Category: Carole Lombard


Regia di William A. Wellman. Un film con Carole Lombard, Fredric March, Charles Winninger, Walter Connolly, Sig Rumann. Titolo originale: Nothing Sacred. Genere: Commedia, Screwball Comedy, Satira. Paese: USA. Anno: 1937. Durata: 77 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.7.

La storia narra le vicende di Hazel Flagg, una giovane donna del Vermont a cui viene erroneamente diagnosticata una malattia incurabile da contaminazione da radio. Un cinico e ambizioso giornalista di New York, Wally Cook, alla disperata ricerca di un “scoop” per riscattare la propria carriera, propone a Hazel di recarsi a New York per passare gli ultimi giorni di vita come eroina nazionale, a spese del suo giornale. Hazel accetta la proposta. Giunta nella metropoli, la ragazza diventa un fenomeno mediatico, l’incarnazione del coraggio di fronte alla morte, ma la sua popolarità è costruita su una bugia che è destinata a crollare.

Nulla sul serio è uno dei vertici della screwball comedy americana, un genere che si distingueva per i dialoghi rapidi e l’umorismo frenetico. La sceneggiatura, scritta dal prolifico Ben Hecht, è un’affilata satira sui mezzi di comunicazione e sull’isteria di massa, rappresentando la stampa come un’istituzione manipolatrice e il pubblico come ingenuamente suscettibile. Il film è girato in un vivace Technicolor, una scelta stilistica innovativa per il genere all’epoca, che ne amplifica il tono farsesco. La regia di William A. Wellman è dinamica e supporta il ritmo serrato della narrazione. Le interpretazioni di Carole Lombard e Fredric March sono eccellenti, con la Lombard che offre una performance di grande fascino e ironia. L’opera è acuta nel denunciare l’ipocrisia della società e l’etica distorta della news business, un messaggio che rimane sorprendentemente attuale.

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Regia di Wesley H. Ruggles. Un film con Fred MacMurray, Carole Lombard, John Barrymore, Una Merkel. Titolo originale: True Confession. Genere: Commedia. Paese: USA. Anno: 1937. Durata: 85 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.2/10.

Al centro della trama c’è Helen Bartlett, una bugiarda compulsiva che si ritrova a essere accusata dell’omicidio del suo datore di lavoro, un losco e volgare playboy. Il marito, l’avvocato Ken Bartlett, si assume il compito di difenderla in tribunale. La donna, per quanto innocente, si ritrova in una situazione comica e paradossale, complicata dalle sue menzogne e dalla sua natura ingenua. Il processo si trasforma in una farsa, con una serie di equivoci e colpi di scena che mettono a dura prova il buon nome del marito.

“True Confession”, nella sua versione italiana tradotto come “La moglie bugiarda”, è un’eccellente commedia del genere screwball, un genere che si basa su dialoghi veloci, equivoci e situazioni assurde. La regia di Wesley Ruggles è dinamica e brillante, riuscendo a mantenere un ritmo serrato dall’inizio alla fine. Il film è un vero e proprio “veicolo” per la bravura di Carole Lombard, che regala una performance eccezionale nel ruolo della protagonista, una donna che pur essendo innocente, sembra non poter fare a meno di mentire. Fred MacMurray, nel ruolo del marito avvocato, è un perfetto contraltare per il suo personaggio. Il film esplora in modo leggero e divertente i temi della verità e della menzogna, del sospetto e della fiducia, con un umorismo che è ancora fresco e attuale. L’opera è un classico del genere, un film che ha avuto una grande influenza nel cinema americano e che è ancora oggi molto apprezzato dagli amanti della commedia.

Regia di John Cromwell. Un film con Carole Lombard, James Stewart, Charles Coburn, Lucille Watson. Titolo originale: Made for Each Other. Genere: Commedia, Drammatico, Romantico. Paese: Stati Uniti. Anno: 1939. Durata: 92 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.2.

Il film racconta la storia di Jane Mason e John Mason, due giovani sposi che, dopo un frettoloso matrimonio, si trovano a fronteggiare la dura realtà della vita quotidiana. Tra problemi economici, la costante ingerenza della suocera e le pressioni sociali, la loro unione viene messa a dura prova. La loro forza e il loro amore sono messi al massimo della prova quando il loro neonato si ammala gravemente e la coppia deve affrontare insieme un’ultima e disperata lotta per la sopravvivenza del figlio.

“Ritorna l’Amore” è un gioiello della Golden Age di Hollywood, un film che bilancia con rara maestria la commedia e il dramma. Il regista John Cromwell dirige con sensibilità e intelligenza una storia che, pur aderendo ai canoni del suo tempo, riesce a esplorare con grande onestà le difficoltà e le gioie della vita matrimoniale. La chimica tra i protagonisti, Carole Lombard e James Stewart, è magnetica e il loro talento brilla in ogni scena, rendendo la loro lotta commovente e universalmente riconoscibile. È un film che celebra la forza del legame umano in un modo che resta affascinante e profondamente toccante.

Un film di Howard Hawks. Con Walter Connolly, Carole Lombard, John Barrymore, Roscoe Kerns, Etienne Girardot Titolo originale Twentieth Century. Commedia, b/n durata 91 min. – USA 1934. MYMONETRO Ventesimo secolo * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sul Ventesimo secolo, un treno di lusso che collega la costa pacifica a quella atlantica, viaggia un gigantesco attore-regista-produttore di Broadway, che ora si trova in cattive acque. L’uomo scopre tra i passeggeri la sua ex moglie che lui ha lanciato sul palcoscenico e che ora è diventata una famosissima stella del cinema, e tenta disperatamente di proporle un contratto per ritornare sulla cresta dell’onda. Ci riuscirà, alla fine, fingendosi moribondo e riprenderà a schiavizzare la donna come faceva quando lei era un’attricetta sconosciuta. Ottima interpretazione di Barrymore e della Lombard per un classico della commedia sofisticata, tratto da un lavoro teatrale di Charles McArthur e Ben Hecht, destinato quest’ultimo a diventare uno dei migliori sceneggiatori americani.

Twentieth Century (1934) on IMDb

Regia di Gregory La Cava. Un film Da vedere 1936 con William PowellCarole LombardEugene PalletteMischa AuerAlice BradyGail PatrickCast completo Titolo originale: My Man Godfrey. Genere Commedia – USA1936durata 95 minuti. – MYmonetro 4,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Uomo d’affari con moglie e due figlie assume maggiordomo che si rivela perfetto in tutto, s’arricchisce, si mette in proprio e sposa una figlia dell’ex padrone. Tratta dal romanzo di Eric Hatch – che scrisse la sceneggiatura con Morrie Ryskind – è una delle più spiritose e calibrate commedie sofisticate degli anni ’30. Non manca di prudenti intenzioni e insinuazioni di critica sociale (i vantaggi di essere disoccupati…) sulla Grande Depressione, appena superata. È soprattutto un film di attori, come dimostrano le 4 candidature agli Oscar, oltre a quelle per regia e sceneggiatura.

My Man Godfrey (1936) on IMDb
Locandina Il signore e la signora Smith

Un film di Alfred Hitchcock. Con Gene RaymondRobert MontgomeryCarole LombardJack CarsonPhilip Merivale. continua» Titolo originale Mr. and Mrs. SmithCommediaRatings: Kids+13, b/n durata 95 min. – USA 1941.

Iconiugi Smith, che pur bisticciando spesso si amano teneramente, scoprono un bel giorno di non essere ufficialmente sposati, perché il loro matrimonio, per un disguido burocratico, non è valido. Prima di regolarizzare la posizione, lui farà sospirare a lungo la sposina per ammorbidirne il carattere.

Mr. & Mrs. Smith (1941) on IMDb
Locandina Vogliamo vivere!

Un film di Ernst Lubitsch. Con Robert Stack, Carole Lombard, Jack Benny, Felix Bressart, Henry Victor.  Titolo originale To Be or Not To Be. Commedia, b/n durata 99 min. – USA 1942. uscita giovedì 30 maggio 2013. MYMONETRO Vogliamo vivere! * * * * 1/2 valutazione media: 4,50 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.


Joseph Tura e sua moglie Maria sono gli attori di punta di una compagnia teatrale polacca che vorrebbe allestire una satira antinazista ma viene bloccata prima dalla censura e poi dall’invasione e dall’occupazione della Polonia da parte di Hitler stesso. Il tenente Sobinski, spasimante di Maria, parte per arruolarsi nella resistenza ma torna rocambolescamente a Varsavia con la notizia che una pericolosa spia, di nome Siletsky, va fermata prima che sia troppo tardi. Saranno le doti attoriali di Maria e di Joseph a compiere l’impresa, in un trionfo di travestimenti e scambi di persona. Il capolavoro di Ernst Lubitsch torna in sala, in edizione restaurata e rimasterizzata, a ricordarci cos’è un film perfetto, perché non c’è altra descrizione possibile. Girato tra il 6 novembre e il 23 dicembre del 1941, in piena tragedia nazista, come il contemporaneo “Il Grande Dittatore” di Chaplin, il film -accusato erroneamente di leggerezza- combatte la sua guerra con le armi della finzione e della comicità ma anche della più grande poesia tragica (il monologo di Shylok), rivelandosi, specie a posteriori, di una complessità sofisticata e sorprendente, che non va mai a discapito della suspence o della risata incontenibile. Quella di Lubitsch è una rappresentazione (cinematografica) della rappresentazione (l’apparato nazista) che in ultimo sogna il trionfo della grande illusione nella guerra contro la terribile realtà.
Il gioco di Lubitsch è sottile come quello interno al film e, proprio come nella finzione, è gioco solo fino ad un certo punto, poiché è di per sé intervento e invito all’intervento, considerato una questione vitale, come dimostra la sostituzione della pièce “Gestapo” con la domanda shakespeariana: “To be or not to be” . Domanda esistenziale, non solo calata nel momento storico in cui l’America si dibatte tra tendenze isolazionistiche e non (Pearl Harbour arriva nel bel mezzo del tournage) ma perfettamente aderente all’essenza dell’attore, incapace di non essere se stesso (ovvero di non recitare) tanto quanto di esserlo (chiamato com’è ad impersonare sempre qualcun altro).
Primo film della Lombard con Lubitsch, Vogliamo Vivere!, come recita malissimo il titolo italiano, è anche il film che la consegna alla leggenda, perché, com’è noto, l’attrice muore in un incidente aereo prima della fine delle riprese. Ma è l’ “arte” della recitazione in sé, che il film omaggia e analizza, prendendola dapprima come oggetto di satira per poi, strada facendo, renderla drammaticamente portante e infine salvifica. Ed ecco allora che, per Lubitsch, l’arte è soprattutto due cose: misura e situazione. Joseph dovrà stare attento a non strafare, a non gigioneggiare, pena la fine della sua vita e della resistenza intera; e ci sarà solo e soltanto un’occasione giusta per Bronski, l’aspirante Shylok, nell’architettura della Storia e del film. Questione di perfezione, e di un regista che non si è mai accontentato di meno.

To Be or Not to Be (1942) on IMDb
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