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Un film di François TruffautAndrzej WajdaMarcel OphülsShintarô Ishihara. Con Barbara FreyEleonora Rossi DragoCristina GaioniMarie-France PisierJean-Pierre Léaud. continua» Titolo originale L’amour à vingt ansCommediab/n durata 118 min. – Francia 1962.

Doveva essere un concerto dedicato all’amore dei vent’anni. Purtroppo alcuni suonatori, tra cui Renzo Rossellini, non sapevano leggere la musica. Si salvano in due, Truffaut e Wajda.

“Antoine e Colette” di Truffaut: Episodio Girato a Parigi, l’episodio diretto da François Truffaut costituisce il secondo capitolo del ciclo dedicato ad Antoine Doinel, interpretato da Jean-Pierre Léaud, dopo I 400 colpi. Antoine è innamorato di Colette, una ragazza parigina di buona famiglia, che però non è interessata al suo amore, nel corso dell’episodio, finalmente rivede il suo amico Renè che non vedeva da tanto tempo.

The Loves and Times of Scaramouche (1976) on IMDb

Nota bene: La versione 1080p è del solo episodio “Antoine e Colette” di Truffaut. I subita li ho tradotti dai subeng con google, potrebbero esserci delle imprecisioni.

Poster Amores perros

Un film di Alejandro González Iñárritu. Con Goya Toledo, Emilio Echevarria, Gael García Bernal, Alvaro Guerrero, Vanessa Bauche Commedia, durata 147 min. – Messico 2000. MYMONETRO Amores perros * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Tre storie si incrociano sullo sfondo di una convulsa Città del Messico. Il giovane proletario Octavio, innamorato di Susana, la moglie adolescente del fratello criminale violento, si mette in testa di fuggire con lei e prova a racimolare i soldi necessari introducendo il suo cane in un giro di combattimenti clandestini. Daniel, il direttore altoborghese di una rivista, lascia moglie e figlie per andare a vivere con il suo nuovo amore, Valeria, una bellissima modella sulla cresta dell’onda. El Chivo ha lasciato la famiglia per diventare un terrorista di estrema sinistra. Dopo anni di carcere e alcol, vive da barbone con un branco di cani randagi e, di tanto in tanto, uccide su commissione.
Quello del cineasta messicano Alejandro Iñárritu è un esordio duro, violento, disincantato, rabbioso, amaro, disperato. Aggettivi che per il regista costituiscono i tasselli del puzzle di una megalopoli, Città del Messico, che ha tante contraddizioni quanti sono i suoi oltre venti milioni di abitanti. Una pentola a pressione pronta e esplodere, sotto il peso delle diseguaglianze sociali, certo, ma non solo. Perché è soprattutto di infelicità e drammi personali che ci parla Iñárritu.

Amores Perros (2000) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film con Akira EmotoKumiko AsoJuro KaraMasanori SeraJacques Gamblin. Titolo originale: Kanzo Senseï. Genere Commedia – GiapponeFrancia1998durata 129 minuti. – MYmonetro 2,93 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Estate 1945 in Giappone, prima della resa. Il cinquantenne Fuu Akagi (Emoto) fa il medico condotto in una cittadina costiera. La convinzione che esista una diffusa e contagiosa epidemia di epatite e le sue diagnosi che ne derivano gli hanno meritato il nomignolo di dottor Fegato ( kanzo Senseï ), ma l’hanno indotto a impiantare in casa, con mezzi di fortuna, un laboratorio per scoprirne il virus. È un soldato olandese (Gamblin), da lui capitato perché ferito mentre evadeva dal campo di prigionia che attira su Akagi e i suoi amici la brutale repressione dei militari. La vicenda si chiude il 6 agosto quando all’orizzonte si leva il fungo atomico di Hiroshima: un epilogo straordinario per bizzarra inventiva. Reduce dalla Palma d’oro di Cannes 1997 con L’anguilla (ex aequo con Kiarostami), realizzato dopo otto anni di inattività forzata, Imamura continua il suo coerente itinerario con un film tratto dal romanzo di Ango Sakaguchi, da lui adattato con Daisuke Tengan. È un banchetto dove sfila una quantità di piatti: la commedia, il dramma, il pathos, la violenza, l’erotismo ora sano ora perverso, l’omaggio a una figura d’altri tempi, la denuncia di un militarismo ottuso e feroce, l’amore, la depravazione, l’affetto per i marginali fuori dalla norma. Imamura li racconta con una scrittura registica di classica asciuttezza con un passo spiccio e la capacità di lasciare che la realtà e i personaggi siano liberi di rivelarsi senza un coinvolgimento troppo emotivo da parte dell’autore.

 Dr. Akagi
(1998) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film Da vedere 1968 con Kazuo KitamuraRentaro MikuniChôichirô KawarasakiYoshi Kato. Genere Drammatico – Giappone1968durata 172 minuti. – MYmonetro 3,25 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’isola di Kurage si praticano ancora culti animisti e la sola risorsa è rappresentata dalla coltivazione della canna da zucchero, specie dopo che un masso ha misteriosamente ostruito la falda acquifera. Ad essere accusati più o meno apertamente di aver causato la maledizione e scatenato l’ira degli dei sono i Futori, famiglia dalle bizzarre abitudini, con sospetto di praticare l’incesto. L’arrivo dell’ingegner Kariya dovrebbe avviare i lavori di un impianto idrico che dia inizio alla modernizzazione dell’isola.
Costato sforzi produttivi andati al di là delle previsioni e conclusisi in un insuccesso tale da allontanare Imamura dalla macchina da presa per diversi anni, Il profondo desiderio degli dei è una delle opere chiave per comprendere la poetica dell’ex-allievo di Ozu Yasujiro (con cui peraltro Imamura non ha mai fatto mistero di condividere ben poco in termini di stile e intenti). Uscito nel 1968 – e verrebbe da dire non poteva essere altrimenti – durante l’epoca aurea della compagnia di produzione Nikkatsu, si tratta di una visione di potenza difficilmente eguagliabile in cui confluiscono diverse tematiche care all’autore, ansioso di porre nell’immaginaria isola di Kurage il proscenio della sua riflessione sull’uomo e sui suoi istinti, repressi dagli artifici di una società accecata dalla logica del profitto.

 Il profondo desiderio degli dei
(1968) on IMDb

Un film di Shohei Imamura. Con Yoshiko TanakaKazuo KitamuraEtsuko IchiharaShoichi OzawaNorihei Miki. continua» Titolo originale Kuroi AmeDrammaticodurata 123 min

Dal romanzo omonimo di Masuji Ibuse. La lenta agonia dei sopravvissuti all’atomica – che un aereo USA lanciò il 6 agosto 1945 su Hiroshima – è raccontata attraverso le vicende quotidiane di una coppia di anziani coniugi e della loro nipote. Quel senso della famiglia – tante volte raccontato nel cinema di Y. Ozu, Gosho, Naruse – è visto con un’angolazione nuova: il lavoro lento della morte dentro di noi, e la solidarietà amorosa che alimenta. All’evento – chiamato dai giapponesi gembaku , il lampo – si dedicano una ventina di minuti, in 2 sequenze separate, che non sono i momenti migliori. Pur negli accenti sommessi di una cronaca secca, S. Imamura rimane impari alla tragicità del fatto. La solennità del passo narrativo attenua il coinvolgimento emotivo, ma la tenerezza della giovane Yasuko (la cantante Y. Tanaka) e il suo rapporto col folle reduce Yoichi (preso, come alleggerimento tragicomico, da una novella dello stesso M. Ibuse) rimangono memorabili. Edizione originale con sottotitoli.

 Pioggia nera
(1989) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film con Ken OgataMayumi OgawaRentaro MikuniMitsuko Baisho. Titolo originale: Fukushu suru wa ware ni ari. Genere Drammatico – Giappone1979durata 142 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Giapponese di mezza età, mitomane, truffatore e cattolico che ha perso la fede, è ricercato dalla polizia per una serie di omicidi. Regista dallo sguardo freddo di entomologo, Imamura traccia qui lo straordinario ritratto di un criminale attraverso il quale scandaglia l’anima miserabile dell’uomo moderno.

 La vendetta è mia
(1979) on IMDb

Risultati immagini per maurice 1987Regia di James Ivory. Un film Da vedere 1987 con Denholm ElliottHugh GrantJames WilbyHelena Bonham CarterRupert GravesCast completoTitolo originale: Maurice. Genere Drammatico – Gran Bretagna1987durata 140 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,86 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.
Dal romanzo (postumo) di E.M. Forster. Due compagni di università si innamorano tra di loro. Dopo la scuola, uno, timoroso della dura morale vittoriana, si sposa e cerca di dimenticare il suo passato omosessuale. Per l’altro è più difficile. Dopo essersi tormentato a lungo, finisce per accettare la propria identità sessuale. Ivory soddisfa la sua ambizione di portare in cinema il romanzo “proibito” di Forster, ma la tematica ormai suona un tantino scontata (dopo molti film sull’argomento).

Maurice (1987) on IMDb

The Makioka Sisters (Neve sottile) è un film drammatico del 1983 diretto da Kon Ichikawa, basato sul romanzo seriale omonimo di Jun’ichirō Tanizaki

La storia è ambientata in Giappone principalmente alla fine degli anni ’30 ( periodo Shōwa ). Le sorelle vivono nell’area del Kansai ( Kobe / Osaka ) e nel corso del romanzo viaggiano a Tokyo e in altre prefetture.

Nella primavera del 1938, le quattro sorelle, insieme a Teinosuke, il marito di Sachiko, vennero a Kyoto per ammirare la fioritura dei ciliegi. Sachiko è scontenta che la sorella maggiore Tsuruko, che è l’erede del clan Makioka e quindi rappresenta la casa principale del clan, abbia sconvolto la questione con il matrimonio di Yukiko perché è stato scoperto un difetto fatale nel clan dello sposo.

The Makioka Sisters (1983) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film Genere Drammatico – Giappone1966durata 128 minuti.

La vita lavorativa di Ogata presenta diversi problemi, sia con la giustizia, in quanto commerciante di riviste pornografiche, sia con la yakuza, interessata alla barberia della sua compagna Haru, già vedova del suo precedente marito. La vita familiare è ugualmente complicata, a causa della malattia di Haru e del pessimo rapporto che lui ha con i figli di lei Keiko e Koichi. Il giorno in cui Ogata scopre di provare attrazione per la figliastra quindicenne Keiko, la già precaria situazione familiare subisce un duro colpo

The Pornographers (1966) on IMDb

I subita sono stati tradotti da google, potrebbero esserci delle imprecisioni

OFDb - Ikite wa mita keredo: Ozu Yasujirô den (1983)Director: Kazuo Inoue Writers: Kazuo Inoue (screenplay), Kazuo Inoue (structure) | 2 more credits » Stars: Ineko Arima, Chikage Awashima, Shôhei Imamura

An extremely lovely tribute to Ozu, on the 20th anniversary of his death. It uses a combination of footage from vintage films and new material (both interviews and Ozu-related locations) shot by Ozu’s long-time camera-man (who came out of retirement to work on this). Surprisingly (or perhaps not), it focuses less on Ozu’s accomplishments as a film-maker than on his impact on the lives of the people he worked with. One of the best films of this type I’ve ever seen.

 

I Lived, But... (1983) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film Da vedere 1997 con Kôji YakushoMisa ShiminiFujio TsunetaMitsuko Baisho. Titolo originale: Unagi. Genere Drammatico 1997durata 117 minuti.

Dopo otto anni di carcere da detenuto modello, l’uxoricida Takuro, introverso e diffidente barbiere in un villaggio di pescatori popolato da eccentrici emarginati che lo trattano benevolmente, comunica soltanto con un’anguilla in una vasca. Pur filtrato da uno sguardo da entomologo che è anche un antropologo pessimista, è un film che non manca né di una vena satiricamente grottesca né di “compassione verso la dignità dei puri di cuore” (Fabrizio Grosoli). Girato 8 anni dopo Pioggia nera . Palma d’oro a Cannes 1997 ex aequo con Il sapore della ciliegia di Kiarostami.

 L'anguilla
(1997) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film Da vedere 1962 con Sachiki HodariKazuo KitamuraJitsuko YoshimuraSeizaburo KawazuHiroyuki Nagato. Titolo originale: Nippon Konchuki. Genere Drammatico 1962durata 123 minuti.

Cresciuta in una famiglia di miserabili contadini del Nord, dov’è sfruttata sul lavoro e sul piano sessuale (anche in un rapporto incestuoso dal padre), Tome trova la sua autonomia in città, passando da operaia a cameriera, poi prostituta e tenutaria di un giro di “squillo”, irriducibile nella sua lotta per sottrarsi alla sottomissione. Un’altra impietosa eppur appassionata incursione di S. Imamura nella storia del Giappone “basso”, povero, emarginato del Novecento con uno svolgimento cronologico frammentato in una dozzina di capitoli dal 1918 al 1962. Scritto con Keiji Hasebe e fotografato magnificamente in Scope (imposto dalla Nikkatsu) da Shinsaku Imeda, anche con uso di obiettivi anomali (210 mm e persino 700 mm), è un’importante tappa di un cinema corporale ed eterodosso che non fa concessioni al populismo. Il titolo originale significa “Giappone l’insetto”. Proclamato migliore film giapponese del 1963.

 Cronache entomologiche del Giappone
(1963) on IMDb

Locandina italiana Revenant - RedivivoUn film di Alejandro González Iñárritu. Con Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck.Titolo originale The Revenant.Avventura, Ratings: Kids+16, durata 156 min. – USA 2015. – 20th Century Fox uscita sabato 16 gennaio 2016. MYMONETRO Revenant – Redivivo * * * 1/2 - valutazione media:3,91 su 230 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal romanzo The Revenant: A Novel of Revenge (2002) di Michael Punke, basato su una storia vera, già trasposta in immagini nel 1971 ( Uomo bianco va’ col tuo Dio ). Nord Dakota, 1823. Nel corso di una spedizione di caccia in territorio pellerossa, il trapper Glass è ridotto in fin di vita da un grizzly. Fitzgerald, suo compagno semiscotennato è lasciato con lui, dietro lauto compenso, per attenderne la morte e seppellirlo. Gli uccide sotto gli occhi il figlio meticcio e scappa. Sceneggiato da Iñárritu (premiato con l’Oscar alla regia) insieme a Mark L. Smith, è un western crudamente iperrealista che intreccia il tema della sopravvivenza estrema con quello della brama di giustizia. La potenza e la magnificenza della forma – regia magistrale, esuberante fotografia di Emmanuel Lubezki (premiata con l’Oscar), musica solenne di Carsten Nicolai e Ryuichi Sakamoto – evidenziano per contrasto la scarsa originalità e il semplicismo del contenuto. Memorabili la travolgente sequenza iniziale dell’attacco pellerossa e quella della lotta con il grizzly, tanto più terrificante quanto più realistica. 3 Golden Globes (film, protagonista, regista) e 12 nomination agli Oscar. Meritato (e finalmente conferito) Oscar a DiCaprio miglior attore protagonista.

 Revenant - Redivivo
(2015) on IMDb
Locandina italiana Babel

Un film di Alejandro González Iñárritu. Con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho, Adriana Barraza. Drammatico, durata 144 min. – USA, Francia, Messico 2006. uscita venerdì 27 ottobre 2006. MYMONETRO Babel * * * - - valutazione media: 3,30 su 150 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Individui distanti tra loro migliaia di chilometri incrociano per qualche ora i loro destini sulla Terra, creando un disperato affresco di un’umanità sola e dolente.
Il detonatore che innesca una reazione a catena in questo puzzle composto da tessere fin troppo perfettamente combacianti è il colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini in un paese sperduto del Marocco. Un gesto immotivato, compiuto quasi accidentalmente da due innocenti che, come in un domino, agisce profondamente sulle vite di tre gruppi di persone in diverse zone del pianeta: una coppia di americani lì in vacanza per risolvere una crisi coniugale, una domestica messicana alle prese con i figli dei due nel giorno del matrimonio di suo figlio, e un’adolescente giapponese, sordomuta ed emotivamente emarginata, alla disperata ricerca d’amore in una Tokyo caotica e alienante.

Babel (2006) on IMDb

Frasi del film Quel che resta del giorno

Un film di James Ivory. Con James Fox, Emma Thompson, Anthony Hopkins, Christopher Reeve, Peter Vaughan.Titolo originale The Remains of the Day. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 134 min. – USA 1993. MYMONETRO Quel che resta del giorno ****- valutazione media: 4,31 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Stevens (Hopkins) è stato per trent’anni il maggiordomo di Lord Darlington (Fox), gentiluomo formale e ingenuo e molto influente, che prima della guerra stava dalla parte dei nazisti. Quando Darlington muore la tenuta viene acquistata da certo Lewis (Reeve), americano pragmatico, …ma con un suo stile. Stevens si mette così in viaggio per riassumere l’antica governante Sara Kenton (Thompson), che se n’era andata vent’anni prima, per (infelicemente) sposarsi. La ritrova, ma le cose rimangono come sono. Nel frattempo Stevens è stato maggiordomo impeccabile, mancando persino di assistere il padre morente per non compromettere il perfetto servizio di una cena, e ignorando tutto il resto della vita, sentimenti compresi, incapace di giudicare gli errori enormi del suo padrone che, come tale, era sempre dalla parte del giusto. Il maggiordomo sembra vacillare solo quando la governante gli dichiara il suo amore, anche se subito torna formale e non riesce a liberarsi dei lacci. Tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, il film è indubbiamente seducente. Ambiente, interpretazione, storia, dialogo, tutto perfetto. Del resto il nostro tempo sembra fatto apposta per farsi incantare dall’eleganza, dall’onore, dal senso del dovere, dalla limpidezza dei sentimenti, dalla forma quando aderisce alla sostanza. Efficaci anche le istantanee storiche che mostrano una società inglese snob, distaccata e ingenua e “politicamente dilettante”, capace di credere a un ministro tedesco che definisce Hitler un “uomo di pace”.
The Remains of the Day (1993) on IMDb

Regista: Kon Ichikawa Genere: Drammatico Anno: 1975 Paese: Giappone Durata: 116 min

Tratto dall’omonimo (e bellissimo) romanzo di Soseki, il film mostra alcuni giorni nella vita di un professore e intellettuale del primo novecento giapponese che, con la sua cerchia di amici, disquisisce di tutto, cerca di risolvere problemi di poco conto della vita di tutti i giorni.

Si dice che la letteratura giapponese moderna sia nata con un gatto e il romanzo in effetti è un satira dettagliata, ma divertente e godibile. Il film invece no. Nel libro il gatto del titolo è il vero protagonista e l’io narrante, è un osservatore esterno della realtà che commenta e cerca di capire; nel film il gatto è un personaggio sullo sfondo, una animale senza coscienza di sé (in realtà ha coscienza di sé, ma poco e nel finale); l’io narrante non è presenta e l’osservatore esterno è dato dalla macchina da presa. Ovviamente non ci sono opinioni o incomprensioni (che nel libro erano generate dall’impossibilità del gatto di capire del tutto gli esseri umani) e da affresco ironico e molto chiacchierato sulla società dell’epoca (soprattutto sull’intellighenzia) diventa un filmetto simpatico, una vicenda ironica in costume con una serie di buffi personaggi.
Regia un po rigida con inquadrature ariose, fisse, con un buon uso del montaggio per dare senso a ciò che viene detto a parole (ma non per sostituirlo), per esemplificarlo o sfotterlo; qualche ottima costruzione delle inquadrature.
Purtroppo il ritmo, il tono e l’atteggiamento del film è quello che più mi stimola a fare altro mentre lo guardo quindi è possibile abbia perso alcune sfumature che l’avrebbero reso l’opera migliore di sempre… tuttavia se da un libro con molti dialoghi si fa un film con molto cicaleccio c’è uno sbaglio di fondo nell’adattamento.

I Am a Cat (1975) on IMDb

I sottotitoli in italiano non si trovano, quelli in inglese sono altamente fuori sincro quindi inutilizzabili. Ho dovuto tradurre dei sottotitoli russi in italiano. E’ probabile che non siano perfetti.

Arrapaho (1984) - IMDb

Regia di Ciro Ippolito. Un film con Urs AlthausDaniele PaceTinì CansinoAlfredo CerrutiArmando MarraTotò SavioCast completo Genere Comico – Italia1984durata 98 minuti. – MYmonetro 2,62 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Disavventure e riti sessuali tra le tribù degli Arrapahos e dei Frocehiennes. I nomi delle tribù sono espliciti, in questa commedia comico-demenziale del noto gruppo Gli Squallors, per far capire il contenuto. Spazzatura.

Arrapaho (1984) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film con Ken OgataSumiko SamamotoRyutaro TatsumiShoichi OzawaTaiji TonoyamaMitsuko BaishoCast completo Titolo originale: Narayama bushi-ko. Genere Drammatico – Giappone1983durata 90 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In un villaggio giapponese sperduto tra i monti, giunti a 70 anni i vecchi vengono condotti a morire sulla cima del monte Narayama per permettere ad un giovane di sfamarsi. Una vecchia, per lasciare il posto alla giovane nuora, si rompe i denti contro un pozzo per sembrare più vecchia e affrettare quindi la sua fine. 

The Ballad of Narayama (1983) on IMDb
ADDIO TERRAFERMA

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Nico TarielashviliLily LavinaPhilippe BasAmiran AmiranachviliOtar IosselianiCast completo Titolo originale: Adieu, plancher des vaches. Genere Commedia – FranciaItaliaSvizzera1999durata 118 minuti. – MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Viavai tra Parigi e un castello dei dintorni dove un nobile ubriacone (O. Iosseliani) passa il tempo a guardare trenini elettrici, mentre la moglie (L. Lavina) fa affari e il figlio Nicolas (N. Tarielashvili), travestito da povero, frequenta a Parigi ladruncoli e vagabondi, impegnato in lavoretti precari. Sotto le apparenze di affollata commedia giocosa in cadenze divertite di balletto (o di giostra?), raccontata con lo sguardo ironico da filosofo stoico e antropologo un po’ svagato, il regista georgiano continua il suo imperterrito discorso sull’assurdità, i meccanismi e i vizi (la cupidigia innanzi tutto) della vita sociale. Film da guardare e da ascoltare (più che cercarne segni, significati, morale), per cavare tutto il piacere di una sapienza combinatoria in cui sfociano varie influenze, da Buñuel a Ophüls. Per Iosseliani spirito (inteso come alcol), spiritoso e spirituale hanno la stessa radice.

 Addio terraferma
(1999) on IMDb

Regia di Shôhei Imamura. Un film con Kôji YakushoMitsuko BaishoMansaku FuwaMisa ShimizuYukiya KitamuraCast completo Titolo originale: Akai hashi noshitano nurui mizu. Genere Drammatico, – GiapponeFrancia2001durata 119 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Yosuke, gentile impiegato disoccupato, viaggia da Tokyo in un villaggio della penisola di Noto alla ricerca di un tesoro che non c’è. V’incontra la bella Saeko che ha la prodigiosa qualità di traboccare d’acqua (di vita) ogni volta che ha un accoppiamento sessuale o quando trasgredisce a una legge sociale. I suoi flussi d’acqua tiepida ridanno vita alle piante e attirano frotte di pesci. Tratto da un racconto di Yo Henmi, carico di rimandi ai miti e alle credenze popolari nipponiche, denso di simboli e di metafore, legato soprattutto al tema dell’acqua e alle immagini del cibo, dello specchio e del rosso ( akai , colore legato in Giappone all’erotismo), il film coniuga la concretezza fisica, tipica di I. Shohei, col fiabesco e il surreale. Lo fa con una scrittura semplice, leggera, gentile, persino ironica. È un inno alla vita terrena e alla necessità di trasgredire regole e convenzioni per riaffermarne i diritti. Anche per ragioni anagrafiche, evoca la libera leggerezza dell’ultimo Buñuel.

Warm Water Under a Red Bridge (2001) on IMDb