Category: Dustin Hoffman


Regia di Pietro Germi. Un film con Dustin Hoffman, Stefania Sandrelli, Carla Gravina, Duilio Del Prete, Saro Urzì. Titolo originale: Alfredo, Alfredo. Genere: Commedia, Satira, Sentimentale. Paese: Italia, Francia. Anno: 1972. Durata: 112 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.1.

Il film narra le tribolazioni sentimentali di Alfredo Sbisà, un timido impiegato di banca di Ascoli Piceno, attraverso un lungo flashback che parte dalla sua deposizione in tribunale. Alfredo sposa Maria Rosa, una donna possessiva che lo soffoca con un amore morboso e un’opprimente ossessione per la rispettabilità borghese, trasformando la vita coniugale in una prigione emotiva. In seguito, Alfredo si innamora di Carolina, una donna più moderna e liberata, con la quale convive, scoprendo però che anche la libertà può nascondere le sue trappole e i suoi doveri. La pellicola esplora il desiderio di felicità e la frustrazione di un uomo intrappolato nelle convenzioni sociali e nelle difficoltà della vita di coppia, sia essa tradizionale o progressista.

Questo è l’ultimo film diretto da Pietro Germi, una satira acuta e malinconica sulla vita di coppia e sulle istituzioni del matrimonio e del divorzio (quest’ultimo introdotto in Italia da pochi anni). La regia utilizza un tono agrodolce, tipico della commedia all’italiana, per smascherare l’ipocrisia borghese e le illusioni della felicità coniugale. Dustin Hoffman, nel ruolo di Alfredo, fornisce un’interpretazione magistrale e insolita per l’epoca, perfettamente calato nei panni dell’italiano medio, affiancato da una straordinaria Stefania Sandrelli. Il film ha il merito di aver trattato in modo ironico e toccante un tema di grande attualità sociale come il divorzio e la convivenza, anticipando riflessioni che sarebbero diventate centrali nella società italiana. L’opera è stilisticamente solida e vanta una scrittura eccellente, pur non raggiungendo forse la ferocia satirica di alcuni precedenti capolavori di Germi.

Regia di Richard J. Lewis. Un film con Paul Giamatti, Rosamund Pike, Dustin Hoffman, Minnie Driver. Titolo originale: Barney’s Version. Genere: Commedia, Drammatico, Romantico. Paese: Canada, Italia. Anno: 2010. Durata: 134 min. Consigliato a: Adulti. Valutazione IMDb: 7.3/10.

Basato sull’omonimo e celebre romanzo di Mordecai Richler, il film è una storia di vita raccontata in prima persona da Barney Panofsky, un produttore televisivo canadese ebreo, fumatore accanito e spesso sgradevole. L’uomo ripercorre la sua lunga esistenza, dai primi anni a Parigi fino alla sua carriera a Montreal, focalizzandosi su tre matrimoni e, in particolare, sull’amore ossessivo e sfortunato per la sua terza moglie, Miriam. La pellicola segue le sue disavventure personali e professionali con uno stile che mescola cinismo, umorismo e malinconia, offrendo uno spaccato della vita di un uomo imperfetto e contraddittorio.

La versione di Barney è un’opera che riesce a catturare l’essenza agrodolce del romanzo di Richler, offrendo un ritratto intimo e toccante di un antieroe. La regia di Richard J. Lewis è sensibile e precisa, evitando i toni eccessivamente melodrammatici a favore di una narrazione che bilancia il comico e il tragico. Il vero punto di forza del film è l’interpretazione di Paul Giamatti, che offre una performance magistrale, ricca di sfumature, riuscendo a rendere Barney al tempo stesso detestabile e profondamente umano. Il cast di supporto, con un memorabile Dustin Hoffman nei panni del padre di Barney, aggiunge ulteriore spessore. La pellicola esplora temi come la memoria, il tempo che passa e la ricerca della felicità in modo non convenzionale, evitando il lieto fine e celebrando le imperfezioni della vita. È un film intelligente e commovente, che rimane impresso nella memoria per la sua onestà e per la performance di un attore straordinario.

Regia di Stephen Frears. Un film con Dustin Hoffman, Geena Davis, Andy Garcia, Joan Cusack. Titolo originale: Hero. Genere: Commedia, Drammatico. Paese: USA. Anno: 1992. Durata: 118 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 6.5/10.

Bernie LaPlante è un piccolo truffatore cinico e sfortunato che una sera, dopo aver assistito a un incidente aereo, salva i passeggeri della fusoliera in fiamme. Scompare subito dopo aver compiuto l’impresa, senza farsi riconoscere. La giornalista televisiva Gale Gayley, miracolosamente sopravvissuta all’incidente, decide di lanciare un appello per trovare il misterioso salvatore. Contemporaneamente, un affascinante senzatetto di nome John Bubber si fa avanti, dichiarandosi l’eroe della vicenda e conquistando l’ammirazione di tutti, diventando un idolo nazionale. La trama si sviluppa intorno al contrasto tra la vera identità del salvatore e l’immagine pubblica di chi ha rubato la sua gloria.

Stephen Frears dirige una commedia drammatica che riflette in modo acuto e satirico sul concetto di eroismo e sulla manipolazione dei media. La regia è solida e misurata, bilanciando perfettamente i toni umoristici con quelli più seri e riflessivi. Il film è sostenuto da interpretazioni eccellenti: Dustin Hoffman è straordinario nel ruolo di Bernie, un anti-eroe scontroso e disilluso, mentre Andy Garcia incarna con carisma e ambiguità il personaggio di John Bubber. Il cast è completato da una brillante Geena Davis e da una divertente Joan Cusack. La pellicola offre una critica intelligente alla cultura della celebrità e alla facilità con cui l’immagine può prevalere sulla sostanza. Sebbene la narrazione a tratti possa risultare convenzionale, l’opera si distingue per la sua profondità tematica e per l’ironia con cui affronta il divario tra l’eroismo autentico e la sua rappresentazione mediatica.

Un film di John Schlesinger. Con Jon Voight, Brenda Vaccaro, Dustin Hoffman, Sylvia Miles, Bob Balaban. Titolo originale Midnight Cowboy. Drammatico, durata 113′ min. – USA 1969. MYMONETRO Un uomo da marciapiede * * * 1/2 - valutazione media: 3,99 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cowboy texano arriva a New York deciso a fare soldi con le donne ma passa brutte esperienze e un duro inverno con Ratso Rizzo, italoamericano zoppo e tubercolotico. Cinedramma patetico su una strana amicizia che sboccia come un fiore nel fango di Manhattan.Ebbe 3 Oscar: film, regia, sceneggiatura (Waldo Salt, da un romanzo di James Leo Herlihy). Per Hoffman, piccolo grande uomo, soltanto una nomination; la ebbe anche Voight. Fu per entrambi il 3° film e il definitivo lancio come star. Grande successo anche per la canzone “Everybody’s Talkin'” di Fred Neil, cantata da Henry Nilsson.

 Un uomo da marciapiede
(1969) on IMDb
Tootsie (1982) - IMDb

Un film di Sydney Pollack. Con Dustin Hoffman, Jessica Lange, Charles Durning, Teri Garr, Geena Davis. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 116′ min. – USA 1982. MYMONETRO Tootsie * * * 1/2 - valutazione media: 3,68 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Michael Dorsey, attore di Broadway bravo ma disoccupato perché rompiscatole, raggiunge il successo quando si traveste da donna: Dorothy Michaels, poi detta Tootsie. Comincia in farsa, si trasforma in commedia e finisce quasi come un dramma. Riflessione sul mestiere dell’attore: descrizione critica, non priva di veleni satirici, dell’ambiente televisivo: storia di un uomo che, costretto a fare i conti con la componente femminile della propria natura e a vivere in prima persona la condizione di una donna, migliora. Hoffman, piccola grande donna, è perfetto. Messo sotto come regista, Pollack s’è preso una piccola rivincita come attore. 6 candidature agli Oscar (tra cui quella per la sceneggiatura di Larry Gelbart e Murray Shisgal sotto il controllo di Hoffman), ma una sola statuetta per la Lange. 1° film di G. Davis.

 Tootsie
(1982) on IMDb
Locandina italiana Quartet

Un film di Dustin Hoffman. Con Maggie Smith, Albert Finney, Tom Courtenay, Billy Connolly, Pauline Collins. Titolo originale Quartet. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 98 min. – Gran Bretagna 2012. – Bim uscita giovedì 24 gennaio 2013. MYMONETRO Quartet * * * - - valutazione media: 3,42 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un angolo felice della campagna inglese ospita Beecham House, casa di riposo per musicisti e cantanti. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, gli ospiti organizzano un gala e si esibiscono di fronte ad un pubblico pagante per sostenere Beecham e scongiurarne lo smantellamento. Ma ecco che la routine di Reggie, Wilf e Cissy viene sconvolta dall’arrivo a pensione di Jean Horton, elemento mancante e artista di punta del loro leggendario quartetto, nonché ex moglie di un Reggie ancora ferito.

Dustin Hoffman s’improvvisa regista animato da uno spirito appassionato ma anche da una sana dose di modestia e ottiene un risultato precisamente in linea, modesto con brio. Hoffman non ha un messaggio da lanciare al mondo né una proposta di regia che faccia in alcun modo la differenza, ma si limita ad assemblare un cast di grandi attori inglesi e a lasciare che suonino le loro corde su una partitura nota ma rodata, di quelle che si fanno ascoltare (e vedere) ogni volta anche se non è mai la prima né l’ultima.
La narrazione è esile e in alcuni punti a dir poco sbrigativa ma non sono poche le battute buone e non è da poco il contributo dei (veri) cantanti in scena. Adattando la pièce di Ronald Harwood, ambientandola in un cornice da Gosford Park, musicandola con le arie d’opera più belle, Hoffman dimostra soprattutto di aver saputo far affidamento sui materiali appropriati, affinché la costruzione finale suoni malinconica quanto basta, ma anche evanescente e in fondo un po’ infantile, com’è lo spirito degli anziani nella convivialità.
Bill Connelly è il più divertente della partita, Maggie Smith la nota più alta: per quanto contenuta – o forse proprio per questo – la sua performance si carica silenziosamente il peso di un confronto con il passato che va superato o non darà tregua, così come un errore d’amore, che può danneggiare una vita intera. O quasi. Appare invece sprecato Michael Gambon, che, a parte indossare pittoreschi caftani da regista in pantofole, è bloccato in un ruolo senza spessore e senza possibilità di movimento. Tom Courtenay, infine, nei panni di Reginald, incarna la sottile linea di confine su cui si posiziona il film stesso, tra l’aspirazione alla dignità e il richiamo della passione, tra il Rigoletto e il rap.
Pensato per un pubblico di amanti della musica e dei cioccolatini allo sherry più che del cinema con la maiuscola, Quartet vale comunque la visione della reunion di quattro attori senza età.

Quartet (2012) on IMDb
Piccolo Grande Uomo: Amazon.it: Hoffman/Dunaway/Geor, Hoffman/Dunaway/Geor:  Film e TV

Regia di Arthur Penn. Un film Da vedere 1970 con Dustin HoffmanFaye DunawayMartin BalsamRichard MulliganJeff CoreyAimée EcclesCast completo Titolo originale: Little Big Man. Genere Western – USA1970durata 150 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,97 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo di Thomas Berger, sceneggiato da Calder Willingham: all’età di 121 anni Jack Crabb racconta la sua vita avventurosa nel West; come nel 1859, decenne, fu rapito dai pellerossa con la sorellina e, ritornato giovanotto tra i “visi pallidi”, imparò i principi religiosi da un pastore e il sesso da sua moglie, fino alla sua partecipazione alla battaglia di Little Bighorn. Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal Candide di Voltaire) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po’ prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. Hoffman allo zenith del suo fregolismo istrionico.

Little Big Man (1970) on IMDb
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Regia di Franklin J. Schaffner. Un film con Steve McQueen, Dustin Hoffman, Victor Jory, Don Gordon, Anthony Zerbe. Titolo originale: Papillon. Genere: Avventura, Drammatico, Biografico. Paese: Stati Uniti d’America, Francia. Anno: 1973. Durata: 150 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 8.0.

Henri Charrière, detto Papillon per via di una farfalla tatuata sul petto, viene ingiustamente condannato all’ergastolo per omicidio e spedito nella brutale colonia penale della Guyana francese. Determinato a riconquistare la libertà, Papillon stringe un’improbabile alleanza con Louis Dega, un falsario che accetta di finanziare i suoi tentativi di fuga in cambio di protezione. Attraverso anni di prigionia, lavori forzati, isolamento e tradimenti, i due uomini affrontano un inferno disumano, ma la volontà indomita di Papillon non si spegne mai.

“Papillon” è un’epopea carceraria di rara intensità, un inno alla resilienza dello spirito umano di fronte alle avversità più estreme. La regia di Franklin J. Schaffner è magistrale nel catturare la brutalità del sistema penale e la vastità degli scenari, mentre le interpretazioni di Steve McQueen, nella sua iconica e stoica performance, e Dustin Hoffman, nel ruolo del fragile e astuto Dega, sono semplicemente indimenticabili. Il film, pur con qualche lungaggine, riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo, trasmettendo un senso di urgenza e disperazione che culmina in un finale catartico e liberatorio. Un classico intramontabile che esplora temi di libertà, amicizia e sopravvivenza con una forza emotiva che pochi altri film hanno saputo eguagliare.

Papillon (1973) on IMDb
Locandina Lenny

Un film di Bob Fosse. Con Valerie PerrineDustin Hoffman, Jan Miner, Stanley Beck, Gary Morton Biograficob/n durata 112 min. – USA 1974. – VM 18 – MYMONETRO Lenny * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film racconta la storia di Lenny Bruce, celebre attore e cabarettista che scandalizzò la società americana negli anni Cinquanta per il suo linguaggio estremamente crudo e per il suo atteggiamento di aperta critica alle abitudini e ai pregiudizi degli ambienti tradizionali. 

Lenny (1974) on IMDb

Regia di Gary Fleder. Un film con John CusackGene HackmanDustin HoffmanRachel WeiszBruce McGillJeremy PivenCast completo Titolo originale: Runaway jury. Genere Drammatico, – USA2003durata 127 minuti. Uscita cinema venerdì 30 gennaio 2004 distribuito da 20th Century Fox Italia. – MYmonetro 2,96 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La vedova di un broker ucciso da un folle che ha compiuto una strage decide di citare in tribunale un’importante industria di armi e si fa rappresentare da Wendall Rohr (Hoffman), tenace avvocato che crede nel trionfo della giustizia. All’ombra di quello della controparte, invece, è stato posto Rankin Fitch (Hackman), corrotto e spregiudicato, ma rinomatissimo “consulente per giurie”. E mentre i due principi del foro si fanno la guerra, Nick Easter (Cusack), uno dei giurati in isolamento, con la segreta complicità della sua bella fuori, manipola la giuria per ottenere il verdetto che vuole. Da un best seller di John Grisham con 2 sostanziali differenze: nel libro la vedova di un uomo morto per tumore ai polmoni trascina in tribunale una multinazionale del tabacco; l’azione è spostata da Biloxi in una suggestiva New Orleans (350 miglia). Una macchina-film che funziona a meraviglia fino alla sorpresa finale politically correct . Due mostri sacri, entrambi vincitori di 2 Oscar, si contendono la scena con due personaggi opposti in tutto e si divertono gigioneggiando alla grande. Ne escono alla pari. L’incontro-scontro nei bagni vale da solo la visione del film. Ma sono bravi anche gli altri, primo fra tutti Cusack.

 La giuria
(2003) on IMDb
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