Category: Penelope Cruz


Locandina The Counselor - Il ProcuratoreUn film di Ridley Scott. Con Michael Fassbender, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Javier Bardem, Brad Pitt. Titolo originale The Counselor. Drammatico, durata 111 min. – USA, Gran Bretagna 2013. – 20th Century Fox uscita giovedì 16 gennaio 2014. MYMONETRO The Counselor – Il Procuratore * * - - - valutazione media: 2,23 su 107 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per guadagnare tanto e molto in fretta, avvocato texano entra in affari con i narcos messicani. Vorrebbe fare una rapida transazione, intascare e chiuderla, ma non ha previsto che ignoti rubino il carico, e il potente e spietato boss Reiner non ha intenzione di lasciarlo andare. Scritto dall’80enne Cormac McCarthy, narratore influenzato da Saul Bellow e qui anche produttore, è un film in cui il pessimismo prevale: fallibili, inutili, malvagi, innocenti, sono tutti vittime della storia di cui sono i principali artefici. “C’è così poco cinema in The Counselor da generare una paradossale purezza espressiva… Scott trova una limpidezza di sguardo mai posseduta…” (Roberto Manassero).

 The Counselor - Il procuratore
(2013) on IMDb

Regia di Sergio Castellitto. Un film con Penélope CruzEmile HirschAdnan HaskovicPietro CastellittoSaadet AksoyCast completo Genere Drammatico, – Italia2012durata 127 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2012 distribuito da Medusa. – MYmonetro 2,44 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Scritto dal regista con Margaret Mazzantini, sua moglie, dal suo romanzo omonimo (2008). Come per Non ti muovere , è lecito preferire la scrittura registica allo script , zeppo di fatti, peripezie, passioni, sentimenti: un vero “melodrammore” come e più degli altri. Scandito in 3 tempi (1984, 1992, 2011), ambientato tra Sarajevo e Roma, è il più internazionale dei film di Castellitto (solo 3 italiani tra i 10 attori principali), il più storico (l’assedio serbo di Sarajevo, 1992-95, ormai dimenticato dai media di questa Italia dalla memoria corta) e, secondo noi, il migliore. La storia fa capo anche alla sterilità di Gemma. Non riuscendo ad avere un figlio dall’amato Diego, lo induce a far l’amore con la bella Aska e si appropria del bambino che nascerà, ignara del terribile segreto che sta a monte di quella gravidanza. Doloroso happy end . Bravi e diretti bene gli attori, bravissima la Cruz che, nonostante le difficoltà temporali del ruolo, risulta attendibile.

 Venuto al mondo
(2012) on IMDb

Regia di Sergio Castellitto. Un film con Sergio CastellittoPenélope CruzClaudia GeriniAngela FinocchiaroMarco GialliniCast completo Genere Drammatico – Italia2004durata 125 minuti. – MYmonetro 3,23 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quando la 15enne Angela va in coma dopo una brutta caduta, per suo padre Timoteo, affermato medico-chirurgo di origine proletaria e tiepido marito della giornalista Elsa, è l’occasione di fare i conti col passato e soprattutto di rievocare la passione miserabile e i rimorsi per la dolce, derelitta, patetica Italia. Il passato è un precipizio e il futuro una montagna. Il 2° film di Castellitto regista – tratto dal romanzo della moglie Margaret Mazzantini, premio Strega 2002, sceneggiato da entrambi – costringe a distinguere tra la scrittura registica e la materia narrativa fin troppo densa di fatti e di sentimenti. Si possono avere molte riserve sulla sceneggiatura e, insieme, ammirare la regia? Per la direzione degli attori (specialmente della Cruz), l’energia febbrile della messinscena, le invenzioni plastiche (fotografia: Gianfilippo Corticelli), la scansione ritmica del montaggio (Patrizio Marone). Rimangono i dubbi su questo ritratto di maschio codardo e padre distratto. Prodotto dalla Cattleya di Riccardo Tozzi & C. 2 premi David (Castellitto, Cruz), Nastro d’argento alla sceneggiatura; Globo d’oro. Ciak d’oro e Premio Flaiano.

 Non ti muovere
(2004) on IMDb

Locandina To Rome With LoveUn film di Woody Allen. Con Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis. Titolo originale Nero Fiddled. Commedia, durata 111 min. – USA, Italia, Spagna 2012. – Medusa uscita venerdì 20 aprile 2012. MYMONETRO To Rome With Love * * - - - valutazione media: 2,40 su 254 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È il più generoso, empatico e meno realistico dei film di Allen, ma anche il più rischioso, almeno per lo spettatore italiano. Con ironia e autoironia, è giocato a spese dei luoghi comuni su Roma e sugli italiani tanto cari agli americani. Non a caso qualche ottuso recensore li ha presi sul serio, irridendoli. Bisognerebbe vederlo in originale con sottotitoli. Affollato di storie: 4 le principali. Irrealistico? Lo è l’episodio dell’impiegato Benigni che diventa famoso per un giorno o due senza una ragione al mondo. Il che permette all’Allen autore di fare, con surreale leggerezza, la più impietosa e divertente critica della TV italiana mai tentata nel cinema. La bizzarra trovata del cantante sotto la doccia, comunque, rimarrà nella memoria. Un’altra ragione per vederlo è la spagnola Cruz come prostituta di liberatoria sincerità.

 To Rome with Love
(2012) on IMDb

Regia di Cameron Crowe. Un film con Tom CruiseCameron DiazKurt RussellPenélope CruzJason LeeNoah TaylorCast completo Genere Thriller – USA2001durata 120 minuti. – MYmonetro 2,76 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Scritto dal regista sulla base di Apri gli occhi (1997) di A. Amenábar. In una seduta in carcere con lo psicanalista McCabe (Russell), il miliardario newyorkese David Aames (Cruise) rievoca l’incidente d’auto in cui Julie (Diaz), gelosa della spagnola Sofia (Cruz), morì e lui rimase sfigurato nel volto, traumatizzato nell’anima e perseguitato da visioni che lo spingono a uccidere Sofia, scambiandola per Julie. Una visita alla Life Extension Corp., dove si pratica la criogenizzazione, risolve il mistero. È un lambiccato psycho-thriller che volgarizza e involgarisce l’originale sui temi che almeno dagli anni ’90 preoccupano alcuni tra i maggiori cineasti nordamericani (e Crowe non è uno di loro): la confusione tra realtà e sogno; l’irruzione del caos nel cuore dell’immaginario; il senso di colpa; la perdita di controllo sulla propria vita. Come The Others di Amenábar è prodotto da Cruise: “È il film di un attore miliardario discepolo di Scientology che non si è ancora rimesso dall’incontro con Kubrick” (E. Morreale). Il titolo rimanda al colore del cielo in un quadro di C. Monet, appeso in casa di Aames. La Cruz interpreta la stessa parte in Apri gli occhi .

 Vanilla Sky
(2001) on IMDb
Locandina italiana Tutto su mia madre

Un film di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Cecilia Roth, Marisa Paredes, Candela Peña, Antonia San Juan.Titolo originale Todo sobre mi madre. Drammatico, durata 105 min. – Spagna1999. MYMONETRO Tutto su mia madre * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Madrid: Manuela ha un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce Un tram che si chiama desiderio. Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita e conosce anche l’attrice indiretta responsabile della morte del figlio.
Vincitore dell’Oscar come miglior film straniero, Tutto su mia madre è una perfetta fusione di passione per l’arte (a partire ovviamente dal cinema da cui si prende esplicitamente in prestito il titolo riferendosi a All About Eve). E’ proprio a un’icona che Almodovar ama come Bette Davis che il film si ispira per raccontare quello che in altre mani sarebbe potuto diventare (avendone in nuce tutte le potenzialità) un melodramma di bassa caratura. Pedro vi trasfonde (come quella flebo che vediamo in dettaglio in apertura) tutta la propria sensibilità. Le variabili sessuali di genere non sono per lui un problema ma anzi una fonte di ispirazione che riesce anche a tenere a distanza dall’altro temibile rischio: quello di un’algida referenzialità cinefila. E’ un film carico di umanità ma anche di sorprese quello che Almodovar propone agli spettatori. Si tratta di scoperte che vanno fatte passo passo insieme a Manuela (interpretata dall’argentina Cecilia Roth) perché ognuna di esse, anche quella più sopra le righe, apporta una nuova consapevolezza ai personaggi e favorisce un’empatia con mondi che il regista conosce e ama nella loro complessa contraddittorietà.

 Tutto su mia madre
(1999) on IMDb

Regia di Pedro Almodóvar. Un film Da vedere 2009 con Penélope CruzLluís HomarBlanca PortilloJosé Luis GómezRubén OchandianoCast completo Titolo originale: Los Abrazos Rotos. Genere Drammatico, – Spagna2009durata 129 minuti. Uscita cinema venerdì 13 novembre 2009 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmonetro 3,06 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un uomo vive, scrive e ama al buio. 14 anni prima, in un incidente d’auto nell’isola di Lanzarote, ha perso la vista e (Magda)Lena, il grande amore della sua vita. Campa con sceneggiature, aiutato da Judit, sua fidata produttrice esecutiva, e da Diego, figlio di lei, dattilografo e guida per ciechi, al quale racconta la storia di Lena e di Ernesto Martel. Opus n. 17, è un melodramma metacinematografico, ma anche una commedia con risvolti di noir e parentesi grottesche su molti temi: fatalità, gelosia, abuso di potere, vendetta, tradimento, sensi di colpa. Nella struttura narrativa c’è il Leitmotiv della duplicazione (o sdoppiamento): 2 i nomi del protagonista; Ernesto Martel padre e figlio; il film ( Chicas y maletas ) nel film; 2 personaggi di P. Cruz; un uomo e una donna abbracciati e sommersi dalla lava del Vesuvio a Pompei, citazione di Viaggio in Italia di Rossellini. Debole la sezione maschile degli attori e in quella femminile la Portillo è più intensa della Cruz, con o senza parrucca bionda. Il cinefilo regista manchego dedica cammei alle sue fedeli Angela Molina, Rossy De Palma, Chus Lampreave, Lola Duenas. Almeno 2 sequenze notevoli e molti momenti significativi, ma la delusione di fondo rimane.

 Gli abbracci spezzati
(2009) on IMDb

Volver - Tornare - Film (2006) - MYmovies.itUn film di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Yohana Cobo.Titolo originale Volver. Drammatico, durata 120 min. – Spagna 2006. uscitavenerdì 19 maggio 2006. – VM 14 – MYMONETRO Volver – Tornare * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 121 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 
Raimunda, una giovane madre de la Mancha, trova rifugio dal suo passato a Madrid, dove vive col suo compagno Paco e la figlia adolescente, Paula Durante un tentativo di abuso da parte del patrigno, Paula lo pugnala a morte. Scoperta la tragedia, Raimunda ‘abbraccia’ la figlia e la legittima difesa, coprendo l’omicidio e occultando il cadavere. Questo evento disgraziato rievoca fantasmi dolorosi e mai svaniti. Dall’aldilà torna Irene, sua madre, a chiederle perdono e a riparare la colpa.

A tornare in questo film di Almodóvar, come suggerisce il titolo, sono anche le sue attrici: ritorna Carmen Maura, non più donna sull’orlo di una crisi di nervi ma fantasma sull’orlo dell’aldiquà; ritorna Penélope Cruz, figlia e madre dopo Tutto su mia madre. Qualcuno ritorna e a qualcosa si ritorna: al cinema degli esordi, Che ho fatto io per meritare questo?, film di ambientazione popolare così prossimo a Volver, dove Carmen Maura esasperata uccideva il marito fedifrago; alla terra, la Mancha, regione dei mulini a vento e del picaresco su cui soffia incessantemente il solano, il vento dell’ovest che rende pazzi e che incendia boschi e cuori. Terra mancega, che ha generato Almodóvar, per un film mancego, che ha concepito cinque profili femminili rivelatori, in atto o anche solo in potenza, della grazia della maternità. Condizione femminile che comprende simultaneamente il materno e il natio, l’origine, il luogo in cui tutto comincia e a cui tutto ritorna. Madri, figlie e sorelle che bussano alla porta accanto dove trovano vicine generose e singolari come Augustine, che non manca mai di soccorrere, di solidarizzare e di contribuire all’economia anche affettiva della famiglia protagonista. Le donne sembrano bastare e bastarsi in questo film al femminile, dove gli uomini sono portatori di un dolore ancestrale che impongono incuranti a mogli, figlie e nipoti. Almodóvar le riunisce tutte insieme, chiamandole al di qua dall’aldilà, intorno ai tavoli, lungo i fiumi, dal parrucchiere, affinché i morti assistano i vivi, affinché le madri accudiscano le proprie figlie, “bellissime”, come quella viscontiana della Magnani che Carmen Maura guarda alla televisione. Una stella per la grazia creativa di Almodóvar, un’altra per la “resurrezione” di Carmen Maura e due per gli occhi neri di Penélope, quando lacrimano e quando si colmano senza versarsi.