Category: Frankenstein


Frankenstein - Film (1931) - MYmovies.itUn film di James Whale. Con Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan. Horror, b/n durata 71 min. – USA 1931. MYMONETRO Frankenstein * * * * - valutazione media: 4,14 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno (1818), di Mary Wollstonecraft Shelley e da un adattamento teatrale (1927) di Peggy Webling. Nel suo laboratorio tra le montagne svizzere, all’inizio dell’Ottocento, il medico barone Henry Frankenstein riesce a creare un essere vivente mettendo insieme pezzi di cadaveri umani, ma la “creatura”, sobillata da un servo, si ribella e compie involontariamente alcuni crimini. Braccato dagli abitanti del villaggio, si rifugia in un mulino al quale la folla dà fuoco. Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell’inglese Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l’idea del mulino), scelse il compatriota Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa (fotografia di Arthur Edeson), insolito nel 1931, che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un’atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all’usura del tempo. Numerose le sequenze da citare: i funerali d’apertura; la nascita della “creatura” con il suo motivo ascensionale; l’incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l’incendio conclusivo. Come nel romanzo della Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell’emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della “creatura”. Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l’ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal “mostro” con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. Karloff apparve in altri 4 film del ciclo, il primo dei quali (e il migliore) è La moglie di Frankenstein (1935) diretto da Whale, mentre in House of Frankenstein (1944) e in Frankenstein 70 (1958) fa la parte del barone. Nel 1987 fu restaurato in un’edizione di qualche minuto più lunga che fu distribuito negli USA in home video.

 Frankenstein
(1931) on IMDb

FRANKENSTEIN DI MARY SHELLEY - Spietati - Recensioni e Novità sui FilmUn film di Kenneth Branagh. Con Robert De Niro, Kenneth Branagh, Helena Bonham Carter, Tom Hulce, Hugh Bonneville. Titolo originale Mary Shelley’s Frankenstein. Horror, Ratings: Kids+16, durata 128′ min. – USA 1994. MYMONETRO Frankenstein di Mary Shelley * * * - - valutazione media: 3,35 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo aver prodotto e diretto nel ’92 Dracula di Bram Stoker, la Zoetrope di F.F. Coppola affida la regia a Branagh di questa ennesima versione del romanzo Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818). Branagh riprende la struttura a scatole cinesi che inizia e si chiude tra i ghiacci del Circolo Polare Artico:la storia del barone Victor Frankenstein che, ribellandosi alla morte della madre, studia. come riportare in vita i morti e “crea” un mostruoso essere che, respinto dal suo creatore, si vendica sino al tragico epilogo, è fedele al romanzo e ne sviluppa e approfondisce alcuni aspetti: il superomismo del barone; i suoi rapporti con la cugina Elisabetta; la problematica della bioetica e del trapianto di organi. Branagh ha fatto un’opera ricca, frenetica, ridondante in cui, forse per la prima volta, il protagonista assoluto è lo scienziato e non la sua creatura. Ma De Niro ha saputo magistralmente infondere al suo mostro solitudine, dolore, cattiveria come reazione al rifiuto.

 Frankenstein di Mary Shelley
(1994) on IMDb

Regia di Paul WegenerCarl BoeseHenrik Galeen. Un film Da vedere 1920 con Paul WegenerAlbert SteinrückErnst DeutschHans StürmMax KronertDore PaetzoldCast completo Titolo originale: Der Golem, wie er in die Welt kam. Genere Fantastico – Germania1920durata 73 minuti. – MYmonetro 3,05 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Praga del Cinquecento, sotto il regno di Rodolfo II d’Asburgo, il rabbino Löw costruisce con l’argilla un potente automa, dandogli la vita – ma non la parola – con una formula magica. La creatura, però, si ribella al creatore. La storia è ispirata ad antiche leggende giudeo-cabalistiche che simboleggiano la creazione dell’uomo che vuole imitare Dio, creando un essere a propria immagine. Più volte rielaborate da scrittori dell’Europa centrale, furono messe a punto dal viennese Gustav Meyrink in un famoso romanzo (1915) fantastico. Sceneggiato dal regista – che v’interpreta il ruolo del Golem – con Henrik Galeen, rimane il miglior film sull’argomento per un concorso di fattori espressivi e tecnici: le originali scenografie di Hans Pölzig, la fotografia di Karl Freund, la potenza dinamica delle scene di massa, l’efficacia dei trucchi, la forza suggestiva del Golem stesso che influenzò non poco James Whale nel suo Frankenstein del 1931. Lo stesso Wegener aveva messo a punto storia e personaggio nei precedenti Der Golem, und wie er auf die Welt kam (1915) e Der Golem und die Tänzerin (1917). L’argomento fu ripreso nel 1935 da J. Duvivier in Le Golem e nel 1952 dal cecoslovacco Martin Fric in L’imperatore della città d’oro.

 Il Golem - Come venne al mondo
(1920) on IMDb
Locandina italiana Demoni e dei

Un film di Bill Condon. Con Brendan Fraser, Lynn Redgrave, Lolita Davidovich, David Dukes, Ian McKellen.Titolo originale Gods and Monsters. Biografico, durata 105 min. – USA, Gran Bretagna1998. MYMONETRO Demoni e dei * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal romanzo Father of Frankenstein di Christopher Bram, il film racconta gli ultimi giorni di James Whale, il regista inglese suicidatosi nel 1957 e autore del primo Frankenstein cinematografico. Ci vengono mostrati i suoi incubi e le sue gioie (i demoni e gli dei). Grazie alle prestazioni degli interpreti il film sfugge alle tentazioni della biografia filmata. Anche perché realtà e finzione sono abilmente mescolate e l’impianto un po’ teatrale non infastidisce più di tanto.

Regia di Genndy Tartakovsky. Un film Da vedere 2012 con Adam SandlerAndy SambergSelena GomezKevin JamesFran DrescherSteve BuscemiCast completo Genere Animazione, – USA2012durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2012 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,32 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per il 118° compleanno dell’adorata figlia Mavis, il conte Dracula organizza una mega festa nel maniero inaccessibile, inespugnabile, gigantesco (costruito proprio in funzione di tenere lontani i “maschi” dalla fanciulla). Tra gli invitati – la Mummia, l’Uomo Invisibile, il Lupo Mannaro, Frankenstein e così via – si infila un autostoppista con sacco a pelo e iPod che s’innamora del posto e, contraccambiato, della ribelle Mavis. Vani i tentativi di Dracula di eliminarlo. 3D insoddisfacente e buio per uno spunto buono realizzato con prolissità e gag che non fanno ridere, troppo rumore e troppe urla. Cast di stelle per le voci originali, da noi si distinguono Bisio e la Capotondi.

images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/71LjBa...

Un film di Jimmy Sangster. Con Jon Finch, Ralph Bates, Kate O’Hara, Joan Rice, Kate O’Mara.titolo originale The Horror of Frankenstein. Horror, durata 95 min. – Gran Bretagna 1970.MYMONETRO Gli orrori di Frankenstein * 1/2 - - - valutazione media: 1,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il protagonista di questa nuova puntata della saga di Frankenstein prodotta dalla Hammer, oltre ad essere uno scienziato criminale è anche un parricida. Per non essere intralciato nei suoi progetti, Victor Frankenstein uccide il padre, ne eredita il patrimonio, completa gli studi di medicina a Vienna e, una volta tornato in patria, inizia la costruzione di un uomo artificiale che dovrebbe rivoluzionare le leggi dell’anatomia e della filosofia. Procuratosi membra e cervello da cadaveri diversi, per assemblare la creatura, ed accesa in lei la scintilla della vita, Victor, però, si accorge di aver generato un essere spaventoso ed è ben presto costretto ad uccidere amici e colleghi per sviare i sospetti della polizia. Quando, infine, sta per essere smascherato, la provvidenziale scomparsa del mostro – dissoltosi accidentalmente in una vasca ricolma di acido – lo scagiona da qualsiasi accusa.
Apprezzato sceneggiatore, Jimmy Sangster si cimenta nella regia con questa pellicola che, secondo le intenzioni della Hammer, doveva rinnovare il fanta-horror portandolo più vicino ai gusti delle nuove generazioni, poco propense ormai ad accettare le ripetitive riletture dei classici e più sensibili alla parodie. Ma il film si rivela un flop tanto sotto il profilo narrativo quanto da un punto di vista stilistico. La vicenda raccontata è banale – appena sostenuta da un’accentuata dose di cinismo – e la regia sembra più vicina alla tecnica televisiva che a quella cinematografica. The Horror of Frankenstein testimonia l’inaridimento di un filone che aveva avuto successo presso il pubblico e richiamato – nel bene o nel male – l’attenzione della critica. L’assenza di Peter Cushing, attore deputato al ruolo di Frankenstein, si fa notare, anche se Ralph Bates ce la mette tutta per fare buona figura.La “Creatura” è interpretata da David Prowse, il cui nome resterà poi associato con il personaggio di Darth Vader di Guerre Stellari.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Frankenstein-Junior.jpg

Regia di Mel Brooks. Un film Da vedere 1974 con Gene WilderPeter BoyleMarty FeldmanTeri GarrCloris LeachmanGene HackmanCast completo Titolo originale: Young Frankenstein. Genere Comico, – USA1974durata 106 minuti. Uscita cinema martedì 26 novembre 2013 distribuito da Nexo Digital. – MYmonetro 4,14 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il nipote del famigerato barone Frankenstein, neurochirurgo americano, va in Transilvania e decide di ripetere l’esperimento dell’avo. Crea un mostro di incommensurabile bontà. Più che una parodia è una reinvenzione critica della nota storia (1818) di Mary Shelley, carica di comicità che diventa qua e là poesia. Un bianconero di alta suggestione. Attori bravissimi. Scritto dal regista con Wilder.

Locandina Le mani dell'altro [2]

Un film di Edmond T. Gréville. Con Christopher LeeMel FerrerDany CarrelLucille Saint-SimonFelix Aylmer. continua» Titolo originale Les mains d’OrlacDrammaticob/n durata 105 min. – Gran Bretagna, Francia 1960

Gravemente ferito ma sopravvissuto ad uno spaventoso incidente aereo, il pianista Stephen Orlac è sottoposto con successo alla delicatissima operazione chirurgica del trapianto di entrambe le mani. Quando scopre che il donatore era stato condannato a morte con l’accusa di omicidio, Orlac cade nella suggestione di essere predestinato a seguire la via del delitto e il sinistro Néron, illusionista di music-hall, ne approfitta per renderlo complice e strumento dei suoi crimini.
Nuovo adattamento del romanzo di Maurice Renard, interpretato da Mel Ferrer nel ruolo di Orlac e da Christopher Lee in quello di Néron. Ferrer si esibisce al pianoforte suonando Beethoven e ad un tratto smette di sorridere credendo di vedere sulle sue mani i guanti dello strangolatore.La vicenda segue i modelli del mystery o dell’horror poliziesco, ma lo spunto delle mani sostituite e, apparentemente, dotate di propria volontà si richiama ad una scienza dei trapianti anatomici ancora fantastica e di “frankensteiniana” memoria. Il film venne girato simultaneamente in due versioni, secondo una prassi commerciale ormai in disuso, l’una destinata al mercato internazionale e l’altra alla distribuzione francese.

Risultato immagini per living still life film

Bertrand Mandico
Francia, Belgio, Germania, 2012
16 minuti

“L’animazione è l’illusione della vita”
Ironicamente, è affidandosi a questa massima di Walt Disney che il surrealista francese Bertrand Mandico ci introduce nel suo esuberante universo effuso di macabro lirismo (e di conseguenza, non proprio adatto alle famiglie), mettendo in scena un film che sembra accostare il mito di Frankenstein, alle scenografie più suggestive del cinema di Tarkovskij, e la cui dualità tra distruzione e creazione; morte e vita, ha l’intento di rappresentare/promuovere, la possibilità di riform(ul)azione in un mondo quantomai in difficoltà(o carente d’inventive nell’ambito più prettamente artistico).

Un film di Chano Urueta. Con Stern Miroslava, Carlos Navarro, José Maria Linares, Miroslava Stern, José María Linares-Rivas, Fernando Wagner. Titolo originale El monstruo resuscitado. Drammatico, b/n durata 91 min. – Messico 1953. MYMONETRO Il mostruoso dottor Crimen * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.
Il dottor Herman Lin vive isolato in un castello nei Balcani, nascondendo a tutti la sua spaventosa deformità fisica. Desideroso di incontrare un’anima gentile, mette un insolito annuncio su un giornale che attira la curiosità dell’intraprendente reporter Nora. La donna, a caccia dello scoop giornalistico, vinta l’istintiva repusione per l’aspetto mostruoso del dottore, finge premurose attenzioni per l’infelice scienziato ed entra ben presto nelle sue grazie. Scoperte, però, le vere intenzioni di Nora, Herman Lin, spinto dall’ansia di vendicarsi, la fa rapire da Ariel – un musicista suicida che lui aveva resuscitato facendone il suo schiavo – con l’intento di sfigurarne il bellissimo volto con un’operazione chirurgica e farne un mostro per tutta la vita. Il regista Urueta realizza il film attingendo spunti dalla fiaba della Bella e la Bestia, dal ciclo di Frankenstein e dalla Maschera di cera di Michael Curtiz (del quale André de Toth aveva firmato un remake nello stesso 1953). L’elemento fantascientifico si riallaccia ai cliché della fantamedicina del cinema americano (trapianti di cervelli, uomini ridotti allo stato di automi, la cripta adibita a fantastico laboratorio) ma lo spirito macabro e grottesco che permea la storia è tipicamente latino. Attore di buona popolarità (ha partecipato anche al film Ensayo de un crimen di Buñuel) José María Linares-Rivas interpreta il dottor Herman Lin, con il volto coperto da una carnevalesca maschera di gomma. Nei manifesti italiani il mostruoso dottor Crimen è presentato come “più forte di Frankenstein, più sanguinoso di Dracula, più feroce dell’Uomo Lupo” e con lo slogan “Se verrete a vedere questo film… io vi prometto che per 90 minuti sarete come all’inferno. Non venite se non avete il cuore saldo o qualche imperfezione fisica. Se resisterete ai 90 minuti, sarete un essere perfetto”. View full article »

Il castello maledetto è una pellicola americana horror del 1932, diretta da James Whale e interpretata da Boris Karloff, Charles Laughton e Gloria Stuart.
La pellicola venne prodotta un anno dopo la celebre interpretazione di Karloff di Frankenstein, ma a dispetto della presenza di Karloff la pellicola venne ignorata al botteghino, rivelandosi un grosso insuccesso negli Stati Uniti, mentre fu accolto con grosso favore nel Regno Unito dove il distintivo humour nero del regista Whale venne meglio compreso. Per diversi anni la pellicola venne annoverata tra i film perduti fino a quando alla fine degli anni ’60 non ne riemersero i negativi grazie alle ricerche di Curtis Harrington che li recuperò negli archivi della Universal Studios e ne curò il restauro.
Mentre cercano riparo da un tremendo acquazzone in una remota regione del Galles, alcuni viaggiatori vengono accolti in una tenebrosa e sperduta magione appartenente alla oscura casata dei Femm. Cercando di essere gentili con i loro ospiti, i malcapitati dovranno scontrarsi con i modi bruschi e foschi del padrone di casa, il tenebroso Horace Femm e con l’ossessiva e malevola sorella Rebecca. Le cose volgeranno al peggio quando il brutale maggiordomo della casa Morgan, dopo essersi ubriacato, libererà suo fratello Saul, uno psicotico piromane che cercherà di dare fuoco alla magione con tutti i suoi occupanti. View full article »

Locandina Il dottor miracolo

Un film di Robert Florey. Con Bela LugosiSidney FoxLeon AmesBert RoachBetty Ross Clarke. continua» Titolo originale Murders in the Rue MorgueHorrorb/n durata 75 min. – USA1932

Nel 1845, a Parigi, durante i festeggiamenti del carnevale, il dottor Mirakle (Bela Lugosi) sbalordisce il pubblico esibendo in un circo delle meraviglie il possente Erik, un gorilla ammaestrato che egli dice di aver catturato nel cuore dell’Africa Nera. In realtà, lo spettacolo costituisce l’alibi per poter, nottetempo, rapire giovani ragazze e realizzare un esperimento che confermerebbe la validità della teoria sull’evoluzione dell’uomo dalla scimmia: individuare un gruppo sanguigno compatibile con quello di Erik per affiancargli una compagna. Poiché le prigioniere non sopravvivono alle trasfusioni, Mirakle con l’aiuto del fedele assistente Janos si sbarazza dei loro corpi gettandoli nella Senna, ma il giovane Pierre Dupin, analizzando i cadaveri, si insospettisce e va a curiosare nel laboratorio di Mirakle appena in tempo per evitare la morte a Camille, sua fidanzata, che il folle scienziato ha appena fatto rapire da Erik.
Fallito il progetto di filmare la storia di Frankenstein con Bela Lugosi, Robert Florey rilegge il celebre racconto di E.A. Poe per ricavarne una pellicola a metà strada tra l’horror e la fantamedicina. Della pagina scritta, il film conserva il nome di Dupin, l’idea del rapimento ad opera del gorilla e la morte di una donna trascinata nel camino, ma, per il resto, racconta una storia originale che attinge ai temi (assai fortunati in quegli anni) dell’uomo-scimmia e dello scienziato pazzo e che trova in Lugosi, reduce da Dracula, l’interprete ideale. L’eccellente fotografia di Karl Freund e le scenografie distorte di Charles D. Hall (inevitabile il richiamo al Gabinetto del dottor Caligari, del quale si ripercorre anche l’intreccio) recuperano con proprietà le suggestioni espressionistiche del cinema tedesco. Gli effetti speciali, realizzati in parte con la stop-motion, e il trucco della scimmia (impersonata da Charles Gemora) sono superiori alla media del tempo. Il film è conosciuto in Spagna con i titoli Doble Asesinato en la Calle Morgue e Los Crímenes de la Calle Morgue.

View full article »

Un film di Richard Cunha. Con John Ashley, Sandra Knight, Donald Murphy, Felix Locher, Sally Todd. Titolo originale Frankenstein’s Daughter. Avventura, durata 85 min. – USA 1958. MYMONETRO La figlia di Frankenstein * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

L’anziano professor Morton sta elaborando una terapia contro l’invecchiamento dei tessuti e confida ardentemente sulla collaborazione di Oliver, uno studente che si mostra particolarmente attento e sollecito. Il buon Morton non sa che il giovanotto è, in realtà, il pronipote del famigerato barone Frankenstein, e che la sua devozione nasconde il proposito di riutilizzare gli insegnamenti ricevuti nel nefasto tentativo di dar vita ad un corpo artificiale ricostruito segretamente in laboratorio. Avendo necessità di cadaveri per realizzare la sua creatura, Oliver svia i sospetti della polizia somministrando a Trudy, l’ignara nipote di Morton, un siero che, periodicamente, ne altera spaventosamente le sembianze e la personalità. Raggiunto lo scopo di dar vita al mostro – un grottesco simulacro di donna – Oliver mette in atto un piano per sbarazzarsi dei padroni di casa, ma Johnny Bruder, fidanzato di Trudy, interviene appena in tempo per evitare il peggio.
Mediocre sotto tutti i punti di vista, il film conferma le limitate capacità di Richard E. Chuna, regista di pellicole come Giant from the Unknown e Missile to the Moon. Gli interpreti fanno del loro meglio per non sprofondare nel ridicolo, ma l’intreccio, simile a quello della Figlia del dottor Jeckyll, non regala alcuna emozione e i due mostri – incredibilmente brutti e goffi – non possono invocare alcuna clemenza.Titoli alternativi: La hija de Frankenstein, La fille de Frankenstein, She Monster of the Night.

 

View full article »

Risultati immagini per Frankenstein - 1910

Un film di Searle Dawley. Con Charles OgleMary FullerAugustus PhillipsHorrorb/n durata 14′ min. – USA 1910.

Quando uscì, Frankenstein fu accolto con favore dalla critica, ma il pubblico lo dimenticò rapidamente, finché negli anni Sessanta, pur risultando perduto, tornò a far notizia in quanto costituiva la prima versione cinematografica del romanzo di Mary Shelley. Nel 1980 aveva raggiunto una notorietà tale da essere incluso – unico titolo risalente all’epoca dei nickelodeon – nella lista dei film “più ricercati” dell’American Film Institute.In realtà una copia nitrato di Frankenstein esisteva nella collezione di Alois F. Dettlaff, che aveva iniziato a raccogliere pellicole infiammabili sin dal 1928. Egli aveva acquisito il film di Dawley da un ambulante del circuito regionale negli anni Cinquanta. Per trent’anni archivi e privati vari tentarono di raggiungere con lui un accordo per ottenere l’accesso al film (che negli anni Settanta egli stesso aveva trasferito su acetato 35mm). Pur avendo organizzato qualche proiezione locale e permesso la distribuzione di brevi estratti e di copie video protette, Dettlaff non rese il film disponibile su più vasta scala se non nel 2002, quando lo pubblicò privatamente su DVD. Se il trucco di Charles Ogle sembra ispirato ai vari allestimenti teatrali ottocenteschi di questo soggetto, l’adattamento di Dawley si rifà a E.T.A. Hoffmann e al Dr. Jekyll and Mr. Hyde portato sulle scene da Richard Mansfield.Il mostro è presentato come un classico doppelgänger, che riflette “il male nella mente di Frankenstein”, ossessionando il suo creatore. Gli effetti speciali impiegati nella scena della creazione sono indubbiamente notevoli, ma le immagini riflesse nello specchio che si vedono nel finale e che anticipano le varie versioni di Der Student von Prag (Lo studente di Praga), sono forse ancor più significative. – Richard Koszarski

View full article »
Risultati immagini per Frankenstein contro l'Uomo Lupo

Un film di Roy William Neill. Con Lon Chaney jrPatric KnowlesBela LugosiIlona MasseyDwight Frye. continua» Titolo originale Frankenstein Meets the Wolf ManHorrorb/n durata 72 min. – USA 1943.

Il cadavere di Larry Talbot, il famigerato licantropo, torna in vita, resuscitato, accidentalmente da due profanatori di tombe. Consapevole, nei momenti di lucidità, del tragico destino che lo perseguita, Talbot, dopo aver invano cercato aiuto presso la clinica del dottor Mannering, raggiunge il castello di Henry Frankenstein nella speranza di ottenere da lui un rimedio contro la licantropia. Ma la sorte gli è avversa: Frankenstein è morto poche ore prima, ed egli può, adesso, soltanto sperare che i suoi diari contengano l’indicazione per l’antidoto. Nei pressi del castello, l’Uomo Lupo scopre il corpo del mostro creato da Frankenstein e, liberandolo dal ghiaccio che lo ha preservato, lo rianima. Quando la gente del vicino villaggio si mette in allarme per la presenza delle due mostruose figure, Manning accorre e insieme ad Elsa, figlia di Frankenstein, riattiva l’antico laboratorio con il proposito di sottrarre loro l’energia vitale. L’operazione, tuttavia, ottiene l’effetto contrario: l’Uomo Lupo e la Creatura, più furiosi che mai, si accaniscono l’uno contro l’altro, rimanendo, infine, travolti dal crollo di una diga che distrugge il sinistro castello. Scritto dall’inventivo Curt Siodmak e diretto con buon ritmo da Roy William Neill (lo stesso regista al quale si deve la lunga serie di Sherlock Holmes interpretata da Basil Rathbone), il film continua la saga del mostro di Frankenstein e si presenta, insieme, come sequel dell’Uomo Lupo (The Wolf Man) del 1941. La Universal sperimenta per la prima volta la formula del film con più mostri, scommettendo sulla presenza carismatica di Lugosi, sulla crescente popolarità di Chaney Jr. e su uno stuolo di eccellenti caratteristi. Nell’interessante saggio sul cinema horror, “The Monster Show”, David J. Skal ricorda come i recensori del tempo abbiano intravisto nel film, più o meno scherzosamente, una parabola degli anni di guerra: l’immaginaria regione di Visaria, nella quale la storia è ambientata, sarebbe una chiara allusione alla Germania e la rediviva creatura di Frankenstein simboleggerebbe il riaffiorare delle mai sopite spinte irrazionalistiche e violente del nazionalismo. La stessa composizione grafica dei nomi dei due mostri che campeggia nei manifesti originali – “Frankenstein” e “Wolf Man” – sembra ricordare la natura meccanica del primo e quella animalesca del secondo e sarebbe “…un commento adeguato, pur se involontario, alle contraddizioni della moderna tecnologia bellica…” che vede il furore primordiale incanalato in una macchina da guerra perfetta. Bela Lugosi interpreta, finalmente, la creatura di Frankenstein, ma la sua prova è mortificata dalla produzione che in sede di montaggio – per snellire la frenetica avventura e, soprattutto, spinta da una sfavorevole anteprima – taglia gran parte dei suoi primi piani e tutte le sue battute: per ironia della sorte, l’attore che aveva rifiutato il ruolo del personaggio nel Frankenstein del 1931 perché concepito privo della parola, se lo ritrova, a prodotto finito, imprevedibilmente muto. Per Lugosi si tratta dell’ultimo lavoro presso la Universal e per Dwight Frye uno degli ultimi film: Frye – che continua a dividersi tra gli studi cinematografici e l’ufficio di progettista aeronautico – muore pochi mesi dopo stroncato da infarto. Notevoli, come sempre, gli effetti ottici di John P. Fulton e l’elaborato trucco di Jack Pierce che rendono impressionante (per quegli anni) la metamorfosi di Talbot in licantropo.

View full article »

Un film di James Whale. Con Walter Brennan, John Carradine, Boris Karloff, Colin Clive, Valerie Hobson. Titolo originale The Bride of Frankenstein. Horror, b/n durata 80 min. – USA 1935. MYMONETRO La moglie di Frankenstein * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
In una villa a Ginevra, Mary Shelley racconta al marito Percy e a Lord Byron il seguito della storia del dottor Frankenstein… La creatura, scampata miracolosamente all’incendio del mulino, continua a vagare per le campagne. Il dottor Henry Frankenstein, anche lui scampato alla morte, giura alla moglie di non voler più continuare i folli esperimenti, ma riceve la visita del dottor Pretorius, suo antico insegnante, che gli propone di dar vita ad una nuova razza di uomini artificiali donando alla creatura una sposa. Frankenstein, nonostante sia affascinato dalle miniature viventi che Pretorius ha creato, rifiuta di collaborare, ma dopo che il mostro gli ha rapito la moglie è costretto ad accettare. Nel laboratorio di Pretorius le macchine riprendono, dunque, a funzionare: i trasformatori convogliano potenti scariche elettriche su un corpo che attende la vita. Il corpo comincia ad animarsi e liberato dalle bende rivela il volto di una donna. La creatura guarda con affetto alla sua compagna, ma costei scorgendo le fattezze del mostro grida inorridita scatenando la sua furiosa disperazione. Frankenstein e sua moglie fuggono dal laboratorio in fiamme nel quale trovano la morte Pretorius e le due povere creature. Dopo il Frankenstein del 1931, Whale si concede un secondo appuntamento con il mostro di Mary Shelley, e proponendo un’originale rilettura del mito ne addolcisce gli elementi orrorifici con toni da commedia nera. La vicenda è idealmente scandita in tre parti, concentrate, rispettivamente, sulla creatura, su Pretorius e sulla donna artificiale. Karloff interpreta nuovamente il mostro – truccato con leggere variazioni ancora da Pierce – e ne accentua gli aspetti umani (per la prima volta, parla), facendolo più consapevole del destino che lo rende diverso: il mostro uccide ancora, ma è capace di amicizia e di premure verso il cieco solitario suonatore di violino che lo accoglie in casa (…e gli dà da mangiare, da bere e da fumare!). View full article »

Locandina La rivolta di Frankenstein

Un film di Freddie Francis. Con Peter CushingDuncan LamontPeter Woodthorpe, Kiwi Kingston, Sandor ElésKaty Wild. continua» Titolo originale The Evil of FrankensteinHorror,durata 89 min. – Gran Bretagna 1964.

Costretto ad abbandonare un’Inghilterra fin troppo sospettosa sulla natura delle sue ricerche, il barone Victor Frankenstein fa ritorno dopo 10 anni a Karlstadt, ma solo per scoprire che il suo castello è stato distrutto e il laboratorio, in parte, saccheggiato. Il suo sconforto si mitiga soltanto quando una giovane mendicante muta lo guida tra i monti fino ad caverna nella quale è custodito in un blocco di ghiaccio il corpo della sua creatura: deciso a riprendere gli esperimenti, Frankenstein lavora nuovamente sul mostro. Ad aiutarlo, questa volta, è l’equivoco Zoltan, un mesmerista espulso da Karlstadt, che, in realtà, intende servirsi dell’uomo artificiale per compiere sanguinose vendette contro i notabili della città.
La terza avventura del Frankenstein della Hammer non presenta spunti particolarmente interessanti: i momenti migliori del film vanno ricercati nelle scenografie gotiche del castello diroccato e nella descrizione del laboratorio che sembra voler gareggiare, in fatto di strumentazioni e di macchinari, con quelli della migliore tradizione Universal. Peter Cushing, nel ruolo del protagonista, è a tratti più umano del solito. La creatura, pesantemente truccata da Roy Ashton, è impersonata dal wrestler australiano Kiwi Kingston.Nella versione distribuita alla televisone americana nel 1968, la NBC aggiunse le sequenze nelle quali la ragazza muta, ancora bambina, incontra per la prima volta il mostro di Frankenstein.

View full article »

Un film di Terence Fisher. Con Peter Cushing, Eunice Gayson, Francis Mathews, Michael Gwynn, Oscar Quitak, John Welsh, Lionel Jeffries.Titolo originale The Revenge of Frankestein. Horror,Ratings: Kids+13, durata 89 min. – Gran Bretagna 1958. MYMONETRO La vendetta di Frankenstein * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Sfuggito al capestro grazie all’aiuto di Karl, un povero storpio al quale ha promesso un nuovo corpo, il barone Victor Frankenstein si rifugia a Carlsbruck dove, sotto l’identità del dottor Stein e con l’assistenza del giovane Hans Kleve, prende a lavorare nell’ospedale cittadino. I numerosi pazienti – per lo più povera gente abbandonata a se stessa – gli forniscono abbondanza di “materia prima” per continuare gli esperimenti, e lo scienziato si accinge a ricostruire il corpo per Karl in un laboratorio segreto. L’operazione ha successo, ma la creatura, accidentalmente liberata da un’infermiera, è aggredita da un custode e riporta una grave ferita che la rende furiosa. Il mostro assale il suo creatore rivelandone a tutti l’identità e Frankenstein, tentata invano la fuga, è circondato dalla folla degli inferociti internati dell’ospedale. Kleve riesce a sottrarre lo scienziato morente e, ricostruito un corpo somigliantissimo a quello del barone, vi trapianta il cervello del moribondo… Tempo dopo, a Londra, un dottore comincia a farsi notare nell’ambiente scientifico: il suo nome è Franck, ma le sue sembianze ed il suo cervello sono quelli di Victor Frankenstein.
Jimmy Sangster e Terence Fisher continuano a alimentare la leggenda di Frankenstein senza preoccuparsi delle origini letterarie del personaggio. Per la seconda volta l’ottimo Peter Cushing ritrae il protagonista come una mente geniale ma egocentrica, che sacrifica ogni ragione etica ad un frainteso traguardo scientifico, riconducibile in realtà alla gloria e al successo personale. La creatura, interpretata da Michael Gwynn, è soltanto l’elemento necessario per sviluppare la storia verso un’inedita, originale conclusione: quel significativo ultimo scambio di corpi e cervelli che salda indissolubilmente l’identità del barone con quella della sua creatura. Prodotto da Michael Carreras e inizialmente progettato con il titolo “The Blood of Frankenstein”, il film è il sequel della Maschera di Frankenstein. View full article »

Locandina Il mostroUn film di Roland West. Con Lon Chaney, Johnny Arthur, Gertrude Olmstead, Hallam Cooley, Charles Sellon, Walter James. Titolo originale THE MONSTER. Fantascienza, b/n durata 71 min. – USA 1925.
Johnny Goodlittle (Johnny Arthur), giovane allievo di un corso per corrispondenza di tecnica investigativa, scopre che il dottor Ziska (Lon Chaney) è responsabile dei numerosi misteriosi incidenti stradali avvenuti di notte lungo la strada che costeggia il suo fatiscente sanatorio. Ziska, che studia i segreti della vita e della morte, ha più volte tentato invano di trasferire lo spirito di un corpo esanime da una vittima all’altra, e, adesso, vuole sperimentare l’operazione sull’improvvisato detective che, insieme alla sua ragazza e ad un rivale in amore, è andato a curiosare nel suo laboratorio.
Tratto da una commedia di Crane Wilbur rappresentata in teatro nel 1922, il film consente all’inimitabile Lon Chaney di aggiungere alla sua galleria di sinistri personaggi il bizzarro ritratto di un folle – un po’ chirurgo e inventore, un po’ ipnotizzatore e stregone – che rilegge con discreta ironia gli stereotipi dello scienziato pazzo e di Frankenstein. La figura di Ziska è volutamente costruita con un eccesso parodistico (e tuttavia poco valorizzata sullo schermo) per bilanciare i tre giovani protagonisti, tanto intraprendenti quanto terribilmente maldestri, ma la storia conserva intatte le atmosfere dei film dell’orrore, con tanto di casa apparentemente stregata, munita di porte segrete e tenebrosi corridoi e con la rituale presenza di un servitore fedele e idiota. L’ingegnoso sistema ideato per mandare fuori strada gli automobilisti consiste in un gioco di specchi che proiettano sulla strada una figura spettrale. View full article »

Risultati immagini per Distruggete FrankensteinUn film di Terence Fisher. Con Peter Cushing, Simon Ward, Freddie Jones, Veronica Carlson, Thorley Walters. Titolo originale Frankenstein Must Be Destroyed!. Horror, Ratings: Kids+13, durata 101′ min. – Gran Bretagna 1969. MYMONETRO Distruggete Frankenstein * * - - - valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Il barone Frankenstein prosegue i suoi esperimenti sul cervello umano. Per procurarsi la “materia prima” non esita a uccidere e a servirsi, col ricatto, del giovane direttore di un manicomio. Maestro dell’horror, Fisher ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l’Uomo Lupo, Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. È il suo 4° Frankenstein. View full article »