Category: Veronesi Giovanni


Locandina Il mio west

Un film di Giovanni Veronesi. Con David Bowie, Harvey Keitel, Alessia Marcuzzi, Leonardo Pieraccioni. Western, Ratings: Kids+13, durata 110 min. – Italia 1998. MYMONETRO Il mio west * 1/2 - - - valutazione media: 1,55 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Indispone già nei titoli, quando il nome Leonardo Pieraccioni entra trionfante e precede quello di Harvey Keitel. Nel suo west il regista cita Leone (i lunghi duelli), Pollack (le montagne di Corvo Rosso), Costner (gli indiani e la lingua) e altri. Tocca persino i classici alla Ford, con qualche tentativo di mito di frontiera (il pistolero solitario Keitel che arriva da lontano). Sì, davvero diligente Veronesi, ha esplorato proprio tutto. Pieraccioni è Doc, ben visto nel villaggio. Arriva Johnny, suo padre, che ha un passato, e cominciano i guai. C’è naturalmente il killer che vuole ucciderlo per farsi una reputazione. Pieraccioni è esattamente lo stesso personaggio del Ciclone e dei Fuochi d’artificio, raccapricciante in quel contesto. Il tutto narrato da un bambino, figlio di Doc, che fa anche discorsi ecologici. Risolviamo il giudizio con un quesito: come avrebbe commentato John Ford (ma vale per Hawks, Mann, Sturgess, De Mille e altri) la facciotta furbesca e borghesina e le spallucce spioventi di Leonardo se qualcuno gliele avesse proposte per un casting?

Il mio West (1998) on IMDb

Regia di Giovanni Veronesi. Un film con Pierfrancesco FavinoValerio MastandreaSergio RubiniRocco PapaleoMargherita BuyCast completo Genere Commedia, – Italia2018durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 27 dicembre 2018 distribuito da Vision Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,73 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1650 (o suppergiù). Dopo trent’anni di onorata attività al servizio della casa reale i quattro moschettieri hanno abbandonato il moschetto e sono invecchiati: D’Artagnan fa il maialaro e ha il gomito dello spadaccino, più un ginocchio fesso; Athos si diletta con incontri erotici bisex ma ha un braccio arrugginito e un alluce valgo; Aramis fa l’abate in un monastero e non tocca più le armi; e Porthos, dimagrito e depresso (ma lui precisa: “Triste e infelice”), è schiavo dell’oppio e del vino. Ciò nonostante quando la regina Anna d’Austria, che governa una Francia devastata dalle guerre di religione al posto del dissennato figlio Luigi XIV, li convoca per affidare loro un’ultima missione, i moschettieri risalgono a cavallo, di nuovo tutti per uno, e uno per tutti.

 Moschettieri del Re
(2018) on IMDb

Che ne sarà di noi - Film (2004) - MYmovies.itUn film di Giovanni Veronesi. Con Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice, Myriam Catania, Elio Germano. Commedia, durata 100 min. – Italia 2004. MYMONETRO Che ne sarà di noi * * * - - valutazione media: 3,00 su 58 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo la maturità, tre ragazzi si regalano un viaggio in Grecia dove si accorgono di non sapere nulla della vita. Scopriranno soluzioni diverse per i loro destini rispetto a quelle che i loro genitori avevano progettato, più incoscienti ma più autentiche.Veronesi è interessato al mondo dei più giovani sin dai tempi delle sue prime regie. Questa volta ha il contributo essenziale di Silvio Muccino che ha esordito come co-sceneggiatore e attore nell’interessante film del fratello “Come te nessuno mai” e nel fratempo è cresciuto professionalmente restando anagraficamente giovane. Il film riesce così ad inseririrsi nel filone “i giorni della svolta esistenziale”offrendoci un ritratto piacevole e non superficiale degli adolescenti posti dinanzi all’ “ultima vacanza”.

 Che ne sarà di noi
(2004) on IMDb

Regia di Giovanni Veronesi. Un film Da vedere 2012 con Elio GermanoRicky MemphisAlessandra MastronardiVirginia RaffaeleUbaldo PantaniCast completo Genere Commedia, – Italia2012durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 14 novembre 2013 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmonetro 3,08 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

30 anni di vita di Ernesto Fioretti, un uomo qualunque. Figlio di un tappezziere romano manesco, tifoso della Roma, cambia lavoro più volte senza significativi risultati, ama tutta la vita la stessa donna, è sfiorato senza conseguenze dagli scandali socialisti e dall’amicizia di un eccentrico pittore. Veronesi, che racconta la storia in un lungo flashback, si è ispirato a una persona vera, autista suo e di altri registi e attori del cinema italiano, in un film che esiste solo per la bravura (a tratti un po’ troppo sopra le righe) di Germano e lascia, alla fine, lo spettatore con un grigio senso di amara malinconia.