Category: Jane Fonda


Risultati immagini per Il mattino dopo

Regia di Sidney Lumet. Un film con Jane Fonda, Jeff Bridges, Raul Julia, Diane Salinger, Richard Foronjy. Titolo originale: The Morning After. Genere: Giallo, Thriller, Mystery, Noir. Paese: USA. Anno: 1986. Durata: 103 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 5.9/10.

Alex Sternbergen, un’attrice fallita con una grave dipendenza dall’alcol, si risveglia in un lussuoso appartamento sconosciuto a Città del Messico. Non ricorda nulla della notte precedente e si ritrova accanto al cadavere del suo occasionale compagno, un noto produttore di foto. Temendo di essere la colpevole a causa del suo passato tumultuoso e della sua ubriachezza, la donna fugge immediatamente a Los Angeles, cercando di far perdere le sue tracce. Durante la fuga, incontra Turner Kendall, un ex poliziotto, l’unica persona disposta ad aiutarla mentre cerca disperatamente di ricostruire le ore perdute e di provare la propria innocenza.

Diretto da Sidney Lumet, maestro nel genere drammatico e processuale, Il mattino dopo è un thriller che mescola sapientemente l’atmosfera noir con elementi di suspense psicologica. Il tema centrale è l’amnesia e l’auto-distruzione, con la protagonista che lotta contro i propri demoni interiori (l’alcolismo) mentre cerca di sfuggire a un’accusa di omicidio. L’innovazione del film risiede principalmente nell’interpretazione intensa di Jane Fonda, che si cala in un ruolo complesso e vulnerabile, guadagnandosi una nomination all’Oscar. Nonostante la regia esperta di Lumet garantisca un ritmo serrato e una tensione costante, la critica ha spesso rilevato che il meccanismo del giallo è a tratti debole, affidandosi a stereotipi narrativi. La pellicola rimane comunque un esempio solido di thriller anni ’80, sostenuto dal carisma dei protagonisti, con Jeff Bridges che offre un’ottima spalla alla performance emotivamente esigente della Fonda.

Ideatore David Milch. Una serie con Timothy Olyphant, Ian McShane, Molly Parker, Brad Dourif. Titolo originale: Deadwood. Genere: Western, Drammatico, Storico, Crime. Paese: Stati Uniti d’America. Anno: 2004-2006. Durata: 60 min (episodio). Consigliato a: Da 14 anni (TV-MA). Valutazione IMDb: 8.6.

La serie è ambientata nel 1876, nella turbolenta e anarchica cittadina di Deadwood, nel Territorio del Dakota, un insediamento sorto illegalmente su terra indiana in seguito alla scoperta dell’oro. Il racconto segue la formazione di una comunità e delle sue istituzioni, tracciando le vicende di una vasta gamma di personaggi storici e fittizi, tutti attratti dalla febbre dell’oro e dalla mancanza di legge. Tra i protagonisti spiccano l’ex sceriffo Seth Bullock, un uomo onorevole ma irascibile che cerca una nuova vita, e il viscerale e spietato Al Swearengen, proprietario del saloon “The Gem”, che di fatto è il signore indiscusso della città.

Deadwood è un capolavoro di drammaturgia televisiva, universalmente lodato per i dialoghi barocchi e il linguaggio estremamente crudo, frutto della penna visionaria di David Milch. I temi principali sono la nascita della civiltà dal caos, la contrapposizione tra anarchia e legge, e la natura corrotta del potere. La serie si distingue per la sua straordinaria qualità attoriale, in particolare le interpretazioni di Timothy Olyphant e Ian McShane, quest’ultimo memorabile nel ruolo di Al Swearengen. Lo stile registico è cupo e viscerale, lontano dall’epica pulita del western classico, privilegiando una rappresentazione sporca e realistica dell’esistenza sulla frontiera. Nonostante la sua prematura cancellazione dopo tre stagioni, Deadwood è considerata un punto di svolta per il dramma televisivo moderno, un’opera complessa e fondamentale per la sua spietata analisi della condizione umana.

Regia di Federico Fellini, Louis Malle, Roger Vadim. Un film con Terence Stamp, Alain Delon, Jane Fonda, Brigitte Bardot. Titolo originale: Histoires extraordinaires. Genere: Drammatico, Horror, Fantastico. Paese: Francia, Italia. Anno: 1968. Durata: 121 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.2.

Film a episodi, ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe. Il primo, “Metzengerstein” di Roger Vadim, vede una crudele contessa perseguitata dal fantasma del cugino. Il secondo, “William Wilson” di Louis Malle, segue un uomo tormentato dal suo doppelgänger, personificazione della sua stessa coscienza. L’ultimo e più noto, “Toby Dammit” di Federico Fellini, racconta di un attore inglese alcolizzato e stanco della vita, che arriva a Roma per girare un film e si trova a confrontarsi con le proprie allucinazioni e con una misteriosa e diabolica bambina.

Questo film è un notevole esempio di cinema d’autore a episodi, che offre tre approcci stilistici radicalmente diversi allo stesso materiale letterario. L’episodio di Vadim, pur supportato da una splendida Jane Fonda, è un’operazione formalmente raffinata ma superficiale, focalizzata sull’estetica barocca e su un erotismo gotico. Il segmento di Malle è un solido thriller psicologico, che si affida alla tensione tra i due Alain Delon per esplorare i temi della colpa e del doppio. Il capolavoro del trittico è senza dubbio “Toby Dammit” di Fellini: una vertiginosa immersione nel caos psichedelico e nella decadenza, in cui il regista romagnolo reinventa il genere horror attraverso il suo inconfondibile stile. La Roma notturna, il circo di mostri grotteschi, l’uso del colore e una strepitosa interpretazione di Terence Stamp rendono questo episodio un’esperienza cinematografica unica, che trascende l’opera originale di Poe per diventare una potente riflessione sull’alienazione e sul lato oscuro della celebrità. Nel complesso, il film è una pietra miliare del cinema fantastico e visionario europeo.

Locandina italiana Tornando a casa

Un film di Hal Ashby. Con Jane Fonda, Jon Voight, Bruce Dern Titolo originale Coming Home. Drammatico, durata 127 min. – USA 1978. – VM 14 – MYMONETRO Tornando a casa * * * - - valutazione media: 3,21 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Allo scoppio del conflitto nel Vietnam, un ufficiale americano parte per la guerra. Sua moglie, infermiera volontaria, conosce un reduce paralizzato del quale si innamora. L’uomo, fervente assertore del non-intervento, è sorvegliato dall’Fbi che mette al corrente l’ufficiale della relazione dell’infermo con sua moglie.

Coming Home (1978) on IMDb
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Un film di James Bridges. Con Jane Fonda, Jack Lemmon, Michael Douglas, James Hampton, Scott Brady. Titolo originale The China Syndrome. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130′ min. – USA 1979. MYMONETRO Sindrome cinese * * * - - valutazione media: 3,21 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una grintosa telecronista (Fonda) e il suo cameraman (Douglas) sono testimoni di un guasto tecnico nella centrale nucleare di Harrisburg (California) che potrebbe provocare un’esplosione atomica. Le autorità vorrebbero insabbiare la notizia, ma un ingegnere (Lemmon) si sacrifica per la verità. Scritto dal regista con Mike Gray e T.A. Cook e prodotto da M. Douglas, è un efficace thriller con messaggio antinucleare incorporato, che da più parti (nordamericane) fu accusato di isteria, allarmismo, ma che si rivelò più realistico e profetico del previsto. Un premio a Cannes per Lemmon. Senza commento musicale.

The China Syndrome (1979) on IMDb

Regia di Sydney Pollack. Un film Da vedere 1969 con Susannah YorkJane FondaGig YoungMichael SarrazinBonnie BedeliaRed ButtonsCast completo Titolo originale: They Shoot Horses, Don’t They?. Genere Drammatico – USA1969durata 129 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,47 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal breve romanzo Ai cavalli si spara (1935) di Horace McCoy, pubblicato (1956) in Italia da Einaudi con Avrei dovuto restare a casa nel volume Le luci di Hollywood , e sceneggiato da James Poe e Robert E. Thompson. Nel 1932, durante la grande depressione, a Los Angeles si svolge una maratona di danza dov’è in palio un premio di 1500 dollari. Sagra di sadomasochismo, claustrofobica fino all’angoscia, impressionante ricostruzione d’epoca con dialoghi crepitanti, è una sola, grande metafora sull’America amara che si slarga ad allegoria sul destino. Ottimo gioco di squadra tra gli attori. Ebbe 6 nomination ai premi Oscar (regia, sceneggiatura, Fonda, York, musiche) e una statuetta a Young come attore non protagonista.

 Non si uccidono così anche i cavalli?
(1969) on IMDb
LA CACCIA - 1966Dir ARTHUR PENNCast: MARLON BRANDOROBERT REDFORDANGIE  DICKINSONMIRIAM HOPKINSJANE FONDAROBERT DUVALLE. G. MARSHALLJANICE  RULEITALIA - INSERT-Lc.-33x70-Cm.-13x27-In.LOCANDINA: (1966)  Art / Print / Poster | BENITO ...

Un film di Arthur Penn. Con Robert Redford, Jane Fonda, Miriam Hopkins, Angie Dickinson, Marlon Brando.Titolo originale The Chase. Drammatico, durata 135′ min. – USA 1966. MYMONETRO La caccia * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Horton Foote. Detenuto evaso raggiunge casa. Sua moglie e lo sceriffo locale cercano di convincerlo a costituirsi, ma i suoi concittadini gli danno una caccia feroce. Nonostante una certa enfasi melodrammatica e le interferenze del produttore Spiegel sul lavoro di A. Penn (soprattutto nel montaggio), il film, scritto da Lillian Hellman, è un dramma civile che taglia come un rasoio con un Brando massiccio, opaco e masochista e un Redford ancora in bozzolo.

 La caccia
(1966) on IMDb

Regia di Sydney Pollack. Un film Da vedere 1979 con Robert RedfordJane FondaValerie PerrineJohn SaxonWillie NelsonNicolas CosterCast completo Titolo originale: The Electric Horseman. Genere Drammatico – USA1979durata 120 minuti. – MYmonetro 3,17 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Storia d’amore tra un uomo, Sonny Steel, una donna, Hallie, e un cavallo bianco, Rising Star. Quando Sonny si accorge che il cavallo viene drogato per le esibizioni pubblicitarie, lo porta in una valle remota per dargli la libertà. Western moderno con struggente nostalgia del passato. È un tenero racconto in cui fa spicco la concretezza dell’azione e l’attenta psicologia dei personaggi. I due protagonisti servono il film come meglio non si potrebbe.

 Il cavaliere elettrico
(1979) on IMDb
Giulia di Fred Zinnemann al Supercineclub | Rouge et Noir Palermo

Regia di Fred Zinnemann. Un film Da vedere 1977 con Jane FondaMaximilian SchellJason RobardsHal HolbrookVanessa RedgraveMeryl StreepCast completo Titolo originale: Julia. Genere Drammatico – USA1977durata 118 minuti. – MYmonetro 3,96 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal libro autobiografico Pentimento (1973) di Lillian Hellman, adattato da Alvin Sargent. Ritratto di Julia – uscita da una ricca famiglia di New York, appassionata comunista che a Vienna, a partire dagli anni ’30, studia con Freud, combatte contro Hitler, perde una gamba, è uccisa dai nazisti – e storia della sua fervida amicizia con la giovane commediografa Hellman, che la raggiunge a Berlino, portandole una grossa somma per aiutare gli antifascisti a espatriare. L’azione è estesa a Dashiell Hammett, grande rinnovatore del romanzo poliziesco e compagno di Lillian. Penultimo film di Zinnemann, che di Europa si intendeva, e uno dei suoi migliori, con un’ammirevole compagnia di attori. Un po’ troppo romantico per una materia che romantica non è. 9 nomination agli Oscar e 3 statuette a Sargent, alla Redgrave e a Robards. Troppo di sinistra per avere un grande successo.

Julia (1977) on IMDb

Un film di John Ford. Con Henry Fonda, John Carradine, Jane Darwell, Charley Grapewin, Doris Dowdon, Mae Marsh. Titolo originale The Grapes of Wrath. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 129′ min. – USA 1940. MYMONETRO Furore * * * * 1/2 valutazione media: 4,64 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nei primi anni ’30, ridotta in miseria dalle tempeste di sabbia e da rapaci proprietari terrieri, una famiglia di agricoltori dell’Oklahoma si mette in viaggio con un camion verso la fertile California.Un classico del cinema sociale, tratto da un romanzo (1939) di John Steinbeck. Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, Ford diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell’uomo. Lo sceneggiatore Nunnally Johnson modificò, su indicazione del produttore D. Zanuck (che girò personalmente il monologo di mamma Joad), il finale senza speranza di Steinbeck, in linea con l’ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di Gregg Toland (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). Oscar per la regia e la Darwell. Sdoganato in Italia solo nel 1951. Vergognosamente classificato dal Centro Cattolico “adulti con riserva” perché pessimista.

 Furore
(1940) on IMDb
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