Category: Leone d’Oro


Regia di Mira Nair. Un film Da vedere 2000 con Naseeruddin ShahLillete DubeyShefali ShettyVijay RaazTillotama ShomeCast completo Genere Commedia – India2000durata 140 minuti. – MYmonetro 3,19 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A New Delhi durano quattro giorni i preparativi di un matrimonio combinato tra due ricche famiglie borghesi del Punjab. Arrivano anche dagli Stati Uniti e dall’Australia i membri del clan Verma e s’intrecciano 5 storie in una catena di tragicomici conflitti. Le torrenziali piogge monsoniche sono catartiche. Al di là della sapienza narrativa con cui, grazie alla sceneggiatura di Sabrina Dhawan, fa giostrare come in un circo 68 personaggi, il 6° film della Nair – giuocato sul conflitto tra vecchio e nuovo, tradizione e modernità, usi orientali e costumi occidentali – è un interessante referto sociologico sulla ricca borghesia indiana a cavaliere tra due secoli. Non se ne nascondono le contraddizioni e i lati in ombra. Dagli omologhi film occidentali, Altman compreso, lo distacca una pagana sensualità di segno femminile che acquista una valenza di sano laicismo. Inopinato Leone d’oro a Venezia 2001.

Regia di Mike Leigh. Un film Da vedere 2004 con Imelda StauntonPhil Davis (II)Peter WightAdrian ScarboroughHeather CraneyCast completo Titolo originale: Vera Drake. Genere Drammatico, – Gran Bretagna2004durata 125 minuti. Uscita cinema venerdì 5 novembre 2004 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,54 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Londra, 1950. Vera Drake è una donna generosa dalle piccole mani che fa la cameriera a ore. Bada alla famiglia (marito, due figli grandi), non nega mai un aiuto o un sorriso ai vicini di casa e agli amici. Nessuno sa che da anni fa abortire gratis ragazze in difficoltà (fino al 1967 in GB l’aborto era illegale). Da una sceneggiatura da lui firmata, frutto di un lungo lavoro collettivo di prove con gli attori, M. Leigh fa un film sui tempi bui della sua infanzia che ha un preciso aggancio con l’attualità del nuovo secolo quando in Occidente sono in atto potenti pressioni per correggere o annullare leggi che permettono alle donne di decidere sul proprio corpo. Qualità evidenti: puntigliosa ricostruzione urbana d’epoca (l’angustia claustrofobica degli ambienti, sottolineata dalla verticalità delle inquadrature e dal colore monocorde, tra grigio e marrone); l’asciutta e rispettosa tenerezza verso personaggi umili e comuni; la bravura veristica degli interpreti. Ma c’è anche la costruzione drammaturgica, la parte finale è un replay della prima: nel processo la donna sgomenta è costretta a riguardare la propria vita attraverso un codice, una logica, un linguaggio che non le appartengono. Chi è Vera Drake: una ribelle? una fuorilegge? un’incosciente? Nella sua pietas Leigh non dà risposte. Le lascia ai personaggi del suo film corale. E agli spettatori. Leone d’oro a Venezia 2004 e Coppa Volpi a I. Staunton, egregia attrice teatrale, insignita anche dell’Oscar europeo.

Regia di Michelangelo Antonioni. Un film Da vedere 1964 con Monica VittiGiovanni LolliHiram Mino MadoniaGiuliano MissiriniGiuliana CalandraCast completo Genere Drammatico – Italia1964durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,29 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Ravenna, ridotta a deserto industriale, una giovane borghese nevrotica, moglie di un ingegnere, cerca vanamente un equilibrio. 9° film di Antonioni, e il suo primo a colori, in funzione soggettiva (fotografia di Carlo Di Palma, Nastro d’argento) come espressione di una realtà dissociata e con ambizione di trasformarlo esso stesso in racconto come “mito della sostanziale e angosciosa bellezza autonoma delle cose”. Come nei 3 precedenti film con Monica Vitti, la donna è l’antenna più sensibile di una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi e della natura inquinata. Leone d’oro a Venezia.

Regia di Andrei Zvyagintsev. Un film Da vedere 2003 con Vladimir GarinIvan DobronravovKonstantin LavronenkoNataliya VdovinaGalina PopovaCast completo Titolo originale: Vozvraschenye. Genere Drammatico – Russia2003durata 105 minuti. – MYmoro 3,47 su 24 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da una domenica all’altra. La vita di due fratelli è sconvolta dall’arrivo inatteso di un padre che aveva lasciato la famiglia undici anni prima e che li porta in gita in auto sul lago Ladoga, non lontano da San Pietroburgo. Ne nasce un rapporto conflittuale di conoscenza reciproca. 1° lungometraggio di un regista siberiano che, oltre al Premio Opera Prima, vinse il Leone d’oro a Venezia 2003, 41 anni dopo L’infanzia di Ivan di Andrej Tarkovskij. Il più piccolo dei due fratelli si chiama Vanja, diminutivo di Ivan: è lui al centro dell’azione di cui il padre è il motore. “Non ci sono né simboli né metafore. Due ragazzini vanno sull’isola col padre: non è una metafora, è una storia che appartiene alla vita” (A. Zvyagintsev). È un invito a rinunciare alla smania dell’interpretazione davanti a un film che non dà risposte alle domande che pone. Un invito a guardare, a lasciarsi avvolgere dall’atmosfera fuori dal tempo e rarefatta dei luoghi, delle azioni, delle parole, ad attendere la conclusione tragica, preannunciata all’inizio dall’immagine del padre addormentato, ricalcata sul Cristo morto di Andrea Mantegna. Non è una metafora? Forse, però c’è un approccio mitico come se “intendesse costituire una sorta di racconto originario: la storia che riassume tutte le altre. Che dà una ‘forma’ poetica a tutte le altre” (U. Mosca). Questo viaggio col padre è un corso di formazione alla vita, un incontro con la vita adulta, raccontato in una dimensione quasi religiosa. Fotografia: Mikhail Krichman. Musiche: Andrej Dergachev.

8/10