Category: Haber Alessandro


Regia di Marco Bellocchio. Un film con Glauco Mauri, Elda Tattoli, Paolo Graziosi, Daniela Surina, Pierluigi Aprà. Genere: Drammatico, Politico. Paese: Italia. Anno: 1967. Durata: 107 min. Consigliato a: 14+. Valutazione IMDb: 6.8.

Ambientato a Imola durante la fine degli anni sessanta, il racconto segue le ambizioni politiche di Vittorio, un aristocratico che tenta la scalata al potere candidandosi nelle liste del Partito Socialista Unificato. La sua vita e quella della sorella Elena vengono sconvolte dall’ingresso di due giovani militanti di estrazione proletaria, Carlo e Giovanna, i quali utilizzano il sesso e la manipolazione ideologica per infiltrarsi nei privilegi della famiglia nobiliare. La trama si sviluppa come un gioco di specchi tra opportunismo pubblico e privato.

In questa sua opera seconda, Bellocchio demitizza con ferocia l’impegno politico del periodo, trasformando la lotta di classe in una farsa grottesca di appetiti personali. La regia abbandona l’impeto espressionista dell’esordio per una satira più fredda e analitica, che mette a nudo la vacuità della borghesia e il cinismo dei nuovi rivoluzionari. Il film è un saggio visivo sull’ipocrisia, dove l’ideologia diventa un paravento per il trasformismo sociale. Nonostante una narrazione talvolta frammentaria, l’impatto culturale del titolo e la lucidità nel prevedere il fallimento dei movimenti studenteschi lo rendono un documento storico imprescindibile e graffiante.

Regia di Giovanni Veronesi. Un film con Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Alessandro Haber. Titolo originale: L’ultima ruota del carro. Genere: Commedia, Drammatico. Paese: Italia. Anno: 2013. Durata: 113 min. Consigliato a: 12+. Valutazione IMDb: 6.6.

Ernesto è un uomo semplice, onesto e senza grandi ambizioni che attraversa quarant’anni di storia italiana, dagli anni Settanta ai giorni nostri, osservando i mutamenti del Paese dal finestrino del suo camion da traslochi. Tra mille mestieri, l’amore per la moglie Angela e l’amicizia con lo spregiudicato Giacinto, Ernesto resta fedele ai propri valori mentre l’Italia intorno a lui si trasforma, passando dall’entusiasmo della ricostruzione al cinismo degli anni del benessere e della corruzione politica. La sua è la storia di un antieroe che sceglie di rimanere un passo indietro per non perdere la propria dignità, diventando testimone involontario dei vizi e delle virtù di una nazione in costante mutamento.

Giovanni Veronesi firma una commedia agrodolce che recupera la lezione dei maestri del genere, cercando di unire il racconto privato alla cronaca collettiva con un tono affettuoso e malinconico. La regia è solida e si mette al servizio di una sceneggiatura che, pur procedendo per episodi talvolta rapidi, riesce a mantenere una coerenza emotiva grazie alla straordinaria interpretazione di Elio Germano. L’attore romano conferma il suo immenso talento, donando a Ernesto una purezza e una naturalezza che rendono il personaggio immediatamente empatico per lo spettatore. Il film brilla particolarmente nella ricostruzione scenografica delle diverse epoche e nell’uso di un cast di supporto eccellente, tra cui spicca un viscido e bravissimo Alessandro Haber. Sebbene l’opera tenda talvolta verso un sentimentalismo un po’ marcato e non sempre eviti i luoghi comuni sulla storia d’Italia, resta un ritratto onesto e vitale di quella parte di popolazione che, pur definendosi l’ultima ruota del carro, costituisce l’anima resiliente del Paese. Un’opera sentita che celebra la normalità come atto di resistenza etica.

Locandina Il portaborse

Regia di Daniele Luchetti. Un film con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Giulio Scarpati, Angela Finocchiaro, Alessandro Haber. Genere: Drammatico, Commedia, Satirico, Politico. Paese: Italia, Francia. Anno: 1991. Durata: 102 min. Consigliato a: Pubblico adulto. Valutazione IMDb: 7.4.

Luciano, un timido e disilluso insegnante di liceo con ambizioni letterarie, viene improvvisamente assunto come assistente personale, o “portaborse”, del potente e spregiudicato sottosegretario all’Industria Cesare Botero. Trasferendosi a Roma, Luciano è catapultato in un mondo fatto di intrighi, favori clientelari e corruzione endemica, dove Botero agisce con cinica e arrogante impunità. Inizialmente affascinato dalla forza del suo capo, Luciano inizia un lento ma inesorabile processo di perdita della propria integrità morale, mentre assiste impotente al disfacimento etico del sistema politico italiano.

Questa pellicola è riconosciuta come una delle più incisive e profetiche satire sul malcostume politico italiano, avendo anticipato con amara lucidità il clima che di lì a poco sarebbe sfociato nell’inchiesta Mani Pulite. Daniele Luchetti bilancia magistralmente il registro della commedia grottesca con il dramma della corruzione morale. Il film è dominato dalle performance magistrali di Nanni Moretti, nel ruolo del politico Botero (icona di cinismo), e di Silvio Orlando. Per il suo impatto culturale e la sua virulenta esposizione dei meccanismi clientelari del potere, Il Portaborse si è affermato come un testo fondamentale del cinema civile italiano, lodato per il suo coraggio e la sua impressionante attualità storica.

Regia di Claudio Di Biagio. Un film con Valerio Di Benedetto, Luca Vecchi, Milena Vukotic, Alessandro Haber, Massimo Bonetti. Titolo originale: Vittima degli eventi. Genere: Orrore, Thriller, Fantastico, Azione. Paese: Italia. Anno: 2014. Durata: 50 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.6/10.

Il mediometraggio, un progetto no-profit basato sul celebre fumetto italiano Dylan Dog, è ambientato a Roma, dove l’Indagatore dell’Incubo si è trasferito. Dylan Dog, insieme al suo assistente Groucho, è da tempo inattivo quando viene contattato da Adele, una giovane donna vittima di macabre e ricorrenti apparizioni, la più sconvolgente delle quali si è manifestata sul Ponte Sant’Angelo. Adele cerca una spiegazione razionale (o paranormale) ai suoi incubi e visioni, coinvolgendo l’Indagatore in un caso che lo riporta in contatto con il suo mondo fatto di misteri, spettri e figure oscure, compresi l’Ispettore Bloch e la bizzarra Madame Trelkovski.

Questo fan film si è distinto per la passione e la cura nella realizzazione, dimostrando un profondo rispetto per il lore di Dylan Dog e per l’immaginario creato da Tiziano Sclavi. I temi trattati sono fedeli al fumetto: la persistenza del passato, l’indagine sull’irrazionale che si insinua nella quotidianità e la malinconia esistenziale del protagonista. La regia di Claudio Di Biagio è encomiabile, riuscendo a ricreare un’atmosfera gotica e dylandoghiana sfruttando con intelligenza le ambientazioni storiche e notturne di Roma, attraverso una fotografia di buon livello che enfatizza l’elemento thriller. Le interpretazioni sono generalmente efficaci, con Luca Vecchi particolarmente convincente nei panni di Groucho. Nonostante la natura di produzione indipendente e la durata limitata (50 minuti), Vittima degli eventi è stato un successo di critica per il modo in cui è riuscito a restituire le atmosfere del fumetto con mezzi limitati, superando in coerenza stilistica e fedeltà diversi adattamenti ufficiali e dimostrando l’alto potenziale del crowdfunding e della creatività italiana.

Risultati immagini per Scacco pazzo

Regia di Alessandro Haber. Un film con Alessandro Haber, Monica Scattini, Vittorio Franceschi, Andrea Riccardo Bruschi. Genere: Commedia nera, Drammatico. Paese: Italia. Anno: 2003. Durata: 90 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6,4.

Antonio vive in uno stato di regressione infantile a seguito di un incidente stradale avvenuto anni prima, che gli ha causato un grave trauma. Il fratello, Valerio, si prende cura di lui con una dedizione che rasenta l’ossessione, arrivando a travestirsi da padre e madre per assecondare i suoi capricci. Questo precario e claustrofobico equilibrio domestico viene scosso dall’arrivo di Marianna, la fidanzata di Valerio, che si ritrova intrappolata nell’insolita e morbosa dinamica tra i due fratelli.

Tratto dall’omonima e acclamata pièce teatrale di Vittorio Franceschi, Scacco pazzo è l’esordio alla regia di Alessandro Haber, che si affida a un impianto drammaturgico solido e teatrale, talvolta forse troppo. Il film esplora i temi della colpa, della dipendenza affettiva e della follia, dipingendo un intenso ritratto di dinamiche familiari disfunzionali. Haber, anche protagonista, offre una performance fisica e viscerale nel ruolo del regredito Antonio, supportato da un’ottima Monica Scattini e dallo stesso Franceschi. Nonostante qualche incertezza nella trasposizione cinematografica, l’opera si distingue per il coraggio nel portare sullo schermo una commedia nera dai toni implacabili e un po’ claustrofobici, una scelta audace che si pone in controtendenza rispetto al panorama cinematografico italiano dell’epoca.

Regia di Pupi Avati. Un film con Davide Ferrario, Valeria D’Obici, Alessandro Haber, Mattia Sbragia, Cristina Spina. Titolo originale: Storia di Ragazzi e di Ragazze. Genere: Commedia, Drammatico. Paese: Italia. Anno: 1989. Durata: 93 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.6.

Nell’Italia rurale del 1936, in Emilia-Romagna, il film segue la giornata che precede il matrimonio tra Angelo e Silvia. Le due famiglie, una contadina benestante e l’altra borghese, si incontrano per la prima volta nella villa di campagna dove si terrà il banchetto nuziale. Tra preparativi, convenevoli e momenti di tensione, emergono le differenze sociali e culturali, i segreti e le speranze dei vari personaggi, sullo sfondo di un’Italia in bilico tra tradizione e modernità.

“Storia di ragazzi e di ragazze” è un gioiello del cinema di Pupi Avati, un’opera corale che con delicatezza e profonda umanità dipinge un affresco indimenticabile dell’Italia pre-bellica. Il film eccelle nel creare un’atmosfera sospesa e malinconica, dove ogni personaggio, dal più marginale al più centrale, è tratteggiato con autenticità e spessore psicologico. Avati, con la sua regia misurata e attenta ai dettagli, riesce a catturare l’essenza delle relazioni umane, delle aspettative deluse e delle piccole gioie quotidiane, mescolando sapientemente momenti di commedia con spunti più drammatici. Un film che è una vera e propria lezione di cinema, capace di emozionare e far riflettere sulla complessità dei sentimenti e sulle dinamiche familiari, rendendolo un classico intramontabile.

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Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 1981 con Laura MoranteAlessandro HaberNanni MorettiNicola Di PintoMario ColliMiranda CampaCast completo Genere Commedia – Italia1981durata 97 minuti. – MYmonetro 3,36 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Michele, giovane regista alle prese con il film La mamma di Freud , detesta i dibattiti, la madre, i coetanei, la psicanalisi, i giochi televisivi e gli aspiranti registi. Il 3° film di Moretti ha un’aureola di successo dimezzato: mezzo Leone d’oro a Venezia, critica divisa, flebile successo di pubblico. Un po’ delirio, un po’ teorema, riuscito a metà, ma ricco di invenzioni e di intelligenza sarcastica.

 Sogni d'oro
(1981) on IMDb

Regia di Pupi Avati. Un film con Gabriele Lo Giudice, Filippo Franchini, Chiara Caselli, Alessandro Haber, Gianni Cavina. Genere: Horror, Thriller, Drammatico, Mistero. Paese: Italia. Anno: 2019. Durata: 86 min. Consigliato a: da 13 anni. Valutazione IMDb: 5.9.

Nell’Italia rurale del 1952, il giovane funzionario ministeriale Furio Momenté viene inviato in un borgo del Polesine per indagare sull’inquietante caso di Carlo, un quattordicenne che ha ucciso un suo coetaneo, Emilio, ritenendolo il diavolo. L’indagine di Furio si addentra tra le superstizioni locali, la religiosità arcaica e i segreti di una comunità isolata, mentre cerca di far luce su una vicenda che mescola fede, ignoranza e un orrore latente, sfidando la logica e la realtà.

Pupi Avati, maestro del gotico padano, tenta con “Il Signor Diavolo” un ritorno alle sue atmosfere più cupe e disturbanti, ma il risultato è un’opera che, pur mantenendo un’estetica visivamente suggestiva e fedele al suo stile, non riesce a eguagliare la tensione e l’efficacia dei suoi classici. Il film pecca di un ritmo a tratti troppo lento e di interpretazioni non sempre all’altezza, soprattutto da parte dei giovani protagonisti, che indeboliscono la forza della narrazione. Nonostante alcuni spunti interessanti sulla fede e la superstizione, il film fatica a lasciare un segno profondo, risultando un esercizio di stile più che un’inquietante esperienza horror.

Panni Sporchi (DVD): Amazon.it: Gigi Proietti, Paolo Bonacelli, Marina  Confalone, Alessandro Haber, Benedetta Mazzini, Mariangela Melato, Ornella  Muti, Michele Placido, Pia Velsi, Mario Monicelli, Gigi Proietti, Paolo  Bonacelli: Film e TV

Regia di Mario Monicelli. Un film con Michele PlacidoMariangela MelatoOrnella MutiAlessandro HaberPaolo BonacelliCast completo Genere Commedia – Italia1999durata 110 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Sulla scia di Oggetti smarriti , nasce a pochi mesi di distanza questo documentario sulla popolazione notturna della Stazione Centrale di Milano, prodotto da Unitelefilm con RAI 2 e l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio di Roma. Fa parte di una serie di film-inchiesta sulle grandi città italiane rette da giunte rosse: Torino ( Vorrei che volo di E. Scola), Roma ( Comunisti quotidiani di U. Gregoretti), Napoli ( Napoli, due città di A. Vergine), in funzione della propaganda elettorale del PCI. Suddiviso in 33 capitoletti in ordine alfabetico, è un film d’autore che mette in immagini la Milano sommersa, con la gente che in stazione abita e dorme: drogati, barboni, puttane, pugili suonati, vagabondi, alcolizzati, barflies . La Stazione Centrale come ventre di Milano, metropoli europea. Contaminazione di documentario, tecniche di cinema diretto, e ambizioni di fiction nel tentativo di dare agli intervistati statuto e statura di personaggi, qua e là risente di rigidità nell’impostazione tematica populista e, insieme, intellettualistica, ma ha un’ammirevole equilibrio tra lucidità di sguardo e partecipazione emotiva senza concessioni al sentimentalismo né alla demagogia. L’etichetta di documentario gli sta stretta e quella d’inchiesta è poco pertinente. Fu poco usato come propaganda elettorale perché utilizzabile non era. A Milano – dove non c’era una giunta rossa – la proiezione, seguita da dibattito, avvenne per iniziativa personale di Pietro Ingrao. 1° premio ex aequo al Festival dei Popoli di Firenze.

Panni sporchi (1999) on IMDb

Regia di Mario Monicelli. Un film con Paolo PanelliAlessandro HaberMarina ConfalonePia VelsiMonica ScattiniCast completo Genere Commedia – Italia1992durata 95 minuti. – MYmonetro 3,27 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Riunione di famiglia nella bella Sulmona (AQ) a Natale. In casa di nonno Panelli, ex carabiniere un po’ rincitrullito, e dell’infaticabile nonna Trieste arrivano i quattro figli con famiglie. I vecchi propongono di andare a stare in casa di uno dei figli. Decidano loro. Scritta con Carmine Amoroso (premio Solinas), Suso Cecchi D’Amico e Piero Bernardi, è una commedia corale scandita in 2 parti. La 1ª ha un taglio di commedia realistica di costume e semina le mine che esplodono nella 2ª parte dove si passa ai toni dell’umorismo nero fino al feroce cinismo della conclusione. Il ribaltamento della prospettiva appare eccessivamente programmato.

Parenti serpenti (1992) on IMDb
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