Category: Grottesco


Regia di Percy Adlon. Un film con Jack PalanceMarianne SägebrechtJames GammonCCH Pounder. Titolo originale: Out of Rosenheim. Genere Grottesco – Germania1987durata 110 minuti. – MYmonetro 3,23 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel deserto tra Disneyland e Las Vegas c’è una stazione di rifornimento con bar e motel. Arriva a piedi una imponente turista 40enne di Monaco di Baviera e vi si installa. Come la Sägebrecht (Vedi Sugar Baby ) porti ordine e allegria nel sordido Bagdad Café è l’itinerario di un film accattivante, caloroso e astuto che, dopo Herzog e Wenders, propone un altro sguardo tedesco sull’America.

 Bagdad Cafè
(1987) on IMDb
L'indiscreto fascino del peccato: Amazon.it: varie, varie, varie: Film e TV

Regia di Pedro Almodóvar. Un film con Carmen MauraJulieta SerranoCristina Sánchez PascualMarisa ParedesChus LampreaveCast completo Titolo originale: Entre tinieblas. Genere Grottesco – Spagna1983durata 87 minuti. – MYmonetro 2,98 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Morto il fidanzato per overdose, cantante di flamenco si rifugia nel piccolo convento madrileno delle Redentoras Humilladas dove le suore si iniettano eroina, allevano una tigre e molte galline, scrivono sotto pseudonimo romanzetti spinti, s’impegnano in un futuro viaggio in Thailandia come corrieri della droga. Il che non impedisce loro di essere pie, generose, amanti del prossimo. Questo melodramma raffreddato con i veleni del grottesco non è una parodia: i sentimenti di queste donne, suore o peccatrici, sono presi sul serio. È sbracato e divertente a causa della strategia retorica di Almodóvar che spiazza lo spettatore, suscitando in lui “la percezione e l’accettazione di un mondo in cui il disordine eccede e sfida ogni ricomposizione” (A. Wilde), strategia che sarebbe uno dei caratteri del postmoderno. Maciullato dalla distribuzione (e dalla censura) italiana.

 L'indiscreto fascino del peccato
(1983) on IMDb
Max Mon Amour [Edizione: Stati Uniti]: Amazon.it: Max Mon Amour: CD e Vinili

Regia di Nagisa Ôshima. Un film con Charlotte RamplingVictoria AbrilAnthony HigginsMilena VukoticFabrice LuchiniCast completo Genere Grottesco – Francia1986durata 98 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,79 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Bella moglie di diplomatico britannico a Parigi passa due ore al giorno in un appartamento subaffittato. Il marito geloso le fa visita e la trova in compagnia di uno scimpanzé. Sarebbe più semplice se vivessero insieme. In bilico tra commedia borghese e favola enigmatica sui temi della tolleranza e del conformismo, scritto da Jean-Claude Carriére, già collaboratore di Buñuel, è un film casto, freddo, di controllata tenerezza che rispetta i personaggi.

 Max amore mio
(1986) on IMDb

Regia di Kinji Fukasaku. Un film Da vedere 2000 con Tatsuya FujiwaraAki MaedaTaro YamamotoKou ShibasakiMasanobu AndoChiaki KuriyamaCast completo Titolo originale: Batoru rowaiaru. Genere Grottesco – Giappone2000durata 114 minuti. – MYmonetro 3,97 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I giovani giapponesi sono troppo esagitati. Per disciplinarli viene emanato il Battle Royale Act: ogni anno una scolaresca viene estratta a sorte e catapultata su un’isola deserta. Sorvegliati dal prof. Takeshi e da un nucleo militare, gli studenti si giocano la “battaglia reale”: ognuno riceve un’arma diversa, che sia un bazooka o una pinza per le ciglia, e si dà alla macchia. Scopo del gioco: eliminare tutti gli altri entro tre giorni. Regole: nessuna.
Un soggetto assurdo dà il via ad uno tra i film più agghiaccianti mai realizzati, in cui timidi secchioni diventano spietati assassini (morendo peraltro in gran velocità), ragazzine risolvono piccole gelosie amorose a colpi di mitra, insegnanti si rivelano essere le bestie che i loro alunni li credono. Un incubo. Splatter sublime, acuto psico-thriller, farsa tanto sofisticata da strozzare le risate in gola, BR ci regala tra l’altro un Beat Takeshi nell’apoteosi della sua cattiveria – autore anche del raccapricciante quadro che appare nel film. Un capolavoro del male, che sta degnamente accanto ad Arancia meccanica. E che i benpensanti del belpaese non potevano che censurare.

La vetturetta (1960) — The Movie Database (TMDB)

Regia di Marco Ferreri. Un film con José Luis López VázquezJosé IsbertPedro PorcelMaria Luisa PonteChus Lampreave. Genere Grottesco – Spagna1960durata 88 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Per godere della compagnia degli amici superstiti, tutti paralitici, l’ottantenne don Anselmo chiede ai familiari una carrozzella a motore. Gliela negano, lui li avvelena. 3° e ultimo film spagnolo di M. Ferreri. Apologo crudele e grottesco sulla vecchiaia e l’ipocrisia dei rapporti familiari borghesi. È anche un ritratto impietoso della Spagna franchista.

L'ingorgo - Una storia impossibile (1978) | FilmTV.it

Regia di Luigi Comencini. Un film Da vedere 1979 con Ugo TognazziAlberto SordiMarcello MastroianniStefania SandrelliMiou-MiouCast completo Genere Grottesco – Italia1979durata 128 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,10 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ispirato a un racconto di Julio Cortázar. Un ingorgo sull’autostrada blocca per 36 ore centinaia di automobili. S’intrecciano incontri, amicizie, conflitti, litigi, tradimenti. Relegati sullo sfondo, e tra le pieghe, i risvolti di fantasociologia e le ipotesi di catastrofe ecologica, il racconto si frantuma in una aneddotica di taglio realistico nel quadro della commedia di costume, ma c’è una nascosta sapienza di progressione narrativa e di impaginazione per cui l’addizione finale è superiore alla somma dei suoi addendi. “Gli toccarono, come a tutti gli uomini, tempi brutti in cui vivere” (J.L. Borges). Il film dice la stessa cosa di Comencini e di noi, suoi spettatori. Ridistribuito col titolo Black out sull’autostrada .

Il pomeriggio di un torturatore (2001) | FilmTV.it

Regia di Lucian Pintilie. Un film con Gheorghe DinicaRadu BeliganJoana MacariaCoca BloosDorina Chiac. Titolo originale: L’Après-midi d’un tortionnaire. Genere Grottesco 2000durata 88 minuti.

Ex aguzzino (uno dei 1700 schedati) nelle carceri rumene all’epoca di Nicolae Ceausescu (1918-89), Frant Tandara accetta la proposta di parlare del suo passato a una giornalista e a un ex detenuto politico, ma l’intervista si presenta problematica. Dal libro La strada di Damasco (1999) di Doina Jela, “un film a porte chiuse all’aperto” (L. Pintilie), organizzato come uno spettacolo teatrale dal doppio sguardo intorno a un grande albero. Continuamente interrotta da accidenti esterni, la confessione appare – un po’ per intenzione, un po’ per incapacità – confusa e incoerente da parte di un uomo che non cerca attenuanti. Ammette, anzi, di aver fatto il suo mestiere con una certa dose di piacere, ma ne soffre perché aspetta di essere punito: l’attesa della punizione è una punizione. Il risultato è un grottesco e beffardo apologo sulla condizione umana, sul legno storto dell’umanità. Lucidamente pessimista, ma non nichilista. In concorso a Venezia 2001. Appoggiato da Amnesty International.

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Un film di Juzo Itami. Con Tsutomu YamazakiNobuko MiyamotoKôji YakushoKen Watanabe Grottescodurata 98 min. – Giappone 1986

Ecco un film giapponese anomalo rispetto al nostro mercato. Invece del film drammatico, psicologico, d’arte, eccone uno del tutto ironico, grottesco. Nei lavori di Kurosawa come Dodeskaden l’ironia c’era ma era un accessorio. Juzo Itami ha dunque diretto questa storiellina gradevole con la protagonista Tampopo, proprietaria di un piccolo ristorante, che viene aiutata a risolvere i suoi problemi da una coppia di camionisti.

Locandina La seconda guerra civile americana

Un film di Joe Dante. Con James CoburnElizabeth PeñaBeau BridgesJames Earl JonesJoanna Cassidy. continua» Titolo originale The Second Civil WarComicoRatings: Kids+16, durata 100 min. – USA 1997.

Il crescente divario tra paesi ricchi e paesi poveri, gli ininterrotti flussi dell’emigrazione, il sovrappopolamento, i problemi di ordine interno, ridisegnano, in un prossimo futuro, gli equilibri politici internazionali chiamando le grandi democrazie a nuove e drammatiche responsabilità. All’arrivo di un folto gruppo di orfani pakistani sfuggiti alla guerra che infuria con l’India, il governatore dell’Idaho, dovendo rispondere all’elettorato conservatore che lo ha appena portato al successo, decide di chiudere le frontiere. Il presidente degli Stati Uniti, consigliato da Jack Buchan, addetto alle pubbliche relazioni, lancia un ultimatum contro l’amministratore ribelle aprendo una crisi dalle imprevedibili conseguenze. L’emittente televisiva NewsNet mobilita cameramen e reporter per seguire la cronaca in diretta ed il pubblico segue con trepidazione, da un lato, il rifiuto del governatore di correggere la propria politica e, dall’altro, il risveglio di svariati gruppi nazionalisti che sbandierano il diritto all’autonomia: la guardia nazionale si schiera sul confine dell’Idaho pronta a dar battaglia ed ovunque si profila lo spettro della secessione.

Insects (film) - Wikipedia

Regia di Jan Svankmajer. Un film con Jan BudarJirí LábusJaromír DulavaNorbert LichýKamila MagálováCast completo Titolo originale: Hmyz. Genere grottesco – Repubblica ceca2018,

In un piccolo pub le sedie sono alzate sopra i tavoli. Il locale è chiuso, non ci sono clienti ma sei attori dilettanti che si sono incontrati per provare “The Insect Play”, un’opera dei fratelli ?apek. Mentre le prove procedono, avvengono alcune inquietanti trasformazioni.

Oltre il giardino - Film (1979)

Un film di Hal Ashby. Con Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Peter Sellers, Jack Warden, John Harkins. Titolo originale Being There. Commedia, durata 130′ min. – USA 1979. MYMONETRO Oltre il giardino * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giardiniere ignorante, e da anni imbottito solo di TV, viene scambiato per un famoso e saggio filosofo. Di equivoco in equivoco diventa una celebrità nazionale, e viene ricevuto alla Casa Bianca come consigliere. Scritta da Jerzy Kosinski che ha adattato il proprio romanzo Presenze (1971), è un’amara, aguzza, divertente parabola satirica sulla società americana nell’epoca della TV. Penultima e memorabile interpretazione di Sellers. Oscar per Douglas. Ultima, fugace apparizione di Victor Mature (figlio di emigranti di Pinzolo, Trento).

Gatto Nero Gatto Bianco: Amazon.it: Florijan Adjini, Severdzan Bajram,  Jasar Destani, Branka Katic, Emir Kusturica, Florijan Adjini, Severdzan  Bajram: Film e TV

Gatto nero, gatto bianco è un film di Emir Kusturica del 1998
Con Bajram Severdzan, Srdjan Todorovic, Branka Katic, Florijan Ajdini, Ljubica Adzovic, Zabit Memedov, Sabri Sulejman, Jasar Destani, Miki Manojlovic.
Prodotto in Francia, Germania, Rep. Fed. Yugoslava.
Durata: 135 minuti.

Grga e Zarije sono amici da almeno trent’anni. Matko, il figlio di Zarije, progetta di rubare un carico di carburante per contrabbandarlo. S’affida allora a Grga e ,con la scusa che suo padre, Zarije è morto, gli prende dei soldi, con i quali può portare a termine l’operazione. Nell’affare si mette in mezzo anche il criminale cocainomane Dadan; al momento del furto al convoglio, però, Dadan addormenta Matko e prende per sé il carico. Che al suo risveglio apprende da Dadan che il colpo è fallito; non potendo però restituire i soldi prestati al bandito è costretto ad accettare come condizione di dover far sposare il suo amatissimo figlio Zare con sua sorella Afrodita, detta Bubamara (ovvero coccinella) per la sua bassezza.

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Locandina La banda

Un film di Eran Kolirin. Con Sasson GabaiRonit ElkabetzSaleh BakriKhalifa NatourShlomi Avraham. continua» Titolo originale Bikur Ha-TizmoretCommediaRatings: Kids+13, durata 90 min. – Israele, Francia 2007. – Mikado Film uscita venerdì 21 marzo 2008. MYMONETRO La banda ***1/2- valutazione media: 3,49 su 67 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La banda musicale della polizia di Alessandria d’Egitto viene invitata a suonare all’inaugurazione del centro culturale arabo di una cittadina israeliana. All’aeroporto di Tel Aviv non c’è nessuno ad attendere il gruppo di musicisti, così il pragmatico direttore d’orchestra e colonnello Tewfiq decide di raggiungere il luogo con un autobus locale. Arrivato nella remota e desertica cittadina (una sorta di Las Vegas spoglia di luci scintillanti, giochi e schiamazzi) capisce che, per un difetto di pronuncia, ha sbagliato destinazione. Non si trova nella moderna Petah Tikva, bensì nell’arida Bet Hatikva. Poiché non c’è modo di andarsene da lì (c’è una sola corriera che passa una volta al giorno) gli otto egiziani sono costretti ad accettare l’ospitalità di Dina, la bella proprietaria dell’unico ristorante del posto.
Al suo esordio in lungo l’israeliano Eran Kolirin realizza una piccola opera cinematografica, densa di valore, trovando il modo per fotografare e raccontare il suo paese con umorismo, sentimento e nostalgia, utilizzando un linguaggio (e lanciando un messaggio) universale. La banda è una brillante commedia dal retrogusto amaro che parla innanzitutto dell’essere umano. Le inamidate uniformi azzurre della banda celano i disagi esistenziali dei componenti. L’unica voce fuori dal coro è quella di Haled, dongiovanni nell’anima che seduce le fanciulle sussurrando i versi romantici di Chet Baker.
La musica fa da collante tra lo sgangherato gruppo in terra straniera e i loro ospiti. È una canzone jazz israeliana che Dina sceglie per trasmettere a Tewfiq – il suo personale Omar Sharif – il desiderio di dirgli “tante cose”. È la danza delle mani del colonnello, che muove sinuosamente nell’aria per mostrare alla locandiera come si dirige un’orchestra, a creare un momento d’intesa tra l’uomo e la donna. E, infine, intorno alla tavola apparecchiata a festa, nel silenzio imbarazzante e un tantino ostile, basta intonare un’approssimativa “Summertime” per comunicare e azzerare la distanza di due paesi avversi.
Al di là delle divergenze culturali e delle barriere linguistiche c’è la musica, ma c’è anche l’amore. Quello agognato da una giovane che vede la sua vita come un (melodrammatico) film arabo, quello perduto a causa del proprio rigore, quello cercato tra le braccia di uno sconosciuto. Il finale de La banda è preannunciato da una frase di Itzik. È “come un concerto che finisce di colpo, né triste, né allegro”. Un concerto, aggiungiamo noi, da godere fino all’ultima nota.

Regia di Emir Kusturica. Un film Da vedere 2004 con Slavko StimacNatasa SolakVesna TrivalicVuk KosticAleksandar Bercek. Titolo originale: Zivot je cudo. Genere Grottesco – JugoslaviaFrancia2004durata 155 minuti. Uscita cinema venerdì 4 marzo 2005 – MYmonetro 3,62 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Luka, ingegnere serbo di Belgrado, vive con la moglie Jadranka, cantante lirica, e il figlio Milos, dotato calciatore, in un villaggio ai confini con la Bosnia per costruire una linea ferroviaria. Nel 1992 comincia la guerra. Jadranka fugge con un musicista magiaro; Milos, soldato, è fatto prigioniero dai bosniaci; Luka ospita in casa la giovane musulmana Sabaha da usare come ostaggio da scambiare col figlio. I due s’innamorano. La situazione si complica quando scoppia la pace. Per il serbo Kusturica la vita è un miracolo perché l’amore non conosce frontiere geopolitiche. Come il solito, lo fa nei modi di un realismo magico: cerca di dare un senso alla realtà che racconta, ingigantendone le dimensioni più surreali e piegandole a simboli sotto le apparenze di un caos. Questo suo 8° lungometraggio può sembrare una favola utopica, un’epopea popolare, un poema barocco, una tragicommedia romantica. Talvolta senza soluzioni di continuità, si passa dal realistico all’onirico, dalla farsa al dramma, dal lirico al grottesco. Se ne esce presi da sazietà, ripetizione, troppo pieno, eccessi, difetti, squilibri che probabilmente risalgono alla sceneggiatura, scritta dal regista con Ranko Bozic. Ma esistono anche le virtù, le invenzioni fantastiche, alcune sequenze memorabili, l’uso della musica (Dajan Sparavalo, Kusturica) e dei suoni come parte integrante del racconto. Fotografia: Michel Amathien.

Stereo (1969 film) - Wikipedia

Un film di David Cronenberg. Con Ronald MlodzikJack MessingerPaul MulhollandIain EwingClara Mayer. continua» Grottescob/n durata 65 min. – Canada 1969.

Nei futuristici laboratori della “Canadian Academy for Erotic Inquiry” un gruppo di volontari, tra loro sconosciuti, si sottopone ad un esperimento di induzione biochimica cerebrale teso a sviluppare le potenzialità telepatiche del cervello, rendendo superfluo l’uso della parola. Coordinato dal dottor Luther Stringfellow (che, peraltro, è assente durante il test) e monitorato dai computer, il progetto mira a liberare la psiche umana dalle pastoie inibitrici del comportamento quotidiano, aprendo prospettive infinite all’espressione, alla percezione e alla creatività. Gli individui prescelti, sotto l’effetto di droghe e afrodisiaci, esaltano i propri impulsi sessuali, ma scoprono, al tempo stesso, la capacità di nascondersi l’un l’altro proiettando un ego fittizio. L’esperienza è traumatizzante, rischia di condurre alla schizofrenia e non consente ritorno: due uomini, incapaci di eliminare il bisogno della dipendenza psichica, si suicidano.
Dopo aver firmato due cortometraggi (Transfer e From the Drain) Cronenberg realizza un soggetto più articolato con la collaborazione degli amici di università che si prestano ad interpretarlo. Il regista si autofinanzia e riesce a presentare il film in alcuni festival d’avanguardia fino a richiamare l’attenzione della International Film Archive di New York. La pellicola, girata in 35 mm, è tutta risolta in immagini: l’unica voce è quella del narratore che introduce la storia e commenta, con un bizzarro liguaggio scientifico (il titolo stesso allude ad una forma di comunicazione multidirezionale) le fasi dell’esperimento. Anche se il racconto è permeato di un morboso gusto per l’orrore e di istanze intellettualistiche, gli angosciosi temi cronenberghiani del dualismo intelletto/materia cominciano già a delinearsi con rigorosa coerenza.

Locandina True Stories

Un film di David Byrne. Con John GoodmanAnnie McEnroeDavid ByrneSwoosie KurtzSpalding Gray. continua» Grottescodurata 111 min. – USA 1986.

Narratore del film è lo stesso David Byrne, che, al volante della sua automobile, racconta, in occasione del 150° anniversario dell’Unione degli States, in una sorta di viaggio in una città immaginaria del Texas, una serie di scenette iper-realistiche. C’è di tutto tra i vari personaggi; troviamo un omaccione esperto di computer che cerca moglie e la trova in una grassona bionda che non si alza mai dal letto, una signora che da trent’anni convive con un marito al quale parla solo attraverso i figli, un predicatore fanatico, una donna che vuol far credere d’essere nata con la coda. E così via in un’intelligente satira quasi felliniana.

Risultati immagini per Pink Flamingos

Un film di John Waters. Con DivineDavid Lochary, Mary Vivian Pearce Titolo originale Pink Flamingos – 25th Anniversary EditionGrottescodurata 108 min. – USA 1972.

Nel 1997, per il 25esimo anniversario dalla realizzazione di Pink Flamingos, capolavoro “trash” assoluto di John Waters, è uscita questa videocassetta commemorativa digitalmente rimasterizzata. Al termine del film il commento di John Waters presenta alcune scene non inserite nel montaggio finale. A partire dal 1964 parallelamente ai film esistenziali e scioccanti prodotti da Andy Warhol, Waters ha portato avanti il suo stile improntato sul “cattivo gusto”, sostenuto dal Museo d’Arte Moderna di New York. La fama di Divine, considerato personaggio assolutamente disgustoso, rende gelosi Connie e Raymond. Questi ultimi rapiscono ragazze, le rendono incinte e vendono i neonati a coppie che non possono avere figli. Nel frattempo la madre di Divine, che vive in un lettino per poppanti, si innamora di un venditore di uova. Si celebra così la grande festa e un finto matrimonio. Connie e Raymond danno fuoco alla roulotte di Divine e quest’ultima li uccide davanti alla camera da presa di un regista di cinema-verità. Waters in questo film non risparmia cartucce e oltrepassa ogni limite fino allo “snuff” e al “porno”. Nonostante il film sia pieno di scene nauseanti, quella che tutti i cinefili citano è il finale in cui Divine mangia realmente le feci di un cagnolino. Pink Flamingos non può essere giudicato con i consueti parametri e viene inserito nel dizionario per un dovere storico. Solo in videocassetta di importazione.

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Eroica poster.jpg

Un film di Andrzej Munk. Con Barbara PolomskaEdward Dziewonski, Kazimierz Rudzki, Josef Nowak Titolo originale EroikaGrottescodurata 87 min.

Scherzo Alla Pollacca

The first part is a bitter, tragicomic story of Dzidziuś, a street-wise bon-vivant, drunkard, and coward who unwillingly becomes a soldier in the Home Army during the Warsaw Uprising. Dzidziuś wife Zosia is having an affair with a Hungarian officer stationed nearby, and Dzidziuś is ordered to contact the Hungarian unit and convince the officer to join the battle against the Nazis.

Ostinato Lugubre

The second novel is set in a POW camp for Polish soldiers. Lt. Zawistowski, one of the interned soldiers, decides to make an attempt to escape from the camp. While none of his fellow inmates are sure whether he succeeded, his absence upsets the guards and provides hope and inspiration for the rest of prisoners. Soon his legend grows, making him a hero within the camp and helping to boost the prisoners’ morale. However, it turns out that Lt. Zawistowski didn’t actually follow through on his escape plans, but is hiding in the attic of one of the barracks. It turns out that he was hiding from his colleagues, whose ostentatious patriotism he simply could not stand

Risultati immagini per Amleto si mette in Affari

Un film di Aki Kaurismäki. Con Pirkka-Pekka Petelius, Kati Outinen, Elina Salo, Esko Salminen. Titolo originale Hamlet llikemaail massa. Grottesco, durata 86 min. 1987* * * - - valutazione media: 3,00 su 3 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Klaus (E. Salminen), amante di Gertrude (E. Salo), ne avvelena il marito, direttore generale di una azienda industriale finnica. Amleto (P.-P. Petelius) entra in possesso del 51 per cento della società, ma Klaus, diventatone il presidente, trama ai suoi danni. A uno a uno i personaggi cominciano a morire. View full article »

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CECOSLOVACCHIA – 1989 Regia: Jan Svankmajer

Un uomo costruisce se stesso partendo dall’argilla – diventando Dio e creazione nello stesso tempo – e colloca le diverse parti del corpo in una stanza piccolissima. Ma più diventano numerose le parti create, più l’uomo diventa grande e -di conseguenza – la stanza diventa più piccola e soffocante.

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