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Locandina All About Lily Chou ChouUn film di Shunji Iwai. Con Hayato Ichihara, Shûgo Oshinari, Miwako Ichikawa, Ayumi Ito, Takao Osawa.Drammatico, durata 146 min. – Giappone 2001.

Hasumi e Hoshino sono due amici che condividono una passione per la musica della cantante Lily Chou Chou. Iniziando la scuola media, i due si allontanano: Hoshino diventa il capo dei bulli della scuola che derubano i compagni e poi maltrattano le ragazzine, costringendole a prostituirsi, mentre Hasumi è una vittima impotente che prova a reagire. L’unico posto in cui rifugiarsi è una chat-room, dedicata alla cantante, in cui i protagonisti condividono sogni e segreti con gli altri utenti sconosciuti, confondendo completamente il reale e il virtuale.

 All About Lily Chou-Chou
(2001) on IMDb
Un incendio visto da lontano - RaiPlay

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Sigalon SagnaBinta CisseMarie-Christine DièmeSaly BadjiFatou SeydiCast completo Titolo originale: Et la lumière fut. Genere Drammatico – FranciaGermania1989durata 106 minuti. – MYmonetro 3,50 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In un villaggio africano nel sud del Senegal, in mezzo alla foresta dove, quietamente tiranne, spadroneggiano le donne, si fanno sentire gli effetti nocivi del progresso (turismo, consumismo, falso benessere). Favola ecologica, scandita da 26 tabelle di didascalie e dialoghi come in un documentario etnografico, ma narrata nei modi di un saggio di antropologia immaginaria, attraversata da lampi di garbato umorismo o di beffardo sarcasmo. 2° premio a Venezia 1989, fu variamente giudicato. Controllato da una scrittura fredda nella sua rinuncia allo spettacolo, è un film monocorde e melanconico di una tristezza leggera che il secco epilogo sottolinea.

 Un incendio visto da lontano
(1989) on IMDb
Lunedì mattina | Film | Recensione | Ondacinema

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Jacques BidouyArrigo MozzoAnnw Kravz Tarnavsky. Titolo originale: Lundi Matin. Genere Commedia – Francia2002durata 120 minuti. – MYmonetro 3,55 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Operaio pendolare in una fabbrica francese di prodotti chimici, acquarellista della domenica, accanito tabagista, trascurato dalla moglie e ignorato dai figli, Vincent non ne può più del tran tran quotidiano, e ha voglia di cercare lontano la felicità che sogna. Arriva fino a Venezia e in Egitto, ma poi torna: i lunedì lo aspettano. È il 7° film francese di Iosseliani, e il più georgiano forse, sicuramente quello più vicino all’umorismo di Tati. Malizioso, ironico, divertente in superficie, ma triste (il suo tema centrale è la solitudine) e agro nel fondo, risentito contro un’organizzazione del tempo e del lavoro che umilia l’individuo. Ricco di figurette eccentriche, idee visive, colpi d’occhio, sberleffi anarchici. Va un po’ in surplace nella parentesi lagunare con una Venezia non esente da stereotipi, ma riprende quota col volo sulla campagna in parapendio, ultimo omaggio all’utopia che la realtà contraddice. Coprodotto dall’italiana Mikado. Orso d’argento per la regia a Berlino.

 Lunedì mattina
(2002) on IMDb
Sapovnela (Short 1959) - IMDb

Fiore introvabile (Sapovnela) di Otar Iosseliani – URSS 1959 con Mikhail Mamulashvili

Il secondo cortometraggio di Iosseliani è un documentario sulla natura con il quale il regista georgiano sperimenta per la prima volta con il colore, il montaggio e la musica. Accompagnate da una serie di canti popolari, ci vengono mostrate le immagini di numerosi e variopinti fiori, da quelli più umili che crescono nei prati e sui pascoli in montagna, a quelli più eleganti ed elaborati che vengono coltivati nelle serre. 

 Sapovnela
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Pastorale (1975) - IMDb

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Rezo CharkhalashviliLia Tokhadze-DjugueliMarina KarcevadzeTamara GuarabašviliNana IosselianiCast completo Titolo originale: Pastoral’. Genere Commedia 1976durata 95 minuti.

Cinque giovani musicisti georgiani si trasferiscono in un villaggio di campagna per mettere a punto il loro repertorio. L’incontro tra mondo cittadino e mondo contadino provoca attrazioni, attriti, litigi, pettegolezzi, amicizie e un po’ di tristezza quando i musicisti se ne vanno. Commedia rurale senza una vera trama, impregnata di una tenerezza affettuosa che va a braccetto con un umorismo aguzzo di incantevole leggerezza, paragonabile a quello di Giorno di festa di J. Tati. Con indolenza sorridente sbriciola gli stereotipi del realismo socialista. La burocrazia censoria lo tenne in magazzino perché considerato “asovietico”. Scritto dal regista con Rezo Inanišvili e Otar Mechrišvili. Musiche di Arcangelo Corelli. 4° e ultimo film in URSS di O. Iosseliani che negli anni ’80 emigrò a Parigi.

 Pastorale
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I favoriti della Luna (1984) | FilmTV.it

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Katja RupéAlix De MontaiguFrançoise MichelMathieu AmalricPascal AubierCast completo Titolo originale: Les favoris de la lune. Genere Commedia – Francia1984durata 101 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È, nella struttura di un puzzle, un ballo di ladri, un girotondo di destini in cui volteggiano i sentimenti e gli oggetti, rubati e rivenduti, che buone o cattive azioni fanno passare di mano in mano. E una folla di personaggi: mercanti d’armi, bionde ricche d’energia e di amanti, scassinatori romantici, battone dal cuore d’argento, anarchici della terza età, un barbone filosofo, un genio della meccanica, camerieri, manicure, bambini, poliziotte. E un ritratto di una dama dell’Ottocento che diventa a rasoiate sempre più piccolo. 1° film occidentale di un regista georgiano, anarchico sorridente che ha il genio di un’insopportabile leggerezza.

 I favoriti della luna
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C'era una volta un merlo canterino (1970) | FilmTV.it

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Gela KandelakiIrine JandieriGogi TchkheidzeGiansung KakhidzeMarina Kartsivadze. Titolo originale: Zilypev?iz droZd. Genere Drammatico – URSS1973durata 85 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ritratto di Ghia Agladze, giovane suonatore di timpani, individualista incorreggibile, pigro, facile a promesse che non mantiene, gentile ficcanaso, compagnone e sottaniere accanito, allergico a ogni scelta che impegni l’avvenire. È, insomma, uno che gira a vuoto. Film georgiano che ha il merito di essere modellato non soltanto sul comportamento, ma sul ritmo del suo personaggio (parzialmente autobiografico), seguito dalla cinepresa nei suoi andirivieni con una disinvolta scioltezza che diventa spesso sapienza di osservazione. Edizione originale con sottotitoli.

 C'era una volta un merlo canterino
(1970) on IMDb

Regia di Otar Iosseliani. Un film Da vedere 2006 con Séverin Blanchet, Michel Piccoli, Muriel Motte, Pascal VincentLily Lavina, Denis Lambert, Jacynthe Jacquet, Otar IosselianiMathias Jung. Titolo originale: Jardins en automne. Genere Commedia – FranciaItaliaRussia2006durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 27 ottobre 2006 – MYmonetro 3,26 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincent (Blanchet), potente ministro, costretto a dare le dimissioni per una cantonata politica, ricomincia a vivere. Perde la giovane amante, si fa cacciare dalla moglie, scopre la sua casa invasa da famiglie nordafricane, recupera la vecchia madre (Piccoli!), riaggancia le ex amichette, riprende il giro dei bar con i vecchi amici, riscopre i piaceri della pigrizia pensante. Intanto il suo successore assaggia l’ebrietà e le incertezze del potere. Può sembrare una favola poetizzante e leziosa, un po’ demagogica, avulsa dal mondo e dalla realtà sociale, ma è semplicemente una commedia controcorrente, in linea con tutti i film passati di questo georgiano, trapiantato a Parigi negli anni ’80, che ha il genio della scrittura leggera e non crede nel progresso, ma nemmeno nel catastrofismo nichilista oggi di moda. Sembra, la sua, una facile disinvoltura, ma soltanto per chi non sa coglierne la ricchezza musicale delle situazioni, impregnate di una buffoneria sottile, affidata ai gesti e ai comportamenti più che ai dialoghi. Non è forse spiazzante il suo bestiario, la galleria degli animali, buffi perché fuori dal loro contesto (asini, tucani, ghepardi, bisonti)? Dietro l’apparente frivolezza del racconto “c’è una sorta di tessitura molto compatta, la confezione di una trama fine, densa, quella di un vestito ideato da un sarto artista e filosofo” (J.-F. Rauger).

 Giardini in autunno
(2006) on IMDb
La caduta delle foglie (1966) | FilmTV.it

Regista: Otar Iosseliani Genere: Commedia Anno: 1966 Paese: URSS Durata: 90 min

Al tempo della vendemmia, in Georgia, due ragazzi appena usciti dall’istituto vinicolo, Otar e Nico, vanno a lavorare nella cooopertiva agricola. Lì entreranno in contatto con gli operai e avranno le prime esperienze con le donne, in particolare con Marina. Dalle vicende personali, sentimentali e professionali, scaturisce una pungente satira della burocrazia sovietica.

Nottola Sera - Caccia alle farfalle - Scheda Film

Regia di Otar Iosseliani. Un film Da vedere 1992 con Narda BlanchetPierrette Pompom BailhacheAleksandr CherkasovThamara TarassachviliAlexandra LiebermannCast completo Titolo originale: La chasse aux papillons. Genere Commedia – Francia1992durata 115 minuti. – MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due anziane vivono in un fatiscente castello nel Sud della Francia, frequentato di notte da discreti fantasmi. Una delle due, la proprietaria, muore. Il castello è ereditato dalla sorella russa che lo vende a una megasocietà giapponese. Iosseliani all’epoca era esule semivolontario a Parigi: toccato dalla grazia, quasi perfetto, caso anomalo di commedia malinconica sulla fine di un’epoca e di una cultura, ma divertente, squisita. Umorismo leggero e affilato.

 Caccia alle farfalle
(1992) on IMDb
ADDIO TERRAFERMA

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Nico TarielashviliLily LavinaPhilippe BasAmiran AmiranachviliOtar IosselianiCast completo Titolo originale: Adieu, plancher des vaches. Genere Commedia – FranciaItaliaSvizzera1999durata 118 minuti. – MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Viavai tra Parigi e un castello dei dintorni dove un nobile ubriacone (O. Iosseliani) passa il tempo a guardare trenini elettrici, mentre la moglie (L. Lavina) fa affari e il figlio Nicolas (N. Tarielashvili), travestito da povero, frequenta a Parigi ladruncoli e vagabondi, impegnato in lavoretti precari. Sotto le apparenze di affollata commedia giocosa in cadenze divertite di balletto (o di giostra?), raccontata con lo sguardo ironico da filosofo stoico e antropologo un po’ svagato, il regista georgiano continua il suo imperterrito discorso sull’assurdità, i meccanismi e i vizi (la cupidigia innanzi tutto) della vita sociale. Film da guardare e da ascoltare (più che cercarne segni, significati, morale), per cavare tutto il piacere di una sapienza combinatoria in cui sfociano varie influenze, da Buñuel a Ophüls. Per Iosseliani spirito (inteso come alcol), spiritoso e spirituale hanno la stessa radice.

 Addio terraferma
(1999) on IMDb
Akvarel Streaming ITA HD - Film Senza Limiti

Regia Otar Iosselian Sceneggiatura Alexander Grin (short story) Otar Iosseliani Star Gennadi Krasheninnikov Sofiko Chiaureli Otar Iosseliani(non citato nei titoli originali)

In una famiglia russa che vive in una misera casetta, il padre si sveglia un mattino dopo l’ennesima sbornia, ruba i pochi risparmi e scappa inseguito dalla moglie. I due finiscono in una galleria d’arte e si fermano allibiti davanti a un quadro che mostra la loro stessa baracca. Ma le spiegazioni delle guide che accompagnano i visitatori descrivono una realtà ben diversa da quella che loro conoscono. Che effetto avrà l’arte sulla loro vita?

Note

Primo cortometraggio del regista georgiano, realizzato quando era ancora  studente all’Accademia di cinema di Mosca.

 Akvarel
(1958) on IMDb

Frasi del film Quel che resta del giorno

Un film di James Ivory. Con James Fox, Emma Thompson, Anthony Hopkins, Christopher Reeve, Peter Vaughan.Titolo originale The Remains of the Day. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 134 min. – USA 1993. MYMONETRO Quel che resta del giorno ****- valutazione media: 4,31 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Stevens (Hopkins) è stato per trent’anni il maggiordomo di Lord Darlington (Fox), gentiluomo formale e ingenuo e molto influente, che prima della guerra stava dalla parte dei nazisti. Quando Darlington muore la tenuta viene acquistata da certo Lewis (Reeve), americano pragmatico, …ma con un suo stile. Stevens si mette così in viaggio per riassumere l’antica governante Sara Kenton (Thompson), che se n’era andata vent’anni prima, per (infelicemente) sposarsi. La ritrova, ma le cose rimangono come sono. Nel frattempo Stevens è stato maggiordomo impeccabile, mancando persino di assistere il padre morente per non compromettere il perfetto servizio di una cena, e ignorando tutto il resto della vita, sentimenti compresi, incapace di giudicare gli errori enormi del suo padrone che, come tale, era sempre dalla parte del giusto. Il maggiordomo sembra vacillare solo quando la governante gli dichiara il suo amore, anche se subito torna formale e non riesce a liberarsi dei lacci. Tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, il film è indubbiamente seducente. Ambiente, interpretazione, storia, dialogo, tutto perfetto. Del resto il nostro tempo sembra fatto apposta per farsi incantare dall’eleganza, dall’onore, dal senso del dovere, dalla limpidezza dei sentimenti, dalla forma quando aderisce alla sostanza. Efficaci anche le istantanee storiche che mostrano una società inglese snob, distaccata e ingenua e “politicamente dilettante”, capace di credere a un ministro tedesco che definisce Hitler un “uomo di pace”.

Locandina Hamburger Hill

Un film di John Irvin. Con Dylan McDermott, Tim Quill, Steven Weber Guerra, durata 110′ min. – USA 1987. MYMONETRO Hamburger Hill * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In Vietnam un gruppo di giovani reclute viene duramente addestrato per la conquista della collina 937 nella valle di Ashau. Film militarista di destra mimetizzato, “da americano” (e Irvin americano non è). Solo nel finale riesce a comunicare qualche emozione.

Regia di Markus Imhoof. Un film Titolo originale: More Than Honey. Genere Documentario, – SvizzeraGermaniaAustria2012durata 90 minuti. distribuito da Officine Ubu. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

“Se le api sparissero dalla Terra, all’umanità resterebbero solo 4 anni di vita”, così disse Albert Einstein, considerando che oltre un terzo della nostra alimentazione deriva dall’impollinazione delle api. Imhoof risale all’attività originaria della sua famiglia, che produceva miele, per raccontare un mistero: negli ultimi 15 anni enormi quantità di api sono morte, ovunque nel mondo. E non se ne conosce la causa, solo il nome: Colony Collapse Disorder . Con immagini prepotenti catturate nei diversi continenti e svelando retroscena ignoti al pubblico, Imhoof realizza un documentario inquietante e fondamentale per comprendere i danni mostruosi che stiamo continuando a compiere sul pianeta. Distribuito da Officine Ubu.

Arrapaho (1984) - IMDb

Regia di Ciro Ippolito. Un film con Urs AlthausDaniele PaceTinì CansinoAlfredo CerrutiArmando MarraTotò SavioCast completo Genere Comico – Italia1984durata 98 minuti. – MYmonetro 2,62 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Disavventure e riti sessuali tra le tribù degli Arrapahos e dei Frocehiennes. I nomi delle tribù sono espliciti, in questa commedia comico-demenziale del noto gruppo Gli Squallors, per far capire il contenuto. Spazzatura.

Un film di Kon Ichikawa. Con Raizô IchikawaTatsuya NakadaiGanjiro NakamuraYoichi FunakiTamao Nakamura. continua» Titolo originale EnjoDrammaticodurata 99 min. – Giappone 1958.

Se Ichikawa in Italia è noto soprattutto per una pietra miliare del pacifismo su celluloide, e cioè L’arpa birmana da molti considerato il suo capolavoro, senza ombra di dubbio lo spettatore più sensibile a certe problematiche esistenziali resterà fortemente impressionato da Conflagrazione; un’opera in cui le sottili inquietudini e quel senso soffocato di ribellione ereditati dal testo di Mishima convergono in una forma elegante, studiatissima nella struttura narrativa a flashback, da cui derivano però momenti di tensione taglienti come rasoi.

Fuochi nella pianura (1959) di Kon Ichikawa | Living Cinema

Un film di Kon Ichikawa. Con Osamu TakizawaEiji FunakoshiMicky CurtisAsao Sano Titolo originale NobiDrammaticob/n durata 105 min. – Giappone 1959.

La fine della seconda guerra mondiale segna la disfatta dell’esercito giapponese. Nella giungla delle Filippine un soldato, sfuggito a mille pericoli e mille insidie, cerca disperatamente di sopravvivere. Intorno a lui militari e civili muoiono di fame e di stenti. Il soldato trova aiuto presso alcuni contadini.

L'arpa birmana (1956) - Film - Trama - Trovacinema

L’arpa birmana è un film di genere drammatico, guerra del 1956, diretto da Kon Ichikawa, con Rentarô Mikuni e Shoji Yasui. Durata 116 minuti.

Goffredo Fofi racconta “L’arpa birmana” (1956) di Kon Ichikawa, un film unico nella storia del cinema che esprime una filosofia non violenta nei confronti della guerra. “L’arpa birmana” narra la storia di un soldato, unico sopravvissuto del suo gruppo, che fatto prigioniero diventa poi monaco e suonatore d’arpa che si dedica a seppellire i morti.

Podcast da Rai Play Radio

Locandina Tony Takitani

Un film di Jun Ichikawa [II]. Con Ogata IsseyRie MiyazawaHidetoshi NishijimaDrammaticodurata 75 min. – Giappone 2004.

Tony Takitani ha avuto un’infanzia solitaria, principalmente per via del suo nome, poco in uso tra i bambini giapponesi. Un nome scelto da suo padre, jazzman affascinato dagli Stati Uniti. Ragazzo, Tony frequenta l’accademia di belle arti, ma dal suo tratto, benché preciso e terribilmente incisivo, non traspare alcuna sensibilità. Abituato alla propria indipendenza, Tony infatti trova che le emozioni siano illogiche, segno d’immaturità. Tuttavia, dopo aver individuato la sua vera vocazione nel disegno tecnico, il giovane incontra Eiko, una cliente affascinata dalla moda. Sposatosi con lei, compie un cambiamento radicale e, pieno di vita, trasportato dall’amore, inizia a riconoscere e a temere la solitudine. L’ossessione compulsiva di sua moglie per i vestiti firmati comincia a inquietarlo. Quando le chiede di portare indietro i suoi ultimi acquisti, lei lungo il tragitto perde tragicamente la vita in un incidente. Di nuovo solo, Tony, disperato, si tuffa negli armadi pieni di vestiti di lei per sentirne la presenza; quindi mette un annuncio per trovare una donna che abbia le misure necessarie a far rivivere il ricordo della scomparsa….