Category: Spettacoli Teatrali


Regia di Eduardo De Filippo. Un film con Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Loredana, Tamara Lees, Pietro Carloni. Titolo originale: Filumena Marturano. Genere: Commedia, Drammatico. Paese: Italia. Anno: 1951. Durata: 98 min. Consigliato a: da 10 anni. Valutazione IMDb: 7,5.

La vicenda si svolge a Napoli e ruota attorno alla figura forte e complessa di Filumena Marturano, ex prostituta che da oltre venticinque anni vive more uxorio con il ricco pasticciere Domenico Soriano. Stanca di essere considerata solo l’amante e amministratrice della casa, Filumena ordisce un audace inganno: si finge in punto di morte per costringere Domenico a sposarla in articulo mortis. Dopo il matrimonio, l’uomo scopre la messa in scena e, infuriato, ne chiede l’annullamento. Filumena, però, si gioca la sua ultima carta: rivela a Domenico di avere tre figli adulti, cresciuti in segreto, e che uno di loro è figlio suo.

L’opera è un pilastro del teatro e del cinema italiano, incentrata sui temi universali della maternità, del riscatto sociale e del valore della famiglia. Eduardo De Filippo, qui in veste di regista e interprete, eccelle nel trasporre la sua commedia teatrale, mantenendone intatta la forza emotiva e la cadenza drammaturgica. Il cuore pulsante del film è l’interpretazione di Titina De Filippo, che dona a Filumena una potenza e una dignità indimenticabili, delineando un ritratto femminile di straordinaria resilienza. La regia è fedele al testo, privilegiando la parola e la mimica attoriale, tipiche della grande tradizione napoletana. Il film ha avuto un enorme impatto culturale, consacrando l’opera di Eduardo come uno dei massimi esempi di umanesimo nel teatro del Novecento, un’analisi profonda e sentita delle contraddizioni della società e dell’irrefrenabile bisogno d’amore e riconoscimento.

Questo film è stato scambiato con la commedia a teatro. Se qualcuno dovesse averlo me lo carichi qui, grazie.

Lo spettacolo teatrale più celebre, quello del Piccolo Teatro di Milano, ha la Regia di Giorgio Strehler, ripresa da Stefano de Luca. Un film con Enrico Bonavera, Ferruccio Soleri (storico interprete), Andrea Coppone, Giorgio Bongiovanni. Titolo originale: Il servitore di due padroni (Commedia di Carlo Goldoni). Genere: Commedia, Commedia dell’arte. Paese: Italia. Anno: 1947 (prima rappresentazione della regia Strehler). Durata: 195 min (inclusi due intervalli). Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: N/A (trattandosi di opera teatrale).

L’azione si svolge a Venezia, dove giunge Pantalone de’ Bisognosi per celebrare il fidanzamento della figlia Clarice con Silvio, dopo la presunta morte di Federigo Rasponi. A turbare i piani irrompe Truffaldino, servitore affamato, che annuncia l’arrivo del suo padrone, il suddetto Federigo Rasponi, vivo e vegeto. In realtà, Federigo è Beatrice, sorella di Rasponi, giunta travestita da uomo per recuperare il denaro e l’onore del fratello defunto, seguita dal suo amato Florindo, in fuga da Torino. Per un equivoco, Truffaldino si ritrova a servire anche Florindo, celando l’esistenza di un padrone all’altro, dando vita a un vortice di inganni e comici sotterfugi mossi principalmente dalla sua fame insaziabile.

La storica messa in scena di Giorgio Strehler non è un semplice allestimento, ma un caposaldo del teatro mondiale, che ha restituito dignità e freschezza alla Commedia dell’Arte. I temi centrali sono la fame, intesa sia come bisogno primario che come sete di vita (Arlecchino), e la critica alla borghesia, attraverso le peripezie sentimentali e finanziarie. La regia è un saggio di precisione, ritmo e vitalità, dove l’uso sapiente delle luci (quasi caravaggesche) e delle maschere crea una magia senza tempo. L’innovazione stilistica risiede nell’equilibrio tra il rigore formale di Goldoni e la libertà dei lazzi e dell’improvvisazione tipici della commedia dell’arte. Le interpretazioni, in particolare del protagonista, coniugano acrobazia fisica e sensibilità psicologica, rendendo lo spettacolo, dal 1947, un patrimonio culturale e una palestra per intere generazioni di attori.

La versione del 1973 è in una qualità piuttosto bassa ma è l’unica versione che ho trovato in rete.

Risultati immagini per Sei Personaggi in cerca d'Autore

Un film di Giorgio De Lullo. Con Romolo ValliRossella FalkElsa Albani Drammatico– Italia 1965.

Forse l’opera più famosa (se non migliore) di Pirandello. Mentre fervono le prove di una commedia, piomba in teatro un gruppo di personaggi per inscenare una commedia che racconti i loro drammi: il dramma del padre abbandonato dalla madre (che ha tre figli dall’amante) e, sempre del padre, che, frequentando una casa d’appuntamenti, rischia di fare l’amore con la figliastra. Il capocomico si sforza di costruire una rappresentazione su queste vicende, ma invano.

Sei personaggi in cerca d'autore (1965) on IMDb

Questa presentata è la magistrale edizione televisiva dello spettacolo teatrale Compagnia Associata De Lullo-Falk-Valli-Albani andata in onda sulla Rai il 24.09.1965.

Un film di Carmelo BeneDocumentariodurata 98 min. – Italia 1974.

Carmelo Bene legge e interpreta alcuni grandi poeti russi, Majakovskij, Blok, Esenin e Pasternak.

Bene! Quattro diversi modi di morire in versi: Majakovskij-Blok-Esènin-Pasternak (1977) on IMDb

Regia di Dario Fo. Un film con Dario Fo, Franca Rame, Piero Sciotto, Gianni Pasco. Genere: Commedia, Satirico, Grottesco. Paese: Italia. Anno: 1970 (prima rappresentazione teatrale, ma sono state fatte diverse edizioni televisive e cinematografiche della pièce). Durata: variabile a seconda della versione. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: N.D. (Il film è un adattamento della celebre opera teatrale di Dario Fo, non è un film cinematografico con un’unica versione standardizzata e un rating IMDb specifico).

Nella questura di Milano, dopo la caduta di un anarchico da una finestra, un “Matto” con disturbi istrionici riesce a infiltrarsi tra gli agenti e il commissario che stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Fingendosi un ispettore del Ministero, il Matto sfrutta la sua abilità nel mascherarsi e la sua logica apparentemente folle per smascherare le incongruenze e le menzogne della versione ufficiale, costringendo i poliziotti a contraddirsi e a rivelare involontariamente la verità dietro il presunto “suicidio accidentale”.

“Morte accidentale di un anarchico” non è un film nel senso tradizionale, ma la trasposizione televisiva della celeberrima opera teatrale di Dario Fo, un capolavoro assoluto del teatro politico italiano. La sua forza dirompente risiede nella capacità di trasformare un fatto di cronaca tragico (la morte di Giuseppe Pinelli) in una farsa grottesca e satirica, usando l’umorismo come arma affilata per denunciare le storture del potere e la manipolazione della verità. L’interpretazione di Fo è geniale, un vero e proprio tour de force che mescola comicità, denuncia sociale e un’irriverenza disarmante. Il testo, costantemente aggiornato da Fo stesso in base alle nuove scoperte sul caso, è un esempio brillante di teatro civile e di come l’arte possa incidere profondamente sul dibattito pubblico, rendendolo un’opera intramontabile e di fondamentale importanza nella storia culturale italiana.

Autore: Niccolò Bacigalupo. Genere: Commedia, Farsa. Paese: Italia. Anno: XIX secolo (scritto e rappresentato). Consigliato a: Per tutti.

Trama: La commedia si svolge nell’ambiente borghese e mercantile di Genova. Il protagonista, un padre ansioso di sistemare la figlia, ordisce una serie di “maneggi” e stratagemmi più o meno leciti per combinare un matrimonio vantaggioso. Tra intrighi amorosi, inganni e scambi di persona, i personaggi si muovono in un turbinio di situazioni comiche e imbarazzanti, che rivelano le ipocrisie e le convenzioni sociali legate al matrimonio e alla dote dell’epoca.

Commento: “Maneggi per maritare una figlia” di Niccolò Bacigalupo è un esempio significativo della commedia borghese genovese dell’Ottocento. L’opera si distingue per il suo spirito brillante, i dialoghi vivaci e l’accurata pittura di costume. Bacigalupo, pur attingendo a schemi classici della farsa, riesce a infondere una propria originalità, mettendo in scena le ansie e le aspirazioni di una classe sociale emergente, attenta al decoro e al buon nome. La commedia, pur nella sua leggerezza, offre uno sguardo ironico sulle dinamiche familiari e sulla ricerca del “partito” ideale, rimanendo un testo godibile e rappresentativo di un’epoca teatrale specifica.

Lo zoo di vetro - Tennessee Williams - I grandi classici del teatro:  Amazon.it: Anna Maria Guarnieri, Sarah Ferrati, Paolo Graziosi, Vittorio  Cottafavi: Film e TV

Anna Maria Guarnieri (Attore), Sarah Ferrati (Attore), Vittorio Cottafavi (Regista)  Età consigliata: Film per tutti 

All’inizio del dramma Tom, che è sia il protagonista che il narratore della storia, si rivolge direttamente al pubblico (cosa che farà spesso nel corso della recita) spiegando che si tratta di un suo ricordo della madre Amanda e la sorella Laura. Siamo alla fine degli anni ’30 del XX secolo. Amanda ha cresciuto i suoi due figli da sola, dopo che suo marito li ha abbandonati. La donna, volitiva ed energica, viene dagli Stati del Sud, dove era ammirata per la sua bellezza, e prova ancora rimorso per aver lasciato tutto e aver seguito suo marito. Il suo rapporto con Tom e Laura oscilla tra il tenero e l’eccessivo; in particolare la donna si preoccupa del futuro di Laura, resa zoppa da una malattia e pertanto introversa e chiusa: ella si è chiusa in un suo mondo di illusioni, e passa tutto il suo tempo ad ascoltare vecchi dischi, leggere romanzi e soprattutto accudire una collezione di animaletti di vetro. Tom lavora in una fabbrica di scarpe per mantenere Laura e Amanda, ma la vita noiosa e banale che conduce (nonché la morbosa presenza della madre) lo rende irascibile. Il ragazzo tenta senza successo di diventare un poeta, e cerca conforto recandosi al cinema a tutte le ore della notte per vivere delle avventure almeno con la fantasia. Questo scatena l’ansia di Amanda, che teme suo figlio sia un alcolizzato come il padre….

Zoo di vetro (1968) on IMDb
Locandina Un Amleto di meno

Un film di Carmelo Bene. Con Carmelo BeneLydia MancinelliAlfiero VincentiFranco LeoBruno Minniti. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 70 min. – Italia 1973.

Tratto da Amleto ovvero le conseguenze della pietà filiale (1877) di J. Loforgue. Claudio uccide il re suo fratello e diviene amante della vedova. Il “re nero” non vuole vendetta, bensì mettere in scena una commedia a Parigi. Orazio racconta ad Amleto di aver visto il fantasma del re assassinato e Amleto gli raccomanda di tacere.

One Hamlet Less (1973) on IMDb
Film Notre Dame de Paris. Live Arena di Verona Armado Gilles

Regia di Armado Gilles. Un film con Gio Di Tonno, Lola Ponce. Genere Teatro – Italia2002durata 130 minuti.

Notre-Dame de Paris narra la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre-Dame e del suo amore impossibile e tragico per Esmeralda, una bella gitana.Un amore condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia. Quasimodo costretto dalla sua bruttezza a guardare il mondo dall’alto di una torre un giorno si innamora perdutamente di Esmeralda che vede ballare e cantare sulla piazza davanti alla cattedrale. Ma Esmeralda è innamorata di Febo, il bel capitano delle guardie del Re. Febo è fidanzato di Fiordaliso, una giovane e ricca borghese, ma la bellezza esotica e sensuale della gitana non lascia indifferente l’uomo che da subito se ne invaghisce.

Notre Dame de Paris - Live Arena di Verona (2002) on IMDb

La società vista e raccontata da Gene Gnocchi non può che essere assurda, quasi surreale, e indubbiamente senza senso. Nel suo ultimo spettacolo, “Cose che mi sono capitate a mia insaputa”, il comico originario di Fidenza racconta con graffiante ironia una realtà che oggi sfugge alla comprensione. Lo fa portando in teatro un personaggio cinico e flemmatico, quasi distaccato da ciò che lo colpisce e che si ritrova, a sua insaputa, ad affrontare una serie di situazioni impossibili.
Questo il contesto per portare in scena un monologo composto da graffianti ragionamenti sulla società. I problemi sono gli stessi di sempre: la disoccupazione, la carenza di lavoro, la classe politica, il dibattito sull’energia…il protagonista, in cerca di un’occupazione, si vede a malincuore costretto a comprare la tessera della loggia P3 per coronare il suo sogno di esibirsi sul palco di qualche prestigioso teatro. Questo il motivo per cui, ad esempio, dal 18 al 20 Marzo è presente al Teatro Parioli di Roma, a raccontare al suo pubblico tutto quello che gli è capitato, a sua insaputa appunto, intermezzandolo con stacchetti promozionali che la sua condizione di lavoratore precario lo obbliga a fare.
“Cose che mi sono capitate a mia insaputa” è stato scritto dal comico con la collaborazione di Ugo Cornia, Simone Bedetti e Maurizio Giambroni e sta avendo forte successo in numerosi teatri italiani.
Gene Gnocchi, all’anagrafe Eugenio Ghozzi, ha sulle spalle oltre trenta anni di carriera ma la sua graffiante ironia è rimasta sempre la stessa. Una satira che racconta la realtà e le sue mille contraddizioni, cercando di trovare un appiglio per comprendere quello che accade e che di solito sfugge ai più.

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