Category: Hong Kong


Regia Bing Wang

Man with No Name è un ritratto intimo di un uomo anonimo che vive in una terra desolata e deserta in una parte senza nome della Cina. Vive in una grotta sotterranea, in un paesaggio aspro e ultraterreno che sembra essere completamente tagliato fuori dalla civiltà.

The Man with No Name (1977) on IMDb
Scorrendo velocemente il film il protagonista non ha detto una parola.

50 uomini vivono per 12 mesi all’interno di un manicomio isolato, passando le loro giornate in un unico piano e avendo pochi contatti con l’equipe medica. Ognuno degli internati si trova lì non per problemi di salute mentale ma per aver ucciso qualcuno o commesso qualche reato contro i funzionari pubblici.

'Til Madness Do Us Part (2013) on IMDb

Locandina Ichi the KillerUn film di Takashi Miike. Con Tadanobu Asano, Nao Omori, Alien Sun, Shinya Tsukamoto, Susumu Terajima Thriller, durata 129 min. – Giappone, Hong Kong, Corea del sud 2001. MYMONETRO Ichi the Killer * * * - - valutazione media: 3,32 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il boss Anjo viene ammazzato da un misterioso killer in maniera estremamente truculenta, ma nessuna traccia viene lasciata. Per ritrovare Anjo, convinto che sia ancora vivo, il folle e sadico Kakihara, suo vice, accetta il consiglio dell’enigmatico informatore Jijii e per questo rapisce e tortura Suzuki, capo di un banda rivale, che si dimostra però estraneo all’accaduto. Per punizione Kakihara e il suo clan vengono estradati dal sindacato della yakuza di Shinjuku. La caccia non finisce.

Ichi the Killer (2001) on IMDb

Regia di Tsui Hark. Un film con Ekin ChengCecilia CheungLouis KooZiyi ZhangSammo Kam-Bo HungJackie WooCast completo Titolo originale: Shu shan zheng zhuan. Genere Azione – CinaHong Kong2001durata 104 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Hark Tsui torna sul soggetto che gli diede il primo grande successo (Zu: Warriors from the magic mountain) dando vita ad un remake dal budget altisonante e dagli effetti esplosivi. Zuppo di digitale fino al midollo, The Legend of Zu è un’opera visionaria, mix di filosofia orientale, arti marziali (poche ma certificate Yuen Wo Ping) e leggenda popolare. Sulle montagne di Zu vivono dei guerrieri immortali che proteggono il genere umano dagli attacchi delle forze oscure. Un manipolo di eroi dai poteri sovrannaturali si uniranno nel tentativo di annientare le forze del male pronte all’attacco, in un crocevia di relazioni personali e lotte interiori. Una cornice visiva decisamente barocca si unisce ad un narrato dal ritmo piuttosto frammentato: la sensazione è che ogni 10 minuti inizi un nuovo film.

 Shu shan zheng zhuan
(2001) on IMDb

Regia di Tsui Hark. Un film con Kenny BeeSylvia ChangSally YehKen BoyleYue DingGing Man FungCast completo Titolo originale: Shang Hai zhi yen. Genere Commedia – Hong Kong1984durata 103 minuti.

Divertente commedia ambientata nella Shanghai frizzante e romantica degli anni quaranta. Un povero violinista, Kenny Bee, durante i bombardamenti incontra sotto un ponte dove aveva cercato rifugio la ballerina Sylvia Chang. Presi dalla passione si promettono di rincontrarsi sotto lo stesso ponte a guerra finita.

 Shang Hai zhi yen
(1984) on IMDb

Regia di Tsui Hark. Un film Da vedere 1995 con Chiu-Man-CheukXinxin XiongTsui-yu Su. Titolo originale: Dao. Genere Avventura – Hong Kong1995durata 105 minuti. – MYmonetro 3,46 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il remake di un pilastro della cinematografia di genere di Hong Kong come One-Armed Swordsman, che segnò nel 1967 una nuova partenza per il wuxia imponendosi come pietra miliare della svolta verso un realismo ‘gore’, non poteva che prendere vita per mano di Tsui Hark, pontefice massimo del dramma di cappa e spada nonché vate di una nuova ed affascinante tipologia di kung fu movie.
On vive sin dalla morte del padre in una fabbrica di lame, sotto la protezione del mastro fabbro, ma, una volta scoperto che il padre morì per mano di un avventuriero errante di rara malvagità, decide di seguire la strada della vendetta. Nel tentativo di salvare la figlia del proprio tutore da una banda di briganti, On perderà un braccio e sarà costretto a vivere da ‘storpio’, tra discriminazione e continue umiliazioni. In seguito all’ennesimo sopruso, la volontà di vendetta consumerà l’autocommiserazione, spingendolo a sviluppare uno stile marziale che si adatti alla propria menomazione fisica.

 The Blade
(1995) on IMDb

Regia di Tsui Hark. Un film Da vedere 1991 con Jet LiYuen BiaoRosamund KwanJacky CheungJonathan IsgarSteve TartaliaCast completo Titolo originale: Wong Fei-hung. Genere Azione – Hong Kong1991durata 134 minuti. – MYmonetro 3,40 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Cina della fine del XIX secolo visse un uomo, Huang Fei Hong, maestro di arti marziali che difese il suo popolo dai soprusi dei colonialisti britannici. Uomo buono e giusto, oltre che dotato di straordinarie abilità di combattimento. Assurto a vera e propria leggenda, la figura del maestro Hong è stata protagonista di svariate centinaia di gongfupian (film di arti marziali) dal dopoguerra ad oggi. Questa ennesima trasposizione su pellicola di questo personaggio è sicuramente la più ambiziosa e meglio riuscita: ne sono testimoni la messe di premi raccolti, i ben cinque sequel realizzati e la grande popolarità in tutto il mondo. Il perché di tanto successo è presto detto. OUATIC, infatti, non è solo infarcito da alcuni dei combattimenti più sbalorditivi mai visti (la lunga sequenza sulle scale di legno è da infarto) ma, rispetto a gran parte dei film dello stesso genere, dedica inoltre una cura e un’attenzione straordinarie al contesto storico e sociale del tempo.

 Once Upon a Time in China
(1991) on IMDb

Regia di Tsui Hark. Un film Da vedere 2010 con Andy LauCarina LauBingbing LiTony Leung Ka FaiDeng ChaoRichard NgCast completo Titolo originale: Di renjie. Genere Azione, – CinaHong Kong2010durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 26 agosto 2011 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,32 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In concorso a Venezia 2010, secondo gli esperti è all’altezza dei film più celebrati del rinomato Tsui Hark per la forza visionaria di una immaginazione libera e sovversiva e di una tecnica sapiente che tendono alla meraviglia e allo stupore degli spettatori giovani e adulti. Nel 690 d.C. una congiura vuole impedire che salga sul trono la prima donna imperatrice della Cina. È lei a incaricare il giudice investigatore Di Renjie per far luce sulle enigmatiche morti per autocombustione di potenti cortigiani. Aiutato da un guerriero albino e da una vispa e combattiva giovane, Di Renjie scopre il colpevole. In bilico tra ragione e magia, arti marziali ed erotismo, fantasia scatenata e pragmatismo da intrigo poliziesco, menzogne del potere e oscillazioni dell’identità sessuale, il film non cade quasi mai nel virtuosismo formalistico. Coadiuvato dalle tecnologie digitali e dal coreografo Sammo Hung Kam-bo (già al servizio di Jackie Chan), Hark si conferma maestro dello spazio e dell’azione. Distribuisce Tucker.

 Detective Dee e il mistero della Fiamma Fantasma
(2010) on IMDb

Regia di Tran Anh Hung. Un film Da vedere 1995 con Tran Nu Yên-KhêLe Van Loc. Titolo originale: Xichlò/Cyclo. Genere Drammatico, – FranciaVietnamHong Kong1995durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 8 settembre 1995 distribuito da Sony Pictures Italia. – MYmonetro 3,17 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Giovane portatore di risciò in bicicletta alle prese con il lavoro, la fatica, la dura lotta per la sopravvivenza. Siamo a Saigon, ma potrebbe essere qualsiasi metropoli del Terzo Mondo. Quando gli rubano il cyclo il protagonista entra nell’universo della violenza, del crimine, della prostituzione, della droga. Sono le vie d’uscita dalla miseria. In un incalzante susseguirsi di invenzioni ora potenti, ora ridondanti e formalistiche, il film rivela le radici della violenza contemporanea. Leone d’oro e premio Fipresci alla Mostra di Venezia 1995 dove il suo regista lo definì “una via di mezzo tra Ladri di biciclette e Taxi Driver “.

 Cyclo
(1995) on IMDb

Risultati immagini per Days of being wildUn film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Andy Lau, Carina Lau Titolo originale À-fei zheng chuang. Drammatico, durata 95 min. – Hong Kong 1991. MYMONETRO Days of Being Wild * * * - - valutazione media: 3,38 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Hong Kong, 1960. Il giovane dissoluto Yuddy seduce e poi abbandona due ragazze – la cassiera Su Li-Zhen e la cantante Mimi – prima di partire per le Filippine alla ricerca della sua vera madre e delle radici che lo possano ancorare alla vita.È con Days of Being Wild che Wong Kar-wai diventa l’autore che in seguito il mondo conoscerà e a cui tributerà infiniti elogi. Se As Tears Go By era ancora fortemente legato alle meccaniche dell’industria di Hong Kong e a un certo modo di girare il connubio tra action e melò (ma con tocchi personali che lo rendono comunque un unicum), in Days of Being Wild fanno capolino quelli che saranno i topoi di Wong negli anni a venire. 

 Days of Being Wild
(1990) on IMDb

Ashes of Time Redux - Film (2008) - MYmovies.itUn film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Jacky Cheung, Maggie Cheung, Carina Lau, Tony Leung.Titolo originale Ashes of Time Redux. Azione, durata 93 min. – Hong Kong 2008. MYMONETRO Ashes of Time Redux * * * * - valutazione media: 4,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un mitologico jianghu al di là dello spazio e del tempo, Ouyang Feng è un maestro di spada decaduto che vive ritirato nel deserto fra cinismo e solitudine. Abbandonata la spada, svolge ormai solo il ruolo di tramite fra spadaccini mercenari e uomini desiderosi di vendetta. In un ciclo completo delle stagioni dell’Almanacco cinese, passano dalla sua casa l’affascinante cavaliere errante Huang Yaoshi, i due ambigui fratelli Yin e Yang del Clan Murong, uno spadaccino tradito dalla moglie sulla via della cecità e il rozzo e affamato guerriero Hong Qi. Il loro passaggio dà luogo a sanguinosi combattimenti, ma per Ouyang Feng segna soprattutto una diversa prospettiva sul valore dei ricordi, la precarietà dei sentimenti e il suo amore perduto di un tempo.

Ashes of Time - Film (1994) - MYmovies.itUn film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Brigitte Lin, Tony Leung Ka Fai, Maggie Cheung, Carina Lau. Titolo originale Dong Xie Xi Du. Avventura, durata 95 min. – Hong Kong, Cina, Taiwan 1994. MYMONETRO Ashes of Time * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ou Yang Feng (L. Cheung), già spadaccino e sicario di professione, vive da eremita nel deserto. Gli fa visita una ragazza (C. Young) che vorrebbe vendicare la morte del fratello. Gli richiama alla memoria l’unica donna (M. Cheung) che ha mai amato, ora moglie di suo fratello. Ma anche il suo migliore amico (T. Leung) è innamorato di lei. Nel suo 3° e costoso film, Wong prende in prestito i personaggi di un romanzo di arti marziali di Jin Yong e li situa in mezzo a un deserto per analizzarne ossessioni e manie. “Incredibile apologo filosofico, film di kung-fu senza combattimenti, film in costume senza un tempo di riferimento, paradossale tentativo di ‘prendere sul serio’ le storie di fantasmi e di eroi mitologici cinesi” (G. Manzoli).

 Ashes of Time
(1994) on IMDb

Regia di Siu-Tung Ching. Un film Da vedere 1987 con Leslie Cheung, Wong Tsu Hsiena, Wu MaSiu-Ming Lau. Titolo originale: Qian nu Yohoun. Genere Horror – Hong Kong1987durata 101 minuti. – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un esattore imbranatissimo gira per villaggi senza riuscire a farsi pagare le tasse. Quando trova un tempio magico, cade in una trappola tesagli dal linguacciuto demone Liu-Liu. Un agilissimo samurai boschivo riesce a salvarlo, tra sortilegi e magie. Festival degli effetti speciali e 5 premi in 5 diversi festival di fanta-cinema, in un patchwork di generi assortitissimo (i superlativi sono d’obbligo). 2 seguiti e numerose imitazioni.

 Storia di fantasmi cinesi
(1987) on IMDb

Regia di Siu-Tung Ching. Un film Da vedere 2011 con Jet LiVivian HsuCharlene ChoiShengyi HuangJiang WuMiriam Chin Wah YeungCast completo Titolo originale: Baish echuanshuo. Genere Fantastico – CinaHong Kong2011durata 99 minuti. – MYmonetro 3,25 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tra il giovane erborista Xu Xian e il Serpente Bianco, demone millenario, nasce una storia d’amore improvvisa quanto intensa. La sincerità del legame è però messa in dubbio dal monaco-stregone Fa Hai, intenzionato a imprigionare tutti i demoni che interferiscono nelle faccende degli umani.
Pur vantando una carriera senza eguali nel campo del cinema spettacolare e di arti marziali, avendo contribuito alle coreografie di tutti i capisaldi del genere, il nome di Ching Siu-tung nell’immaginario collettivo resta legato a Storia di fantasmi cinesi, inarrivabile esempio di incontro tra fantasy e wu xia, tra ghost story e melò. Ed è proprio a quello spirito e a quelle atmosfere che si riallaccia idealmente The Sorcerer and the White Snake, ancora una storia d’amore che unisce il mondo degli umani e quello degli spiriti. L’intento è chiaramente quello di realizzare, con le spaventose potenzialità che la CGI può offrire, ciò che all’epoca di Storia di fantasmi cinesi (e in special modo dei seguiti, più concentrati sul lato spettacolare che sull’intreccio) non era neanche lontanamente immaginabile.

 Bai she chuan shuo
(2011) on IMDb

In the Mood for Love - Film (2000) - MYmovies.itIn the Mood for Love è un film di Wong Kar-Wai del 2000Con Maggie Cheung, Tony Leung Chiu Wai, Siu Ping-Lam, Rebecca Pan, Lai Chen. Prodotto in Francia, Hong Kong, Thailandia.Durata: 98 minuti.

 Nella travagliata Hong Kong del 1962 Chow, che lavora come capo redattore di un quotidiano locale, cambia casa e si trasferisce in un nuovo caseggiato. Spesso solo, per i continui viaggi all’estero per lavoro compiuti dalla moglie, stringe amicizia con la bellissima Li- Zhen, a sua volta trascurata dal marito. Una serie di piccoli indizi li porta a scoprire una relazione clandestina tra i loro rispettivi coniugi.
 In the Mood for Love
(2000) on IMDb

Locandina italiana The Yellow SeaUn film di Na Hong-jin. Con Ha Jung-woo, Kim Yun-Seok, Jo Sung-Ha, Lee Cheol-Min, Kwak Byung-Kyu. Titolo originale Hwanghae. Thriller, durata 136 min. – Corea del sud, USA, Hong Kong 2011. MYMONETRO The Yellow Sea * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 1 recensione.

Gu-nam fa il tassista a Yanji ed è un Joseonjok, ossia un sino-coreano che parla entrambe le lingue, sostanzialmente visto come uno straniero dai primi e come uno schiavo dai secondi. Gu-nam deve infatti ripagare un debito enorme, contratto in seguito all’acquisto di un visto da parte della moglie, tornata in Corea. Approfittando della sua disperazione, il sordido Myun Jung-hak gli propone un modo per riappropriarsi della sua libertà: tornare in Corea per uccidere un uomo. Per Gu-nam si presenta l’occasione duplice di affrancarsi e di ritrovare la moglie.

The Yellow Sea (2010) on IMDb

Locandina italiana Happy Together

Un film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Tony Leung, Chang Chen Drammatico, durata 93 min. – Hong Kong 1997. MYMONETRO Happy Together * * * - - valutazione media: 3,42 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La storia è molto semplice. I protagonisti si amano, emigrano in Argentina, si lasciano e si ritrovano fino a che uno dei due decide di fare ritorno ad Hong Kong. Ciò che rende interessante il film è che, nei panni dei due protagonisti, troviamo due attori divenuti famosi grazie a film d’azione. C’è poi la regia, sempre estremamente attenta all’uso del mezzo, di Wong Kar-Wai che ci trasmette l’inumanità di un mondo che non riesce ad accogliere l’umanità disperata che lo abita.

Riki-Oh The Story of Ricky (Live) | AnimeClick.it

Riki-Oh: The Story of Ricky (Lik Wong) è un film del 1991 diretto da Lam Ngai-kai, adattamento cinematografico del manga Riki-Ō (1988-1990), scritto da Masahiko Takajo e illustrato da Tetsuya Saruwatari.

Appartenente per lo più al genere carcerario e delle arti marziali, è diventato famoso soprattutto per una forte componente splatter e un dozzinale doppiaggio inglese che lo hanno reso con il passare del tempo un film di culto.

Regia di Kit Hung. Un film con Yulai LuBernhard BullingMarie OmlinGilles TschudiRuth SchweglerCast completo Titolo originale: Mo seng fung ling. Genere Drammatico – Hong KongSvizzeraCina2009durata 110 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Soundless Wind Chime (in italiano Il silenzioso rintocco del vento) è il primo lungometraggio del giovane regista Wing Kit Hung. Ancora una volta un esempio di buon cinema cinese che in questo caso torna a raccontare con la forza delle immagini e con il potere evocativo i temi della giovinezza, l’ambiguità dei sentimenti, la ricerca di sé. L’occasione sarà il viaggio e l’incontro fra due solitudini tormentate, ma anche fra due nazionalità diverse, e il difficile amore che li unirà e poi li dividerà: un ragazzo svizzero e uno cinese, i cui sguardi s’incrociano fortuitamente per le strade di Hong Kong.
Presentato con successo alla Berlinale del 2009, il film si è subito imposto per la sua potenza visiva e per la sua eleganza stilistica, in perfetta assonanza con l’estetica del cinema cinese di questi ultimi tempi. Per la sua tematica omosessuale il film ha ricevuto premi nei maggiori festival di cinema gay and queer, oltre che al Torino Film Festival nella sezione Nuovi sguardi dove ha ricevuto il premio per la regia e la menzione speciale come miglior lungometraggio in concorso.
Pascal, svizzero, vive facendo piccoli spettacoli per la strada; Ricky invece lavora per un piccolo ristorante di Pechino. Le loro vite si incrociano misteriosamente ma presto torneranno a dividersi. Dopo molti anni Ricky parte alla ricerca del suo primo amore e arriva in Svizzera, così il racconto inizia a srotolare attraverso poetici flashback.

Locandina Tokyo Sonata

Un film di Kiyoshi Kurosawa. Con Teruyuki KagawaKyôko KoizumiYû KoyanagiInowaki KaiHaruka Igawa. continua» Titolo originale Tôkyô sonataDrammaticoRatings: Kids+13, durata 119 min. – Giappone, Hong Kong, Paesi Bassi 2008.

Ryuhei Sasaki è un tranquillo padre di famiglia finché non perde il posto di lavoro; la scelta di non rivelare nulla a moglie e figli lo porterà a conoscere un sottobosco crescente di disoccupati insospettabili, ma non lo aiuterà a tenere insieme i pezzi di una famiglia che si va sfaldando.
La Crisi, così paventata, presagita, snobbata è qui tra noi. Dove “noi” non significa solo l’Occidente, ma pure il diametralmente opposto Giappone, ugualmente colpito al cuore. E non sarà un caso se sono saliti al governo i socialisti per la prima volta nella storia. Kurosawa Kiyoshi, con la sensibilità che lo contraddistingue – e che difficilmente pertiene a un regista puramente horror, come ancora qualcuno lo etichetta – parte dalla Crisi per mescolarla alle molteplici crisi che accompagnano l’uomo nel suo difficile cammino. Nel senso stretto ma pure in quello etimologico del termine, perché il mutamento radicale e sofferto, spesso spinto sino all’autolesionismo, è parte integrante di questo processo evolutivo. Che qui si abbatte sul nucleo famigliare con una violenza degna del Takashi Miike di Visitor Q, senza quel gusto pop di portare tutto all’estremo, ma senza tirarsi indietro di fronte agli esiti di una sostanziale discesa agli inferi. Ad essere messi in discussione sono i pilastri stessi della società: l’autorità – l’insegnante sbeffeggiato in classe, il pater familias a disagio per mantenere un ruolo di leadership sistematicamente messo in discussione – il vincolo nuziale, tenuto insieme solo da abitudine e necessità, ma pure la supremazia del lavoro serio rispetto all’insicurezza di professioni apparentemente più frivole, che vivono la propria rivincita grazie al talento del piccolo sognatore Kenji.
Kurosawa osserva la famiglia con amore, forse, con comprensione, magari, ma con ben poca compassione, privilegiando la camera fissa per denudarne le fragilità: a volte il tavolo da pranzo, unica occasione di (finta) riconciliazione, è addirittura inquadrato dall’esterno, mediato da un vetro e da riflessi che dicono più di mille parole su quel che avverrà di lì a breve. Straordinaria la prova attoriale di Teruyuki Kagawa, calato perfettamente nel ruolo fantozziano del protagonista, incapace di liberarsi persino nel momento di massima ira, quando, seppur armato di bastone e con intento distruttivo, non rinuncia a sistemarsi goffamente il borsello, residuo di una divisa che per lungo tempo ha significato “classe media” e un determinato inquadramento sociale. Prima che lo tsunami della crisi rimettesse tutto in discussione, giocando con i destini di piccoli uomini indifesi come lui.