Category: 4.10/4.19


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Un film di Michelangelo Antonioni. Con Monica Vitti, Francisco Rabal, Alain Delon, Louis Seigner, Lilla Brignone.Drammatico, b/n durata 125 min. – Italia 1962. MYMONETRO L’eclisse * * * * -valutazione media: 4,19 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Dopo una deludente storia d’amore, una ragazza si lega ad un uomo solo per evadere dalla routine. Un episodio drammatico le farà comprendere il fondamentale cinismo del suo compagno che, come lei, non si recherà al seguente appuntamento. Terzo film (assieme a L’avventura e La notte) di Antonioni sulla cosiddetta incomunicabilità, resa attraverso interminabili silenzi e significativi studi psicologici dei protagonisti. È l’ultimo film in bianco e nero girato da Antonioni; dopo due anni il regista volterà pagina girando Deserto rosso.

 L'eclisse
(1962) on IMDb

Frankenstein - Film (1931) - MYmovies.itUn film di James Whale. Con Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan. Horror, b/n durata 71 min. – USA 1931. MYMONETRO Frankenstein * * * * - valutazione media: 4,14 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno (1818), di Mary Wollstonecraft Shelley e da un adattamento teatrale (1927) di Peggy Webling. Nel suo laboratorio tra le montagne svizzere, all’inizio dell’Ottocento, il medico barone Henry Frankenstein riesce a creare un essere vivente mettendo insieme pezzi di cadaveri umani, ma la “creatura”, sobillata da un servo, si ribella e compie involontariamente alcuni crimini. Braccato dagli abitanti del villaggio, si rifugia in un mulino al quale la folla dà fuoco. Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell’inglese Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l’idea del mulino), scelse il compatriota Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa (fotografia di Arthur Edeson), insolito nel 1931, che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un’atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all’usura del tempo. Numerose le sequenze da citare: i funerali d’apertura; la nascita della “creatura” con il suo motivo ascensionale; l’incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l’incendio conclusivo. Come nel romanzo della Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell’emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della “creatura”. Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l’ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal “mostro” con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. Karloff apparve in altri 4 film del ciclo, il primo dei quali (e il migliore) è La moglie di Frankenstein (1935) diretto da Whale, mentre in House of Frankenstein (1944) e in Frankenstein 70 (1958) fa la parte del barone. Nel 1987 fu restaurato in un’edizione di qualche minuto più lunga che fu distribuito negli USA in home video.

 Frankenstein
(1931) on IMDb

Regia di Curtis Hanson. Un film Da vedere 1997 con Danny DeVitoKim BasingerRussell CroweKevin SpaceyGuy PearceJames CromwellCast completo Genere Poliziesco – USA1997durata 137 minuti. – MYmonetro 4,14 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1952 a Los Angeles regnano corruzione, scandali, inganno, ambizioni sfrenate e già la droga. I personaggi principali sono 3 agenti della Squadra Omicidi, ambigui difensori della legge. Tratto dal romanzo (1990) di James Ellroy, sceneggiato dal regista con Brian Helgeland, è uno di quei polizieschi che esimono dal dovere di raccontare la trama, tanto è densa di personaggi e complicata nello sviluppo dei fatti, esposti in sequenza cronologica con un ritmo che non lascia un attimo di tregua, come ha insegnato Hawks. Hanson, regista di mestiere, ha dato il meglio di sé, specialmente nella scelta e nella direzione degli attori, ma anche l’ambientazione è talmente accurata che, se non fosse per il colore, sembrerebbe un nero d’epoca. Accolto con unanime favore dalla critica USA, è un riuscito poliziesco di prim’ordine. Efficace fotografia di Dante Spinotti. Due Oscar: attrice non protagonista (Basinger) e sceneggiatura non originale.

 L.A. Confidential
(1997) on IMDb

I cavalieri del nord ovest - Film (1949) - MYmovies.itUn film di John Ford. Con John Wayne, John Agar, Joanne Dru, Mildred Natwick, George O’Brien.Titolo originale She Wore a Yellow Ribbon. Western, durata 103 min. – USA 1949. MYMONETRO I cavalieri del nord ovest * * * * - valutazione media: 4,18 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Dopo il massacro di Custer, i pellerossa si ribellano in tutto il Nord – Ovest. Un anziano capitano alla vigilia della pensione riduce a miti consigli una tribù, rubando e disperdendo i cavalli con un audace colpo di mano. Western militare di Ford (tratto dal racconto Sul sentiero di guerra di James Warner Bellah, autore che ha ispirato al regista tutte le sue opere sulla cavalleria), il film venne maltrattato alla prima uscita dalla critica, che lo considerò troppo sentimentale, troppo inferiore al precedente Massacro di Fort Apache. Oggi ci appare come uno splendido racconto d’avventure con un John Wayne quarantenne che fa ottimamente il sessantenne. Anche qui il titolo originale rimanda a un motivo folk: She wore a yellow ribbon (Lei indossava un nastro giallo). Lei è Joanne Dru; il sergente texano è Ben Johnson; l’indiano che cita la Bibbia è l’autentico navajo Chief Big Tree.

 I cavalieri del Nord Ovest
(1949) on IMDb
Per grazia ricevuta - Film (1971) - MYmovies.it

Un film di Nino Manfredi. Con Nino Manfredi, Mario Scaccia, Lionel Stander, Mariangela Melato. Commedia, durata 122′ min. – Italia 1971. MYMONETRO Per grazia ricevuta * * * * - valutazione media: 4,11 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Ragazzo miracolato si chiude in convento in attesa di un sogno che confermi la sua vocazione. Quando il sesso lo tenta, va in tilt. Cerca di uccidersi. Lo salvano. È un nuovo miracolo? 1° film lungo di Manfredi regista: insolito, intelligente, bene accolto dappertutto. Il tema dei tabù religiosi (o superstiziosi?) è svolto con pittoresca abilità. Dialogo arguto, caratteristi calibrati, ritmo. Premio Opera Prima a Cannes 1971.

 Per grazia ricevuta
(1971) on IMDb

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 1989 con Mariella ValentiniSilvio OrlandoNanni MorettiEugenio MasciariAsia ArgentoCast completo Genere Commedia – Italia1989durata 89 minuti. – MYmonetro 4,14 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Durante una partita di pallanuoto, Michele, funzionario del PCI colto da amnesia, rimette insieme i pezzi della propria vita e discute sul disagio, la confusione, le contraddizioni della sinistra. E il sole dell’avvenire? Il più radicale, nevrotico, estremo film di Moretti. Sincero come una tegola in testa. Contro l’idiozia del potere, la chiacchiera, gli stereotipi del giornalismo, le ciance dei politici, la perdita della memoria storica.

 Palombella rossa
(1989) on IMDb

Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Mike Colter, Lucia Rijker. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 132 min. – USA 2004. uscita venerdì 18 febbraio 2005. MYMONETRO Million Dollar Baby * * * * - valutazione media: 4,19 su 155 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Frankie Dunn, anziano gestore di una scalcinata palestra di pugilato, accetta a malincuore, convinto dall’amico Eddie – ex pugile nero – di allenare la cameriera trentenne Maggie Fitzgerald che vede nella boxe l’unica, e ultima, occasione di riscatto sociale. Talento naturale, sostenuta da un’indomabile volontà e dalla competenza di Frankie, vince un incontro dopo l’altro e si trova a contendere il titolo mondiale alla potente e scorretta Billie: le sarà fatale. Scritto da Paul Haggis, tratto da Rope Burns: Stories from the Corner ( Lo sfidante ) di F.X. Toole. Non è un film sull’eutanasia. Non è nemmeno un film sulla boxe (“sport contro natura” dice la voce narrante di Eddie). Nella sua complessa struttura di simmetrie, antinomie e ambiguità, è un film tragicamente spietato sul dolore del mondo, sull’amore, l’amicizia, la dignità in un mondo di perdenti. C’è in questo film – così trasparente e laconico, onesto e innocente in superficie – un pessimismo senza scampo. 4 premi Oscar: film, regia, attrice (Swank, cui dà la voce Laura Lenghi), attore non protagonista (Freeman).

AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA CINEMA: "Alien"

Regia di Ridley Scott. Un film Da vedere 1979 con Sigourney WeaverTom SkerrittVeronica CartwrightHarry Dean StantonJohn HurtCast completo Genere Fantascienza, – USAGran Bretagna1979durata 117 minuti. Uscita cinema giovedì 25 ottobre 1979 distribuito da 20th Century Fox Italia. – MYmonetro 4,16 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Capostipite di una fortunata serie di pellicole, nonché di librifumetti e videogiochi, è considerato uno dei capolavori del regista Ridley Scott, la pellicola che ha lanciato la carriera dell’attrice Sigourney Weaver, e in generale uno dei migliori film di fantascienza della storia del cinema. Le vicende ruotano attorno a una specie aliena che nella storia viene identificata con la generica definizione xenomorfa, costituita da feroci predatori dotati di intelligenza ma incapaci di provare emozioni, che si riproducono come parassiti annidandosi nei corpi di altri esseri viventi provocandone la morte. Alien ha avuto tre sequel, tutti con Sigourney Weaver come protagonista: Aliens – Scontro finaleAlien³ e Alien – La clonazione

Durante una sosta in un pianeta sconosciuto un essere s’introduce nella Nostromo , gigantesca astronave da carico, e semina terrore e morte tra i sette membri dell’equipaggio. Sopravvive soltanto la coraggiosa Ripley. È un thriller fantascientifico con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo, grazie a un apparato scenografico di grande suggestione e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell’ignoto, perciò pesca nel profondo. Oscar per gli effetti visivi a Carlo Rambaldi, H.R. Giger, Brian Johnson e Nick Allder. Da novembre 2003 è in circolazione una nuova edizione rimasterizzata in digitale curata da R. Scott. Colonna musicale di J. Goldsmith.

The Elephant Man - Film (1980)Un film di David Lynch. Con Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 125 min. – Gran Bretagna 1980. – VM 14 – MYMONETRO The Elephant Man ****-valutazione media: 4,13 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un povero essere mostruoso, che un malvagio imbonitore esibisce come fenomeno da baraccone, viene liberato da un medico che lo fa ricoverare in un ospedale. Rapito e poi di nuovo libero, riceverà anche l’omaggio dei reali d’Inghilterra. Pago della prima felicità della sua vita, l’uomo elefante (realmente esistito, si chiamava John Merrick) muore dolcemente.

I Colori Della Vittoria: Amazon.it: Travolta/Thompson, Travolta/Thompson:  Film e TV

Regia di Mike Nichols. Un film Da vedere 1998 con John TravoltaEmma ThompsonBilly Bob ThorntonKathy BatesAdrian LesterCast completo Titolo originale: Primary colors. Genere Commedia – USA1998durata 143 minuti. – MYmonetro 4,17 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Attratto dalla politica liberale di Jack Stanton (Travolta), governatore democratico di uno Stato del Sud in corsa per la Casa Bianca, Henry Burton (Lester), nipote di un leader nero degli anni ’60, entra nel suo staff per le primarie presidenziali. Impara così quanto sia lurida e spietata la lotta politica. Tratto da un romanzo di Joe Klein, caporedattore di Newsweek che seguì la campagna di Clinton nelle primarie del ’92. I riferimenti a Bill Clinton e a sua moglie Hillary sono così espliciti da trasformare il film Universal in una tempestiva e antimoralistica arringa di difesa. Ridondante, prolisso, troppo preoccupato di essere politicamente corretto, privo di energia nella denuncia, ha avuto 2 candidature all’Oscar: sceneggiatura (Elaine May, ex moglie del regista) e attrice non protagonista (K. Bates) grazie al personaggio più significativo della storia.

La Legge del Signore - Film (1956)

Un film di William Wyler. Con Gary Cooper, Anthony Perkins, Dorothy McGuire, Robert Middleton, Walter Catlett. Titolo originale Friendly Persuasion. Western, b/n durata 140′ min. – USA 1956. MYMONETRO La legge del Signore – L’uomo senza fucile * * * * - valutazione media: 4,13 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal romanzo di Jessamyn West. Quando in America scoppia la guerra civile (1861), una famiglia di quaccheri deve confrontare i propri principi religiosi con la realtà: fino a che punto si deve rinunciare alla violenza? Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell’altro. Palma d’oro a Cannes. Altro titolo: L’uomo senza fucile. Rifatto per la TV nel 1975 da J. Sargent.

Sangue e arena: Amazon.it: Tyrone Power, Anthony Quinn, Rita Hayworth, J.  Carrol Naish, Linda Darnell, Alla Nazimova, Lynn Bari, John Carradine,  Laird Cregar, Monty Banks, Vicente Gomez, George Reeves, Pedro De Cordoba,

Un film di Rouben Mamoulian. Con Rita Hayworth, Anthony Quinn, Linda Darnell, Tyrone Power. Titolo originale Blood and Sand. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 123′ min. – USA 1941. MYMONETRO Sangue e arena * * * * - valutazione media: 4,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bella, ricca e sofisticata porta lo scompiglio nella vita di un torero che per lei trascura moglie e corrida. Poi lei si stanca. Lui, disperato, cerca di riconquistarla. 2ª versione del romanzo (1908) di Vicente Blasco Ibáñez (dopo quella con Rodolfo Valentino del 1922). È il film che segnò il successo di R. Hayworth in un’indimenticabile interpretazione. Brillante regia, fotografia di Ernest Palmer e Ray Rennahan ispirata alla pittura spagnola che vinse un Oscar. Rifatto nel 1989 come Ossessione d’amore con Sharon Stone.

Un film di Tim Burton. Con Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Anthony Michael Hall, Kathy Baker. Titolo originale Edward Scissorhands. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 100′ min. – USA 1990. MYMONETRO Edward mani di forbice * * * * - valutazione media: 4,11 su 121 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un vecchio scienziato muore prima di essere riuscito a fare alla sua meravigliosa creatura tecnoumana le mani, che sostituisce con delle forbici. Il giovanotto, che vive in un castello, viene adottato da una famiglia, va ad abitare nel sobborgo di una moderna città americana, ma è infelice perché odiato dai vicini per la sua diversità. Pur con qualche ingorgo verso la fine, è la favola più originale uscita da Hollywood da molti anni, nella sua miscela di tenerezza e crudeltà. Il talento grafico di Burton (il quartiere residenziale di pistacchio e caramello, l’assurdo e minaccioso castello, Edward che con le sue cesoie tosa i cani e modella cespugli) è al servizio di un universo intensamente “poetico”. Sceneggiato da Caroline Thompson da un racconto di Burton, anche produttore per la Fox.

Scarpette rosse (1948) | FilmTV.it

Regia di Michael PowellEmeric Pressburger. Un film Da vedere 1948 con Anton WalbrookMarius GoringMoira ShearerLudmilla TchérinaLéonide MassineCast completo Titolo originale: The red shoes. Genere Drammatico – Gran Bretagna1948durata 133 minuti. – MYmonetro 4,10 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (Walbrook), direttore di una celebre compagnia di balletto classico, Vicky Page (Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse , ispirato alla favola di Hans Christian Andersen, ma è dilaniata tra l’amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l’amore ricambiato per il compositore Julian Craster (Goring). Ormai identificata con il personaggio, danzerà sino alla morte. È il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie , amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Scorsese, Coppola, De Palma) e raffinati cinéphiles . “Ammantandolo con i colori smaglianti del melodramma, [i registi] fanno digerire al pubblico un assunto incredibile: il fatto che l’arte sia qualcosa per cui si può morire” (E. Martini). È nello stesso tempo romantico ed espressionista, una fantasticheria e un incubo, un dramma psicologico e una favola, un’anomala miscela di narrativa popolare, cattivo gusto, abuso di stereotipi e sperimentazione visiva, ribaltamento delle convenzioni, vertiginosa reinvenzione della realtà. Fotografia di Jack Cardiff. Ebbe 2 premi Oscar: musica di Brian Easdale, scene di Hein Heckroth. Restaurato nel 2010.

Regia di Matteo Garrone. Un film Da vedere 2018 con Marcello FonteEdoardo PesceNunzia SchianoAdamo DionisiFrancesco AcquaroliCast completo Genere Drammatico, – Italia2018durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 17 maggio 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,11 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marcello ha due grandi amori: la figlia Alida, e i cani che accudisce con la dolcezza di uomo mite e gentile. Il suo negozio di toelettatura, Dogman, è incistato fra un “compro oro” e la sala biliardo-videoteca di un quartiere periferico a bordo del mare, di quelli che esibiscono più apertamente il degrado italiano degli ultimi decenni. L’uomo-simbolo di quel degrado è un bullo locale, l’ex pugile Simone, che intimidisce, taglieggia e umilia i negozianti del quartiere. Con Marcello, Simone ha un rapporto simbiotico come quello dello squalo con il pesce pilota.

Cinema Filo: LA GRANDE ABBUFFATA

Un film di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol. Titolo originale La grande bouffe. Commedia, durata 132′ min. – Italia, Francia 1973. MYMONETRO La grande abbuffata * * * * - valutazione media: 4,18 su 45 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quattro amici _ un giudice (Noiret), un pilota di linea (Mastroianni), un ristoratore (Tognazzi), un produttore TV (Piccoli) _ si riuniscono in una villa di Neuilly, fuori Parigi, decisi a compiere un quadruplice harakiri gastronomico-erotico. Li accompagna, pingue angelo della morte, un’insaziabile e materna maestra (Ferréol). Scritto con Rafael Azcona, è probabilmente il più grande successo internazionale (di scandalo) nell’itinerario di Ferreri. Questo apologo iperrealista ha gli scatti di una buffoneria salace e irriverente, i toni furibondi di una predica quaresimalista e, insieme, l’empietà provocatrice di un pamphlet satirico; e chi lo prende per un film rabelaisiano, non ne ha inteso la sacrale tristezza. C’è piuttosto l’umor nero, la mestizia, la disperazione di uno Swift. Con qualcosa in più: la pena. La sua forza traumatica risiede nella calma lucidità dello sguardo, e nell’onestà di un linguaggio che Ferreri conserva anche e soprattutto quando non arretra davanti a nulla. Se si esclude parzialmente Mastroianni, forse il meno riuscito del quartetto, i personaggi non sono mai volgari. Nonostante le apparenze realistiche (di un neorealismo fenomenico e irrazionalistico), sfocia nel clima allucinato di un apologo fantastico come certi segni e invenzioni suggeriscono. Fotografia di Mario Vulpiani, costumi di Gitt Magrini, pietanze di Fauchon (Parigi). Premio Fipresci a Cannes 1973. Distribuito nei paesi di lingua inglese come Blow-out.

Un Borghese Piccolo Piccolo: Amazon.it: Sordi/Winters, Sordi/Winters: Film  e TV

Regia di Mario Monicelli. Un film Da vedere 1977 con Shelley WintersAlberto SordiVincenzo CrocittiRomolo ValliPietro TordiMimmo PoliCast completo Genere Drammatico – Italia1977durata 122 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,13 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il figlio di un impiegato ministeriale romano è ucciso per caso durante una rapina. Il brav’uomo prepara ed esegue una lenta, bieca, allucinata vendetta. Dal romanzo (1976) di Vincenzo Cerami, storia di vittime che sono anche mostri, un film omogeneo, sapiente nella mescolanza di toni (commedia, grottesco) e nella progressione drammatica, con un Sordi all’apice della sua carriera inserito in un contesto sociale efficacemente descritto. Efebo d’oro 1979.

Locandina Ferro 3 - La casa vuota

Un film di Kim Ki-Duk. Con Hee Jae, Seoung-yeon Lee Titolo originale Bin-Jip 3 – Iron. Drammatico, durata 90 min. – Corea del sud 2004. uscita venerdì 3 dicembre 2004. MYMONETRO Ferro 3 – La casa vuota * * * * - valutazione media: 4,13 su 70 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il regista Kim Ki-Duk è un’entità anomala nel panorama cinematografico. Prima di giungere alla pittura, suo più grande amore, ha svolto lavori di ogni tipo, e il suo incontro con il cinema è avvenuto solamente negli ultimi anni, senza aver avuto alcuna esperienza o formazione in merito. Di conseguenza una sua opera è sempre un’esperienza magica e sensoriale.
Abbandonati la valle sperduta e la casetta galleggiante del monaco, della favola morale Primavera, estate, autunno e inverno e… ancora primavera, il regista coreano torna ai giorni nostri per raccontare il tema della solitudine e dell’amore. Tae-Suk è un giovane che trascorre le sue giornate entrando nelle case lasciate vuote occasionalmente dai proprietari. Dorme sul divano, si fa la doccia, lava i panni, aggiusta gli oggetti che non funzionano, gioca a golf e si scatta fotografie da solo con la sua camera digitale. Tutto con una leggerezza quasi ultraterrena. Un giorno, entrando in una casa, si accorge c’è una ragazza, Sun-hwa, che ha dei segni di maltrattamenti sul viso. Sono i continui litigi con il marito. Tae-suk, la prende con sé, per vagare insieme nelle case degli altri, e condividere questo strano modo di vivere che trasforma, lentamente, la loro amicizia in amore. Un evento inaspettato li allontanerà, ma non per sempre.
Ferro 3 descrive la solitudine dei protagonisti, eliminando il dialogo, limitato alle grida fredde dei personaggi di contorno, e lasciando parlare i silenzi dei sinuosi movimenti di Tae-Suk. Sembra volare negli spazi, così come era sospesa sull’ acqua dell’irreale lago, la casa del monaco nel film precedente.
I gesti che compie nelle sue giornate sono il suo divertimento, il trascorrere del tempo di una persona che vive da sola, e che nella vita non ha dimenticato uno degli elementi più importanti, la curiosità. La curiosità, desiderio che spinge verso l’ignoto, fa incontrare poi le due lune, per dare origine a un amore quasi angelicato, nel quale comunicare è muoversi, affascinare è sfiorarsi. Per giungere poi, all’ultima sequenza del film, in cui l’occhio artistico del pittore dipinge l’amore, sentimento magico, impalpabile come l’aria.
Il tocco del regista coreano ci ha regalato un altro film, piccolo e immenso allo stesso tempo, narrando i sentimenti con la fantasia e la leggerezza delle emozioni.

La Via Lattea (1969): Amazon.it: Frankeur,Cuny,Terzieff,  Frankeur,Cuny,Terzieff: Film e TV

Regia di Luis Buñuel. Un film Da vedere 1968 con Christine Simon, Pierre ClémentiGeorges MarchalMichel EtcheverryAgnès CapriEllen BahlCast completo Titolo originale: La voie lactée. Genere Drammatico – Francia1968durata 102 minuti. – MYmonetro 4,10 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due vagabondi, Jean e Pierre, uno giovane e ateo, l’altro vecchio e credente, partono da Fontainebleau verso il santuario di Santiago de Compostela, in Spagna, facendo una serie di incontri con diverse eresie del cristianesimo antico e moderno. Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. Scritto con Jean-Claude Carrière. L’attore che fa Gesù è Bernard Verley.

Locandina Still Life

Un film di Uberto Pasolini. Con Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre. Drammatico, durata 87 min. – Gran Bretagna, Italia 2013. – Bim uscita giovedì 12 dicembre 2013. MYMONETRO Still Life * * * * - valutazione media: 4,10 su 73 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all’orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d’arresto per il ridimensionamento del suo ufficio e il conseguente licenziamento. Confuso ma null’affatto rassegnato, John chiede al suo superiore di concedergli pochi giorni per chiudere una ‘pratica’ che gli sta a cuore e che ha il volto di Billy Stoke, un vecchio uomo alcolizzato che aveva conosciuto un passato felice. Di quel passato fa parte Kelly, la figlia perduta per orgoglio molti anni prima. Lasciata Londra per informarla della dipartita del genitore, John si muove tra i vivi e assapora la vita che ha il volto di una donna e il sapore di una cioccolata calda.