
Regia di Lars von Trier. Un film con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgård, Charlotte Rampling. Titolo originale: Melancholia. Genere: Drammatico, Fantascienza, Catastrofico. Paese: Danimarca, Svezia, Francia, Germania. Anno: 2011. Durata: 130 min. Consigliato a: Adulti, da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.2.
Il film si apre con un prologo visionario e potentissimo che anticipa la catastrofe cosmica. La narrazione è divisa in due capitoli: la prima parte si concentra su Justine, una neo-sposa in preda a una profonda depressione, il cui sfarzoso ricevimento di nozze in un castello lussuoso si rivela un calvario di disintegrazione psicologica. La seconda parte sposta il focus su sua sorella Claire, che, insieme al marito scienziato e al figlio, ospita Justine mentre un enorme pianeta errante chiamato Melancholia si avvicina inesorabilmente alla Terra, minacciando l’estinzione. L’ambientazione borghese e apparentemente sicura contrasta con l’imminente cataclisma, mettendo a nudo le reazioni e i legami dei personaggi.
L’opera è un’analisi complessa e stratificata della depressione clinica, vista come una sorta di lucidità che permette alla protagonista, Justine, di affrontare l’Apocalisse con inattesa calma, in netto contrasto con l’isteria di coloro che si ritenevano sani, come Claire. I temi principali sono il pessimismo cosmico, la vulnerabilità psicologica e la decadenza dei valori borghesi di fronte alla fine. La regia di Lars von Trier è audace, caratterizzata da uno stile visivo che mescola sequenze oniriche e pittoriche (spesso rallentate e con l’uso della musica di Wagner) a una fotografia naturalistica e a tratti nervosa, tipica del Dogma 95, soprattutto nelle scene del matrimonio. Kirsten Dunst offre un’interpretazione magistrale e intensa, premiata a Cannes, incarnando perfettamente il torpore e la successiva, strana serenità della depressione. Il film è riconosciuto per la sua forza metaforica e come un’espressione visiva della lotta personale del regista contro la malattia mentale, lasciando un segno importante nel cinema d’autore contemporaneo.






valutazione media: 3,73 su 36 recensioni di critica, pubblico e dizionari.




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