Category: Munk Andrzej


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Regia di Andrzej Munk. Un film con Edward Dziewoński, Tadeusz Łomnicki, Barbara Połomska, Kazimierz Rudzki. Titolo originale: Eroica – Symfonia bohaterska w dwóch częściach. Genere: Guerra, Commedia, Drammatico, Grottesco. Paese: Polonia. Anno: 1958. Durata: 87 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.7.

Il film è strutturato in due episodi indipendenti ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale in Polonia, i cui protagonisti si trovano a confrontarsi con l’ideale di eroismo in circostanze tragicomiche. Il primo segmento segue Dzidziuś Górkiewicz, un opportunista che si ritrova inaspettatamente coinvolto nelle battaglie della resistenza, mentre il secondo si svolge in un campo di prigionia tedesco, dove un gruppo di ufficiali polacchi vive aggrappato al mito di un audace fuggitivo. Entrambe le storie mettono in luce i personaggi in situazioni estreme, dove la sopravvivenza si mescola con la retorica e il mito.

Questo lavoro di Andrzej Munk, figura chiave della “Scuola Polacca” del dopoguerra, è una satira pungente e iconoclasta del concetto tradizionale di eroismo nazionale. I temi centrali sono la relatività dell’eroismo, l’opportunismo e la disillusione, presentati con un tono grottesco e un umorismo nero che smantella la mistica del martirio. La regia è incisiva e stilisticamente matura, caratterizzata da una narrazione frammentata e da una fotografia espressionista che accentua il senso di claustrofobia e assurdità, soprattutto nel secondo episodio. Le interpretazioni, in particolare quelle di Dziewoński e Rudzki, sono misurate ed efficaci nel bilanciare dramma e comicità. Eroica non offre innovazioni tecniche eclatanti, ma il suo stile narrativo non convenzionale e l’approccio dissacrante alla storia lo rendono un’opera di grande importanza storica, fondamentale per comprendere l’evoluzione del cinema polacco e il dibattito sull’identità nazionale nel periodo post-bellico. È un film valido, lucido e coraggioso.

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Un film di Andrzej Munk. Con Aleksandra Slaska, Anna Ciepielewska, Jan Krezmar Titolo originale Pasazerska. Drammatico, b/n durata 42′ min. – Polonia 1961. MYMONETRO La passeggera * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Su una nave in rotta da Amburgo verso un porto canadese nei primi anni ’60, Liza (Slaska), già sorvegliante nel lager di Auschwitz, incontra un’ebrea polacca (Ciepielewska) che fu tra le sue vittime e con la quale cercò inutilmente di avere un rapporto “umano”. Ne parla col marito (Kreczmar) in due confessioni, la prima in modi di autogiustificazione e la seconda con un vero scavo di sé stessa. Tratto dal romanzo di Zofia Posmysz-Piasecka che collaborò alla sceneggiatura col regista, è un’opera incompiuta. Munk morì in un incidente d’auto il 20 settembre 1961 durante le riprese: con un lavoro di 2 anni il suo collaboratore Witold Lesiewicz ne approntò un montaggio, inserendo al posto delle sequenze mancanti foto di scena e un commento fuori campo. Pur in queste condizioni, è in assoluto il miglior film di finzione realizzato sull’universo concentrazionario. Nel rinunciare a descrivere l’indescrivibile, scava nel rapporto psicologico tra carnefici e vittime, scegliendo due personaggi e un contrasto esemplari e lasciando sullo sfondo le scene di orrore quotidiano del lager. La sua verità è raggiunta con mezzi più semplici di quelli di Wajda, ma ha la medesima ansia di comprensione e la stessa tensione di resistenza alla disperazione e agli orrori della Storia. Premio speciale a Cannes 1964.

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