Category: Iran


Regia di Nima Javidi. Un film Da vedere 2014 con Payman MaadiNegar JavaherianMani HaghighiShirin YazdanbakhshElham KordaCast completo Genere Drammatico, – Iran2014durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 27 novembre 2014 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,30 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Mentre si preparano a lasciare l’Iran per l’Australia, Amir e Sara ricevono la visita della baby-sitter dei vicini che affida loro per pochi minuti una neonata addormentata. In realtà sparisce e il destino vuole che la bimba muoia (per “morte in culla”, sembrerebbe). I due sciagurati nascondono la cosa a tutti e si barcamenano tra bugie, sotterfugi e inghippi per finire i bagagli e andarsene. Se si supera l’irritazione per l’assurdità dell’assunto di partenza, gli attori sono bravi e l’esordiente Javidi crea uno sviluppo nei meccanismi di coppia che, con un “pretesto” diverso, sarebbe assai interessante. Ignorato dal pubblico, ma nemmeno la critica si è sperticata.

 Melbourne
(2014) on IMDb

Regia di Mostafa Sayari. Un film con Nader FallahElham KordaVahid RadMadjid Aghakarimi. Titolo originale: Hamchemam Ke Mimordam. Genere Drammatico – Iran2018durata 73 minuti. – MYmonetro 3,06 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per rispettare le ultime volontà del padre appena deceduto, tre fratelli, a cui si aggiunge una sorella, portano il suo cadavere in auto in un villaggio nel mezzo del nulla. Il caldo e la lunghezza del viaggio rendono l’esperienza difficile da sostenere, in particolare quando il corpo inizia a decomporsi. La rivalità che è sempre esistita tra il primogenito e il fratello ultimo nato si fa sempre più esplicita e rancorosa.

Regia di Mohsen Makhmalbaf. Un film con Shaghayeh DjodatBehzad DoraniFeizola GashghaiMaryam KeyhanMohsen MakhmalbafCast completo Genere DocumentarioCommedia drammatica – Iran1995durata 75 minuti.

Il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf mette un annuncio sul giornale in cerca di interpreti per il suo prossimo film: ai provini si presenteranno migliaia di aspiranti attori e attrici. Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 1995 per celebrare i cento anni dalla nascita del cinema.

Regia di Mohsen Makhmalbaf. Un film Da vedere 2001 con Ike OgutNelofer PaziraHassan TantaiSadou TeymouriHoyatala HakimiCast completo Titolo originale: Safar e Ghandehar. Genere Drammatico, – FranciaIran2001durata 90 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,93 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Giornalista afghana esule in Canada, Nafas decide, passando dal confine con l’Iran, di tornare a Kandahar. Il suo difficile viaggio nel deserto ha per tappe principali un campo profughi, una scuola coranica talebana, la dimora di un medico afroamericano, un centro di assistenza della Croce Rossa. Il caso ha voluto che le immagini di un film di finzione (girato in Iran) dessero finalmente significato, concretezza e verità all’irrealtà retorica delle vacue immagini televisive “dal vero” che per mesi, dopo l’11 settembre 2001, furono trasmesse in mezzo mondo. Tra finzione e realtà, mostra e racconta come il fondamentalismo islamico abbia umiliato la dignità delle donne, cercato di livellare la diversità degli uomini e di indottrinare i bambini col Corano, ridotto a strumento di propaganda. Intriso di dolore, descrive fino a che punto una lunga guerra possa devastare un Paese. Nonostante un’eclisse, chiara metafora dell’oscuramento della ragione, e il buio indotto dal burqua, è ricco di luce e di colori. Ingiustamente accusato di estetismo e di speculazione sui mutilati dalle mine da chi non capisce come la bellezza delle immagini possa essere un’apertura verso la speranza.

Regia di Mohsen Makhmalbaf. Un film con Daler NazarovMariam GaibovaFarzona BeknazarovaTahmineh EbrahimovaMalohat Abdulloeva. Titolo originale: Sex and Philosophy. Genere Commedia, – TajikistanFranciaIran2005durata 102 minuti. Uscita cinema venerdì 14 aprile 2006 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 2,95 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In una città del Tajikistan, festeggiato da solo il 50° compleanno, un maestro di danza (Nazarov, musicista tajiko, Luna Papa ), convoca nella sua scuola quattro donne – tre tajike e una russa – del suo passato amoroso e, analizzando il decorso delle quattro storie, ragiona sui meccanismi del sesso e dei sentimenti. Quanto dura la felicità? E l’innamoramento? Il film può tutt’al più incuriosire uno spettatore occidentale cui appare anacronistico o esotico o diverso, ma il risultato complessivo è di un’inerzia prolissa, qua e là rinfrescata da invenzioncelle bizzarre come le 50 candele accese sul cruscotto dell’automobile del protagonista.

Pane e fiore (1996) - Streaming, Trailer, Trama, Cast, Citazioni

Regia di Mohsen Makhmalbaf. Un film Da vedere 1996 con Mirhadi TayebiAli BakhshiAmmar TaftiMohsen Makhmalbaf. Titolo originale: Nun va goldun. Genere Psicologico, – IranFrancia1996, durata 77 minuti. Uscita cinema mercoledì 4 giugno 1997 distribuito da Sacher. – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un ex poliziotto si presenta a Teheran al regista Makhmalbaf: vorrebbe recitare nel suo prossimo film. I due si erano incontrati 20 anni prima: il regista, allora estremista diciassettenne, aveva accoltellato lui, guardia dello Scià, ed era finito in prigione. Il film in cantiere rievoca proprio quell’episodio. Ciascuno dei due sceglie “la sua giovinezza”, cioè l’interprete dei propri vent’anni. Ma durante le riprese le cose si svolgono in modo diverso. Anziché colpi di coltello e di pistola, i due ragazzi si scambiano il pane e il fiore del titolo. Fotogramma fisso e fine: un geniale coup de théâtre nel cuore. Film straordinario in cui la semplicità diventa stile e coincide con un’intensità ricca di echi e di riflessioni. Nel cinema iraniano non c’è soltanto Kiarostami. Il titolo originale significa “un istante di innocenza”.

Regia di Mohammad Rasoulof. Un film con Ali NassirianHossein Farzi-ZadehNeda Pakdaman. Titolo originale: Jazireh Ahani. Genere Drammatico – Iran2005durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 16 giugno 2006 – MYmonetro 3,03 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Su una vecchia petroliera, abbandonata al largo di un’isola nel Golfo Persico, vive una piccola comunità – 150 persone circa – di uomini, donne, bambini poveri, governata (pugno di ferro, guanto di velluto, parlantina sciolta) dal capitano Nemet che intanto sta smantellando la nave per venderne i pezzi. 2° film – dopo The Twilight (2002) – prodotto, scritto e diretto da Rasoulof, ispirato da una sua pièce teatrale messa in scena nel 1995. Il che spiega, nonostante le apparenze realistiche della regia, il suo impianto esplicitamente simbolico e fiabesco, in bilico tra grottesco e malinconico. È una metafora il film stesso, quella di una società bloccata (la nave ferma), salvata dal caos sociale attraverso il filtro di un capo che la tiene isolata dal mondo, compone la turbolenza e anestetizza i sudditi con le parole. Film fin troppo programmato e didattico ma anche critico nella sua prudente lucidità. Forse il suo aspetto più interessante è socio-antropologico: racconta quale sia la condizione della donna negli stati clericali del Medio Oriente. Scelto alla Quinzaine de Réalisateurs di Cannes 2005 dalla Lucky Red.

Locandina Il sapore della ciliegia
 
Un film di Abbas Kiarostami. Con Homayoun Ershadi, Abdol-Hossein Bagheri, Safar-Ali Moradi Titolo originale Ta’m e guilass. Drammatico, durata 98 min. – Iran 1997. MYMONETRO Il sapore della ciliegia* * * - - valutazione media: 3,33 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Iran, periferia sterrata e polverosa di Teheran. Un uomo gira con la sua automobile alla ricerca di qualcuno disposto, dietro compenso, a fare un lavoro per lui. I primi tentativi vanno a vuoto. Poi incontra un ragazzino curdo, nell’esercito per racimolare un po’ di soldi, e lo conduce davanti a una grosso buca. Il compito è quello di tornare lì la mattina successiva e chiamarlo due volte. Se non risponde, il ragazzo, aiutato da una pala, dovrà coprire il suo corpo con la terra.
È un film asciutto e rigoroso quello diretto da Abbas Kiarostami, che esige una visione impegnata. Un film con cui il cineasta iraniano si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes e che è considerato da molti il suo capolavoro. Un film all’apparenza semplice, dall’intreccio esile, essenziale, ma in realtà profondamente complesso. Perché chiama in causa interrogativi esistenziali ed etici che sono antichi tanto quanto lo è la vita dell’uomo su questa Terra. Riflette sul suicidio Kiarostami e lo fa nella maniera che gli è più congeniale, con quello stile intriso di spoglio realismo e al contempo denso simbolismo. Così, mentre la macchina da presa pedina il signor Badii, che ha deciso di uccidersi ma cerca qualcuno disposto a spingerlo – o salvarlo – il regista solleva questioni che implicano riflessioni di matrice filosofica, e anche religiosa se vogliamo. Ma lo sguardo del cineasta, nel religiosissimo Iran, parte da una prospettiva chiaramente laica e di conseguenza non impone soluzioni dogmatiche precostituite.
Ispira un profondo senso di libertà il peregrinare di quest’uomo taciturno che fa gli incontri più disparati, tutti simbolo di un’Iran che, nonostante le agitazioni interne, accoglie a suo modo gli ultimi reduci di guerre più sanguinose, dal Kurdistan all’Afghanistan. Ma non è di politica che si interessa Badii, la cui vita sembra girare a vuoto, proprio come l’auto sulla quale viaggia alla ricerca di umana empatia. Una ricerca disperata, eppure stranamente calma, di qualcuno che lo convinca del perché la sua vita – di cui non conosciamo assolutamente nulla – sia o non sia così dannatamente meritevole di essere vissuta.
Ancora una volta, come spesso accade nei film del maestro iraniano, mentre ci chiediamo se la vita sia un dono, un dovere o una scelta, siamo al cospetto di pura poesia, espressa in maniera metaforica, tra le pieghe del rigore di un paesaggio scarno, arido, respingente, scavato dalle ruspe e attraversato soltanto dai camion, che vi si recano per seppellire la fine o costruire un nuovo inizio. Ma, in mezzo a tanta asprezza visiva, compare improvvisa la semplice genuinità di un sapore, appena evocato, quello della ciliegia naturalmente. Che può cambiare il corso di una vita.

I gatti persiani è un film di Bahman Ghobadi del 2009, con Hamed Behdad, Negar Shaghaghi, Ashkan Koshanejad, Hichkas, Hamed Seyyed Javadi. Prodotto in Iran. Durata: 101 minuti. Distribuito in Italia da Bim Distribuzione a partire dal 16.04.2010.

Usciti da poco di prigione, una coppia di giovani musicisti iraniani, Negar e Ashkan, decidono di formare una band. Setacciano il mondo underground della Teheran di oggi in cerca di altri musicisti. Siccome suonare in Iran è vietato, progettano di fuggire dalla loro esistenza clandestina e sognano di esibirsi in Europa, ma senza soldi e senza passaporti non sarà facile.

 

The Color of Paradise | Full Movie | Movies Anywhere

Regia di Majid Majidi. Un film con Hossein MahjoubMohsen RamezaniSalameh FeyziFarahnaz SafariElham Sharifi. Titolo originale: Rang-e-khoda. Genere Drammatico – Iran1999durata 99 minuti.

Mohammad ha otto anni ed è cieco. Durante l’estate lascia l’istituto in cui studia per ritornare al villaggio natale, dove vivono il padre vedovo, le sorelle e la nonna. Il film racconta attraverso la poesia di immagini, suoni e colori il difficile rapporto dell’uomo con il figlio che non riesce ad accettare.

Il Padre - recensioni del pubblico | MYmovies

Un film di Majid Majidi. Con Hossein AbediniMohammad KasebiParivash NazariehHassan Sadeghi Titolo originale PedarDrammaticodurata 96 min. – Iran 1996.

Mehrollah è un ragazzino di quattordici anni che, dopo la morte del padre, si trova costretto a occuparsi della famiglia. Per trovare un lavoro, si mette in viaggio verso il sud dell’Iran. Tornato nella sua città natale, scopre che sua madre si è risposata. Il confronto tra figliastro e patrigno crea una serie di situazioni tese e porta a una pericolosa avventura.

The Children of Heaven - Film (1997)

Regia di Majid Majidi. Un film con Mohammad Amir NajiAmir Farrokh HashemianBahare SeddiqiNafise Jafar-Mohammadi. Genere Drammatico – Iran1997

L’unico paio di scarpette di Zohre è in riparazione dal calzolaio; le ritira il fratellino Ali, che le perde accidentalmente. Fra i due bambini si attiva una triste e forzata complicità per tener nascosta la perdita ai genitori, poverissimi. Ma per andare a scuola dovranno condividere l’unico paio di scarpe di Ali. S’ingegneranno anche in tutti i modi per cercare di recuperare le scarpette di Zohre o per procurarne di nuove.

Baran: Amazon.it: Film e TV

Regia di Abe Levitow (II)Majid Majidi. Un film con Fouad NahasMajid Majidi. Genere Drammatico – Iran2001durata 98 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Il manovale iraniano Lateef scopre che un suo compagno afghano, e clandestino, da lui maltrattato, è una ragazza, per giunta graziosa, costretta a travestirsi per trovare lavoro. Più che la storia contano la descrizione dell’ambiente e il tema centrale su cui si chiude il racconto: “vedere l’altro, riconoscerlo” (C. Chatrian). Con qualche sospetto di poeticismo di maniera, è un film lindo e aggraziato.

Regia di Mania Akbari. Un film con Mania AkbariBijan Daneshmand. Genere Drammatico – Iran2004durata 72 minuti. Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Il cinema iraniano continua le sue acrobazie retoriche e finisce per incartarsi con 20 Angosht (“venti dita”), diretto dalla giovane Mania Akbari e vincitore della sezione Digitale a Venezia 2004. Un film in cui non accade assolutamente niente: un’esasperante parata dei volti dei due protagonisti (ed unici attori) che discutono, in successive fasi della loro relazione amorosa, del nulla più profondo. Seguire i loro primissimi piani sfocati e ballonzolanti è già difficile dopo 20 minuti; al 40mo si comincia a perdere interesse anche per i loro battibecchi; sul finale si ronfa di gusto. Questo non è cinema, non è sperimentazione, non è niente.

Regia di Asghar Farhadi. Un film Da vedere 2016 con Shahab HosseiniTaraneh AlidoostiBabak KarimiFarid Sajadi HosseiniMina SadatiCast completo Titolo originale: Forushande. Genere Drammatico – IranFrancia2016durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 5 gennaio 2017 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,53 su 30 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Emad e Rana sono due coniugi costretti ad abbandonare il proprio appartamento a causa di un cedimento strutturale dell’edificio. Si trovano così a dover cercare una nuova abitazione e vengono aiutati nella ricerca da un collega della compagnia teatrale in cui i due recitano da protagonisti di “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller. La nuova casa era abitata da una donna di non buona reputazione e un giorno Rana, essendo sola, apre la porta (convinta che si tratti del marito) a uno dei clienti della donna il quale la aggredisce. Da quel momento per Emad inizia una ricerca dell’uomo in cui non vuole coinvolgere la polizia.

3.53/5

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2015 con Jafar Panahi. Titolo originale: Taksojuht. Genere Drammatico, – Iran2015durata 82 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,61 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Premiato più volte a Venezia, Berlino, Locarno, Cannes, il regista iraniano è stato condannato a non poter più girare film, scrivere sceneggiature, rilasciare interviste per 20 anni, pena 6 anni di carcere. Nonostante ciò, ancora una volta Panahi sfida il divieto e si mette alla guida di un taxi – sul quale salgono e scendono diversi personaggi – per fotografare la quotidianità del suo paese, dove le contraddizioni sono sempre più forti, dove la condizione della donna è e resta sempre subalterna, sottomessa al potere maschile. Un piccolo film, ironico, leggero e duro.

Locandina Oro rosso

Un film di Jafar Panahi. Con Hossain EmadeddinKamyar SheisiAzita RayejiShahram VaziriEhsan Amani. continua» Titolo originale Talaye sorkhDrammaticodurata 95 min. – Iran 2003MYMONETRO Oro rosso ***1/2- valutazione media: 3,84 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

ATeheran, due amici sopravvivono come possono, circondati da una lussuria che non possono avvicinare. Per Hussein diviene una vera ossessione, finché non decide di rapinare una gioielleria. Vincitore della sezione Un certain regard di Cannes, è un film che ricorda la semplicità di Rossellini: inizia con un piano-sequenza a macchina fissa con l’inquadratura della porta della gioielleria per poi continuare, in un lungo flaschback, a spiegare le motivazioni del gesto del protagonista. Si vede che l’opera è stata scritta da Kiarostami: stilizzata nei tratti essenziali e centralità nella descrizione del degrado sociale. Ma importante è anche Hussein, con la sua corporeità così ingombrante, la sua timidezza, il suo sguardo perso: solo ed emarginato, Hussein sa di non potersi spingere oltre il suo piccolo mondo di povertà e tristezza; proverà a farlo, ma il prezzo da pagare sarà veramente alto.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2006 con Sima Mobarak ShahiSafar SamandarShayesteh IraniIda SadeghiGolnaz FarmaniCast completo Genere Drammatico, – Iran2006durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 8 aprile 2011 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,52 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Orso d’argento al Festival di Berlino 2006, nasce da una scommessa del regista con sua figlia che voleva andare con lui allo stadio per vedere una partita di calcio. In Iran per legge è vietato alle donne assistere alle partite. Panahi era andato da solo, ma lei era riuscita a raggiungerlo. La foto dei due insieme fu pubblicata su molti giornali. La vicenda è fatta di microeventi che descrivono la situazione delle donne in una società assai arretrata in tema di diritti civili e di libertà individuali. Anche sceneggiatore, Panahi ricorre all’arma dell’ironia con episodi divertenti. Rimane la fedeltà alla sua scrittura registica di timbro zavattiniano senza sbavature né cali di tensione narrativa. Il 1° marzo 2010 Panahi, la moglie, la figlia e altre 15 persone loro ospiti furono arrestati nella casa del regista a Teheran. Panahi è molto conosciuto e premiato nei festival europei (Leone d’oro a Venezia con Il cerchio , 2000). Il suo arresto ha provocato un intervento ufficiale del governo francese. In Italia si sono schierate le associazioni dei registi e l’ANAC

IL PALLONCINO BIANCO - DVD 1995 Jafar Panahi

Un film di Jafar Panahi. Con Mohsen KalifiAida MohammadkhaniMohammad Shahani Titolo originale Badkonak-e sefidCommediaRatings: Kids+13, durata 85 min. – Iran 1995MYMONETRO Il palloncino bianco ***-- valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una bambina (assomiglia drammaticamente a Enzo Stajola, il bambino di Ladri di biciclette) vuole un pesciolino rosso. La mamma le dà i soldi per comprarlo, lei li perde, li cerca e incontra i personaggi variopinti: incantatori di serpenti, vecchiette casalinghe, passanti, un ragazzo afghano che vende palloncini. Mondo minimale e poetico descritto da questo regista esordiente che ha raccolto premi dovunque. È bello esplorare queste realtà autoctone, da parte di noi occidentali. Certo, sono cose che un tempo ha descritto anche il nostro cinema. Adesso le ritroviamo nei film del terzo mondo. Ma non beatifichiamo.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2000 con Fereshteh Sadre OrafaiyMaryiam Parvin AlmaniNargess MamizadehElham Saboktakin. Titolo originale: Dayereh. Genere Drammatico – Iran2000durata 91 minuti. – MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dalla finestrella di un ospedale a quella di un carcere: in mezzo 8 storie di donne accomunate da un destino di sottomissione umiliata in una società fondata sul potere maschile. Lo sfondo è Teheran, dove incombe la presenza occhiuta e violenta della polizia. Il titolo indica la circolarità tematica – l’impossibilità di una via di fuga – ma anche la sua struttura narrativa: il movimento della cinepresa che passa da una donna all’altra, da un dolore all’altro. Gli occhi delle donne sono ora rassegnati, ora fieri e ribelli. Il 3° film di J. Panahi non ha forse il lirismo raffinato di Kiarostami o la tensione metaforica di Makhmalbaf, ma, nella durezza con cui registra la coincidenza tra oppressione politica e oppressione maschile, possiede semplicità, lucidità e fluidità ammirevoli. Coprodotto in Italia da Mikado e Lumière & c. e non distribuito in Iran. Leone d’oro e premio Fipresci a Venezia 2000.