Category: 3.70/3.79


Acquista Moneyball - L'Arte Di Vincere - Microsoft Store it-IT

Un film di Bennett Miller. Con Brad Pitt, Jonah Hill, Robin Wright, Philip Seymour Hoffman, Chris Pratt. Titolo originale Moneyball. Drammatico, durata 126 min. – USA 2011. – Warner Bros Italia uscita venerdì 27 gennaio 2012. MYMONETRO L’arte di vincere * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Gli Oakland Athletics sono una buona squadra di baseball che però non può competere con i budget stratosferici di squadre come ad esempio i New York Yankees. Quando al termine di una buona stagione il general manager Billy Beane si vede portar via i suoi tre migliori giocatori,la loro sostituzione diventa impossibile, soprattutto con i pochissimi soldi a disposizione. A questo punto però Beane incontra Peter Brand, giovane laureato in economia che gli dimostra come si possa costruire una squadra vincente basandosi sulle statistiche invece che sui nomi altisonanti. Beane abbraccia la filosofia del ragazzo e rifonda la squadra con nomi sconosciuti o apparenti scarti, lasciando basiti tutti i collaboratori degli Oakland Athletics, compreso l’allenatore Art Howe. All’inizio le cose non sembrano funzionare, ma pian piano il “sistema” messo in piedi da Beane Brand comincia a dare frutti insperati…

 L'arte di vincere
(2011) on IMDb
Locandina italiana Il grinta

Un film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Hailee Steinfeld, Barry Pepper. Titolo originale True Grit. Western, Ratings: Kids+16, durata 110 min. – USA 2010. – Universal Pictures uscita venerdì 18 febbraio 2011. MYMONETRO Il grinta * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 139 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mattie Ross è una quattordicenne fermamente intenzionata a portare dinanzi al giudice, perché venga condannato alla pena capitale, Tom Chaney l’uomo che ha brutalmente assassinato suo padre. Per far ciò ingaggia lo sceriffo Rooster Cogburn non più giovane e alcolizzato ma ritenuto da tutti un uomo duro. Cogburn non vuole la ragazzina tra i piedi ma lei gli si impone. Così come, in un certo qual modo, gli verrà imposta la presenza del ranger texano LaBoeuf. I tre si mettono sulle tracce di Chaney che, nel frattempo, si è unito a una pericolosa banda.
“I malvagi fuggono quando nessuno li insegue”. Con questo passo dal Libro dei Proverbi si apre il film che rappresenta l’ennesima sfida dei Coen. Questa volta i due registi decidono di confrontarsi al contempo con un genere che hanno (seppure a modo loro) già esplorato (il western) e con un’icona del cinema di nome John Wayne. Non era un’impresa facile realizzare un remake del film di Henry Hathaway che fece vincere l’Oscar al suo protagonista. Ma, come sempre, i Coen riescono a costruire un’opera totalmente personale pur rispettando (più dell’originale) lo spirito del romanzo di Charles Portis a cui la sceneggiatura si ispira.
Già la citazione biblica ne è un segno. Mattie è spinta a cercare giustizia da un carattere assolutamente determinato e lontano dall’iconografia della donna del West (Calamity Jane, Vienna/Joan Crawford e pochi altri esempi a parte) ma anche da un fondamentalismo che ha radici religiose. I Coen eliminano visivamente il prologo proponendo la vicenda come un flashback della memoria della donna Mattie. Una donna divenuta troppo precocemente tale perché nata in un mondo in cui dominano l’ignoranza (“Mia madre sa a malapena fare lo spelling della parola cat”) e la morte.
È un film sul distacco, sulla perdita, sulla separazione Il Grinta. Mattie non bacerà il cadavere del padre (per quanto sollecitata) ma assisterà all’impiccagione di tre condannati due dei quali potranno esprimere il loro pentimento o la loro rabbia. Il terzo non potrà farlo: è un nativo pellerossa. La stessa Mattie però dormirà nella stanza mortuaria accanto ai cadaveri degli impiccati. Da quel momento avrà inizio un lungo percorso in cui Rooster Cogburn, detto Il Grinta, sarà una sorta di disincantato ma al contempo dolente Virgilio pronto a raccontare di sé e del suo confronto quotidiano con una morte inferta o subita. Mattie lo vedrà per la prima volta non mentre arriva in città con i malfattori catturati (come nel film del 1969) ma emergere progressivamente alla visione mentre in tribunale gli viene chiesto conto degli omicidi (a favore della Legge certo ma sempre omicidi) compiuti. Jeff Bridges è perfetto nel rendere quasi tangibile questa figura di uomo della frontiera cinematograficamente in bilico tra la classicità e lo spaghetti-western.
Si lascia The Duke Wayne alle spalle e affronta un viaggio in un genere destinato a proporre, incontro dopo incontro e scontro dopo scontro, una riflessione su un modo di concepire il confronto sociale non poi troppo distante da quello in atto in questi nostri difficili tempi. Perché, non dimentichiamolo, anche il più apparentemente astratto film dei Coen morde sempre (e con grande lucidità) sul presente.

True Grit (2010) on IMDb
Poster A proposito di Davis

Un film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett. Titolo originale Inside Llewyn Davis. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105 min. – USA, Francia 2013. – Lucky Red uscita giovedì 6 febbraio 2014. MYMONETRO A proposito di Davis * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


C’era una volta la capitale indiscussa del folk, quel Greenwich Village a partire dal quale Bob Dylan avrebbe cambiato la storia della musica. Ma questa storia comincia prima, quando la musica folk è ancora inconsapevolmente alla vigilia del boom e i ragazzi che la suonano provengono dai sobborghi operai di New York e sono in cerca di una vita diversa dalla mera esistenza che hanno condotto i loro padri. Llewyn Davis è uno di questi, un musicista di talento, che dorme sul divano di chi capita, non riesce a guadagnare un soldo e sembra perseguitato da una sfortuna sfacciata, della quale è in buona parte responsabile.
Anima malinconica e caratteraccio piuttosto rude, Llewyn è rimasto solo, dopo che l’altra metà del suo duo ha gettato la spugna nel più drastico dei modi, e ha una relazione conflittuale con il successo, condita di ebraici sensi di colpa, purismo artistico e tendenze autodistruttive. Appartiene alla categoria più fragile e più bella dei personaggi usciti dalla mente dei fratelli Coen, come Barton Fink o Larry Gopnik (A serious man), così come il film appare immediatamente come il ritorno ad un progetto più intimo rispetto all’ultimo Il Grinta. E tuttavia A proposito di Davis, nei confini di uno spazio limitato a pochi ambienti (l’unica possibilità di fuga si rivela un altro fallimento) e di una sola settimana di tempo (arrotolata in una circolarità tipicamente coeniana), è una celebrazione dell’arte – della musica, ma anche e più che mai del cinema – amara e sentita, tutt’altro che contenuta.
Per quanto il lavoro di rievocazione storica dell’ambiente musicale e degli ambienti in generale (è il 1961, l’anno di Colazione da Tiffany, qui omaggiato dalle finestre che si aprono sulle scale antincendio e da un gatto senza nome, destinato a riuscire nell’impresa giusto per far sentire Llewyn ancora più perdente) sia uno dei protagonisti indiscussi del film, è in un una scena molto diversa che si nasconde il suo cuore. Su un palco in penombra, senza appigli che non siano una sedia e una chitarra, e ad un certo punto più nemmeno quest’ultima, Llewyn canta la sua struggente ballata per il produttore. È un momento di emozione pura, al termine del quale, il potente interlocutore guarda il protagonista e sentenzia: non si fanno soldi con quella roba. E in questa chiusa comica e micidiale, i Coen dicono tutto, dell’arte e dell’industria, forse anche del loro stesso film, con la consueta ironia e il consueto cinismo.
Ispirato in parte al memoir del folk singer Dave Van Ronk (“The Mayor of MacDougal Street), A proposito di Davis è anche una piccola summa del cinema precedente dei fratelli di Minneapolis, fatto di incontri enigmatici, facce incredibili, bizzarre riunioni canore attorno ad un microfono, tragicomici doppi. Perché in due è meglio.

Inside Llewyn Davis (2013) on IMDb
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è download.png

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 2001 con Nanni MorettiLaura MoranteJasmine TrincaGiuseppe SanfeliceClaudio SantamariaCast completo Genere Drammatico – Italia2001durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,75 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Giovanni Sermonti, psicanalista, vive ad Ancona con la moglie Paola e i due figli liceali, Andrea e Irene. Andrea muore in un’immersione subacquea. Ciascuno dei tre reagisce a modo suo. Entra in scena, inaspettata, Arianna che aveva conosciuto Andrea al campeggio e che con un amico va in Francia in autostop. I tre l’accompagnano in auto fino al confine. Tema centrale: l’elaborazione del lutto. Si dà spazio al padre, il più fragile nel corto circuito tra l’insensatezza di un dolore insostenibile e il senso che si tenta di dargli per collocarlo nella trama della vita che continua, per rendere pensabile quel che è impensabile, portandolo alla parola e all’immagine. L’itinerario che si chiude in modo lievemente rasserenante è raccontato con forza impietosa che si accompagna alla difficile arte del pudore. Nel suo film più maturo, anche stilisticamente, Moretti fa piangere, fa sorridere, fa aspettare. Sfiora i confini del mélo , raggelandolo. Il che spiega in parte il suo successo: lo spettatore si commuove non soltanto per il dolore dei personaggi con cui si è identificato, ma piange su sé stesso, sulla caducità della vita. Chi non ama Moretti e il morettismo trova pane per i suoi denti: l’egocentrismo sfrenato dell’attore/autore; l’idealizzazione del gruppo familiare ( mens sana in corpore sano , ecc.); la messa al bando di ogni riferimento alla realtà esterna che, però, potrebbe essere un mezzo per uscire dal presente e puntare sull’universale. Tutto funziona: la resa degli attori, la fotografia di Beppe Lanci, la musica discreta di Nicola Piovani. Palma d’oro a Cannes, 3 premi Donatello (film, L. Morante, musica), Nastro d’argento al miglior film.

 La stanza del figlio
(2001) on IMDb

Regia di David Lynch. Un film Da vedere 1990 con Nicolas CageLaura DernWillem DafoeBrent David FraserDiane LaddCalvin LockhartCast completo Titolo originale: Wild at Heart. Genere Drammatico – USA1990durata 127 minuti. – MYmonetro 3,74 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da un romanzo di Barry Gifford. Sailor, in libertà vigilata, e Lula, scappata di casa, si amano follemente e tentano di raggiungere il Texas. Thriller d’inseguimento che ha cadenze di film nero, modi di un film di strada ed eccessi di violenza da melodramma gotico. Lynch connota la sua storia maledetta del profondo Sud con una dimensione ironica e parodistica che ne rovescia il senso e ne rivela la vera natura di favola comica, nel significato “basso” della parola, ma anche vicino al fumetto, quella di due innamorati che attraversano un mondo atroce dal cuore selvaggio. Anche quando apparentemente s’accomoda alle leggi di un genere, Lynch rimane un visionario impressionista e grottesco che guarda all’America di oggi con occhio impietoso. Palma d’oro a Cannes.

 Cuore selvaggio
(1990) on IMDb

Cronaca degli anni Ember ( arabo  : وقائع سنين الجمر , Waqâ’i’ sinîn al-jamr ) è un film algerino diretto da Mohammed Lakhdar-Hamina , uscito nel 1975 . Ha vinto la Palma d’Oro alla 28esima edizione del Festival di Cannes . È l’unico film algerino ad ottenere questo premio.

Il film è composto da 6 capitoli: Gli anni della cenere , Gli anni della brace , Gli anni del fuoco , L’anno del carro , L’anno della carica e L’ anno della carica.

La storia del film inizia nel 1939 e finisce il11 novembre 1954e, attraverso parametri storici, dimostra che il1 novembre 1954, Il giorno rosso di Ognissanti (data di scoppio della guerra d’Algeria ) non è un incidente della storia, ma il culmine di un lungo processo, di sofferenze, di battaglie prima politiche e poi militari, che hanno impegnato il popolo algerino contro il fatto compiuto quella fu la colonizzazione francese che iniziò con lo sbarco a Sidi-Ferruch in poi14 giugno 1830.

Chronicle of the Years of Fire (1975) on IMDb

Non ho trovato altre versioni oltre questa.

Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Peter Baldwin, Luigi Squarzina, Renato Romano, Dario Michaelis. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 118 min. – Italia 1972. MYMONETRO Il caso Mattei * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 

Unendo con rigore cronaca, ricostruzione documentaria e libera rievocazione, attraverso l’utilizzo di una pluralità di fonti e punti di vista (interviste, reportage, diapositive, intervenendo talvolta in prima persona per la formulazione di domande contestuali alla realizzazione del film) Francesco Rosi realizza con notevole efficacia il ritratto di Enrico Mattei ” l’italiano più potente dopo Giulio Cesare”. Il caso Mattei è un thriller politico, dal linguaggio cinematografico anticonvenzionale e dall’originale sobrietà di stile che raggiunge lo spettatore non solo emotivamente ma soprattutto lo coinvolge nella ricerca di nessi segreti e nascosti del potere costringendolo a intraprendere un cammino di presa di coscienza. E’ l’impegno civile, il distacco critico, l’indagine sull’accertamento dei fatti e l’interrogazione sulle loro cause di un “condottiero” (così Fellini definiva Rosi) capace di rendere concreta per immagini una speculazione astratta attraverso la regia, rendendoci partecipi della sua indignazione morale e costante ricerca intellettuale.
Rosi facendo sua una suggestione che era stata dei neorealisti si occupa di temi di immediata attualità dove lo sguardo sui personaggi funziona da rivelatore della complessità storica e politica. Trattasi di cinema tutt’altro che ideologico ma in continua osservazione e ridefinizione, un cinema che offre uno scorcio eloquente della politica italiana del dopoguerra, di un’Italia dei risultati ma anche degli errori e delle contraddizioni. Sono gli anni del radicamento sociale dei partiti che si identificano nella rappresentanza popolare ma anche nei meccanismi clientelari. Nel 1953 nasce l’Eni (a cavallo appunto tra impresa pubblica e politica) grazie alle capacità di Mattei a cui era stato affidato il compito di liquidare l’Agip, una società statale istituita dal regime fascista e che Mattei amplia e riorganizza in Eni. Personaggio ambiguo e controverso, la cui influenza politica e i cui ambivalenti rapporti con la Democrazia Cristiana ne manifestavano la complessità e l’impossibilità di una sintesi univoca della sua personalità. Sotto la sua direzione vengono negoziate importanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e conclusi accordi commerciali “scomodi” con l’Unione Sovietica portando alla rottura dell’equilibrio stabilito dalle “sette sorelle” del petrolio.
L’intreccio narrativo privo di una lineare concatenazione dei fatti traccia una rete di connessioni senza la pretesa di imporre verità assolute e senza dispensarsi dal sollevare dubbi sulla fine di Mattei (il bireattore personale su cui viaggiava il 27 ottobre 1962 precipitò nel cielo di Bescapè nei pressi di Milano), avanzando l’ipotesi, non di certo facile per quegli anni, di sabotaggio e di complotto. Tale tesi è accentuata dalla scomparsa in circostanze sospette nel 1970 del cronista Mauro De Mauro che avrebbe dovuto collaborare alla realizzazione del film ricostruendo le ultime ore di vita “dell’imprenditore di stato”. Palma d’oro a Cannes nel 1972 ex aequo con La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.

The Mattei Affair (1972) on IMDb

Un film di Mikhail Kalatozov. Con Tatiana Samojlova, Alexei Balatov, Vassili Mercuriev, Aleksandr Shvorin Titolo originale Letjat Zuravli. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 97′ min. – URSS 1957. MYMONETRO Quando volano le cicogne * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mosca 1941, subito dopo l’attacco tedesco. Boris (Balatov) e Vernoka (Samojlova), innamorati, si separano. Lui si arruola volontario e muore al fronte senza che la sua famiglia sia informata. Lei cede alla corte di suo fratello Mark (Svorin) e lo sposa senza amarlo. Tratto dalla commedia Eternamente vivi di Viktor Rozov, da lui stesso adattata, è forse il film più romantico mai uscito dall’Unione Sovietica. Suscitò grande interesse come un frutto del “disgelo” kruscioviano perché vi si mostravano imboscati e borsaneristi. Colpirono la rappresentazione dell’amore come un assoluto; la presenza dell’ardente Samoilova, l’unica attrice russa che ebbe una diffusa seppur effimera popolarità in Occidente; la raffinata tecnica di M. Kalatozov e del suo operatore Sergej Urusevskij, spinta sino a un delirante virtuosismo, ma che, contrapposta al greve accademismo del realismo socialista, sembrò il segno di un rinnovamento anche stilistico. Nel film volano le gru _ è un annuncio di primavera _ non le cicogne. I nostri ignoranti distributori ricalcarono il titolo adottato in Francia dove in gergo le gru indicano le femmine che offrono sesso mercenario. Palma d’oro a Cannes 1958 e successo internazionale.

The Cranes Are Flying (1957) on IMDb
Locandina Operazione Cicero

Un film di Joseph L. Mankiewicz. Con James MasonDanielle DarrieuxMichael RennieWalter HampdenOskar Karlweis. continua» Titolo originale 5 FingersSpionaggioRatings: Kids+13, b/n durata 108 min. – USA 1952MYMONETRO Operazione Cicero ***1/2- valutazione media: 3,70 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giovanotto inglese, cameriere dell’ambasciatore britannico ad Ankara durante la seconda guerra mondiale, offre ai tedeschi i piani dello sbarco in Normandia. I documenti sono autentici, ma i tedeschi non si fidano.

5 Fingers (1952) on IMDb

Regia di Susanne Bier. Un film Da vedere 2010 con Mikael PersbrandtTrine DyrholmUlrich ThomsenMarkus RygaardWilliam Jøhnk NielsenCast completo Titolo originale: Hævnen. Genere Drammatico, – DanimarcaSvezia2010durata 113 minuti. Uscita cinema venerdì 10 dicembre 2010 distribuito da Teodora Film. – MYmonetro 2,97 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Christian non ride e non perdona mai. Rimasto orfano si trasferisce in Danimarca con il padre, nella nuova scuola incontra Elias, timido, pestato dai bulli d’ordinanza, genitori perfetti sul lavoro e meno nella coppia. I due scolaretti cominceranno insieme un cammino verso il male sotto gli occhi impotenti dei pur coscienziosi genitori.
Candidato danese per la corsa agli Oscar 2011, In un mondo migliore è l’ultimo film di Susanne Bier, una delle registe scandinave più famose. Come in Dopo Il Matrimonio, la Bier imposta un racconto spola tra famiglia e diverse realtà: povertà e ricchezza.
In un mondo migliore quindi è un viaggio a colpi di montaggio alternato tra l’Africa dei medici da campo e la Danimarca opulenta dei borghesi. Allieva di Lars Von Trier, la regista ha qualche lascito del dogma: le zoomate improvvise nei momenti cruciali, ma più che forma porta in dote quel contenuto raggelante e intenso, bollino di qualità dei film danesi.
“C’è del marcio in Danimarca” e ovunque. Non esiste primo o terzo mondo: con una regia di minimalismo deciso l’autrice danese evita i sociologismi e suggerisce, con tensione costante e perfetta, che la violenza nasce in qualsiasi luogo e condizione sociale, non c’è contesto o spiegazione socioculturale che tenga. La civiltà e il progresso sociale sono bei vestiti da indossare ma si rovinano quando c’è lutto, morte, sofferenza: tre bestie divoratrici dell’evoluzione simbolo del Nord Europa. I genitori, vessilli della buona educazione, sono la parte più debole e soccombono all’ira dei figli che non riescono pure sforzandosi a guidare, perché l’istinto ha una marcia in più, come le interpretazioni degli adulti di questo film: Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm e Ulrich Thomsen, entrambi già visti nel capolavoro Festen.

In a Better World (2010) on IMDb

Regia di Satoshi Kon. Un film con Fumiko OrikasaMami KoyamaMiyoko ShojiKôichi YamaderaMasamichi SatôCast completo Genere Animazione – Giappone2001durata 87 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Quando lo Studio Gin’ei commissiona al regista Gen’ya Tachibana un documentario in commemorazione del suo 70 ° anniversario, si reca su una montagna isolata per intervistare un idol della sua giovinezza, l’enigmatica Chiyoko Fujiwara, che è stata l’attrice protagonista dello studio dal 1930 fino al 1960. Mentre Chiyoko rievoca la sua vita, Tachibana e il suo cameraman si trovano improvvisamente in un viaggio nel tempo ricco e brillante. I film di Chiyoko e ricordi personali si intrecciano con gli eventi reali e si estendono ai confini della realtà.

Millennium Actress (2001) on IMDb
Nowhere in Africa (2001) - IMDb

Regia di Caroline Link. Un film Da vedere 2001 con Juliane KöhlerMerab NinidzeMatthias HabichSidede OnyuloKaroline EckertzCast completo Titolo originale: Nirgendwo in Afrika. Genere Drammatico – Germania2001durata 140 minuti. Uscita cinema venerdì 12 novembre 2004 – MYmonetro 2,79 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincitore di 5 premi del cinema tedesco e dell’Oscar quale miglior film straniero il film di Caroline Link si ispira a un romanzo autobiografico di Stefanie Zweig il cui padre nel 1938 dovette lasciare la Germania per sfuggire alla persecuzione degli ebrei trovando rifugio in Kenya. La storia di questo esilio forzato e’ vista attraverso gli occhi di Regina, 9 anni. La bambina entra nel mondo africano con grande partecipazione anche se non tutti gli adulti che ha intorno condividono questo suo sentire. La Link manca un po’ di quelle doti di sintesi che favorirebbero la visione del film ma si tiene assolutamente lontana da tutti gli stereotipi che spesso accompagnano i film ‘esotici’ in Africa.

Nowhere in Africa (2001) on IMDb
Un albero cresce a Brooklyn - Wikipedia

Un film di Elia Kazan. Con Joan Blondell, James Dunn, Lloyd Nolan, Dorothy McGuire.Titolo originale A Tree Grows in Brooklyn. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 128 min. – USA 1945.MYMONETRO Un albero cresce a Brooklyn * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una donna incinta con già due figli rimane vedova. Partorisce una bimba e con molti sacrifici sopravvive aiutata da un poliziotto. Tratto dal romanzo di Betty Smith, questo film ebbe un successo straordinario.La descrizione di un quartiere popolare newyorkese è un saggio di bravura del giovane esordiente Kazan.

 Un albero cresce a Brooklyn
(1945) on IMDb

Regia di Bille August. Un film con Max von SydowPelle Hvenegaard, Erik Paaske, Björn GranathThure Lindhardt, Kristina Torngvists, Morten Jorgensen, Axel StrøbyeCast completo Titolo originale: Pelle Erobreren. Genere Drammatico – Danimarca1987durata 150 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo di Martin Andersen Nexo. Alla fine del diciannovesimo secolo, un contadino svedese, vedovo e poverissimo, si trasferisce in Danimarca con il figlio di nove anni. Trovano lavoro come stallieri in una fattoria retta da un dispotico capoccia. Ma un giorno il piccolo Pelle se ne andrà in America.

Pelle the Conqueror (1987) on IMDb

Regia di Luis Puenzo. Un film con Norma AleandroHéctor Alterio, Analia Castro, Chunchuna Villafañe, Hugo AranaGuillermo BattagliaChela RuízCast completo Titolo originale: La historia oficial. Genere Drammatico – Argentina1985durata 117 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alicia, un’insegnante di storia nell’Argentina di oggi, adotta una bambina di cinque anni, Gaby, che la compensa della sua sterilità. Ma un’amica deportata dal regime militare le dice che Gaby potrebbe essere figlia di una coppia di desaparecidos, cosa di cui Alicia ha conferma indagando in ospedali e archivi.

The Official Story (1985) on IMDb

Regia di John Hillcoat. Un film Da vedere 2009 con Viggo MortensenKodi Smit-McPheeCharlize TheronRobert DuvallGuy PearceCast completoGenere Drammatico – USA2009durata 111 minuti. Uscita cinema venerdì 28 maggio 2010 distribuito da Videa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,74 su 129 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sulla strada un uomo e un bambino procedono dietro a un carrello e dentro “una notte più buia del buio e un giorno più grigio di quello passato”. Una pioggia radioattiva ha spento i colori del mondo, una guerra o forse un’apocalisse nucleare ha terminato la natura e le sue creature: gli alberi cadono, gli uccelli hanno perso l’intenzione del volo, il mare ha esaurito il blu, gli uomini non sognano più e si nutrono di uomini e crudeltà. Dal passato verso un futuro che non si vede si muovono un padre e un figlio, resistendo alle intemperie e agli assalti dei disperati con due colpi in canna e il fuoco dell’amore. In viaggio verso sud, il genitore racconta al bambino la sua vita a colori, piena di musica e della dolcezza bionda di sua madre, inghiottita dalla notte e dalla paura di sopravvivere. Lungo la strada il ragazzo esplorerà la propria umanità, imparando la conoscenza del bene e del male. 

 The Road
(2009) on IMDb
Savior (1998) - IMDb

Un film di Predrag Antonijevic. Con Dennis Quaid, Nastassja Kinski, Stellan Skarsgård Drammatico, durata 104 min. – USA 1998. MYMONETRO Savior * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Joshua è un ufficiale americano delle forze antiterrorismo di stanza a Parigi ha appena salutato moglie e figlio in un bar quando il locale salta in aria uccidendo entrambi. La reazione del militare è tanto irrazionale quanto immediata: prende un’arma ed entra nella moschea del quartiere uccidendo tutti i presenti. Lo ritroviamo dopo qualche tempo arruolato nella Legione Straniera. Il suo compito è combattere, non importa per chi, ma lui ha bisogno di altro: vuole qualcuno da odiare. Siamo agli inizi degli anni Novanta e quindi la meta diventa la Serbia. In Montenegro Joshua assiste alle uccisioni più spietate e vi partecipa fino a quando sulla sua strada non incontra Vera, una giovane donna serba stuprata dalle milizie musulmane. Joshua l’aiuta a far nascere la figlia e dovrà poi decidere che fare quando la famiglia caccia via madre e bambina.
Dennis Quaid sa come offrire il proprio aspetto dolente a una storia intrisa di umanità e di efferatezza.È lui il punto di forza di Savior che propone senza remore (onore al merito alla Repubblica del Montenegro che ha offerto assistenza tecnica visto che all’epoca esisteva ancora un seppur tenue legame con la Serbia la cui popolazione in armi non brilla certo per sensibilità nel film). Il percorso di redenzione di un essere umano duramente provato lo abbiamo già visto innumerevoli volte al cinema ma in questo film si inserisce in un contesto ben descritto di violenza quotidiana e insensata come forse solo Winterbottom in Welcome to Sarajevo era riuscito a rendere in modo altrettanto efficace. Un’avvertenza per i fans di Nastassja Kinski: il suo nome è solo utile per promuovere il film. Infatti il suo personaggio (la moglie di Joshua) scompare, per non fare più ritorno, nell’arco dei primi 5 minuti del film.

Savior (1998) on IMDb

Regia di Peter Farrelly. Un film Da vedere 2018 con Viggo MortensenMahershala AliLinda CardelliniSebastian ManiscalcoCast completo Genere Commedia, – USA2018durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 31 gennaio 2019 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,75 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

New York City, 1962. Tony Vallelonga, detto Tony Lip, fa il buttafuori al Copacabana, ma il locale deve chiudere per due mesi a causa dei lavori di ristrutturazione. Tony ha moglie e due figli, e deve trovare il modo di sbarcare il lunario per quei due mesi. L’occasione buona si presenta nella forma del dottor Donald Shirley, un musicista che sta per partire per un tour di concerti con il suo trio attraverso gli Stati del Sud, dall’Iowa al Mississipi. Peccato che Shirley sia afroamericano, in un’epoca in cui la pelle nera non era benvenuta, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti. E che Tony, italoamericano cresciuto con l’idea che i neri siano animali, abbia sviluppato verso di loro una buona dose di razzismo.

Green Book (2018) on IMDb

Risultati immagini per Crash - Contatto FisicoUn film di Paul Haggis. Con Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Jennifer Esposito, William Fichtner. Titolo originale Crash. Drammatico, durata 113 min. – USA, Germania 2004. uscita venerdì 11 novembre 2005. MYMONETRO Crash – Contatto fisico * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 93 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Visto che Robert Altman si è preso una vacanza dopo gli ultimi, deludenti film realizzati, a raccogliere il testimone del genere “pellicola corale impregnata di pessimismo diffuso”, ci pensa lo sceneggiatore dello splendido Million dollar baby, Paul Haggis, qui anche nelle vesti di regista, che ci racconta, in una pellicola appassionante e vibrante, le vite di numerosi personaggi in cerca d’autore, alle prese con i problemi di tutti i giorni, dovuti all’ignoranza, al razzismo, alla ostentata misantropia che uno dei protagonisti ritiene causa principale del dissesto di una Los Angeles cupa e oscura, spettro di un paese, l’America, il cui sogno pare essere svanito nel nulla. Eccezionale il cast: è davvero difficile decidere quale dei numerosi attori di talento emerga rispetto agli altri. Triste, pessimista, a volte persino senza speranza, Crash mostra in maniera evidente il grande paradosso del mondo contemporaneo: abbiamo tantissimi strumenti per comunicare, ma non ne utilizziamo nessuno e, soli, sprofondiamo nell’abisso. Un film a volte brutale, ma allo stesso tempo pudico ed etico, da vedere, pensare e ripensare.
Crash (2004) on IMDb
Il Paziente Inglese: Amazon.it: Fiennes,Binoche, Fiennes,Binoche: Film e TV

Regia di Anthony Minghella. Un film Da vedere 1996 con Ralph FiennesJuliette BinocheWillem DafoeNaveen AndrewsKristin Scott ThomasCast completo Titolo originale: The English Patient. Genere Drammatico, – USA1996durata 160 minuti. Uscita cinema venerdì 28 febbraio 1997 distribuito da C.G.D – Cecchi Gori Distribuzione. – MYmonetro 3,92 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Toscana, verso la fine della guerra 1939-45: Hana (Binoche), infermiera canadese innamorata di un artificiere indiano (Andrews), accudisce un misterioso paziente inglese (Fiennes) dal viso sfigurato di cui si rievoca in flashback l’illegittima e tragica passione per Katharine (Scott Thomas), incontrata in Egitto prima della guerra. Da un romanzo (1992) di Michael Ondaatje, un filmone a grande spettacolo dal passo lungo, ma europeo come gusto, timbro e persino a livello tecnico. Ci si può trovare un po’ di tutto: Lean, Bertolucci, l’Indiana Jones di Spielberg, il bellico hollywoodiano, i melodrammi del corpo e del cuore di Sirk, spionaggio, amore interrazziale, nazisti cattivi, inglesi con self-control (ma ribollenti dentro), erotismo, esotismo, suspense, emozioni d’arte figurativa (graffiti preistorici nel Sahara, affreschi di Piero della Francesca), il Sahara, i colli toscani e il Cairo. 9 premi Oscar: film, regia, attrice non protagonista (J. Binoche), fotografia (John Seale), scenografia, costumi, montaggio, colonna sonora drammatica, sonoro.

The English Patient (1996) on IMDb