
Regia di Arthur Lubin. Un film con Ray Milland, Jan Sterling, Gene Lockhart, William Frawley, Elsie Holmes. Titolo originale: Rhubarb. Genere: Commedia. Paese: USA. Anno: 1951. Durata: 95 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 6.9.
La premessa narrativa ruota attorno a Rhubarb, un gatto soriano randagio che viene adottato e coccolato dall’eccentrico miliardario T. J. Banner, proprietario della squadra di baseball dei Brooklyn Loons. Alla morte di Banner, si scopre che il miliardario ha lasciato la sua intera fortuna, inclusa la proprietà della squadra, al felino. La gestione del patrimonio è affidata al segretario di Banner, Eric Yeager, il quale è costretto a tutelare gli interessi del gatto, suscitando il caos e la costernazione nell’ambiente sportivo e tra gli eredi scontenti.
Il gatto milionario è una frizzante commedia che sfrutta abilmente l’assurdità della situazione per esplorare i temi della cupidigia, della lealtà e della follia collettiva. La regia di Arthur Lubin è solida, benché priva di particolari innovazioni stilistiche, e si concentra sul ritmo comico e sull’efficacia delle gag. Le interpretazioni sono ben calibrate, con Ray Milland che gestisce con aplomb il ruolo di mediatore tra il mondo umano e quello felino, anche se è il gatto Rhubarb, addestrato magistralmente, a rubare la scena. La pellicola, basata sull’omonimo romanzo di H. Allen Smith, funziona come satira leggera sul mondo dello sport e della ricchezza, offrendo un intrattenimento leggero ma piacevole che ha cementato il film come un piccolo classico di culto nel suo genere. La sua importanza risiede nell’essere un esempio riuscito di commedia screwball a tema animale, anticipando in parte il filone del pet comedy hollywoodiano.







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