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FIGLI-HIJOS (2001, di Marco Bechis) - Script Pisa

Regia di Marco Bechis. Un film Da vedere 2001 con Stefania SandrelliCarlos EchevarriaJulia SaranoEnrique PiñeyroEvita CiriCast completo Titolo originale: Figli. Genere Drammatico – Italia2001durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,34 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figlia di una desaparecida del 1977, l’argentina Rosa cerca un fratello gemello, adottato da uno degli assassini in divisa, e lo trova in Javier a Milano nel 2000. Nato da un’inchiesta tra alcuni dei settantadue hijos di desaparecidos (su circa 500) identificati con sicurezza, l’opus n. 3 dell’italo-cileno Bechis è complementare e diverso da Garage Olimpo , film sul passato. Si rievoca la stessa vergogna – di essere argentini, di essere umani – le radici del dolore e il rimosso con la sensibilità e, forse, con la speranza del presente. Scritto, come gli altri due, con l’italo-polacca Lara Fremder, conferma la capacità del regista di raccontare per immagini e di non separare il linguaggio dal discorso politico. Qualche vuoto nella 1ª parte, dovuto all’eccessiva fiducia nel fare a meno dello scavo psicologico. Fotografia: Fabio Cianchetti; montaggio: Jacopo Quadri; musica: Jacques Lederlin, Daniel Buira con la Chilinga.

Regia di Marco Bechis. Un film con Abrisio da Silva PedroAlicelia Batista CabreiraAdemilson Concianza VergaAmbrosio VilhavaClaudio SantamariaCast completo Genere Drammatico, – ItaliaBrasile2008durata 108 minuti. Uscita cinema martedì 2 settembre 2008 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,12 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel Mato Grosso do Sul (Brasile) gli aborigeni sono confinati nelle riserve o sfruttati dai fazendeiros nei campi di coltivazione transgenica che anno dopo anno hanno distrutto le foreste, spazio del mondo religioso e di sostentamento dei Guaraní-Kaiowá. Nadio, capo di una tribù, e lo sciamano Nhanderu occupano un pezzo di terra per reagire a uno stato di malessere che provoca suicidi tra i giovani. Fra Tito, giovane apprendista sciamano, e la figlia del proprietario nasce una relazione furtiva, seguita da quella tra Roberto, al servizio del fazendeiro , e una giovane india. Dopo il suicidio di Ireneu, figlio di Nadio, Roberto è scacciato e, in risposta, Nadio assassinato. Tito, sconvolto, sta per suicidarsi, ma decide di vivere. 4° film di Bechis (il 1° da lui prodotto con Amedeo Pagani) che l’ha scritto con Luiz Bolognesi e Lara Fremder. Fenomeno comune in molte parti del Terzo Mondo più diseredato, il suicidio tra i Guaraní (517 in 20 anni su una popolazione di 30/40 000 abitanti; 5 secoli fa erano 1 milione e mezzo) è raccontato con un rispetto commosso da Bechis che, però, non nasconde alcuni aspetti brutali e autodistruttivi della loro cultura. Pur con qualche scompenso, è riuscito a fare un film antropologico senza manicheismi né concessioni a un facile patetismo. Fotografia: Hélcio Alemão Nagamine. Musiche: Domenico Zipoli, Andrea Guerra. Uno dei 2 film italiani su 4 che meritavano di stare in concorso a Venezia 2008.

Regia di Marco Bechis. Un film Da vedere 1999 con Dominique SandaChiara CaselliAntonella CostaCarlos EchevarriaLuca Giordana (I). Genere Drammatico – ItaliaArgentina1999durata 98 minuti. – MYmonetro 3,75 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1978, restaurata in Argentina la dittatura militare, la 18enne Maria (Costa), maestrina impegnata nel sociale, è prelevata da casa e rinchiusa nel Garage Olimpo, uno dei 365 centri clandestini di tortura attivi a Buenos Aires tra il 1976 e il 1982, gestiti da squadracce paramilitari e collegati con gli alti comandi delle forze armate. Tra i suoi carnefici c’è Félix, di lei innamorato. Diventerà una dei 30 000 desaparecidos . Scritto con Lara Fremder da Bechis (che ventenne con passaporto italiano fu espulso dall’Argentina dopo un arresto nel 1977), questo duro, dolente e doloroso film non è una ricostruzione storico-politica, pur essendo scrupolosamente articolato su storie e particolari veri. Spinto dall’ambizione di arrivare al documento attraverso la finzione, Bechis si è posto il problema della rappresentazione della violenza. Quasi sempre lo risolve con gli strumenti del pudore, lasciandola fuori campo o ricorrendo a sfocate immagini video. Ne descrive l’orrido grigiore di burocratica routine e sottolinea visivamente (le riprese aeree della città) il contrasto tra la sua sotterranea presenza e la normalità della vita urbana. La direzione degli attori, la cura dei particolari, l’uso della luce, la scansione drammatica della vicenda (cui giova il montaggio di Jacopo Quadri) fanno il resto. Più che all’indignazione, induce alla nausea e alla “vergogna di essere argentino, di essere umano” (Gustavo Noriega). Premiato ai Festival di Salonicco, Huelva, La Habana, Messina.

Alambrado | Como Italia

Regia di Marco Bechis. Un film con Jacqueline LustigMartin KalwillArturo MalyMatthew MarshEnrique AhrimanCast completo Genere Drammatico – ItaliaArgentina1991durata 90 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Anziano scozzese vive con due figli irrequieti in una casa isolata della Patagonia. All’arrivo degli emissari di una multinazionale che vorrebbe dare sviluppo turistico alla desolata landa di vento e di polvere, il vecchio si oppone costruendo un grande recinto ( alambrado ). Povero di fatti e ricco di echi e di sensibilità, scritta da M. Bechis con Lara Fremder, quest’opera prima, all’insegna di una violenta fisicità, è un insolito film di vento, isolamento, solitudine, desolazione. E di follia.