Category: Germania


Regia di Percy Adlon. Un film con Jack PalanceMarianne SägebrechtJames GammonCCH Pounder. Titolo originale: Out of Rosenheim. Genere Grottesco – Germania1987durata 110 minuti. – MYmonetro 3,23 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel deserto tra Disneyland e Las Vegas c’è una stazione di rifornimento con bar e motel. Arriva a piedi una imponente turista 40enne di Monaco di Baviera e vi si installa. Come la Sägebrecht (Vedi Sugar Baby ) porti ordine e allegria nel sordido Bagdad Café è l’itinerario di un film accattivante, caloroso e astuto che, dopo Herzog e Wenders, propone un altro sguardo tedesco sull’America.

 Bagdad Cafè
(1987) on IMDb
No quarto da Vanda

Regia di Pedro Costa (II). Un film con Vanda DuarteLena DuarteZita DuarteManuel Gomes Miranda. Genere Drammatico – PortogalloGermaniaSvizzera2000durata 170 minuti.

Secondo film della trilogia di Fontainhas (il terzo è Juventude em marcha) e primo passo verso un cinema sempre meno estetizzante, che qui si immerge – camera e cuore – nelle pieghe dolorose della desolazione delle vite di Vanda e dei suoi vicini.

 Nella stanza di Vanda
(2000) on IMDb

Regia di Paul WegenerCarl BoeseHenrik Galeen. Un film Da vedere 1920 con Paul WegenerAlbert SteinrückErnst DeutschHans StürmMax KronertDore PaetzoldCast completo Titolo originale: Der Golem, wie er in die Welt kam. Genere Fantastico – Germania1920durata 73 minuti. – MYmonetro 3,05 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Praga del Cinquecento, sotto il regno di Rodolfo II d’Asburgo, il rabbino Löw costruisce con l’argilla un potente automa, dandogli la vita – ma non la parola – con una formula magica. La creatura, però, si ribella al creatore. La storia è ispirata ad antiche leggende giudeo-cabalistiche che simboleggiano la creazione dell’uomo che vuole imitare Dio, creando un essere a propria immagine. Più volte rielaborate da scrittori dell’Europa centrale, furono messe a punto dal viennese Gustav Meyrink in un famoso romanzo (1915) fantastico. Sceneggiato dal regista – che v’interpreta il ruolo del Golem – con Henrik Galeen, rimane il miglior film sull’argomento per un concorso di fattori espressivi e tecnici: le originali scenografie di Hans Pölzig, la fotografia di Karl Freund, la potenza dinamica delle scene di massa, l’efficacia dei trucchi, la forza suggestiva del Golem stesso che influenzò non poco James Whale nel suo Frankenstein del 1931. Lo stesso Wegener aveva messo a punto storia e personaggio nei precedenti Der Golem, und wie er auf die Welt kam (1915) e Der Golem und die Tänzerin (1917). L’argomento fu ripreso nel 1935 da J. Duvivier in Le Golem e nel 1952 dal cecoslovacco Martin Fric in L’imperatore della città d’oro.

 Il Golem - Come venne al mondo
(1920) on IMDb

Lulù (1928) | FilmTV.itUn film di Georg Wilhelm Pabst. Con Francis Lederer, Louise Brooks, Fritz Kortner, Carl Goetz, Krafft Raschig.Titolo originale Die Büchse der Pandora. Drammatico,Ratings: Kids+16, b/n durata 131 min. – Germania 1928. MYMONETRO Lulu * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Dopo aver costretto il proprio amante a rompere il fidanzamento con un’altra, una ragazza lo sposa. La sera stessa delle nozze egli le chiede di ucciderlo.

 Il vaso di Pandora
(1929) on IMDb

Regia di Paul Schrader. Un film Da vedere 2009 con Willem DafoeAyelet ZurerJuliane KöhlerYoram ToledanoMickey LeonCast completo Genere Drammatico, – GermaniaUSAIsraele2009durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 27 gennaio 2011 distribuito da One Movie. – MYmonetro 3,28 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Già noto attore e clown ebreo nella Berlino prebellica, Adam Stein è ricoverato in una clinica israeliana dove si curano i superstiti dei lager nazisti di sterminio. Scampato grazie a Klein, sadico comandante di un campo, che l’aveva costretto a fare il suo cane, camminando a quattro zampe, Adam è tormentato dai sensi di colpa perché sopravvissuto alla morte della moglie e della figlia. Attraverso un nuovo paziente della clinica rinchiuso in una cella separata, riesce faticosamente a riprendersi. Tratto dal romanzo omonimo (1968) di Yoram Kaniuk, adattato da Noah Stollman, ambientato in una clinica la cui architettura è ispirata allo stile della Bauhaus e girato in una fotografia altrettanto stilizzata, in un BN dominato dal bianco, è una storia di salvazione che ha il suo contrappunto in quella di David, un bambino convinto di essere un cane che impara a camminare grazie ad Adam, costretto a esserlo. È uno dei più originali, visionari – e dei più impervi – film sulla tematica della Shoah, così insolito che fu distribuito debolmente anche negli USA da chi lo riteneva inadatto a trovare un qualsiasi pubblico. Straordinaria interpretazione di Goldblum.

 Adam Resurrected
(2008) on IMDb

Locandina Temporale RosyUn film di Mario Monicelli. Con Faith Minton, Gérard Depardieu, Roland Bock, Gianrico Tedeschi Commedia, durata 118 min. – Italia, Francia, Germania 1979. MYMONETRO Temporale Rosy * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Grande amore tra l’ex pugile Raoul “Spaccaporte” e la campionessa di catch Temporale Rosy. La gelosia di lui e gli intrighi dell’impresario di lei li separano. Scritto da Age & Scarpelli da un romanzo breve di Carlo Brizzolara, ambientato tra i panorami urbani della Francia del nord e del Belgio, fu un fiasco commerciale, ma rimane uno dei più felici film di Monicelli per ricchezza di gag, disegno dei personaggi, finezza di particolari in sagace equilibrio tra comico e patetico.

 Temporale Rosy
(1980) on IMDb

LA TORTURA DELLE VERGINI - - MANIFESTO CINEMA | eBayUn film di Michael Armstrong. Con Herbert Lom, Udo Kier, Herbert Fux, Olivera Vugo Titolo originale Hexen. Erotico, durata 90 min. – Germania 1969. MYMONETRO La tortura delle vergini * - - - -valutazione media: 1,00 su 1 recensione.
Con la scusa della caccia alle streghe, un giudice inglese imprigiona molte ragazze per appagare i propri vizi. Il suo assistente apre gli occhi e libera l’innamorata; la folla non crede alla sua buona fede e lo lincia.

 La tortura delle vergini
(1970) on IMDb

Le streghe nere (1972) | il DavinottiUn film di Adrian Hoven. Con Erika Blanc, Anton Driffing, Percy Hoven Titolo originale Hexen geschändet und zu Tode gequält. Horror, b/n durata 92 min. – Germania, Francia 1973. MYMONETRO Le streghe nere * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.


Caccia alle streghe nella Germania del ‘700. Erotismo e sadismo di bassa lega.

 Le streghe nere
(1973) on IMDb
Locandina La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

Regia di Oliver Hirschbiegel. Un film Da vedere 2004 con Bruno GanzAlexandra Maria LaraCorinna HarfouchUlrich MatthesJuliane KöhlerCast completo Titolo originale: Der Untergang. Genere Drammatico, – Germania2004durata 150 minuti. Uscita cinema venerdì 29 aprile 2005 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,28 su 23 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dodici anni di regime nazionalsocialista riassunti, dopo un prologo nel ’42, in dodici giorni, dal 20 aprile, 56° compleanno di Hitler, al 2 maggio 1945, giorno della resa tedesca. Scritto da Bernd Eichinger, dai libri La caduta: dentro il bunker di Hitler, Gli ultimi giorni del Terzo Reich di Joachim Fest e Fino all’ora finale di T. Junge e M. Müller. Il racconto è condotto in parte dal punto di vista di Junge, segretaria personale del Führer che sopravvisse all’incubo del bunker. Accanto a Hitler, la morte è la vera deuteragonista del 2° film tedesco sulla fine di Hitler dopo L’ultimo atto (1955). Tutto è già accaduto: alle spalle c’è la storia di 5 anni di guerra e orrori e quella personale di Hitler. Nella scena più angosciosa di uno spettacolo che forse non merita il titolo nobile di tragedia tant’è sprofondato nell’assurdo, Magda Göbbels narcotizza e avvelena a uno a uno i suoi sei figli. Le polemiche che in Germania hanno accolto il film (compreso un ottuso e fazioso attacco di Wim Wenders) perché avrebbe mostrato un Hitler “troppo umano” sono il frutto insensato di pregiudizi ideologici o di retroterra psicologici personali. Finale consolatorio e inverosimile. Fotografia: Rainer Klausmann. Scene: Bernd Lepel. Musica: Stephan Zacharias.

 La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler
(2004) on IMDb

Locandina Post MortemUn film di Pablo Larrain. Con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso. Drammatico, durata 98 min. – Cile, Messico, Germania 2010. – Archibald Enterprise Film uscita venerdì 29 ottobre 2010. MYMONETRO Post Mortem * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Santiago del Cile, 1973. Mario Corneo lavora come funzionario presso l’obitorio. Trascrive a macchina le autopsie. Si innamora di una ballerina di cabaret, Nancy, sua vicina di casa. Ma sono i giorni del colpo di stato, l’obitorio si riempie di cadaveri, della casa e della famiglia di Nancy non rimangono tracce. La ragazza si nasconde nel cortile della casa di Mario, che le porta il cibo e le sigarette. Intanto, all’obitorio, i morti riempiono le sale, i corridoi, le scalinate dell’ospedale.
Il cileno Pablo Larrain dà nuovamente prova, dopo Tony Manero, di una capacità di racconto ammirabile, perché inedita ed efficace. Il protagonista è ancora Alfredo Castro, figura ambigua, tra obbedienza e umanità (rispetto alla tragedia in atto), sentimento e istinto (nel rapporto con Nancy, e fino all’epilogo), mondo dei vivi e terra dei morti. Un essere che appartiene da subito all’universo del Post Mortem che dà al film il titolo e diversi significati. La sua esistenza squallida, priva di qualsivoglia slancio vitale, si movimenta un giorno al contatto con la morte, scuotendo improvvisamente anche il film intero e ridisegnandone le coordinate. 

 Post Mortem
(2010) on IMDb

Regia di Pablo Giorgelli. Un film con Mora ArenillasMara BestelliDiego Cremonesi. Titolo originale: Invisible. Genere Drammatico – ArgentinaBrasileUruguayGermaniaFrancia2017durata 87 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Ely ha 17 anni. La mattina va scuola come tutti i ragazzi della sua età e nel pomeriggio ha trovato un lavoretto di un paio d’ore da un veterinario. Quando viene a sapere di essere incinta è come se le crollasse il mondo addosso, vorrebbe gridare al mondo la sua paura, ma riesce a trattenere per sé le sue angosce per mantenere invariata la sua routine, come se nulla fosse accaduto. Ely è però spaventata, sa che quella che prenderà sarà una decisiono per cui sarà impossibile tornare indietro.

 Invisible
(2016) on IMDb

Risultati immagini per Whore's' GloryUn film di Michael Glawogger. Documentario, durata 110 min. – Germania, Austria 2011.

Il documentario Whores’ Glory è un trittico cinematografico sul tema della prostituzione: tre paesi, tre lingue, tre religioni. In Thailandia le donne aspettano i clienti dietro pannelli di vetro, fissando la propria immagine riflessa. In Bangladesh gli uomini frequentano i ghetti dell’amore per saziare i propri desideri insoddisfatti con ragazze a pagamento. In Messico, infine, le donne invocano una morte al femminile per sfuggire alla propria realtà quotidiana.

 Whores' Glory
(2011) on IMDb
Un incendio visto da lontano - RaiPlay

Regia di Otar Iosseliani. Un film con Sigalon SagnaBinta CisseMarie-Christine DièmeSaly BadjiFatou SeydiCast completo Titolo originale: Et la lumière fut. Genere Drammatico – FranciaGermania1989durata 106 minuti. – MYmonetro 3,50 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In un villaggio africano nel sud del Senegal, in mezzo alla foresta dove, quietamente tiranne, spadroneggiano le donne, si fanno sentire gli effetti nocivi del progresso (turismo, consumismo, falso benessere). Favola ecologica, scandita da 26 tabelle di didascalie e dialoghi come in un documentario etnografico, ma narrata nei modi di un saggio di antropologia immaginaria, attraversata da lampi di garbato umorismo o di beffardo sarcasmo. 2° premio a Venezia 1989, fu variamente giudicato. Controllato da una scrittura fredda nella sua rinuncia allo spettacolo, è un film monocorde e melanconico di una tristezza leggera che il secco epilogo sottolinea.

 Un incendio visto da lontano
(1989) on IMDb

Regia di Otto Rippert. Un film con Olaf FønssAud Egede NissenFriedrich KühneTheodor LoosThea SandtenCast completo Genere Fantascienza – Germania1916,

l professor Hansen con l’aiuto del fedelissimo Rodin ha realizzato un androide dalle sembianze umane ma in realtà totalmente privo di ogni senso di umanità. La sua natura di genio del male gli consente di assumere il controllo di un vasto territorio dal quale progetta la conquista del mondo. Scoperta la sua indole malvagia, una giovane la rivela al mondo causandone la caduta. A decidere la sorte di Homunculus sarà la giustizia divina attraverso un provvidenziale scatenarsi degli elementi.
Homunculus segna uno dei primi tentativi di portare sullo schermo esseri artificiali e fissa in qualche modo motivi che diverranno in seguito colonne portanti di un genere: il laboratorio fonte di una vita impossibile, lo scienziato pazzo che sfida le leggi dell’uomo e di Dio, la demonizzazione della tecnologia e del progresso scientifico, la natura che ristabilisce l’ordine delle cose. Il serial nasce nel contesto culturale della tradizione gotica, sembra far proprie le suggestioni del mito del superuomo ed appare incredibilmente premonitore di ciò che avrebbe di lì a poco conosciuto la Germania.Lotte H. Eisner, nel suo profilo del cinema tedesco “Lo schermo demoniaco”, considera il film come uno dei fondamentali nella cinematografia tedesca al punto da avere ispirato con le sue soluzioni sceniche buona parte dei successivi 15 anni di produzione. Ad Homunculus sarebbero debitori film come La scala di servizio, Ombre ammonitrici e Metropolis. Scrive la Eisner: ” … l’influenza di Homunculus su Metropolis si rivela soprattutto in certi movimenti di massa che richiamano molto da vicino la folla eccitata che si scaglia contro Homunculus per poi dispiegarsi a triangolo in ressa verso la scala. Queste analogie tra Rippert e Lang balzano agli occhi: del resto, Lang ha lavorato per un certo tempo con Rippert, scrivendo le sceneggiature dei suoi film”.

 Homunculus
(1916) on IMDb

Locandina italiana Il regno d'inverno - Winter SleepUn film di Nuri Bilge Ceylan. Con Haluk Bilginer, Melisa Sozen, Demet Akbag, Ayberk Pekcan, Serhat Mustafa Kiliç. Titolo originale Kis uykusu. Drammatico, durata 196 min. – Turchia, Francia, Germania 2014. – Parthenos uscita giovedì 9 ottobre 2014. MYMONETRO Il regno d’inverno – Winter Sleep * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
In un villaggio sperduto dell’Anatolia, in cui giungono turisti interessati alla struttura di antiche abitazioni che formano un tutt’uno con la roccia, Aydin è il proprietario di un piccolo ma confortevole albergo, l’Othello. L’uomo è anche il padrone di diverse case i cui inquilini non sono sempre in grado di pagare l’affitto e vengono puniti con il sequestro di televisore e frigorifero. Aydin vive con la giovane moglie Nihal e con la sorella Necla che li ha raggiunti dopo il divorzio. L’uomo è stato attore e ora sta pensando di scrivere un libro sulla storia del teatro turco.
Nuri Bilge Ceylan ancora una volta riesce ad emozionare con un’opera che sfida la lunga durata uscendone vincitrice assoluta. Il regista turco realizza una sintesi del proprio cinema dimostrando una libertà creativa che lo affranca dalla ripetitività. Dopo il successo dei film precedenti (e in particolare di C’era una volta in Anatolia) sarebbe stato facile tornare a proporre atmosfere e tempi rarefatti. Ceylan opta invece per una sceneggiatura in cui la parola domina integrandosi con un paesaggio e con interni che riflettono e, al contempo, determinano gli stati d’animo. Se il rimando a Shakespeare è in questa occasione palese (dal nome dell’hotel al manifesto di un “Antonio e Cleopatra” fino a una diretta citazione) l’amato Cechov torna a innervare l’opera del regista. Perché il film è pervaso da una sensazione di resa alla fragilità dei rapporti mentre al contempo se ne cerca una ragione e una soluzione (magari nella Istanbul che sostituisce come meta desiderata la Mosca del Maestro russo). Ceylan però si impadronisce di questo mood per operare una lettura delle relazioni uomo/donna che, portata sullo schermo grazie ad attori straordinari, ne fa emergere le pieghe e le piaghe più nascoste. Aydin è un possidente: possiede edifici, possiede la cultura, possiede sua moglie o, meglio, crede di possederla. Ha costruito intorno a lei una gabbia di attenzioni che è si è trasformata in una prigione che lo ha isolato a sua volta. A poco valgono le riflessioni sull’arte e sulla scrittura di quest’uomo apparentemente bonario (il lavoro sporco tocca al suo braccio destro).

 Il regno d'inverno
(2014) on IMDb

Regia di Nikolaj Arcel. Un film Da vedere 2012 con Alicia VikanderMads Mikkelsen, Mikkel Følsgaard, Trine DyrholmDavid DencikCyron Bjørn MelvilleCast completo Titolo originale: En Kongelige Affair. Genere Drammatico, – DanimarcaSveziaRepubblica cecaGermania2012durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 29 agosto 2013 distribuito da Academy Two. – MYmonetro 3,29 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Danimarca, seconda metà del XVIII secolo. Il re 17enne Christian VII sposa la cugina Carolina Matilde, sorella di Giorgio III. Il giovane monarca ha problemi di ordine psicologico (e sessuale) e il vero potere è appannaggio dei conservatori del Consiglio di corte. Arriva Johann Friedrich Struensee, medico personale del re e convinto assertore dei valori dell’Illuminismo, lassù assolutamente invisi. Da un lato aiuta il re a trovare maggiore equilibrio ma dall’altro lo influenza, diventando il reggente e intrecciando una relazione con la trascurata regina. Ritratto storicamente accurato e spettacolarmente avvincente che non riesce a catturare l’attenzione del pubblico italiano. Racconta un momento della storia danese conosciuto solo in patria. Nominato miglior film straniero agli Oscar e al Golden Globe, premiato al Festival di Berlino per la miglior sceneggiatura e il miglior attore (Følsgaard). Distribuito da Academy 2.

 Royal Affair
(2012) on IMDb

Regia di Michelangelo Frammartino. Un film Da vedere 2010 Genere Documentario, – ItaliaGermaniaSvizzera2010durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 28 maggio 2010 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 3,31 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Premiato alla Quinzaine di Cannes 2010, il 2° film del calabrese Frammartino – girato a Caulonia (RC), antico borgo su un colle vicino alla costa jonica dove aveva già filmato Il dono (2005) – è un poema lirico-sociale in presa diretta sulla realtà e sulla natura. Statico ed estatico, è una compenetrazione della realtà. A modo suo, è un film zen. Talvolta in bilico tra due contrari e sfiorato dall’autoironia, le sue immagini – spesso bellissime, mai estetizzanti (fotografia di Andrea Locatelli) – puntano su una conoscenza del mondo circostante e della sua unità, liberandone una dimensione segreta e personale. Il mondo che racconta è formato da 4 parti: minerale, vegetale, animale e umano razionale. 1) Un vecchio e malato pastore di capre che una notte muore, circondato dalle sue bestie. 2) La nascita di un caprettino irrequieto che si perde nel bosco e si addormenta presso un grande albero. 3) L’albero è trasformato in un lungo tronco e, portato in paese, è il fulcro della festa tradizionale della Pita di Alessandria del Carretto (CS); 4) Diventa poi carbone per l’inverno. Le immagini finali si collegano a quelle dell’inizio: il fumo che si alza e si disperde nell’alto dei cieli. Sapiente montaggio: Benni Atria, Maurizio Grillo. Il sonoro (Paolo Benvenuti e Simone Olivero) vi conta quasi quanto il visivo, ma senza una battuta di dialogo. Da consigliare solo a chi ama il cinema e sa aspettare.

 Le quattro volte
(2010) on IMDb

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 2015 con Margherita BuyJohn TurturroGiulia LazzariniNanni Moretti, Beatrice Mancini (I), Stefano AbbatiCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaGermania2015durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 16 aprile 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,89 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Mentre sua madre Ada (una straordinaria Lazzarini) sta lentamente ma serenamente morendo, la regista Margherita è sempre più in affanno tra visite in ospedale, riprese di un film su una fabbrica occupata, rapporti problematici con la figlia adolescente. La distrae, con la sua esuberanza cialtrona, il divo americano Barry Huggins, la sostiene il fratello Giovanni che è un po’ il suo grillo parlante. Oltrepassando La stanza del figlio (2001), il 12° film di Moretti, sceneggiato con Francesco Piccolo e Valia Santella, racconta, in chiave tragicomica, la resistenza ad accettare la propria morte – di cui quella della propria madre è il simbolo – che è in realtà resistenza a rinunciare al proprio narcisismo, oltre il quale si intravede invece la possibilità di un’esistenza migliore. Film dolente e coraggioso, serio ma commovente ed emozionante, in cui Moretti – che si è tenuto ai margini come attore e come regista e ha scelto un registro stilistico prosaico, sotto le righe – si mette in gioco, si confessa e si autocritica, con grande ironia e autoironia, sdoppiandosi nei due fratelli, due facce di sé stesso. Suggestive invenzioni metaforiche – l’infinita fila di persone in coda al cinema, le scatole di libri nell’appartamento svuotato – e da sequenze di grande potenza emotiva, sia comica – la scena di Barry alla guida – sia tragica – sopra tutte quella in cui Margherita obbliga la madre a camminare. Difficile dire chi sia più bravo tra gli interpreti principali.

 Mia madre
(2015) on IMDb

Regia di Miranda July. Un film Da vedere 2011 con Miranda JulyHamish LinklaterDavid WarshofskyIsabella AcresJoe PutterlikCast completo Genere Drammatico – Germania2011durata 91 minuti. – MYmonetro 3,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sophie e Jason, due trentenni innamorati, decidono di adottare un gatto randagio, Paw Paw, ma devono attendere 30 giorni prima di portarlo a casa, perché ha una zampa rotta. Terrorizzati dalla perdita di libertà a cui li costringerà il doversi occupare giorno e notte di una piccola creatura, abbandonano i rispettivi lavori e l’abitudine a navigare in Internet per dedicarsi a vivere al massimo il mese a disposizione. Mentre Jason decide di cogliere i segnali che il mondo esterno gli lancia e si mette innanzitutto a vendere alberi porta a porta, Sophie è intenzionata a realizzare un balletto da mettere su youtube, alla maniera delle adolescenti in cerca di visibilità. Ma l’insuccesso del suo tentativo la getta in uno stato di grande frustrazione e di bassissima autostima, dalla quale riesce a distoglierla solo l’incontro sessuale con un cinquantenne lontanissimo dal suo mondo, che vive con la figlia piccola in un sobborgo residenziale di L.A.

Regia di Miguel Gomes. Un film con Teresa MadrugaIsabel Muñoz CardosoAna MoreiraLaura SoveralCarloto CottaCast completo Genere Drammatico, – PortogalloGermaniaFranciaBrasile2012, distribuito da Satine Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Pilar è una lisbonese da poco pensionata che si impegna nel volontariato cattolico e che cerca di dare ascolto come può ad Aurora, un’anziana vicina di casa. Aurora parla spesso di una misteriosa figlia e dice di temere i riti voodoo di Santa la cameriera africana. In seguito a un grave malore viene ricoverata e chiede di poter incontrare Gian Luca Ventura. Pilar riesce a trovare l”uomo in una casa di riposo ma Aurora morirà prima di rivederlo. Ventura ha però una storia africana da raccontare: lui ed Aurora cinquant’anni prima sono stati amanti.