Category: Irlanda


Regia di Enrico Pau. Un film con Donatella Finocchiaro, Barry Ward, Carolina Crescentini, Sara Serraiocco, Anita Kravos. Titolo originale: L’Accabadora. Genere: Drammatico. Paese: Italia, Irlanda. Anno: 2016. Durata: 94 min. Consigliato a: Da 13 anni. Valutazione IMDb: 5.4.

La storia è ambientata a Cagliari nei primi anni ’40, nel periodo in cui l’Italia si appresta a entrare in guerra. Annetta, una donna silenziosa e solitaria proveniente dalla Sardegna rurale e sempre vestita di nero, giunge in città alla ricerca della nipote Tecla, che aveva accudito in passato. Annetta nasconde un terribile segreto legato alla sua origine: nel suo paese, era l’accabadora, colei che porgeva la “buona morte” ai moribondi. Trovato alloggio in una villa altolocata lasciata incustodita per l’inizio dei bombardamenti, Annetta affronta il difficile ricongiungimento con Tecla, la cui presenza la costringe a fare i conti con un passato di dolore e con un destino che la donna vorrebbe disperatamente lasciarsi alle spalle.

Il film affronta i temi universali del lutto, dell’elaborazione della colpa e della possibilità di redenzione, inquadrandoli nella peculiare figura mitica e antropologica sarda dell’accabadora. Il regista Enrico Pau abbandona la rappresentazione folkloristica della figura per esplorare le conseguenze psicologiche e sociali di un mestiere tanto arcaico quanto tabù, in un momento storico di profonda crisi come l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. La Cagliari bombardata funge da sfondo quasi onirico e desolato, un contesto visivamente potente che amplifica il dramma interiore dei personaggi. L’interpretazione di Donatella Finocchiaro è intensa nel tratteggiare la sofferenza trattenuta di Annetta. Nonostante alcuni elementi di debolezza nella progressione narrativa, l’opera è lodevole per l’ambizione visiva e per l’aver saputo trasporre sullo schermo, con dignità e rispetto, un mito sardo complesso, offrendo un ritratto intimo e suggestivo di resistenza umana e ricerca della modernità.

Regia di David Freyne. Un film con Elliot Page, Sam Keeley, Tom Vaughan-Lawlor, Paula Malcomson. Genere: Horror, Drammatico, Fantascienza. Paese: Irlanda, Francia, Regno Unito. Anno: 2017. Durata: 95 min. Consigliato a: Pubblico adulto. Valutazione IMDb: 5.6.

In un’Europa devastata da un virus che trasforma le persone in creature violente, è stata trovata una cura che ha permesso al 75% degli infetti di guarire, pur mantenendo i ricordi delle atrocità commesse. Senan, uno dei riabilitati, viene accolto dalla cognata Abbie e cerca di reintegrarsi in una società che però guarda ai guariti con profondo sospetto e paura. Mentre il governo decide cosa fare del restante 25% di popolazione resistente al trattamento, le tensioni sociali tra sani ed ex-infetti crescono rapidamente, minacciando la fragile pace appena ristabilita.

Il film si distingue nel saturo panorama del genere zombie spostando il focus dall’epidemia alla ricostruzione post-apocalittica, utilizzandola come potente allegoria della discriminazione e del difficile reinserimento sociale. David Freyne costruisce un dramma psicologico cupo che riflette sulle cicatrici della guerra e sulla natura del perdono, con chiari rimandi alle tensioni storiche irlandesi. Sebbene la narrazione soffra a tratti di un ritmo lento e di alcune soluzioni di sceneggiatura prevedibili, l’interpretazione intensa del cast e l’atmosfera opprimente riescono a trasmettere efficacemente il senso di colpa e l’isolamento dei protagonisti, offrendo una prospettiva umana e malinconica sull’orrore.

Regia di Jerzy Skolimowski. Un film con Richard Dormer, Paulina Chapko, Wojciech Mecwaldowski, Andrzej Chyra, Dawid Ogrodnik. Titolo originale: 11 Minut. Genere: Thriller, Drammatico, Corale. Paese: Polonia, Irlanda. Anno: 2015. Durata: 81 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6,4.

Il film è ambientato a Varsavia e concentra la sua narrazione in un arco di tempo ristretto, specificamente 11 minuti, dalle 17:00 alle 17:11. In questo breve lasso di tempo, le esistenze di una decina di personaggi apparentemente slegati tra loro si svolgono e si intrecciano nell’area circostante un grande hotel e una piazza centrale. Tra questi, vi sono un marito geloso e la moglie, un’attrice, un viscido regista americano, un lavavetri, un corriere della droga e un venditore di hot dog. Le loro storie, fatte di meschine gelosie, ambizioni, paura e piccoli crimini, convergono inesorabilmente verso un punto di non ritorno, dimostrando come il caso e la prossimità fisica possano determinare un destino comune e catastrofico.

11 Minut è un audace e adrenalinico esercizio di stile del veterano Jerzy Skolimowski, che dimostra una sorprendente vitalità registica. Il film affronta il tema dell’inconsistenza dell’esistenza contemporanea, evidenziando come la precarietà del mondo moderno possa portare al collasso in un istante. La regia è virtuosistica, utilizzando un montaggio serrato e frammentato, spesso integrando riprese da telefoni cellulari, telecamere a circuito chiuso e droni, riflettendo l’onnipresenza delle immagini nella vita del terzo millennio. Nonostante la natura frammentaria e l’assenza di un profondo sviluppo psicologico dei personaggi, che restano archetipi, il film è un thriller teso e coinvolgente che culmina in una sequenza finale spettacolare e metaforica. L’opera è lodata per la sua acuta riflessione sul caos, la casualità e il destino nell’era digitale, risultando un pezzo di cinema contemporaneo di grande impatto visivo.

Locandina Love + Hate

Regia di Dominic Savage. Un film con Samina Awan, Tom Hudson, Nichola Burley, Wasim Zakir, Dean Andrews. Titolo originale: Love + Hate. Genere: Drammatico. Paese: Regno Unito, Irlanda. Anno: 2005. Durata: 86 min. Consigliato a: da 16 anni. Valutazione IMDb: 6.7.

Ambientato in una città industriale del Nord dell’Inghilterra, il film narra la storia di Adam e Naseema, due adolescenti che si innamorano nonostante le profonde differenze culturali e i muri eretti dalle rispettive comunità. Adam, un ragazzo inglese proveniente da un ambiente con forti pregiudizi razziali, inizia a lavorare in un negozio di bricolage dove conosce Naseema, una coetanea di origini pakistane. La loro nascente relazione è osteggiata sia dagli amici xenofobi di Adam che dal fratello di Naseema, Yousif, molto legato alle tradizioni religiose e culturali della sua famiglia, innescando un conflitto che mette a dura prova i due giovani e le loro lealtà.

Il film affronta con crudezza i temi del razzismo, della xenofobia e del conflitto generazionale all’interno delle comunità di immigrati e della working class inglese. La regia di Dominic Savage, proveniente dalla televisione, adotta uno stile semi-documentaristico e realistico, spesso improvvisato, che conferisce un’autenticità viscerale alle performance del cast, composto in parte da non professionisti. Sebbene la narrazione non sfugga del tutto a dinamiche prevedibili in un “Romeo e Giulietta” moderno, la forza della pellicola risiede proprio nella sua onestà emotiva e nella capacità di mettere in scena il disagio giovanile e il peso delle aspettative sociali. Le interpretazioni di Samina Awan e Tom Hudson, in particolare, sono intense e credibili, veicolando con efficacia la passione e la disperazione dei loro personaggi intrappolati tra amore e intolleranza. Un debutto cinematografico coraggioso e schietto, che pur con qualche semplificazione, offre uno sguardo toccante sulle divisioni sociali nella Gran Bretagna contemporanea.


Regia di Tomm MooreNora Twomey. Un film con Brendan GleesonLiam HouricanMick LallyMichael McGrathEvan McGuireCast completo Genere Animazione – FranciaBelgioIrlanda2009durata 75 minuti.

Da un libro di fantastiche miniature e disegni conservato nel Trinity College di Dublino, il “Libro di Kells”,  nasce l’ispirazione  di questo lavoro. Per l’eccellenza tecnica della sua realizzazione e la sua bellezza è considerato da molti studiosi una delle più importanti opere d’arte dell’epoca. Una nomination all’Oscar.

Il giovane Brendan vive nell’abbazia di Kells, un remoto avamposto medievale dove lavora per fortificare i muri dell’abbazia contro le scorrerie barbariche. Un giorno un famoso maestro illuminato arriva in queste terre straniere portando un antico ed incompleto libro traboccante di una segreta saggezza e di poteri. Per aiutare a completare il libro, Brendan deve superare le sue più profonde paure in un viaggio pericoloso che lo porterà al di fuori dei muri dell’abbazia e dentro alla foresta incantata, dove si nascondono magiche creature. Ma con i barbari in avvicinamento, riusciranno la determinazione e l’artistica visione di Brendan ad illuminare l’oscurità e a mostrare che l’illuminismo è la migliore fortificazione contro il male?

The Secret of Kells (2009) on IMDb
Poster The Boxer

Regia di Jim Sheridan. Un film Da vedere 1997 con Brian CoxDaniel Day-LewisKen StottEmily WatsonLorraine PilkingtonFather John Wall¹Cast completo Genere Drammatico – IrlandaGran BretagnaUSA1997durata 113 minuti. – MYmonetro 3,25 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ex membro dell’IRA, l’irlandese Danny esce dal carcere dopo 14 anni e torna nel quartiere cattolico di Belfast dove Maggie, sua ex ragazza, ha sposato un suo amico, anch’egli carcerato per motivi politici, ed è madre di un ragazzino. Il loro è l’incontro tra due prigionieri (delle leggi tribali, del dovere, dell’intolleranza, del sospetto), due solitudini, due vittime. Il film ripropone il trio J. Sheridan regista-Terry George sceneggiatore-D.Day-Lewis interprete che aveva fatto Nel nome del padre . Con un’azione che si svolge all’interno della fazione cattolica dell’Ulster, ambisce a una posizione equidistante tra le due parti, sottolineando il desiderio del protagonista di una loro pacifica convivenza e invocando un ritorno alle regole. Discutibile a livello pubblico, è più convincente su quello privato nel racconto dell’amore tra Danny e Maggie, disapprovato dal mondo in cui vivono. “È qui che il film acquista la sua più intima, e dirompente, valenza politica.” (G. Rinaldi) Contribuiscono al risultato l’ottimo Day-Lewis ed E. Watson che conferma le qualità rivelate in Le onde del destino.

The Boxer (1997) on IMDb

Regia di David Lowery. Un film Da vedere 2020 con Dev PatelAlicia VikanderJoel EdgertonSarita ChoudhurySean HarrisCast completo Titolo originale: The Green Knight. Genere Drammatico – USAIrlanda2020durata 129 minuti. – MYmonetro 3,84 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La mattina di Natale, Gawain che sogna di essere nominato cavaliere dall’anziano Re Artù. Spronato dalla madre Morgana a partecipare al ricevimento alla corte di Camelot, il giovane dissoluto assiste all’arrivo del misterioso e imponente Cavaliere Verde, che mette alla prova la corte. Gawain si offre di raccogliere la sua sfida e per tanto può colpirlo per primo, un anno dopo però dovrà recarsi in una remota chiesa per ricevere indietro il colpo sferrato. Gawain decapita la creatura, ma questa riprende la propria testa e ripete la sua profezia, che ora suona come una condanna a morte. Il ragazzo viene nominato cavaliere e passa un anno di scellerati piaceri, ma il nuovo Natale si avvicina…

The Green Knight (2021) on IMDb
Locandina italiana Once

Un film di John Carney. Con Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova, Hugh Walsh. Drammatico, durata 91 min. – Irlanda 2006. – Sacher uscita venerdì 30 maggio 2008. MYMONETRO Once * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 93 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sulla strada di Dublino un busker rivendica l’amore perduto cantando canzoni a una lei fedifraga e distante, sognando il contratto discografico e una vita a Londra. Sulla stessa strada incontra una giovane immigrata ceca, instancabile lavoratrice, ragazza madre responsabile e pianista di talento. Uniti dalla passione per la musica i due sconosciuti iniziano a raccontarsi e aprirsi fino a toccarsi (nell’anima) attraverso i testi delle canzoni.
Alcune storie d’amore sono destinate a rimanere intatte, inviolate, come se un solo bacio avesse la capacità di distruggere quella promessa che rappresenterebbe la purezza assoluta se lasciata in sospeso in eterno.
Once mette in scena l’amore illibato tra due persone che attraverso la musica si raccontano. Giocando di sottrazione, il regista irlandese John Carney confeziona una commedia semplice e piena di sentimento in cui narra di sé, della scena musicale della città che gli ha dato i natali. Dentro a un musical atipico due solitudini si incontrano per caso e per desiderio decidono di convertire il loro talento in un disco che rimanga nel tempo, oltre il tempo.
Girato con piglio documentaristico (la camera a mano sembra riprendere senza voler disturbare, le luci di scena sono limitate al minimo, il cast è formato da attori non professionisti), Once segue passo passo le fasi di creazione dei brani dell’improvvisato duo fino alla registrazione finale, coinvolgendo lo spettatore in una storia che nasce grazie alla musica e si consuma esclusivamente attraverso le canzoni. Tutto quello che non viene detto a parole viene espresso attraverso le note.
Dublino fa da sfondo con il suo cielo grigio e i suoi candidi paesaggi, con i suoi immigrati e i suoi circoli e regala alla trama una quiete necessaria allo svolgimento e compimento della relazione. L’eloquente e silente sguardo finale lascia in sospeso i destini dei due casti amanti.

Once (2006) on IMDb

Regia di Ciaran Cassidy. Un film con Detective Superintendent John Reilly, Anne Conlon, Paddy Quinn, Eileen Davey.1 Genere: Documentario, Mistero. Paese: Irlanda. Anno: 2013. Durata: 19 min.2 Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.3.3

Il film documenta gli ultimi giorni di un uomo che, nel giugno 2009, si presentò in una cittadina irlandese con l’alias di Peter Bergmann.4 Le telecamere di sorveglianza registrano i suoi movimenti metodici e calcolati, mentre l’uomo compie sforzi straordinari per cancellare ogni traccia della sua vera identità prima di essere ritrovato morto su una spiaggia.5 La narrazione segue le indagini della polizia, che si scontra con l’assoluta mancanza di indizi sulla sua provenienza o sul motivo del suo gesto, lasciando un velo di mistero irrisolto.

“The Last Days of Peter Bergmann” è un cortometraggio documentario di straordinaria efficacia, che trasforma un enigmatico caso di cronaca in una profonda riflessione sull’identità e l’anonimato. La regia di Ciaran Cassidy è misurata e quasi ipnotica, utilizzando sapientemente le frammentarie immagini di videosorveglianza e le testimonianze frammentate per costruire un’atmosfera di palpabile mistero.6 Il film non cerca risposte facili, ma si concentra sulla meticolosità con cui l’uomo ha pianificato la propria scomparsa, rendendo la sua storia un’inquietante allegoria della volontà di sfuggire a ogni classificazione.7 È un’opera che, pur nella sua brevità, lascia un’impressione duratura per la sua capacità di toccare corde universali sulla solitudine e il desiderio di controllo sulla propria fine.

Non ho trovato subita in rete. AIsubita sta per subita tradotti dai subeng con AI di Gemini, potrebbero esserci delle imprecisioni.

Non credo esista versione in italiano, almeno io non l’ho trovata.

Regia di Jim Sheridan. Un film Da vedere 1993 con Emma ThompsonDaniel Day-LewisJohn LynchPete PostlethwaiteJerry ConconCast completo Titolo originale: In the name of the father. Genere Drammatico, – Irlanda1993durata 133 minuti. Uscita cinema lunedì 1 agosto 1994 distribuito da UIP – United International Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,55 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ispirato a una storia vera e tratto dal libro autobiografico Proved Innocence ( Il prezzo dell’innocenza ) di Gerry Conlon. Processati come terroristi dell’IRA e autori di una strage in un pub di Guildford il 5-10-1974, quattro proletari irlandesi patiscono 15 anni di carcere prima che sia scoperta la loro innocenza. Con loro furono condannati a pene minori parenti e amici. Giuseppe ( sic ) Conlon, padre di uno dei quattro, morì in carcere nel 1980. Storia di un clamoroso errore giudiziario, frutto di un complotto poliziesco, coinvolgente film civile incline al sentimentalismo e alla retorica manichea, vale soprattutto come racconto di formazione nella descrizione del rapporto tra padre e figlio, rinchiusi nella stessa cella. Non mancano i passaggi declamatori o didattici né gli stereotipi della vita carceraria, ma nemmeno le pagine forti, come l’avvio a Belfast, sostenuto nel suo ritmo forsennato dalla musica di Bono e Trevor Jones. 7 candidature ai premi Oscar, nemmeno una statuetta. Efebo d’oro ad Agrigento.

In the Name of the Father (1993) on IMDb
Powered by WordPress | Theme: Motion by WordPress.org
© 2025 Ipersphera. All rights reserved.