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Chinatown - Film (1974) - MYmovies.itUn film di Roman Polanski. Con Jack Nicholson, Faye Dunaway, John Huston, Perry Lopez, John Hillerman. Giallo, Ratings: Kids+16, durata 131′ min. – USA 1974. MYMONETRO Chinatown * * * * 1/2 valutazione media: 4,57 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Los Angeles, 1937: investigatore privato scopre un omicidio collegato a un caso di corruzione pubblica e una terribile e scandalosa vicenda privata. È un film profondamente chandleriano senza Chandler, dunque foscamente romantico. Chandleriano è anche l’umorismo che ne sorregge il pathos nella descrizione di un mondo corrotto non solo politicamente in cui la presenza del male _ incarnato dalvegliardo capitalista J. Huston _ è ossessiva e sinuosa, mostruosamente ambigua. Pur senza abbandonarsi a esercizi di nostalgica archeologia, fece scuola nel campo della rivisitazione del cinema nero. 11 nomination (tra cui J. Nicholson e F. Dunaway) e Oscar per la sceneggiatura di Robert Towne. Seguito da Il grande inganno (1990) di J. Nicholson.

 Chinatown
(1974) on IMDb

Questa nuova serie Netflix divisa in sei episodi è un thriller poliziesco spagnolo-brasiliano creato da Carlos López e diretto da Vicente Amorim. È la prima fiction spagnola girata tra Spagna e Brasile, prodotta da Nostromo Pictures. La serie thriller, che a tratti sconfina nell’horror grazie ad un pizzico di satanismo e ad una buona dose di occultismo, racconta la storia di Santo: lo spacciatore più ricercato al mondo il cui volto non è mai stato rivelato. I due agenti di polizia che lo inseguono, Cardona e Millán, sono inizialmente due vere e proprie nemesi l’uno dell’altro ma, anche se contro la loro volontà, si ritrovano costretti a dover imparare a collaborare al fine di risolvere il caso e, soprattutto, per rimanere in vita.

 Santo
(2022) on IMDb

Regia di Sergio Castellitto. Un film Da vedere 2015 con Riccardo ScamarcioJasmine TrincaAnna GalienaMarina RoccoMassimo BonettiCast completo Genere Drammatico, – Italia2015durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 5 marzo 2015 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,93 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In un ristorante dove si incontrano per decidere le vacanze dei figli, i separati Gaetano e Delia ricostruiscono in flashback la loro storia. Si parte da quando lei, giovanissima e afflitta da problemi con il cibo, lui assetato di affermazione, s’incontrano e nasce una grande passione. Matrimonio, figli e, dopo una prima fase di affievolirsi dei rispettivi disturbi, l’esplosione di tutto in un inesorabile peggioramento individuale e di coppia. Che cosa è rimasto? Rancore, rabbia più o meno repressa, insofferenza: lei rigida, aggressivamente sulla difensiva; lui più accomodante, ma incapace di autocritica. Sarà la loro ultima cena o c’è la possibilità di ricominciare? Castellitto dirige, sua moglie Margaret Mazzantini adatta il proprio romanzo in questo melodramma molto gridato, ricco di luoghi comuni anche se veritieri, povero di approfondimento psicologico ma capace di portare lo spettatore a identificarsi ora nell’uno ora nell’altra, nessuno simpatico, nessuno dalla parte della ragione. Il meglio? Roberto Vecchioni nei panni del saggio vicino di tavolo.

 Nessuno si salva da solo
(2015) on IMDb

Regia di Sergio Citti. Un film con Franco CittiNinetto DavoliAnita SandersLaurent TerzieffLamberto MaggioraniCast completo Genere Drammatico – Italia1970durata 102 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figli di padre anarchico, morto ubriaco per mano loro, e di madre cattolica credente, finita in manicomio (conseguenza di un incesto col proprio padre che le tolse l’innocenza lasciandole l’incoscienza), Rabbino e Bandiera, omosessuali inconsapevoli, accolgono nella loro catapecchia di Ostia una pupa di periferia. Sarà lei l’involontaria causa di un fratricidio. Scritto con Pasolini, che ne ha curato anche la supervisione, è il 1° film di Sergio Citti, fratello di Franco e già stretto collaboratore del poeta e regista friulano, che ha messo in immagini la vicenda pateticamente torva e candidamente turpe con cadenze di favola quasi gioiosa che la trasfigura per virtù di stile.

 Ostia
(1970) on IMDb

Regia di Sergio Citti. Un film Da vedere 1977 con Paolo StoppaJodie FosterUgo TognazziMichele PlacidoMariangela MelatoGigi ProiettiCast completo Genere Commedia – Italia1977durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 2,82 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da un racconto di Vincenzo Cerami che l’ha sceneggiato con Citti. Una ventina di persone si spogliano nella stessa cabina – la n. 19 – di una spiaggia libera di Ostia in una calda domenica d’agosto. Con un colpo di genio pratico e poetico Citti risolve in una mossa sola 3 problemi: il basso costo, le esigenze commerciali, un’originale struttura drammatica. Allegria crudele, pessimismo ilare, ironia blasfema.

 Casotto
(1977) on IMDb

Finisterrae (2010): recensione, trama, cast filmRegia di Sergio Caballero Con Pau Nubiola, Pavel Lukiyanov, Santí Serra

Una notte, due fantasmi che indossano il classico cappuccio con i buchi per gli occhi, lasciano il magazzino in cui il festival musicale Sònar sta avendo luogo e decidono di incamminarsi sulla strada che va da Barcellona a Finisterre, in Galizia (ma nell’antichità visto anche come il luogo alla fine del mondo)…

 Finisterrae
(2010) on IMDb

Regia di Sergio Citti. Un film con Silvio OrlandoRolf ZacherPatrick BauchauGastone MoschinLaura BettiFranco CittiCast completo Genere Commedia – Italia1996durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 20 gennaio 2006 – MYmonetro 2,89 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Indossati i panni dei Re Magi in una recita parrocchiale in un paesino del Sud, tre saltimbanchi da circo attraversano mari e monti, guidati da una cometa, sempre delusi e mazziati, alla ricerca del Bambin Gesù. Incontrano varie Marie e altrettanti Giuseppe e concludono che forse è Gesù ogni bambino che nasce. 8° film di Citti, nato da una costola di un vecchio progetto di Pier Paolo Pasolini ( Porno-Teo-Kolossal ), “sembra un film speditoci dal passato, con l’intenzione di farci da monito per il futuro” (F. Chiacchiari), frutto della strenua fedeltà di Citti a un antico cinema rapsodico e popolare di raffinata ingenuità e di comicità beffarda ma non cattiva, “bassa” ma non triviale. Tocca molti temi – egoismo, razzismo, familismo, violenza, avidità di denaro, televisione, mancanza di futuro, incapacità di immaginare o desiderare qualcosa di diverso – con una leggerezza che approda a esiti di magica serenità.

 I magi randagi
(1996) on IMDb

Regia di Quentin Tarantino. Un film Da vedere 2019 con Leonardo DiCaprioBrad PittMargot RobbieEmile HirschMargaret QualleyCast completo Titolo originale: Once Upon a Time in Hollywood. Genere DrammaticoThriller, – USA2019durata 161 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 settembre 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,71 su 43 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western girati a Spahn Ranch. Controfigura e chauffeur di Dalton, Cliff vive in una roulotte con una cane disciplinato e fedele proprio come lui che da anni ammortizza le cadute e i rovesci dell’amico. E l’ultimo scacco costringe Rick e il suo doppio a traslocare dall’altra parte dell’oceano per girare un pugno di spaghetti-western. Sei mesi e una moglie (italiana) dopo, Rick e Cliff tornano a Los Angeles dove li attende la notte più calda del 1969.

 C'era una volta... a Hollywood
(2019) on IMDb

Regia di David Grossman (I)Alonso AlvarezBill D’EliaErin FeeleyLiz Friedlander. Una serie con Manuel Garcia-RulfoNeve CampbellChristopher GorhamJazz RaycoleNtare Guma Mbaho MwineCast completo Titolo originale: The Lincoln Lawyer. Genere Drammatico – USA2022, STAGIONI: 1 – EPISODI: 10

Mickey Haller vive e lavora a Los Angeles, è un avvocato che alla scrivania del suo ufficiio preferisce la libertà che gli garantisce la sua Lincoln Town Car a bordo della quale spesso gli capita di preparare i suoi casi. Ha un’ex moglie, Maggie McPherson, con cui spesso si deve confrontare perché è un procuratore distrettuale e una seconda ex moglie, Lorna, con cui è ancora legato e che cerca di aiutarlo.

 Avvocato di difesa
(2022) on IMDb

Regia di Sergei Dvortsevoy. Un film Da vedere 2006 con Ondas BesikbasovSamal YeslyamovaAskhat KuchencherekovTolepbergen BaisakalovBereke TurganbayevCast completo Titolo originale: Tulpan. Genere Drammatico, – Germania2006durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 24 aprile 2009 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,20 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo il servizio militare nella Marina russa, Asa torna nella steppa del Kazakistan meridionale dove vive in una jurta sua sorella Samal col marito pastore e tre figli. Vorrebbe un gregge di pecore e una mandria di cammelli, ma senza una moglie non può averli. L’unica nubile a disposizione è la bella Tulpan, figlia di un’altra famiglia di pastori nomadi, ma è respinto perché ha le orecchie a sventola. Nel film Tulpan è invisibile, vista solo attraverso gli occhi innamorati di Asa: uno dei tanti suggestivi espedienti narrativi del documentarista kazako Dvortsevoy che l’ha scritto con G. Ostrovsky, passato per 11 festival tra cui “Un Certain Regard” di Cannes 2008 dove vinse 3 premi. È un film ricco di polvere alzata dal vento e da trombe d’aria, sui paesaggi di una steppa sterminata senza verde, e di animali: ovini, cammelli, cavalli, vacche, cani e un gattino. Ricco di storie. Ciascun personaggio ne contiene una: Boni del trattore, amico di Asa, che sogna la vita in città (la più vicina è a 500 km) e le poppute bionde dei suoi giornaletti porno; il veterinario in motocicletta; gli ostici genitori di Tulpan; l’adorabile Samal che canta, abbracciata ai suoi figli; il piccolo Berek che, imperterrito, continua a scorrazzare a cavallo di un bastone. E la cruda, realistica scena della faticosa nascita di un agnello, metafora centrale del racconto: per sopravvivere in quella steppa occorre saper soffrire come gli animali. In questo film polifonico, l’ex marinaio Asa ha le sue ragioni per non abbandonare la steppa dove è nato e cresciuto.

 Tulpan: la ragazza che non c'era
(2008) on IMDb

Locandina Lanterne rosseUn film di Zhang Yimou. Con Gong Li, He Caifei, Cao Cuifeng, Jin Shuyuan Titolo originale Dahong Denglong Gaogao Gua. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 126′ min. – Cina 1991. MYMONETRO Lanterne rosse * * * * - valutazione media: 4,21 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Tratto dal romanzo Mogli e concubine di Su Tong, ambientato nella Cina del Nord dei primi anni ’20, è la storia di una studentessa povera che interrompe gli studi per diventare la quarta moglie, dunque concubina, di un ricco signorotto. Situata in un bellissimo edificio di articolata struttura architettonica, è una dolente sinfonia in rosso minore sulla condizione femminile, il rapporto dei sessi, le logiche del potere dove lo splendore formale si coniuga col rigore morale e l’asciuttezza narrativa. Leone d’argento a Venezia, non distribuito nella Cina Popolare.

 Lanterne rosse
(1991) on IMDb

Regia di Sergey Bondarchuk. Un film con Lyudmila SavelevaIrina SkobtsevaSergey BondarchukV. Strzchelchik. Titolo originale: Vojna i mir. Genere Drammatico – URSS1967durata 263 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,09 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo Guerra e pace (1863-69) di Lev N. Tolstoj, diviso in 2 parti di 128 e 135 minuti. 1ª parte: Mosca 1805. Tra una folla mondana dedita a intrighi, emergono alcuni personaggi inquieti: il goffo e sensibile Pëtr Bezukov, appena tornato dall’estero; il suo sarcastico amico, principe Andrej Bolkonskij, orgoglioso aiutante di campo del generale Kutuzov, già deluso dal suo matrimonio con Lisa; e la gaia, appassionata, giovanissima Nataša Rostov. 2ª parte (uscita col titolo L’incendio di Mosca ): Russia 1912. L’invasione napoleonica, la battaglia di Borodino, la morte di Andrej, assistito da Nataša, l’incendio di Mosca. È probabilmente il più costoso dei megafilm in costume del cinema sovietico. L’edizione originale, divisa in 4 parti, messa in onda in televisione, durava 8 ore. Puntigliosa ricostruzione ambientale, di maestosa magniloquenza le scene di massa, attori efficaci, perfetta sintonia tra il Tolstoj illustrato con accademismo verniciato e la propaganda poststaliniana. Guerra e pace fu portato sullo schermo in Russia durante il periodo del muto nel 1912 e con 3 film del 1915. Seguì nel 1955 l’edizione italiana diretta da K. Vidor.

 Guerra e pace: Natascia - L'incendio di Mosca
(1965) on IMDb
russo subita nelle parti dell’edizione originale non doppiate

Regia di Sergei Loznitsa. Un film Titolo originale: Schastye Moe. Genere Drammatico, – Ucraina2010durata 110 minuti. distribuito da da definire.

Esordio nella fiction, dopo una lunga serie di documentari, del bielorusso Loznitsa che precede Anime nella nebbia , presentato come questo in concorso al Festival di Cannes. Un camionista bielorusso, che a pagamento viaggia oltre confine, carica alcuni viaggiatori. A ogni incontro la trama si dipana in tante storie calate nella realtà che sviluppano un racconto a spirale dove si ritorna fino alla 2ª Guerra Mondiale, tra i corsi e i ricorsi di un tempo sostanzialmente immobile. Lo sceneggiatore/regista recupera lo sguardo documentaristico, rievoca il passato con elegante concretezza, qua e là si concede qualche oscurità, sbilanciando la narrazione che, però, si ritrova nel finale dove convivono passato e presente, vita e morte. Fotografia di Oleg Mutu.

 My Joy
(in development) on IMDb

Regia di Sergei Bodrov. Un film Da vedere 2007 con Tadanobu AsanoHonglei SunKhulan ChuluunOdnyam OdsurenAliyaBa SenCast completo Genere Storico, – KazakhistanRussiaGermaniaMongolia2007durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 9 maggio 2008 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,13 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1ª parte di una trilogia diretta dal 60enne russo Bodrov, in bilico tra storia e leggenda, sulla vita di Gengis Khan (1155 o 1167-1227), principe mongolo. Riconosciuto nel 1206 capo delle tribù tartare, le organizzò in un potente esercito col quale creò un impero dalla Cina settentrionale al Mar Caspio. Nella 1ª metà del film Temugin – il suo vero nome – è un ragazzo che, ucciso il padre da una tribù nemica, è ridotto in schiavitù. Evaso, vive miseramente con la madre e i fratelli in attesa di sposarsi. Girato tra le steppe senza fine dell’Asia centrale (Kazakistan e Cina occidentale), quest’inizio è affascinante, in chiave di heroic fantasy , per la rievocazione della vita nomade, la brutalità delle situazioni, la colonna sonora e musicale in una lingua sconosciuta. Nella 2ª parte del film comincia l’ascesa al potere di Temugin, mentre si dà spazio a Borte, la sposa scelta quand’era ragazzino. Emerge la personalità del futuro Gengis Khan: energia, astuzia, crudeltà ma anche un innato senso di giustizia. Col ricorso agli effetti digitali diventa spettacolare e cala il suo fascino. Imponente la battaglia contro la tribù dei Merkit che combattono col volto coperto da maschere spaventose. Scritto dal regista con Sergej Aliyev.

 Mongol
(2007) on IMDb

Regia di Sergei ParajanovSergei Yutkevich. Un film con Sofiko Chiaureli. Titolo originale: Sayat Nova. Genere Biografico – URSS1969durata 82 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,83 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La vita del trovatore armeno Sayat Nova, vissuto nel Seicento, dall’infanzia alla corte regale, dal ritiro in un convento alla morte, attraverso una serie di episodi, statici come quadri che non raccontano, ma mostrano, evocano, suggeriscono per via di metafore, analogie, estri surrealisti, paesaggi onirici, pause liturgiche. La colonna sonora (musiche, rumori) conta come quella visiva di pittorica sensualità. Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica.

 Il colore del melograno
(1969) on IMDb

Regia di Sergei Parajanov. Un film Da vedere 1964 con Ivan MykolaichukLarisa KadochnikovaTatyana BestayevaNikolaj GrinkoLeonid EngibarovCast completo Titolo originale: Teni zabytych predkov. Genere Drammatico 1964

Ispirato a un racconto dell’ucraino Michail Kocjiubinskji di cui nel 1965 si festeggiò nell’URSS il centenario della nascita, è il film che rivelò all’estero, specialmente nell’area di lingua inglese, il talento visionario dell’armeno Parad82 anov. Gli avi dimenticati sono quelli che vivevano sui monti Carpazi all’inizio del Novecento, i Gutzul, poco conosciuta minoranza etnica di pastori poveri ma ricchi di riti, arte e canti popolari. Lo schema dell’azione è classico: l’amore-passione dei giovani Ivan e Maricka che si sposano, nonostante l’odio antico che divide le loro famiglie. Dopo varie peripezie si ritrovano uniti nella morte. Scandito in 12 capitoli, il racconto leggendario ha come base un’esplorazione antropologica del folclore nazionale minore nella quale sono coinvolti artisti e storici locali che il regista trasfigura con fantastica potenza. La storia d’amore si sfrena in un eros dilagante e morboso, travolta da incubi e sogni, da un oscuro senso del fato, dal panico rapporto con una natura misteriosa, interpretata da maghi e stregoni. Il dinamismo acrobatico della cinepresa e la straordinaria fotografia del giovane Jurij Il’enko sono di un formalismo vertiginoso che la colonna sonora trasforma in poesia barbara e tragica. Scritto da Parad82 anov e Ivan Cendej. 1° premio al Festival del Mar del Plata, selezionato ai Festival di San Francisco 1965 e Montréal 1966.

 Le ombre degli avi dimenticati
(1965) on IMDb

Regia di Michael Cimino. Un film Da vedere 1978 con Christopher WalkenJohn SavageRobert De NiroMeryl StreepJohn CazaleCast completo Titolo originale: The Deer Hunter. Genere Drammatico – USA1978durata 183 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 4,54 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tre giovani amici di origine ucraina, operai in un’acciaieria di Clairton (Pennsylvania), partono per il Vietnam dopo aver festeggiato il matrimonio (rito ortodosso) di uno di loro. Catturati dai Vietcong, subiscono la tortura della roulette russa, ma riescono a fuggire. Mike (De Niro) rimpatria, carico di medaglie; Steven (Savage) perde le gambe e Nick (Walken) trova a Saigon la morte che aveva cercato con accanimento. All’inferno e ritorno. Il Vietnam occupa la parte centrale e un breve capitolo (enfatico) verso la fine, in cadenze di un’apocalisse allucinata, di un carnevale di morte. Film di taglio espressionista che alterna tempi dilatati (il matrimonio all’inizio, il finale col canto di “God Bless America”) a scorci fulminei. Gli imperativi etici sostituiscono l’analisi storica e i riti sociali s’impregnano di sacro. Due metafore come perni: la caccia al cervo (un solo colpo) e la roulette russa. 5 Oscar: film, regia, C. Walken attore non protagonista, montaggio, suono. 2° film di Cimino, 1° ruolo importante per M. Streep.

 Il cacciatore
(1978) on IMDb

Un film di John Schlesinger. Con Jon Voight, Brenda Vaccaro, Dustin Hoffman, Sylvia Miles, Bob Balaban. Titolo originale Midnight Cowboy. Drammatico, durata 113′ min. – USA 1969. MYMONETRO Un uomo da marciapiede * * * 1/2 - valutazione media: 3,99 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cowboy texano arriva a New York deciso a fare soldi con le donne ma passa brutte esperienze e un duro inverno con Ratso Rizzo, italoamericano zoppo e tubercolotico. Cinedramma patetico su una strana amicizia che sboccia come un fiore nel fango di Manhattan.Ebbe 3 Oscar: film, regia, sceneggiatura (Waldo Salt, da un romanzo di James Leo Herlihy). Per Hoffman, piccolo grande uomo, soltanto una nomination; la ebbe anche Voight. Fu per entrambi il 3° film e il definitivo lancio come star. Grande successo anche per la canzone “Everybody’s Talkin'” di Fred Neil, cantata da Henry Nilsson.

 Un uomo da marciapiede
(1969) on IMDb

Regia di Sergei M. Eisenstein. Un film con Nikolay CeikasovLyudmila TselikovskayaSerafina BirmanAndrei AbrikosovVladimir BalashovCast completo Titolo originale: Ivan Groznyj II. Genere Storico – URSS1944durata 86 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,93 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Seconda parte della trilogia incompiuta di cui fa parte anche Ivan il terribile La congiura dei Boiardi, girata nel 1946, fu proiettata per la prima volta nel 1958 perché bloccata da Stalin a causa dell’analisi acuta delle contraddizioni riguardanti la conquista e la gestione del potere. Evidenti i richiami alla figura di Stalin, ma anche a quella di Amleto. Per la prima volta il grande regista russo inserisce in un suo film una lunga sequenza a colori. La terza parte della trilogia, che doveva raccontare la vittoria finale Ivan, diventato il terribile, non fu mai girata per la sopraggiunta morte della regista.

 La congiura dei boiardi
(1958) on IMDb

Ivan il terribile - LongTake - La passione per il cinema ha una nuova regiaUn film di Sergej M. Ejzenstejn. Con Nicolaj Cerkasov, Lyudmila Tselikovskaya, Serafina Birman, Andrei Abrikosov.Titolo originale Ivan Groznyi. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 96′ min. – URSS 1944. MYMONETRO Ivan il terribile * * * * 1/2 valutazione media: 4,77 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Incoronato zar nel 1547, Ivan (1530-84) promette di unire tutta la Russia, entra in conflitto con i boiardi di cui vuole limitare il potere e con la zia che avvelena la zarina. Ivan si ritira in convento. Presentato alla fine del 1944, è la prima parte di Ivan Groznyi la cui seconda parte, nota col titolo La congiura dei boiardi, fu terminata nel febbraio 1946 e condannata nello stesso anno dal Comitato centrale del Partito Comunista dell’URSS e distribuita in pubblico solo nel settembre 1958. Tornato a Mosca, Ivan entra in conflitto con l’amico Fëdor Kolitchev, diventato pope metropolita col nome di Filippo e schierato con i boiardi. Euphrosinia, zia di Ivan e madre dell’inetto Vladimir, che i boiardi vorrebbero come zar, prepara un attentato, ma Ivan sostituisce a sé stesso il giovane che così viene ucciso da un sicario inviato da sua madre. Nella 2ª parte, inseparabile dalla 1ª, Ejzenštejn inserì una lunga sequenza a colori (in Agfacolor, bottino di guerra). La 3ª parte non fu mai girata: doveva raccontare la vittoria finale di Ivan, ormai diventato il Terribile. Nella cineteca di Mosca erano conservate 2 sequenze inedite (20 minuti circa), una delle quali (L’infanzia di Ivan) doveva servire di prologo alla 1ª parte. Può essere letto a diversi livelli: storico, politico, psicologico, estetico, allegorico. Ivan è Ivan. È Stalin. È un re di Shakespeare. È un eroe di opera wagneriana. È la rievocazione _ spesso in bilico sul ridicolo perché la sua natura è sublime _ di una situazione storica che rimanda a quella del presente, elevata ad archetipo eterno. Integralmente e genialmente staliniano, terribilmente reazionario e, insieme, autenticamente rivoluzionario. Fotografia di Edvard Tissé (esterni) e Andrej Moskvin (interni). Musica di Sergej Prokof’ev.

 Ivan il terribile
(1944) on IMDb