Category: John Malkovich


Space Force - Serie TV (2020)

Regia di Ken Kwapis, Paul King, Dee Rees, Jeffrey Blitz. Una serie con Steve Carell, John Malkovich, Ben Schwartz, Diana Silvers, Tawny Newsome. Titolo originale: Space Force. Genere: Commedia, Satirico. Paese: USA. Anno: 2020-2022. Durata: 25-36 min (episodio). Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.7.

La serie satirica è incentrata sulla neonata sesta branca delle forze armate statunitensi, la Space Force, istituita per assicurare la supremazia americana nello spazio. Il protagonista è il Generale Mark R. Naird, un pilota decorato con aspirazioni a dirigere l’Aeronautica, che si ritrova inaspettatamente al comando di questa nuova e bizzarra divisione. Costretto a trasferirsi con la famiglia in una base remota in Colorado, Naird deve collaborare con uno stravagante team di scienziati, tra cui il Dott. Adrian Mallory, scienziato capo, per raggiungere l’obiettivo assegnatogli: rimettere l’uomo sulla Luna. L’ambientazione oscilla tra le dinamiche disfunzionali della base e le assurde sfide imposte dalla politica e dalla burocrazia spaziale.

Ideata da Greg Daniels e Steve Carell, gli stessi dietro la versione americana di The Office, la serie si propone come una commedia che prende di mira la militarizzazione dello spazio e la disorganizzazione istituzionale. Tematicamente, affronta il contrasto tra il rigore militare di Naird e l’approccio idealistico e scientifico del Dott. Mallory, generando gran parte della comicità. La serie beneficia dell’abilità di Steve Carell nel bilanciare la comicità surreale con momenti di vulnerabilità paterna e dalla notevole performance di John Malkovich, che offre un contrappunto sofisticato e sardonico al protagonista. Tuttavia, nonostante le premesse e il cast di talento, la prima stagione ha sofferto di un tono incerto, diviso tra la satira politica acuta e la commedia da ufficio più convenzionale. Sebbene le stagioni successive abbiano trovato una maggiore coesione, la serie è stata accolta in modo misto, ma resta un tentativo interessante e visivamente curato di portare la satira governativa nell’ambito della corsa spaziale contemporanea.

Locandina Gli irriducibili

Regia di Gary Sinise. Un film con Kevin Anderson, Richard Gere, John Malkovich, Penelope Ann Miller. Titolo originale: Miles from Home. Genere: Drammatico, Azione. Paese: USA. Anno: 1988. Durata: 108 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 6.4.

I fratelli Frank e Terry Roberts, eredi di una prospera fattoria nell’Iowa, si ritrovano schiacciati dalla crisi economica che travolge l’agricoltura americana. Di fronte al pignoramento imminente da parte della banca, i due compiono un gesto disperato, incendiando la loro proprietà. Diventati fuorilegge e in fuga su una macchina rubata, intraprendono una disperata odissea attraverso gli Stati Uniti, trasformandosi in una sorta di leggenda popolare per gli agricoltori che li vedono come simboli della resistenza contro il potere finanziario.

Il film analizza il dramma della crisi agraria americana degli anni ’80 e la distruzione del sogno rurale, concentrandosi sulla discesa nell’illegalità di due uomini onesti. La regia di Gary Sinise è efficace nel creare un’atmosfera di malinconia e rassegnazione, utilizzando il paesaggio rurale come sfondo di un conflitto interiore e sociale. La performance di Richard Gere e Kevin Anderson è particolarmente intensa e credibile, offrendo ritratti toccanti di dignità ferita. Sebbene la pellicola non sia rivoluzionaria dal punto di vista stilistico, essa eccelle nella sua missione di denuncia sociale, offrendo una potente e sentita elegia per un modo di vivere che scompare. È un dramma solido e ben interpretato, capace di trasformare una storia di fallimento economico in un racconto di (disperata) ribellione.

Locandina Eleni

Regia di Peter Yates. Un film con Kate Nelligan, John Malkovich, Linda Hunt, Oliver Cotton, Ronald Pickup. Titolo originale: Eleni. Genere: Biografico, Drammatico, Guerra, Storico. Paese: Stati Uniti. Anno: 1985. Durata: 114 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.9.

Il film, basato sulle memorie del giornalista Nicholas Gage, si svolge su due piani temporali. Nella Grecia del dopoguerra, il giornalista greco-americano Nick Gage, in servizio ad Atene, è tormentato dal ricordo dell’esecuzione di sua madre, Eleni, avvenuta nel 1948, durante la Guerra Civile Greca. Attraverso flashback, viene ricostruita la vita di Eleni nel suo villaggio rurale, Lia, sotto l’occupazione dei guerriglieri comunisti e il suo atto di coraggio estremo per salvare i suoi quattro figli dall’arruolamento forzato nei campi oltre confine. Il viaggio di Nick è una ricerca ossessiva della verità e della persona responsabile della morte della madre, spinto da un profondo desiderio di vendetta.

Il film affronta i temi universali del sacrificio materno, della vendetta e del trauma lasciato dai conflitti civili. La regia di Peter Yates è solida e convenzionale, bilanciando in modo efficace la drammaticità degli eventi storici in flashback con l’indagine emotiva e moderna del protagonista. L’interpretazione di Kate Nelligan nei panni di Eleni è la vera forza del film: un ritratto potente di una donna rurale la cui forza interiore e determinazione superano la brutalità della guerra. John Malkovich offre una performance intensa ma contenuta, incarnando il peso di un lutto irrisolto. Nonostante l’uso della struttura a flashback possa a volte diluire la tensione narrativa della ricerca, la pellicola è un’opera storica significativa per il suo coraggio nell’esplorare un capitolo doloroso e spesso trascurato della storia greca, evidenziando il costo umano degli estremismi ideologici.

Regia di Stephen Frears. Un film con Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer, Uma Thurman, Keanu Reeves. Titolo originale: Dangerous Liaisons. Genere: Drammatico, Storico, Sentimentale. Paese: Stati Uniti. Anno: 1988. Durata: 119 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.6.

Nella Francia pre-rivoluzionaria del XVIII secolo, la marchesa de Merteuil e il visconte di Valmont, due aristocratici annoiati e manipolatori, intrecciano un gioco di seduzione e vendetta all’interno dell’alta società parigina. Usando il fascino e l’inganno come armi, coinvolgono giovani innocenti nei loro intrighi, muovendosi tra passioni, potere e rovina morale.

Adattamento raffinato del romanzo epistolare di Pierre Choderlos de Laclos, il film è un sontuoso affresco di decadenza aristocratica, sostenuto da scenografie e costumi impeccabili. La regia di Frears è elegante e tagliente, mentre Glenn Close e John Malkovich offrono interpretazioni magistrali, cariche di ambiguità e tensione. Vincitore di 3 Oscar, tra cui sceneggiatura e costumi, resta un esempio memorabile di cinema in costume che unisce intelligenza e crudeltà emotiva con rara efficacia.

 Le relazioni pericolose
(1988) on IMDb

Regia di Randall Wallace. Un film con Leonardo DiCaprio, Jeremy Irons, John Malkovich, Gérard Depardieu, Gabriel Byrne. Titolo originale: The Man in the Iron Mask. Genere: Azione, Avventura, Dramma, Romanzo. Paese: Stati Uniti. Anno: 1998. Durata: 132 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.1.

Ambientato nella Francia del XVII secolo, il film segue il regno sfarzoso e tirannico del giovane Re Luigi XIV. Mentre il popolo soffre la fame e la ribellione è nell’aria, gli anziani moschettieri Athos, Porthos e Aramis, ormai ritirati, si trovano a dover agire. Aramis, divenuto sacerdote, scopre un segreto sconvolgente: Luigi ha un fratello gemello, Philippe, tenuto prigioniero e costretto a indossare una maschera di ferro per nascondere la sua identità. I tre moschettieri, con l’aiuto di un riluttante D’Artagnan, ordiscono un piano audace per scambiare il tiranno con il suo fratello più compassionevole, nella speranza di salvare la Francia.

“La Maschera di Ferro” del 1998 è un esempio lampante di come un cast stellare non sempre garantisca un’opera memorabile. Nonostante la presenza carismatica di attori del calibro di Leonardo DiCaprio (in un doppio ruolo, peraltro), Jeremy Irons e Gérard Depardieu, il film fatica a trovare una sua identità stilistica coerente, oscillando tra momenti di dramma e sequenze d’azione a tratti superficiali. La pellicola, pur attingendo al classico di Dumas, sacrifica la profondità romantica e l’acutezza psicologica del testo originale in favore di uno spettacolo visivo che, purtroppo, risulta spesso piatto e prevedibile. La regia di Randall Wallace non riesce a infondere la necessaria tensione e pathos, lasciando il film ancorato a una rappresentazione convenzionale degli eventi storici e dei personaggi. Nonostante le buone intenzioni, il risultato è un’opera che, seppur godibile per un pubblico non esigente, non lascia un’impronta significativa nella storia del cinema.

Locandina italiana Se mi lasci ti cancello

Regia di Michel Gondry. Un film con Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Elijah Wood, Tom Wilkinson. Titolo originale: Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Genere: Drammatico, Sentimentale, Fantascienza – USA, Anno: 2004, durata 108 minuti. Età consigliata: da 13 anni. Voto IMDb: 8,3.

Trama: Joel Barish scopre che la sua ex fidanzata Clementine si è sottoposta a un procedimento sperimentale per cancellare dalla sua memoria ogni traccia della loro tumultuosa relazione. Ferito e disperato, Joel decide di fare lo stesso. Tuttavia, mentre i suoi ricordi di Clementine iniziano a svanire, Joel riscopre il suo amore per lei e cerca disperatamente di interrompere il processo dall’interno della sua stessa mente, lottando per salvare almeno un frammento del loro passato insieme.

Commento: Un’opera cinematografica originale e toccante che esplora le complessità dell’amore, della perdita e della memoria. La regia visionaria di Gondry, unita a una sceneggiatura brillante e a interpretazioni memorabili, crea un’esperienza emotivamente potente e intellettualmente stimolante. Il film invita a riflettere sul valore dei ricordi, anche quelli dolorosi, e sulla natura indelebile dei legami affettivi profondi.

 Se mi lasci ti cancello
(2004) on IMDb

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2000 con Catherine DeneuveMichel PiccoliJohn MalkovichLeonor SilveiraAntoine ChappeyCast completo Titolo originale: Je rentre à la maison. Genere Drammatico – Francia2000durata 90 minuti. – MYmonetro 4,00 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Finita una replica di Il re muore (1962) di E. Ionesco in un teatro parigino, un vecchio e famoso attore apprende che in un incidente d’auto ha perduto la moglie, la figlia, il genero. Gli restano un nipotino che ha altri nonni, un vuoto incolmabile, le abitudini di vita e di lavoro. Sul set di un film da Ulisse di Joyce, dove ha una piccola parte, avviene la svolta. La rinuncia. A 92 anni M. de Oliveira fa il suo 1° film sulla vecchiaia e se lo scrive da sé senza fonti letterarie alle spalle. La sua arte del togliere è inconfondibile, ma qui toglie troppo: invece di suggerire bisbiglia e invece di narrare dice. La leggerezza si ferma sulla soglia dell’ineffabile. Qua e là struggente, ma anche divertente nella sua pudica ironia, e un bel crescendo nell’ultima mezz’ora. M. Piccoli (1925) – in Italia con la voce di Walter Maestosi – è perfetto.

I'm Going Home (2001) on IMDb

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Debra Winger, John Malkovich, Campbell Scott, Veronica Lazar, Nicoletta Braschi. Titolo originale The Sheltering Sky. Drammatico, durata 138 min. – Italia, Gran Bretagna 1990. MYMONETRO Il tè nel deserto * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Due giovani coniugi americani e un loro amico si recano nel Nord Africa. Partendo da Tangeri percorrono un lungo itinerario che li porta nei luoghi dove l’Africa è più ostile. Il viaggio rappresenta una vera e propria traversata della loro esistenza. Mette a nudo l’inconsistenza di una vita senza scopi. Il film è tratto da un romanzo di Paul Bowles, che compare nel ruolo di testimone della vicenda. Ed è proprio a lui che nel finale si rivolge alla donna. Il vecchio conclude con queste parole: “…Quante altre volte guarderete levarsi la luna?… Forse venti. Eppure, tutto sembra senza limite…”.

Sembra soprattutto che i protagonisti, partendo da presupposti basati sulla decadenza della cultura occidentale, si trovino schiacciati dalla incomprensibilità di una regione che al contrario vive la propria cultura nella fisicità che la radiosa asprezza del clima impone. Un abisso. Un’utopia che l’arroganza culturale non riesce a raggiungere. La sconfitta giunge prima nel corpo per poi diffondersi nel mistero della morte. Bernardo Bertolucci ancora una volta si finge autore impegnato. Sceglie un testo di difficile decifrazione. Ricorre alla strepitosa capacità di rappresentare ciò che non è rappresentabile. Personaggi odiosi, da guardare con sospetto dopo le prime battute. Una ricerca maniacale di uno stile letterario più che cinematografico. Parole vane. Personaggi dimenticabili. Ogni sequenza sembra il trailer della successiva. Resta la fotografia di Storaro, anch’essa prevedibile con alcune incursioni nell’immaginario pubblicitario più vicino ai baci Perugina che non alle morenti pagine di Bowles. Bertolucci non ama i suoi personaggi e li priva così della segreta poesia che è presente in ogni confessione. Una fama, quella di Bertolucci, giustificata dalla sua capacità di manipolare grandi budget, al servizio di padroni un po’ snob, come sanno essere gli americani quando affrontano la cultura. Per ora è ancora e solo il regista de Il conformista.

The Sheltering Sky (1990) on IMDb
I MISTERI DEL CONVENTO - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

I misteri del convento (O convento) è un film del 1995 diretto da Manoel de Oliveira, tratto dal romanzo As terras do risco di Agustina Bessa-Luís. È stato presentato in concorso al 48º Festival di Cannes.

Lo studioso statunitense Michael Padovich vuole dimostrare che Shakespeare fosse in realtà un ebreo spagnolo. Si reca quindi, in compagnia della bella moglie Hélène, nel convento francescano di Arrábida per svolgere le sue ricerche nell’antica biblioteca. Ma l’atmosfera cupa e ambigua del luogo influisce sulla coppia.

The Convent (1995) on IMDb
Un film di Spike Jonze. Con John Cusack, Cameron Diaz, Catherine Keener, John Malkovich, Orson Bean. Titolo originale Being John Malkovich. Commedia, durata 103 min. – Gran Bretagna, USA 1999. MYMONETRO Essere John Malkovich * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Craig (Cusack), burattinaio d’insuccesso, trova un posto di archivista in una ditta al settimo piano e mezzo di un palazzo di Manhattan, dai soffitti adatti ai nani, e scopre un tunnel che porta dentro alla testa dell’attore John Malkovich, dove si rimane ogni volta per 15 minuti. Un affare lucroso. 1° film di Jonze (vero nome Adam Spiegel), ingegnoso regista di pubblicità e video musicali e genero di F.F. Coppola. In una bizzarra miscela di commedia fantastica, dramma e satira dove l’assurdo diventa più credibile dell’ordinario, è scritto da Charlie Kaufman che dà spessore narrativo alla previsione di Andy Warhol: “Nel futuro ognuno potrà avere 15 minuti di successo.” Apologo a diversi piani sui temi dell’identità e del narcisismo. Dopo un 1° tempo di ironica e irresistibile buffoneria, verso la fine s’ingorga nella ridondanza. Bravi attori tra cui un’ottima e irriconoscibile Diaz. Troppo intelligente e sofisticato per avere successo.
 Essere John Malkovich
(1999) on IMDb
Powered by WordPress | Theme: Motion by WordPress.org
© 2025 Ipersphera. All rights reserved.