Category: 3.70/3.79


Regia di Takeshi Kitano. Un film Da vedere 2002 con Miho KannoHidetoshi Nishijima, Iatsuya Mihashi, Chieko Matsubara. Genere Drammatico – Giappone2002durata 113 minuti. – MYmonetro 3,56 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Introdotte da uno spettacolo di Bunraku (marionette) al Teatro Nazionale di Tokyo, tre tragiche storie di amore e abbandono: a) due giovani amanti per sempre legati da una corda rossa; b) un vecchio e malato capo della yakuza torna sulla panchina dove una donna da lui abbandonata l’ha atteso per tutta la vita; c) un giovane fan di una famosa pop star si acceca quando lei rimane sfigurata in un incidente. Costumi: Yohji Yamamoto. Musica: Joe Hisaishi. Associato al giuoco infantile, il tema della marionetta è centrale nel cinema tragicomico di Kitano: lo diventa l’uomo, vittima delle proprie ambizioni e lo diventa la donna, vittima dell’uomo. Dolls (bambole) è il suo film più stilizzato, enigmatico e complesso. Un compendio del suo cinema, dicono i devoti. Altri replicano: il più estetizzante, accademico, rarefatto, gelido, sfiancante. Non tengono conto che lo splendore delle sue immagini esiste qui, oggi, e che alla sua bellezza – e ai suoi amori – si oppongono il denaro, il potere, la violenza del mondo. “La bellezza è insieme il mezzo e il contenuto dell’opera: Dolls è un film bello sulla bellezza , oggi. Ed è, di conseguenza, un film disperato” (Em. Morreale). Radicale nel suo sconsolato pessimismo. Il miglior film in concorso a Venezia 2002.

 Dolls
(2002) on IMDb

Regia di Paul Thomas Anderson. Un film Da vedere 2002 con Adam SandlerEmily WatsonPhilip Seymour HoffmanLuis GuzmánMary Lynn Rajskub. Titolo originale: Punch-Drunk Love. Genere Commedia – USA2002durata 90 minuti. – MYmonetro 3,13 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Con un passato familiare (sette sorelle!) che non passa, il goffo Barry coabita nella San Fernando Valley (California) con una pacata nevrosi che ogni tanto scarica in solitarie esplosioni di violenza. Nell’amore per l’inglesina Lena trova la forza di uscire dalla sua autistica apatia per affrontare dei ricattatori. E la vita. Dopo l’ambizioso, magnificato e sopravvalutato Magnolia P.T. Anderson abbassa la mira sul registro leggero con una commedia “sbilanciata, asimmetrica, deliberatamente obliqua rispetto ai canoni del genere” (P. Cherchi Usai). L’asimmetria non sta nel plot lineare e prevedibile come sono le favole d’amore, ma nel grottesco stralunato della prima mezz’ora e negli incidenti di percorso. Il sospetto di un esercizio di bravura fine a sé stesso è fondato, ma si deve ammirarne il brio intelligente, anche nella direzione della recitazione: riuscire a rendere buffo e godibile Sandler, divo TV espressivo come un paracarro, non è impresa da poco.

 Ubriaco d'amore
(2002) on IMDb

Regia di Zack Snyder. Un film Da vedere 2010 con Jim SturgessRyan KwantenHelen MirrenDavid WenhamAnthony LaPagliaMiriam MargolyesCast completo Titolo originale: Legend of the Guardians: The Owls of Ga’Hoole. Genere Animazione, – USAAustralia2010durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2010 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,75 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tratto dai primi 3 libri della saga (15 volumi) letteraria I guardiani di Ga’Hoole di Kathryn Lasky. Il giovane gufo Soren sogna di potersi unire un giorno ai guardiani di Ga’Hoole, di cui suo padre gli narra le imprese, i mitici guerrieri alati che hanno combattuto per salvare tutti i gufi dai perfidi Puri. La gelosia di suo fratello maggiore Kludd che, al contrario, pensa solo a cacciare e volare per conquistarsi il favore del padre, li fa finire entrambi nei loro artigli. Prodotto dalla Warner, è un fantasy di animazione – con i notevoli effetti digitali di Aidan Sarsfield e Ben Gunsberger – educativo e retorico, diretto ai ragazzini ma con l’utilizzo di un linguaggio per adulti. Snyder si è concesso una pausa con un film per famiglie, ma non sa allontanarsi da 300 e mette troppa carne al fuoco.

 Il regno di Ga'Hoole - La leggenda dei guardiani
(2010) on IMDb

Locandina italiana Gente comuneUn film di Robert Redford. Con Donald Sutherland, Timothy Hutton, Mary Tyler Moore, Judd Hirsch Titolo originale Ordinary People. Drammatico, durata 123′ min. – USA 1980. MYMONETRO Gente comune * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La vita ordinata e serena dei Jarrett di Chicago è devastata dalla morte di uno dei due figli. L’altro è straziato da un forte senso di colpa. Uno psichiatra li aiuta. Tenerissimo di fuori e molliccio, un po’ sfatto di dentro. Nei limiti del suo psicologismo, in bilico sul lacrimevole, è anche un film fievolmente critico che dice qualche verità. 4 Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura (Alvin Sargent da un romanzo di Judith Guest) e Hutton.

 Gente comune
(1980) on IMDb

Locandina italiana BiutifulUn film di Alejandro González Iñárritu. Con Javier Bardem, Maricel Álvarez, Eduard Fernández, Diaryatou Daff, Cheng Tai ShenDrammatico, durata 138 min. – USA 2010. – Universal Pictures uscita venerdì 4 febbraio 2011. MYMONETRO Biutiful * * * 1/2 - valutazione media: 3,52 su 67 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Uxbal ha due figli, Ana e Mateo che ama profondamente e una moglie, Marambra, con la quale c’è un rapporto conflittuale che li spinge a separazioni e a tentativi di riappacificamento. Uxbal vive di manodopera clandestina che sopravvive ammassata in tuguri (i cinesi) o cerca di far crescere il proprio figlio in condizioni comunque estremamente precarie come l’africana Ige. Uxbal si trova a confronto con la morte anche di minorenni. Uxbal attende la morte, la sua. Uxbal ha un cancro che gli lascia poco da vivere.
Per Alejandro Gonzales Inarritu è finalmente arrivato il film della maturità. Liberatosi dell’autoimposta necessità di far prevalere gli incastri di montaggio sulla qualità della sceneggiatura si autorizza in Biutiful a portare sullo schermo una storia tanto lineare quanto complessa e profonda. È come se quell’anello che Uxbal dona all’inizio del film (si scoprirà molto più tardi a chi) affermandone l’autenticità a dispetto di quello che ne ha detto la moglie, fosse un patto con lo spettatore. Non si cercherà più di mescolare le carte, di lavorare sulla dimensione degli scarti temporali per occultare eventuali vuoti di scrittura. Grazie al corpo/cinema di Xavier Bardem Inarritu si mette a nudo e ci costringe a ‘guardare’ il dolore, a sentirlo penetrare in noi, a condividerlo. Scegliendo però sin dall’inizio una delle città ‘da cartolina’ per eccellenza: Barcellona.
Se Woody Allen, spinto da esigenze di budget e con una punta di autoironia, ci aveva portato a spasso per i luoghi cari al turismo di massa Innaritu fa l’opposto. La Barcellona di Gaudì sta racchiusa in un lontano panorama. La città di cui percorriamo strade e vicoli è un organismo divorato, come quello del protagonista, da un cancro sociale che ha prodotto metastasi ovunque. Non c’è nulla di ‘biutiful’ se non forse, la speranza che cova nello sguardo di Mateo e in quella sua attesa di un viaggio premio sui Pirenei.
Pochi film hanno saputo far ‘sentire’ in modo così partecipe e lucido il magma ribollente di un animo in cui ai molteplici sensi di colpa sociale si mescola inestricabilmente la mancanza di una figura paterna (che si spera di ritrovare nell’aldilà) e, al contempo, il sentirsi padre fino all’estremo, fino all’ultimo. Fino a oltre la morte.

 Biutiful
(2010) on IMDb

Regia di Sydney Pollack. Un film Da vedere 1969 con Susannah YorkJane FondaGig YoungMichael SarrazinBonnie BedeliaRed ButtonsCast completo Titolo originale: They Shoot Horses, Don’t They?. Genere Drammatico – USA1969durata 129 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,47 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal breve romanzo Ai cavalli si spara (1935) di Horace McCoy, pubblicato (1956) in Italia da Einaudi con Avrei dovuto restare a casa nel volume Le luci di Hollywood , e sceneggiato da James Poe e Robert E. Thompson. Nel 1932, durante la grande depressione, a Los Angeles si svolge una maratona di danza dov’è in palio un premio di 1500 dollari. Sagra di sadomasochismo, claustrofobica fino all’angoscia, impressionante ricostruzione d’epoca con dialoghi crepitanti, è una sola, grande metafora sull’America amara che si slarga ad allegoria sul destino. Ottimo gioco di squadra tra gli attori. Ebbe 6 nomination ai premi Oscar (regia, sceneggiatura, Fonda, York, musiche) e una statuetta a Young come attore non protagonista.

 Non si uccidono così anche i cavalli?
(1969) on IMDb

Locandina italiana Dopo il matrimonioUn film di Susanne Bier. Con Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup. Titolo originale Efter brylluppet. Drammatico, durata 120 min. – Danimarca, Svezia 2006. – Teodora Film uscita venerdì 22 dicembre 2006. MYMONETRO Dopo il matrimonio * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jacob vive da molti anni in India, dove ha iniziato e abbandonato diversi progetti di volontariato, è stato lasciato dalla donna che amava e ha disperatamente tentato di sfuggire alla sua condizione di alcolizzato e dimenticarsi della sua anima perduta. Costretto a tornare in patria per ottenere una cospicua donazione che gli permetta di continuare a occuparsi dell’orfanotrofio dove si è ritagliato il ruolo di buon samaritano, Jacob ritroverà un pezzo del suo passato che inevitabilmente gli cambierà la vita.

 Dopo il matrimonio
(2006) on IMDb

Locandina italiana LockeUn film di Steven Knight. Con Tom Hardy, Ruth Wilson, Olivia Colman, Andrew Scott, Ben Daniels. Thriller, durata 85 min. – USA, Gran Bretagna 2013. – Good Films uscita mercoledì 30 aprile 2014. MYMONETRO Locke * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ivan Locke guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, ma questa notte si consuma la demolizione della sua vita. All’alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento di cui si sia mai dovuto occupare. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore: solido come il cemento, appunto. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l’esistenza di Locke. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima.
L’attesa opera seconda di Steven Knight non solo soddisfa ma supera piacevolmente le aspettative. Sceneggiatore talentuoso, per Frears e Cronenberg, con Locke eccelle nell’esercizio di scrittura, ideando un percorso di quasi novanta minuti nel quale il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono e non c’è altro luogo al di fuori dell’abitacolo della Bmw in movimento e nessun altro personaggio oltre a quello del titolo, impegnato in un dialogo telefonico pressoché ininterrotto con gli altri nomi del copione: Bethan, dall’ospedale di Londra, la moglie Katrina e i due figli da casa, Garreth, il capo furioso, e Donal, l’operaio polacco al quale Ivan Locke ha affidato la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza.

 Locke
(2013) on IMDb

Ashes of Time - Film (1994) - MYmovies.itUn film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Brigitte Lin, Tony Leung Ka Fai, Maggie Cheung, Carina Lau. Titolo originale Dong Xie Xi Du. Avventura, durata 95 min. – Hong Kong, Cina, Taiwan 1994. MYMONETRO Ashes of Time * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ou Yang Feng (L. Cheung), già spadaccino e sicario di professione, vive da eremita nel deserto. Gli fa visita una ragazza (C. Young) che vorrebbe vendicare la morte del fratello. Gli richiama alla memoria l’unica donna (M. Cheung) che ha mai amato, ora moglie di suo fratello. Ma anche il suo migliore amico (T. Leung) è innamorato di lei. Nel suo 3° e costoso film, Wong prende in prestito i personaggi di un romanzo di arti marziali di Jin Yong e li situa in mezzo a un deserto per analizzarne ossessioni e manie. “Incredibile apologo filosofico, film di kung-fu senza combattimenti, film in costume senza un tempo di riferimento, paradossale tentativo di ‘prendere sul serio’ le storie di fantasmi e di eroi mitologici cinesi” (G. Manzoli).

 Ashes of Time
(1994) on IMDb

Un film di Frank Capra. Con Glenn Ford, Bette Davis, Arthur O’Connell, Hope Lange, Peter Falk. Titolo originale Pocketful of Miracles. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 136′ min. – USA 1961. MYMONETRO Angeli con la pistola * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Gangster amico di una mendicante decide di aiutarla quando arriva in città sua figlia, convinta che la madre sia una signora. Remake di Signora per un giorno: quasi un omaggio di Capra a sé stesso. Fu il suo ultimo film. Grande passerella di caratteristi, tra cui Peter Falk che si guadagnò una designazione all’Oscar. Il look da finto film gangster è piacevole, ma manca l’autoironia. Il mestiere sostituisce il brio.

 Angeli con la pistola
(1961) on IMDb

Regia di Spike Lee. Un film Da vedere 1992 con Denzel WashingtonAl Freeman jrAngela BassettAlbert HallSpike LeeKate VernonCast completo Genere Drammatico – USA1992durata 195 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,41 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dall’autobiografia di Malcolm X, redatta con la collaborazione di Alex Haley. Vita e morte dell’afroamericano Malcolm Little (Omaha, Nebraska, 1925 – New York, 1965), ragazzo di strada soprannominato Detroit Red e Satan, convertito all’Islam col nome di Malcolm X dove la “X” sta al posto del cognome perduto nel tempo, ucciso il 21 febbraio 1965 da un commando di 5 sicari. La pista dei mandanti si biforca in 2 direzioni opposte: l’FBI da una parte e l’ala radicale della Nation of Islam dall’altra. Il film di Lee contiene 3 storie: un manifesto per i neri d’America, ossia un film a programma e di propaganda; una biografia agiografica in bilico tra il musical e il gangster movie ; una parabola evangelica su un profeta e martire. A tenere insieme le tre componenti ci sono un attore (Washington con la voce di Francesco Pannofino) e la regia di un direttore d’orchestra che conosce bene la sua musica. Pur con il suo pittoresco stereotipato, i passaggi agiografici, le omissioni strumentali, i manierismi, le astuzie oratorie, è il ritratto di un principe.

 Malcolm X
(1992) on IMDb

 

Un film di Spike Jonze. Con John Cusack, Cameron Diaz, Catherine Keener, John Malkovich, Orson Bean. Titolo originale Being John Malkovich. Commedia, durata 103 min. – Gran Bretagna, USA 1999. MYMONETRO Essere John Malkovich * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Craig (Cusack), burattinaio d’insuccesso, trova un posto di archivista in una ditta al settimo piano e mezzo di un palazzo di Manhattan, dai soffitti adatti ai nani, e scopre un tunnel che porta dentro alla testa dell’attore John Malkovich, dove si rimane ogni volta per 15 minuti. Un affare lucroso. 1° film di Jonze (vero nome Adam Spiegel), ingegnoso regista di pubblicità e video musicali e genero di F.F. Coppola. In una bizzarra miscela di commedia fantastica, dramma e satira dove l’assurdo diventa più credibile dell’ordinario, è scritto da Charlie Kaufman che dà spessore narrativo alla previsione di Andy Warhol: “Nel futuro ognuno potrà avere 15 minuti di successo.” Apologo a diversi piani sui temi dell’identità e del narcisismo. Dopo un 1° tempo di ironica e irresistibile buffoneria, verso la fine s’ingorga nella ridondanza. Bravi attori tra cui un’ottima e irriconoscibile Diaz. Troppo intelligente e sofisticato per avere successo.
 Essere John Malkovich
(1999) on IMDb

Ammazza vampiri: Amazon.it: Chris Sarandon, William Ragsdale, Amanda  Bearse, Roddy McDowall, Stephen Geoffreys, Tom Holland, Chris Sarandon,  William Ragsdale: Film e TVUn film di Tom Holland. Con Chris Sarandon, Roddy McDowall, Amanda Bearse, William Ragsdale, Pamela Brown. Titolo originale Fright Night. Horror, b/n durata 105′ min. – USA 1985. – VM 14 – MYMONETRO L’ammazzavampiri * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un ragazzo amoreggia con la ragazza quando scopre che i nuovi dirimpettai sono davvero strani e misteriosi. Aglio, acquasanta e crocefissi non basteranno. Sembrerebbe un film dell’orrore legato alla retorica del genere, e invece si rivela presto libero di volare su audaci invenzioni di regia e pervaso da un sottile senso dell’umore. Notevoli effetti speciali. Fu fatto anche L’ammazzavampiri 2 (1989), trascurabile

 Ammazzavampiri
(1985) on IMDb
Angoscia (1944): Amazon.it: Boyer,Bergman,Cotten, Boyer,Bergman,Cotten:  Film e TV

Un film di George Cukor. Con Charles Boyer, Joseph Cotten, Terry Moore, Angela Lansbury, Ingrid Bergman. Titolo originale Gaslight. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 114′ min. – USA 1944. MYMONETRO Angoscia * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’Inghilterra vittoriana un gentiluomo persuade la giovane moglie ad abitare nella vecchia casa dove fu assassinata sua zia e, con una diabolica strategia psicologica, la spinge sull’orlo della pazzia finché interviene un ispettore. Tratto dalla pièce Gaslight (1938 _ in italiano Via dell’angelo o Luce a gas) di Patrick Hamilton, già filmato nel 1939 da Thorold Dickinson, è un venerando melodramma psicologico, non privo di artifizi, che conta soprattutto come saggio di manipolazione psicologica e per la recitazione. La sapienza registica di Cukor fa il resto. 7 nomination e 2 Oscar per la Bergman e la scenografia.

 Angoscia
(1944) on IMDb

Regia di Sion Sono. Un film Da vedere 2011 con Sometani ShôtaFumi NikaidouTetsu WatanabeMitsuru Fukikoshi. Genere Drammatico – Giappone2011durata 129 minuti. distribuito da Fandango. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,75 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Giappone, dalle parti di Fukushima. Vessato da un padre crudele, violento verbalmente e fisicamente, e da una madre assente, Sumida sogna la normalità dell’uomo comune. Chazawa invece sogna Sumida, difficile oggetto d’amore che richiede di essere domato oltre che catturato.
Famiglie disfunzionali e teenager in difficoltà, squassati da istinti autodistruttivi, si vedono spesso su grande schermo e il tema men che mai è nuovo per il talentuoso Sono Sion, specie dopo l’abbraccio cosmico (e sostanzialmente definitivo) di Love Exposure. Ma quel che sconcerta – e che lo allontana da controparti occidentali dedite all’esplorazione di ambiti apparentemente similari (Solondz, Clark, Korine) – è la robustezza dell’idea di cinema che c’è alle spalle, l’impatto visivo e uditivo di opere che non temono di scalare su differenti registri narrativi e stilistici, anziché adagiarsi su ammiccanti cliché, per gridare il proprio insanabile dolore.

 Himizu
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Ascensore per il patibolo - Film (1958)Un film di Louis Malle. Con Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly, Yori Bertin, Jean Wall. Titolo originale Ascenseur pour l’échafaud. Giallo, Ratings: Kids+16, b/n durata 92′ min. – Francia 1958. MYMONETRO Ascensore per il patibolo * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Noël Calef, sceneggiato da Malle, Roger Nimier e l’autore: ex combattente in Indocina, Julien uccide il suo padrone su istigazione della di lui moglie Florence, sua amante, ma rimane chiuso in ascensore. Nella stessa notte un giovane gli ruba l’auto e uccide due turisti. Brillante esordio di Malle con un film noir in cui più che l’azione, pur molto tesa, contano l’atmosfera (fotografia di H. Decaë, stupenda colonna musicale jazz di Miles Davis) e l’analisi dei sentimenti. D’antologia la camminata di J. Moreau nella notte parigina. Premio Delluc 1957.

 Ascensore per il patibolo
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Un film di James Whale. Con Gloria Stuart, Claude Rains, William Harrigan, Henry Travers, Una O’Connor. Titolo originale Invisible Man. Fantastico, b/n durata 71′ min. – USA 1933. MYMONETRO L’uomo invisibile * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Lo scienziato inglese Jack Griffin (Rains), diventato invisibile per un siero che si è iniettato, cerca di trovare un antidoto, ma ci rinuncia quando si rende conto che l’invisibilità ha i suoi vantaggi. Intanto, però, un effetto collaterale del siero è la megalomania che lo spinge a commettere furti e omicidi. Sceneggiato con fedeltà al romanzo (1897) di H.G. Wells pari alla stringatezza da R.C. Sheriff e Philip Wylie, il film comincia in cadenze di commedia e diventa gradatamente drammatico e cupo: l’invisibile Griffin è uno dei primi insani malvagi della storia del cinema, pur suscitando insieme paura e compassione. Fece una star di Rains, esimio teatrante inglese dalla voce bellissima e inconfondibile, esordiente sullo schermo in una parte che gli permette di mostrare il volto soltanto alla fine, nell’immobilità della morte. Fu il suo compatriota Whale a imporlo ai capi dell’Universal che avrebbero voluto Boris Karloff. Gli effetti speciali di John P. Fulton, insuperati per molti anni, contribuiscono molto alla riuscita del film. Le riprese richiesero 4 mesi, durata insolitamente lunga per quel tempo. Molti seguiti, tutti assai inferiori, fra i quali: Il ritorno dell’uomo invisibile (1940) di J. May; La donna invisibile (1941) di A.E. Sutherland; Invisible Agent (1942) di E.L. Marin. Non mancò un Gianni e Pinotto contro l’uomo invisibile (1951) di C. Lamont.

 L'uomo invisibile
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I gangsters - Film (1946) - MYmovies.itUn film di Robert Siodmak. Con Edmond O’Brien, Burt Lancaster, Ava Gardner Titolo originale The Killers. Poliziesco, b/n durata 105′ min. – USA 1946. MYMONETRO I gangsters * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nello sporco alberghetto di una cittadina di provincia un giovane gangster che ha fatto uno sgarro attende che due sicari vengano ad ammazzarlo. Ci si racconta il come e il perché. Un racconto (The Killers) di Ernest Hemingway dà lo spunto a una splendida sequenza di apertura. Il resto vale meno, ma è di ottimo mestiere con personaggi ben disegnati e una suggestiva colonna musicale di M. Rozsa. Alla sceneggiatura di Anthony Veiller collaborò, non accreditato, John Huston. Rifatto nel 1964 da Don Siegel. 1° film di Lancaster.

 I gangsters
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Fino all'ultimo respiro - Film (1960)

Un film di Jean-Luc Godard. Con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville, Henri-Jacques Huet. Titolo originale A bout de souffle. Drammatico, b/n durata 87′ min. – Francia 1960. MYMONETRO Fino all’ultimo respiro * * * 1/2 - valutazione media: 3,70

Michel Poiccard, ladro d’automobili, uccide un motociclista della polizia stradale che lo inseguiva per un sorpasso proibito. Tornato a Parigi, ritrova Patrizia, un’amichetta americana di cui s’era innamorato. Intanto è ricercato dalla polizia. Opera prima di Godard, questo film sul disordine del nostro tempo divenne il manifesto della Nouvelle Vague e, insieme con Hiroshima mon amour (1959) di Resnais, contribuì alla trasformazione linguistica del cinema negli anni ’60, sfidando le regole canoniche della grammatica e della sintassi tradizionali. L’anarchismo di cui fu accusato (o per il quale fu esaltato) è più formale che contenutistico: nelle peripezie dell’insolente Belmondo che fa il duro, imitando Humphrey Bogart, si nasconde molta tenerezza.

 Fino all'ultimo respiro
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Margherita Gauthier (1937) | FilmTV.itRegia di George Cukor. Un film Da vedere 1936 con Lionel BarrymoreRobert TaylorGreta GarboElizabeth AllanJessie RalphHenry DaniellCast completo Titolo originale: Camille. Genere Drammatico – USA1936durata 108 minuti. – MYmonetro 3,73 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La storia infrangibile della Signora delle camelie (1848) di Alexandre Dumas figlio: cortigiana si innamora di un bel giovane ricco che la ama, rinuncia a lui con la morte nel cuore e muore di tisi tra le sue braccia. È, forse, la più grande interpretazione della Garbo, in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l’eleganza geniale del regista. La Garbo ebbe una nomination all’Oscar che fu vinto da Louise Rainer per Il paradiso delle fanciulle .

Fu il film col maggiore incasso nell’anno 1936.

 Camille
(1984) on IMDb