
Regia di Andrzej Żuławski. Un film con Sabine Azéma, Jean-François Balmer, Jonathan Genet, Victória Guerra, Johan Libéreau. Titolo originale: Cosmos. Genere: Drammatico, Commedia, Mistero. Paese: Francia, Portogallo. Anno: 2015. Durata: 103 min. Consigliato a: Da 16 anni. Valutazione IMDb: 6.4.
Witold, un giovane aspirante scrittore appena bocciato all’esame di legge, e il suo amico Fuchs, un sarto insoddisfatto, affittano una pensione di campagna gestita da Madame Woytis in cerca di ispirazione e tranquillità. Arrivati, si trovano subito di fronte a una serie di strani e inquietanti presagi: un passero impiccato nel bosco, un pezzo di legno sospeso e, all’interno della pensione, indizi bizzarri. Witold, ossessionato dalla bellissima Lena, la figlia sposata della proprietaria, e dal suo volto deforme, cerca di dare un senso a questi segni, convinto che nascondano un codice o una premonizione. La loro permanenza si trasforma in un’indagine febbrile e sempre più assurda sul significato del caso, della causalità e dell’esistenza.
Basato sull’omonimo romanzo di Witold Gombrowicz, il film è l’ultima opera del celebre regista polacco Andrzej Żuławski, un ritorno dopo quindici anni di assenza. L’analisi si concentra sulla disintegrazione del senso e sulla natura caotica e irrazionale del reale, tipici sia di Gombrowicz che di Żuławski. La regia è caratterizzata da dialoghi isterici e iper-verbali, movimenti di macchina frenetici e una recitazione volutamente sopra le righe, uno stile distintivo del regista che enfatizza l’isteria e l’angoscia esistenziale dei personaggi. Il film è una commedia nera e nichilista che si interroga sull’impossibilità di trovare un ordine nel cosmo. Nonostante la sua indiscutibile importanza storica come testamento artistico di un grande autore e la sua audacia stilistica, la pellicola è volutamente criptica, densa di simbolismi e richiede un’attenzione e una tolleranza al caos narrativo che possono renderla inaccessibile al grande pubblico. È un’opera polarizzante, lodata per il suo radicalismo ma criticata per la sua eccessiva verbosità.












Un film di
valutazione media: 4,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.