Category: Finlandia


Regia di Janus Metz. Un film con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Robert Emms. Titolo originale: Borg McEnroe. Genere: Biografico, Drammatico, Sportivo. Paese: Svezia, Danimarca, Finlandia. Anno: 2017. Durata: 100 min. Consigliato a: da 13 anni. Valutazione IMDb: 7.0.

Il film è ambientato nell’estate del 1980 e culmina con l’epica finale del torneo di tennis di Wimbledon, contrapponendo due figure iconiche dello sport: Björn Borg, il campione svedese noto per la sua fredda compostezza, e John McEnroe, l’irascibile e talentuoso sfidante americano. La narrazione non si limita al campo da gioco, ma esplora il passato e la psicologia di entrambi gli atleti, svelando le pressioni e i sacrifici che hanno plasmato le loro personalità e il loro stile di gioco diametralmente opposto.

L’analisi del film evidenzia come l’opera trascenda la cronaca sportiva per concentrarsi sul tema della pressione psicologica e della dicotomia tra controllo e caos. La regia di Janus Metz, con un montaggio serrato e un’efficace ricostruzione d’epoca, riesce a trasmettere l’atmosfera tesa e l’intensità emotiva che precedono il grande evento. Le interpretazioni di Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf sono convincenti, in particolare quest’ultimo cattura con notevole aderenza il carattere ribelle e vulcanico di McEnroe. Lo stile visivo utilizza flashback per approfondire i traumi e le motivazioni dei protagonisti, legando indissolubilmente il loro passato alle rispettive condotte in campo. Sebbene non introduca innovazioni stilistiche rivoluzionarie, il film funziona perfettamente come ritratto intimo di due campioni, sottolineando l’importanza storica della loro rivalità come scontro tra due epoche e due mentalità opposte, contribuendo a fissare nell’immaginario collettivo l’idea dell’atleta come eroe moderno e al contempo vulnerabile.

Regia di Aki Kaurismäki. Un film con Jean-Pierre Léaud, Margi Clarke, Kenneth Colley, T.R. Bowen. Titolo originale: I Hired a Contract Killer. Genere: Commedia nera, Drammatico, Noir. Paese: Finlandia, Svezia, Regno Unito, Francia. Anno: 1990. Durata: 80 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.2.

Ambientato in una Londra cupa e marginale, il film presenta Henri Boulanger, un immigrato francese appena licenziato dopo quindici anni di onorato servizio. Solo e disilluso, Henri non riesce a porre fine alla propria vita e, con un misto di assurda logica e disperazione, decide di assoldare un killer professionista per farsi uccidere. Dopo aver siglato il contratto, la vita gli riserva un inatteso colpo di scena: l’incontro con la fioraia Margaret, che gli restituisce la voglia di vivere e l’amore. Il problema, ora, è annullare l’incarico, ma il meccanismo mortale messo in moto non è così semplice da disattivare.

Kaurismäki traspone il suo stile asciutto e malinconico, intriso di umorismo nero, in un contesto londinese che accentua il senso di alienazione del protagonista. I temi esplorati sono l’assurdità dell’esistenza, la solitudine della classe operaia e la riscoperta della speranza attraverso l’amore. La regia è caratterizzata da inquadrature precise e statiche, una fotografia dai colori smorti e una recitazione impassibile ma eloquente, con Jean-Pierre Léaud che incarna perfettamente l’uomo kafkiano e inerme, trapassato da un destino beffardo. L’opera è un piccolo gioiello di commedia nichilista e noir, dove la minaccia di morte diventa l’elemento catalizzatore per la vita, elevando i personaggi marginali a eroi di una fiaba metropolitana agrodolce. Il film è un’eccellente testimonianza dell’umanesimo nordico del regista.

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Regia di Aki Kaurismäki. Un film con Sakari Kuosmanen, Kati Outinen, André Wilms, Markku Peltola. Titolo originale: Juha. Genere: Drammatico, Romantico, Melodramma. Paese: Finlandia, Germania, Francia. Anno: 1999. Durata: 78 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.8.

Il film è ambientato in una desolata campagna finlandese e segue la vita semplice e appartata di Juha, un contadino maturo e taciturno, e di sua moglie Marja, molto più giovane e orfana, con cui vive in armonia. La loro esistenza pacifica viene interrotta dall’arrivo di Shemeikka, un elegante e disinvolto uomo di città il cui fascino esercita una potente seduzione su Marja, spingendola a sognare una vita diversa e a compiere una scelta che spezzerà l’equilibrio della coppia e la trascinerà in un dramma.

Kaurismäki offre una rivisitazione del classico melodramma contadino, ispirato a un romanzo del 1911, con una scelta stilistica radicale: girare un film muto, in bianco e nero, con didascalie, come omaggio e critica al cinema delle origini. I temi centrali sono la perdita dell’innocenza, l’inganno, la bramosia e la vendetta, che si fondono nel classico triangolo amoroso. La regia è essenziale e misurata, caratterizzata da inquadrature fisse e una recitazione minimalista ma intensamente espressiva, tipica del cinema muto, perfettamente incarnata da Kati Outinen e André Wilms. Questo esperimento stilistico, pur non rivoluzionario a livello narrativo, si rivela un trionfo di eleganza e purezza formale, utilizzando l’assenza di dialogo per amplificare la forza visiva e l’impatto emotivo del dramma. Sebbene non sia tra le opere più acclamate di Kaurismäki, ne conferma la singolare sensibilità nel ritrarre gli emarginati e le passioni umane, conferendogli un posto d’onore tra gli esercizi di stile più coraggiosi della fine del XX secolo.

Locandina Arn. L'ultimo cavaliere

Regia di Peter Flinth. Un film con Joakim Nätterqvist, Sofia Helin, Stellan Skarsgård, Gustaf Skarsgård. Titolo originale: Arn – Tempelriddaren. Genere: Avventura, Azione, Drammatico. Paese: Svezia, Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Germania, Finlandia. Anno: 2007. Durata: 139 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.6.

Basato sui romanzi di Jan Guillou, il film narra la storia di Arn Magnusson, un giovane svedese del XII secolo cresciuto in un monastero e addestrato come guerriero. Il suo destino, tuttavia, viene segnato da una tragedia amorosa: dopo essersi innamorato di Cecilia, una donna promessa a un altro, viene esiliato in Terra Santa come Cavaliere Templare. Mentre combatte le forze di Saladino nelle Crociate, Cecilia viene rinchiusa in un convento. Il loro amore, messo alla prova dal tempo e dalla distanza, diventa il fulcro di un’epica saga che li vede lottare per sopravvivere e ricongiungersi in un mondo dilaniato dalla guerra e dall’intolleranza.

“Arn – L’ultimo Cavaliere” è un’epopea storica che si distingue per il suo realismo e la sua accuratezza storica, privilegiando la fedeltà ai fatti rispetto all’eccessivo spettacolo hollywoodiano. La regia di Peter Flinth è solida e misurata, alternando le battaglie in Medio Oriente con le vicende politiche e personali in Svezia, creando un affresco narrativo ampio e avvincente. Le interpretazioni del cast, in particolare quella di Joakim Nätterqvist nel ruolo del protagonista, sono convincenti e restituiscono la complessità di un’epoca dominata da fede, onore e violenza. Il film affronta temi importanti come la guerra santa, il fanatismo religioso, la tolleranza e la ricerca di un senso di giustizia in un mondo crudele. Pur non essendo un capolavoro, è un film ben realizzato e coinvolgente, che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore grazie alla sua trama avvincente e al suo approccio onesto e autentico.

Sarabanda (2003) - MYmovies.it

Regia di Ingmar Bergman. Un film con Liv Ullmann, Erland Josephson, Börje Ahlstedt, Julia Dufvenius. Titolo originale: Saraband. Genere: Drammatico. Paese: Svezia. Anno: 2003. Durata: 107 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.7/10.

“Sarabanda” riprende le vite di Marianne e Johan, ex coniugi che si erano separati trent’anni prima nel celebre “Scene da un matrimonio”. Marianne decide di far visita a Johan nella sua isolata casa di campagna, e l’incontro riaccende vecchie ferite e nuove riflessioni sul loro passato, sulle scelte fatte e sul rapporto con i figli e i nipoti. La narrazione si articola attraverso una serie di dialoghi intensi e spesso dolorosi, esplorando le dinamiche complesse e irrisolte che legano i membri di questa famiglia disfunzionale.

Questo film è il testamento cinematografico di Ingmar Bergman, un’opera crepuscolare e profondamente intima che si confronta con i temi della vecchiaia, della solitudine, della morte e dell’ineluttabilità delle relazioni umane. Bergman, con la sua inconfondibile maestria, torna a esplorare i labirinti dell’anima umana attraverso dialoghi serrati e una regia essenziale ma potentissima, affidandosi ancora una volta alla straordinaria alchimia tra Liv Ullmann ed Erland Josephson. Nonostante sia un’opera che può risultare a tratti malinconica e introspettiva, “Sarabanda” è un capolavoro di intensità emotiva e lucidità intellettuale, un’analisi impietosa ma al tempo stesso compassionevole delle fragilità e delle delusioni che segnano le esistenze, consolidando il posto di Bergman come uno dei più grandi maestri della storia del cinema.

Saraband (2003) on IMDb

Locandina Le luci della seraUn film di Aki Kaurismäki. Con Janne Hyytiäinen, Maria Heiskanen, Maria Järvenhelmi, Ilkka Koivula Titolo originale Laitakaupungin Valot. Drammatico, durata 78 min. – Finlandia, Germania, Francia 2006. – Bim uscita venerdì 12 gennaio 2007. MYMONETRO Le luci della sera * * * - - valutazione media: 3,33 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Koistinen, guardiano notturno di un importante centro commerciale, conduce una vita solitaria. Non ha mai avuto una compagna e quindi il giorno in cui una bionda avvenente lo avvicina e sembra interessata a lui se ne innamora. La donna è però solo un’esca per consentire una rapina a una gioielleria di cui Koistinen sarà involontario complice. Kaurismaki torna a fare l’unico cinema che sa fare. Il suo è uno sguardo costantemente alla ricerca di solitudini che cercano di colmare il vuoto della vita non sapendo mai bene da che parte cominciare. Lo fa con quello stile rarefatto che ne connota lo stile e con un’attenzione al cinema del passato che trasuda da ogni fotogramma. Alcune sue inquadrature in dettaglio (ci si perdoni il paragone azzardato) potrebbero provenire direttamente da un film di Chaplin tanto sono precise e cariche al contempo di segni emotivi. Ancora una volta poi il regista finlandese si conferma (anche se non vi riveleremo nulla per rispetto nei vostri confronti) l’unico regista al mondo capace di realizzare happy end tristi. La storia finisce bene ma è un ‘bene’ profondamente condizionato da un profondo malessere esistenziale di cui la cosiddetta civiltà occidentale sembra non volersi accorgere. Kaurismaki periodicamente ce ne ricorda magistralmente l’esistenza.

Lights in the Dusk (2006) on IMDb
Locandina Crime and Punishment

Regia di Aki Kaurismäki. Un film con Markku Toikka, Aino Seppo, Esko Nikkari, Matti Pellonpää, Hannu Lauri. Titolo originale: Rikos ja rangaistus. Genere: Drammatico, Crime – Finlandia, Anno: 1983, durata 93 minuti. Età consigliata: da 16 anni. Voto imdb: 7.0

Trama: Antti Rahikainen, un ex studente di giurisprudenza che ora lavora in un mattatoio a Helsinki, uccide a sangue freddo un uomo d’affari. Lungi dal fuggire, instaura un ambiguo rapporto con la polizia e con Eeva, unica testimone oculare del delitto. Mentre le indagini si stringono attorno a lui, Rahikainen deve fare i conti con la propria coscienza e le motivazioni nichiliste del suo atto, muovendosi in una grigia e alienante periferia urbana.

Commento: Opera prima di Aki Kaurismäki, “Delitto e Castigo” traspone il capolavoro di Dostoevskij nella Finlandia contemporanea con uno stile già maturo e personale. Il film si distingue per il suo minimalismo, i dialoghi laconici, la fotografia dai toni freddi e un sottile umorismo nero, elementi che diventeranno la cifra stilistica del regista. Una riflessione potente e disincantata sulla colpa, la giustizia e l’isolamento dell’individuo nella società moderna.

Attenta al foulard, Tatjana: la locandina del film

Un film di Aki Kaurismäki. Con Kati Outinen, Matti Pellonpaa, Mato Valtonen Titolo originale Pidä huivista kiini, Tatjana. Drammatico, durata 65′ min. – Finlandia, Germania 1994.

Nella Finlandia degli anni ’60 Valto (Valtonen) fa il sarto e beve solo caffè in continuazione e Reino (Pellonpää), meccanico, beve vodka come fosse acqua. Sulla vecchia Volga del primo, riparata dal secondo, partono insieme e danno un passaggio all’estone Tatjana (Outinen) e alla russa Klavdia (Tykkyläinen). La comunicazione tra i quattro è ardua, ma Valto decide di fermarsi in Estonia. Kaurismäki fa cinema con la stessa facilità con cui respira e riesce a farci salire “in un viaggio che non serve a nulla, con personaggi che non vogliono dire nulla, in una storia che non significa nulla” (G. De Marinis). Il titolo originale sta per “Attenta al foulard, Tatjana”. Molto rock, un bianconero laconico

Un film di Aki Kaurismäki. Con Kari Vaananen, Kati Autinen, Sakari Cuosmanen, Markku Peltola Titolo originale Kauas pilvet karkaavat. Drammatico, durata 96′ min. – Finlandia 1996. MYMONETRO Nuvole in viaggio * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


A Helsinki marito e moglie _ lui tramviere, lei capocameriere _ rimangono disoccupati. Dopo peripezie di vario genere, sempre più tristi, arriva la lieta fine come il sole dopo una giornata di pioggia. Nella sua mistura di realismo e di iperottimismo nel finale, sullo sfondo di un nordico ambiente cupo e taciturno dove anche le sbronze sono senza allegria, è il caso rarissimo di una commedia deliziosa e divertente su temi sociali gravi _ disoccupazione, recessione economica _ esaminati più negli effetti psicologici che in quelli economici. La recitazione impassibile e la stilizzazione rarefatta della fotografia e delle scene sono funzionali allo spoglio stile narrativo del regista, orgogliosamente fedele a sé stesso.

Drifting Clouds (1996) on IMDb
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Un film di Aki Kaurismäki. Con Matti Pellonpaa, Nicky Tesco, Kari Vaananen, Sakke Jarvenpaa, Heihki Keskinen, Pimme Korhonen, Jim Jarmusch Commedia, durata 80′ min. – Finlandia, Svezia 1989. MYMONETRO Leningrad Cowboys Go America * * * - - valutazione media: 3,13 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una band di strimpellatori nordici _ di nero vestiti con occhiali neri alla Blues Brothers, scarpe dalla punta incredibilmente allungata come il ciuffo di capelli a trapano _ vanno in America a cercar fortuna e l’attraversano sino al Messico. Questo film di strada _ comicità demenziale con una dose di umorismo macabro diluita in un gran bicchiere d’indifferenza _ è anche una traversata della musica pop americana che abbraccia quasi tutto l’immaginario musical-culinario della gioventù europea colonizzata nell’anima dall’imperialismo culturale degli USA.

Leningrad Cowboys Go America (1989) on IMDb
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