Category: Faenza Roberto


Regia di Roberto Faenza. Un film con Mario AdorfMax von SydowKristin Scott ThomasKeith CarradineMiranda RichardsonCast completo Genere Drammatico – ItaliaUngheria1990durata 121 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo breve Il dottor Gräsler medico termale (1917) di Arthur Schnitzler. Ritratto di un filisteo egoista di mezz’età, irresoluto e pedante che, dopo l’enigmatico suicidio di un’amata sorella nubile, tenta inutilmente di agganciarsi alla vita e all’amore attraverso tre donne. L’azione si svolge tra un’isola del Mediterraneo, una stazione termale e una cittadina dell’impero asburgico alla vigilia della 1ª guerra mondiale. In filigrana i segni della lacrimevole finis Austriae . Esterni in Ungheria, contributi tecnici di prim’ordine (Rotunno, Canonero, Morricone), un apparato figurativo alla Visconti: un signor film, ma freddo. La freddezza è premeditata con critica ironia, ma nasce anche dall’incapacità di Faenza di abbandonarsi alla pienezza del sentimento e dalle difficoltà di condensare la sottile analisi psicologica di Schnitzler.

 Mio caro dottor Gräsler
(1990) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film con Marcello MastroianniStefano DionisiDaniel AuteuilNicoletta BraschiMarthe KellerCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFrancia1995durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 6 aprile 1995 distribuito da Mikado Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,04 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Lisbona del 1938, sotto la cappa del fascismo salazariano, un anziano giornalista culturale con la passione dei necrologi di scrittori illustri incontra due giovani impegnati nella lotta clandestina contro il regime e un medico colto e democratico che l’aiutano a uscire dal guscio della sua quieta neutralità. E a ribellarsi. Tratto dal romanzo (1994) di Antonio Tabucchi, è una limpida trasposizione secondo un criterio di scrupolosa fedeltà (con poche variazioni, e un’importante aggiunta nel finale) che è anche il suo limite. Un ottimo Mastroianni in perfetta osmosi con il personaggio. Un po’ spenti gli altri.

 Sostiene Pereira
(1995) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film con Emmanuelle LaboritPhilippe NoiretLaura BettiBernard GiraudeauLaura MoranteCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaPortogallo1997durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 7 febbraio 1997 distribuito da C.G.D – Cecchi Gori Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,95 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990) di Dacia Maraini. Nel 1743 a Palermo la tredicenne sordomuta Marianna di nobile famiglia va in sposa al duca Pietro, anziano zio materno, che la rende madre di cinque figli. Scopre molti anni dopo l’infame segreto di famiglia che è all’origine del suo handicap. Intanto, però, aiutata dalla vita, dall’affetto dei nonni e della madre, da un illuminato precettore straniero, è cresciuta con un’assidua ricerca di pensiero, emancipazione e libertà. Film ricco (anche di inquadrature: più di 1000), sontuoso, in bilico sul decorativo, con la fotografia di Tonino Delli Colli e le scene e costumi del grande Danilo Donati che esaltano la bellezza della Sicilia del Settecento. Ha i limiti dei film biografici: una struttura lineare che procede per accumulazione più che per sintesi, sottolineata da un certo gelo narrativo. Marianna è interpretata dall’ottima dodicenne Grieco e poi dalla francese Laborit, sordomuta dalla nascita. Herlitzka è un eccellente duca. Sacrificati i personaggi della Morante e di Trieste.

 Marianna Ucrìa
(1997) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film Da vedere 1993 con Juliet AubreyJean-Hugues AngladeJenner Del VecchioFrancesca De Sapio. Genere Drammatico – ItaliaFrancia1993durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,22 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tratto da Anni d’infanzia (1977) di Jona Oberski, fisico nucleare, è la storia di un bambino olandese di quattro anni, arrestato nel 1942 dai tedeschi e deportato a Bergen-Belsen dove gli muore il padre. Perde la madre nel 1945, subito dopo la liberazione. Il piccolo Jona è adottato da una coppia di olandesi che con lui dovranno patire non poco. Fedele al libro, Faenza (1943) adotta l’ottica del suo piccolo protagonista, lo sguardo inconsapevole dell’infanzia che dell’atroce realtà che lo circonda coglie soltanto alcuni particolari. Non a caso nella seconda parte quando Jona ha sette anni, il film cambia stile perché lo sguardo s’è fatto più adulto. Film sulla tenacia dell’amore: semplice, asciutto, intenso senza concessioni al dolorismo né al sensazionalismo. Premio Efebo d’oro di Agrigento.

 Jona che visse nella balena
(1993) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film Da vedere 2005 con Luca ZingarettiAlessia GoriaCorrado FortunaGiovanna BozzoloFrancesco FotiCast completo Genere Drammatico – Italia2005durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 21 gennaio 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,22 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Palermo, 15 settembre 1993: un colpo di pistola lascia agonizzante, nel giorno del suo 56° compleanno, il siciliano don Pino Puglisi, parroco di san Gaetano, che guardando negli occhi il suo assassino mafioso gli dice: “Vi aspettavo”. Con una sceneggiatura, firmata, oltre al suo, da 5 nomi (G. Arduini, G. Maia, D. Gentili, F. Gentili, C. Del Bello), sintomo di una preparazione tormentata, dopo Marianna Ucrìa Faenza torna in Sicilia, non più terra di bellezza ma di criminalità organizzata che compenetra una società rassegnata, in bilico tra complicità, paura e disperazione. Film disadorno che lascia parlare i fatti, cronaca di una morte annunciata, quella di un prete che toglie i bambini dalla strada affinché non diventino i futuri manovali al servizio di padroni mafiosi. Aiutata dalla presenza di un attore come Zingaretti, la cinepresa spia la coscienza intrepida e presaga di un sacerdote abbandonato anche dai suoi superiori. Qui, però, Faenza si fa un po’ troppo reticente. È una morte che non lascia segni visibili. Se esistono sono sotterranei, in attesa di emergere, anche nella realtà, alla luce del sole. 49° Premio S. Fedele 2005.

 Alla luce del sole
(2005) on IMDb

Regia di Roberto Faenza. Un film con Margherita BuyLuca ZingarettiGoran BregovicAlessia GoriaFausto Maria SciarappaCast completo Genere Drammatico – Italia2005durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 16 settembre 2005 – MYmonetro 2,81 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Torino Carla – 35 anni, traduttrice, madre dei piccoli Gianni e Ilaria – è moglie ignara e felice dell’ingegnere Mario che una sera, improvvisamente, la lascia e se ne va a stare con una donna di dieci anni più giovane di lei. Disperazione, depressione, disgregazione, finché con l’aiuto di un vicino di casa riapre gli occhi. È il caso raro di un film sbagliato, dissonante, goffo, al servizio di un’attrice che si “butta fuori” con tale angosciata intensità da dare a tratti l’impressione di stare interpretando un proprio dramma personale. Fischiato a Venezia 2005 dov’era in concorso, è il frutto di una contraddizione difficile da analizzare se non per indizi esterni. Come se Faenza, innamorato perso del romanzo (2002) di Elena Ferrante, difficile da adattare perché a focalizzazione interna, avesse fatto d’impulso una duplice scommessa, con sé stesso e col pubblico, ma si fosse poi trovato a mal partito. Non a caso la sceneggiatura è firmata da lui e da 7 collaboratori fra cui 3 donne. Musiche di Goran Bregovic con la canzone del titolo scritta e interpretata da Carmen Consoli.

 I giorni dell'abbandono
(2005) on IMDb
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Un film di Roberto Faenza. Con Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Claudine Auger, Lino Capolicchio.Drammatico, durata 95 min. – Italia 1968. MYMONETRO Escalation * * * - -valutazione media: 3,25 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Luca è figlio di un ricco industriale ma non è per nulla interessato alle sorti dell’azienda: Il suo interesse è rivolto all’India e alle pratiche di meditazione trascendentale. Il padre e la sorella, che non vogliono che il patrimonio familiare si disperda, gli mettono alle calcagna una psicologa che finge di innamorarsi di lui fino a sposarlo con lo scopo di ricondurlo all’ovile. Grazie al forte richiamo di un corpo spesso proposto ma mai concesso, l’affascinante e determinata ragazza sembra riuscire nell’intento di far riconciliare Luca con il capitale. Il suo inganno però verrà scoperto e il ragazzo l’avvelenerà con i funghi decorando il cadavere con fregi pop. Dopodiché il corpo verrà fatto sparire e nel finale, dopo un falso riconoscimento, Luca parteciperà al funerale in abito nero regolamentare insieme al padre e alla sorella mentre un gruppo di jazzisti si scatena al loro passaggio.
Il venticinquenne Roberto Faenza nell’anno di grazia 1968 certifica le immense capacità di fagocitazione del capitale il quale non solo è capace di vanificare sogni e aspirazioni ma sa anche eliminare senza lasciare traccia le proprie mosche cocchiere.
Faenza va anche oltre rigirando il coltello in una piaga ancora di là da venire. Quanti Luca hippie e contestatori in quegli anni abbiamo ritrovato poi dietro le scrivanie di dirigenza delle industrie paterne, in posti manageriali di alto livello o schierati politicamente in partiti conservatori? Quello di Faenza non è però un qualunquistico pregiudizio da maggioranza silenziosa. Si tratta piuttosto di un lucido avvertimento nei confronti di un ribellismo tanto facile da indossare quanto da dismettere con tanto di viaggi in India e di evasioni prive di motivazioni consistenti. Con stile a tratti grottescamente leggero, con una macchina da presa capace di cogliere gli stordimenti collettivi così come le fredde geometrie di una lucida strategia di assuefazione alla droga-denaro, Faenza realizza un film che, provocatoriamente, lancia sassi in più di una piccionaia.