.

 Departures
(2008) on IMDb
Locandina L'uomo senza passato

Un film di Aki Kaurismäki. Con Markku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen. Titolo originale Mies vailla menneisyyttä. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 97 min. – Finlandia 2002. MYMONETRO L’uomo senza passato * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un uomo approda alla stazione di Helsinki. La sera stessa viene derubato e ferocemente picchiato. Scappato dall’ospedale dove lo davano ormai per morto scopre di aver perso la memoria. Sperduto in una realtà che non conosce e privo di qualunque punto di riferimento (non ricorda nemmeno il proprio nome), l’uomo sembrerebbe destinato al peggio. Ma l’incontro con una famiglia di marginali e in seguito con Irma, sfiorita rappresentante dell’Esercito della Salvezza, gli permetterà – con tutte le lentezze e le esitazioni del caso – di rifarsi una vita e trovare addirittura l’amore. L’uomo senza passato consacra definitivamente Kaurismaki tra i grandi. Seconda parte dell’ideale trilogia dedicata alla Finlandia, riprende tutti gli stilemi cari al regista finlandese, dall’osservazione del degrado sociale al lunare umorismo. Ma li approfondisce alla luce di una commozione partecipata alla vita dei propri protagonisti. Per un messaggio – la dignità come diritto inalienabile, la seconda occasione che si offre a chiunque abbia il coraggio di afferrarla – perfettamente condivisibile. Finalmente un film didattico nel senso migliore del termine. Meritatissimi Gran Premio della Giuria e Palma per la miglior attrice al festival di Cannes.

 L'uomo senza passato
(2002) on IMDb

Regia di Richard Kelly. Un film Da vedere 2001 con Jake GyllenhaalNoah WyleDrew BarrymorePatrick SwayzeHolmes OsborneDaveigh ChaseCast completo Genere Drammatico – USA2001durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 26 novembre 2004 – MYmonetro 3,34 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Donald Darko detto Donnie è un ragazzo con dei disturbi mentali che lo hanno portato a dar fuoco ad una casa abbandonata, anni fa. Nonostante sia un tipo in gamba, con una famiglia che lo ama e lo appoggia anche nelle scelte più discutibili. Donnie è in cura da una psicanalista che lo aiuta a combattere la sua schizofrenia; a lei confida del suo nuovo amico immaginario, Frank, un coniglio gigante che lo ha salvato da una morte assurda, ma che in cambio gli chiede di fare cose riprovevoli e sempre più pericolose. Ah, tra l’altro Frank gli ha svelato che la fine del mondo arriverà di lì a 24 giorni.
Donnie Darko è uno di quei film di culto che lentamente si emancipano dalla nicchia e si fanno conoscere ed amare in tutto il mondo, perdendo in parte il loro alone di leggenda. L’Italia detiene il triste primato di riuscire ad arrivare sempre per ultima a scoprire certi fenomeni, ed è per questo che Battle Royale troverà una distribuzione forse solo tra un secolo o giù di lì, ed è sempre per questo che Donnie Darko arriva in Italia con due anni di ritardo.
Due anni che non tolgono al film un’oncia del suo appeal, lasciando inalterato il grande fascino che obiettivamente questa pellicola è in grado di esercitare sul pubblico, soprattutto quello coetaneo del cupo protagonista, poco più che adolescente. Al contrario di molti film che fanno esplicito riferimento al mondo giovanile, Donnie Darko brilla di una luce sinistra e tristemente rara: qui non si parla del primo amore, del primo bacio, dei conflitti con gli adulti, della perdita dell’innocenza, scialbe tematiche che fanno sentire gli adulti (quelli veri) con la coscienza a posto, ma che quasi sempre fanno ridere i ragazzi (sempre quelli veri). Qui si parla di qualcosa di molto più significativo: si parla di morte. In toni tutt’altro che rassicuranti, Richard Kelly si interroga sull’effetto prorompente che la consapevolezza della morte ha su ogni individuo, e di quanto questo condizioni ogni altra sensazione ed azione: amore, paura, disprezzo, ribellione.
Di morte è imbevuto l’intero tessuto del film, inevitabilmente sbranato qua e là proprio a causa della friabilità del terreno su cui si avventura. Ma si può ben chiudere un occhio, considerato che di contro il film avvince ed appassiona senza essere né moralista né retorico. E soprattutto considerato che, a pensarci meglio, Donnie Darko è uno dei pochi film di oggi che aiutano i ragazzi a crescere, e non gli adulti a credere che “va tutto bene” (un altro titolo? Mysterious skin – ma anche questo dovremo aspettare parecchio per vederlo…). Un genere dimenticato dall’edonista cinema contemporaneo.

Donnie Darko (2001) on IMDb
Locandina L'uomo senza sonno

Un film di Brad Anderson. Con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside. Titolo originale El maquinista. Horror, durata 102 min. – Spagna 2004. uscita venerdì 19 novembre 2004. MYMONETRO L’uomo senza sonno * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 68 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Trevor Resnik è colpito da un attacco di insonnia particolarmente lungo: non dorme da un anno. Quando una amniotica routine fatta di lavoro e sesso a pagamento sarà perturbata da anomali accadimenti, l’uomo, già abbastanza sciupato di suo, si troverà a dubitare di chiunque: le risposte tarderanno ad arrivare. Il film non appare semplicemente lento bensì proiettato al rallentatore. Evitando battute che il titolo servirebbe su un piatto d’argento è impossibile non constatare una flemma sovrannaturale. Il tentativo di trasmettere il perenne stato di semi-coscienza in cui galleggia il protagonista è fin troppo riuscito, con la conseguenza di gettare a più riprese in uno stato di dormiveglia anche lo spettatore più “fresco” della sala, impotente dinnanzi a sequenze protratte oltre il limite del poetico. L’effetto di sospensione tra onirico e reale regala di contro al girato un’atmosfera che riesce ad essere comunque efficace, grazie anche alla buona prova di un Christian Bale ridotto all’osso ma particolarmente ispirato. Reminescenze da tunnel degli orrori e sferraglianti trovate visive aiuteranno inoltre la pellicola a non colare impietosamente a picco nel mare dell’oblio. Nonostante tali considerazioni e un promettente soggetto, il titolo delude, rivelando un plot a tratti appena intrigante, a tratti assolutamente deludente. Colpi di scena avvolti da una patina di scontato e palese carenza di solidi fondamenti riguardo i cardini dell’intreccio, tarpano le già deboli ali di questa sonnacchiosa opera. Solo scorci di talento registico (da evitare comunque paragoni azzardati) offrono dunque al titolo una fiera cavalcata sull’onda della mediocrità.

The Machinist (2004) on IMDb
Locandina italiana Welcome

Un film di Philippe Lioret. Con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard. Drammatico, durata 110 min. – Francia 2009. – Teodora Film uscita venerdì 11 dicembre 2009. MYMONETRO Welcome * * * 1/2 - valutazione media: 3,84 su 55 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bilal, curdo 17enne, dall’Iraq va a piedi fino a Calais (4000 km!) in 3 mesi, e poi comincia ad allenarsi in piscina: vuole attraversare la Manica a nuoto per raggiungere a Londra l’amata Nina. C’è Simon, 50 anni, in crisi con la moglie, che prima allena Bilal a pagamento, poi giorno dopo giorno ne diventa un padre amoroso, deciso a tutto per aiutarlo. È straordinario il 5° film del parigino Lioret: fluido, coeso, emotivamente coinvolgente. Vicende eccezionali e personaggi insoliti, autenticità nel realismo di luoghi, ambienti, atmosfere. Non filma: dà vita alle inquadrature. Lindon, da sempre attore sottovalutato, non sbaglia una battuta né un silenzio; altrettanto espressiva è Dana, la moglie che ha deciso di lasciarlo. Trovare un ragazzo che parli curdo e inglese, sappia nuotare e giocare al pallone, era difficile: hanno trovato Firat. In Francia c’è una legge che punisce con l’arresto fino a 5 anni i cittadini che aiutano gli immigrati clandestini. Lioret ne mostra le crudeli e assurde conseguenze senza un briciolo di retorica. In Panorama di Berlino 2009 (non in concorso!), ottenne 3 premi, tra cui quello del pubblico. Scritto da Lioret con Emmanuel Courcol, Olivier Adam. Fotografia: Laurent Dailland. Musiche: Nicola Piovani, Wojciech Kilar, Armand Amar.

 Welcome
(2009) on IMDb

Regia di Sam Mendes. Un film Da vedere 2002 con Tom HanksTyler HoechlinPaul NewmanJude LawDaniel CraigStanley TucciCast completo Titolo originale: Road to Perdition. Genere Drammatico, – USA2002durata 119 minuti. Uscita cinema venerdì 13 dicembre 2002 distribuito da 20th Century Fox Italia. – MYmonetro 3,22 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due padri: Michael Sullivan, sicario irlandese al servizio di una banda che ha il suo referente a Chicago in Al Capone, e John Rooney, il suo boss che gli porta paterno affetto. E due figli: il tredicenne Michael Sullivan Jr. e Connor Rooney, figlio depravato e ladro di John. Alla fine di un lungo, sanguinoso itinerario di perdizione e vendetta ne sopravviverà soltanto uno. Dal romanzo a fumetti di Max Allan Collins e Richard Piers Rayner, liberamente sceneggiato da David Self, l’inglese Mendes ha tratto un ambizioso e stilizzato film di violenza che è una rivisitazione del cinema gangsteristico degli anni ’70-’80, da Coppola a Leone. Regia di maniera? Forse, ma di alta classe nella ridondanza dei suoi segni, come rivelano il massacro notturno sotto la pioggia senza colonna sonora, la stringata serie delle quiete rapine in banca, il senso dei grandi spazi attraversati dalle vecchie Ford, la suggestiva ricostruzione ambientale, l’interpretazione sotto le righe di Hanks, monocorde eppur ricca di sfumature, il livido ritratto del fotografo/sicario (Law). Oscar per la fotografia (del veterano Conrad L. Hall, 1926-2003).

 Era mio padre
(2002) on IMDb

Un film di Takeshi Kitano. Con Takeshi Kitano, Tadanobu Asano, Akira Emoto, Yuko Daike, Saburo Ishikura. Commedia, durata 116 min. – Giappone 2003. MYMONETRO Zatôichi * * * 1/2 - valutazione media: 3,87 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Giappone XIX sec. Zatôichi, massaggiatore cieco col vizio del gioco a dadi e micidiale maestro di spada, arriva in un villaggio i cui abitanti sono taglieggiati dal clan dei malvagi Ginzo. Col suo amico Shinkichi (Taka) s’imbatte nelle sorelle Naruto, Okinu (Yuko) e Osei (Daigorô), che si fingono geishe in attesa di vendicare il massacro dei genitori. Le aiuterà a fare giustizia. 1° film di Kitano in costume, del genere chambara (cappa e spada). Tratte dai popolari racconti di Kan Shimozawa, le avventure di Zatôichi furono rilanciate negli anni ’60 dall’attore Shintaro Katsu che tra il ’62 e l’86 interpretò il personaggio in una serie TV e in una ventina di lungometraggi per le sale. È il suo film più divertito e divertente, il più gratuito forse, ma all’insegna di una libertà fiabesca nella mescolanza dei generi e di un’idea di cinema come fusione di danza, musica, teatro, pittura. Nonostante la bravura dell’attore e la bellezza di molte sequenze, compreso il balletto nel suo sfrenato ritmo funk-a-step eseguito dal gruppo The Stripes, qualche aficionado di Kitano ha rimpianto l’assenza della sua malinconica e tragica visione del mondo di cui rimangono fievoli tracce. Non ha tenuto conto che, come ha fatto notare Roberto Escobar, non vale tanto per i contenuti, ma per la sagacia dell’orchestrazione di forme, gesti, colori, ritmi. Il suo nucleo è “nel tema della vita come sogno, allucinazione o come rappresentazione, gioco di maschere governato dal caso” (V. Buccheri). È la vita messa in immagini audiovisive come macchina romanzescnto – davvero tutto fisico e sublimato nella risata – del pubblico, affrancato da qualsivoglia speculazione. Zaitochi si realizza nel combattimento come Kitano nel divertimento, dimentico dei codici che da sempre regolano il cinema “in costume”. Allora, quasi naturalmente, il guerriero nipponico approda al musical, sul palcoscenico, dove gli eroi del cinema convivono con quelli della televisione, quelli della letteratura con quelli della leggenda, dentro, anzi sotto un tip tap che “danza” i singoli elementi in un ritmo globale, dove è impossibile inciampare, o quasi!

 Zatôichi
(2003) on IMDb

Regia di Nadine Labaki. Un film Da vedere 2007 con Nadine LabakiYasmine Al MassriJoanna MoukarzelGisèle AouadAdel KaramCast completo Titolo originale: Sukkar banat. Genere Commedia, – FranciaLibano2007durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 21 dicembre 2007 distribuito da Lady Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,89 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ambientato in un salone di bellezza a Beirut, è un film libanese al femminile che alla Quinzaine di Cannes 2007 ebbe un travolgente successo di pubblico e fu molto venduto. È l’esordio della Labaki che l’ha scritto (con 2 sceneggiatori maschi) e interpretato; prodotto da una francese (Anne-Dominique Toussaint), con 7 donne come personaggi principali di diverse età, etnia e bellezza. Montaggio, scene, costumi, aiutoregia sono di donne. Il titolo si riferisce alla ricetta per la depilazione in uso in Medio Oriente, miscela di zucchero, limone e acqua che, portata a ebollizione, diventa caramello, pasta adesiva dolce, allo strappo piuttosto dolorosa. I maniaci dell’interpretazione ci possono trovare una metafora della condizione delle donne nei paesi arabi, delle libanesi in particolare, in superficie più emancipate che in altri paesi. Questa sit-com ne parla con ammirevole leggerezza e un’ironia amara con cui gratta e scopre quel che c’è “dietro la facciata”. Le interpreti non sono attrici professioniste. Tra loro emerge la 85enne Lili (Semaan), in un memorabile personaggio comico. Girato in 6 settimane nel 2006. Postproduzione a Parigi. Distribuito da Lady Blu e Kitchen Film.

 Caramel
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