Category: Stefania Sandrelli


C'eravamo tanto amati | Cinéma de la VilleUn film di Ettore Scola. Con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Aldo Fabrizi, Stefania Sandrelli. Commedia, durata 121′ min. – Italia 1974. MYMONETRO C’eravamo tanto amati * * * * - valutazione media: 4,11 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Trent’anni di vita italiana, dal 1945 al 1974, attraverso le vicende di tre amici ex partigiani: un portantino comunista (Manfredi), un intellettuale cinefilo di provincia (Satta Flores) e un borghese arricchito (Gassman). S’incontrano a varie riprese, rievocando speranze deluse, ideali traditi, rivoluzioni mancate. Rapsodia generazionale turgida e sincera, poco rigorosa ma appassionata, lamentosa e qua e là graffiante, armonizzata “sul registro di un malinconico ma efficace umorismo critico” (R. Ellero), dove l’amarezza di fondo si stempera in toni crepuscolari. Tutti bravi e registrati a dovere gli interpreti, compreso il compianto Satta Flores (1937-85). Scritto da E. Scola con Age & Scarpelli, dedicato a Vittorio De Sica (1901-74) che non fece in tempo a vederlo. Fu un calibrato film-epitaffio in sintonia con i tempi e i gusti del pubblico, con una sapiente costruzione narrativa fatta di morbide sconnessioni temporali e non priva di una quieta stilizzazione teatrale. Pioggia di premi italiani, francesi e sovietici.

We All Loved Each Other So Much (1974) on IMDb

Regia di Sergio Sollima. Un film con Keir DulleaStefania SandrelliRenato CestiéOrchidea De SantisMicheline PresleCast completo Genere Giallo – Italia1972durata 106 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sospettato di aver ucciso il padre accanto al cui cadavere è stato trovato, la pistola in mano, in stato di choc, un bambino viene internato in una clinica. Un medico, che non crede alla storia, indaga e con l’aiuto della madre del piccolo trova la verità. Giallo psicoanalitico ambizioso con poca azione e molta psicologia, scritto dal regista con Suso Cecchi d’Amico. Non ebbe fortuna: ignorato dal pubblico, inosservato dalla critica. Un bel cast dove spicca un’ottima Sandrelli. Fot.: Aldo Scavarda. Musiche funzionali di E. Morricone.

 Il diavolo nel cervello
(1972) on IMDb

Regia di Roberto Benigni. Un film con Roberto BenigniNicoletta BraschiWalter MatthauStefania SandrelliFranco FabriziCast completo Genere Commedia – Italia1988durata 110 minuti. – MYmonetro 3,09 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un sacerdote americano che vive in Italia viene chiamato per esorcizzare una parrucchiera posseduta dal demonio. Dopo l’esorcismo, il diavoletto decide di non tornare all’inferno. È un film irresistibile nei dialoghi (la strana coppia Benigni-Matthau funziona a meraviglia), ma carente nella costruzione narrativa (ora gratuita, ora irrisolta). Non sempre il regista controlla l’attore, e W. Matthau appare un po’ sacrificato, quasi intimidito. Scritto con Giuseppe Bertolucci e Vincenzo Cerami. 3ª regia di Benigni, 3° posto nella classifica degli incassi della stagione 1988-89.

 Il piccolo diavolo
(1988) on IMDb
Locandina Police Python 357

Un film di Alain Corneau. Con Simone SignoretStefania SandrelliYves MontandMathieu Carrière Poliziescodurata 125 min. – Francia 1975.

Due poliziotti, Ganay e Ferrot, amano la stessa donna e ne sono riamati. Ganay è più esposto e, quando scopre il tradimento, uccide l’amante. Viene sospettato Ferrot e costui si ingegna a trovare il colpevole a tutti i costi. Quando Ganay, vistosi perduto, sta per uccidere il collega-rivale viene invece a sua volta ucciso.

 Police Python 357
(1976) on IMDb

Regia di Pietro Germi. Un film Da vedere 1964 con Stefania SandrelliSaro UrzìLando BuzzancaAldo PuglisiLola BracciniLeopoldo TriesteCast completo Genere Commedia – Italia1964durata 125 minuti. – MYmonetro 3,99 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il padre di una sedicenne sicula costringe il seduttore di lei a sposarla, anche se era già promesso a un’altra figlia che ripiega su un barone squattrinato. La commedia più violenta e congestionata, ai limiti dell’isterismo, della trilogia barocca di P. Germi, aperta da Divorzio all’italiana (1961) e chiusa da Signore e signori (1965). “È una farsa tragica con qualche vertigine grottesca, una tarantella macabra che accompagna con forzata allegria i funerali della ragione” (E. Giacovelli). Non esiste, forse, un film più antimeridionale e antisiciliano nel suo tiro al bersaglio contro la concezione insulare dell’onore. Galleria di personaggi brutti sporchi e cattivi su cui il regista s’accanisce con zoom e obiettivi deformanti, con le armi della natura incattivita e della farsa acida. Scritto dal regista con Age, Scarpelli e Luciano Vincenzoni che ebbero un Nastro d’argento come S. Urzì (attore protagonista, premiato anche al Festival di Cannes) e L. Trieste.

 Sedotta e abbandonata
(1964) on IMDb

Regia di Pietro Germi. Un film con Ugo TognazziStefania SandrelliGigi BallistaRenée LongariniAttilio DottesioCast completo Genere Commedia – Italia1966durata 100 minuti. – MYmonetro 2,93 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La vita privata del violinista Sergio Masini è complicata: ha moglie con tre figli e due amanti. Il tremendo carosello di prove d’amore e di conti da pagare lo stronca. Dopo Signore e signori (1965), Germi inaugura la serie delle commedie della bontà. Lontanamente ispirato alle vicende di Vittorio De Sica, il suo è il ritratto di un santo della poligamia che vorrebbe benedetta dalla Chiesa e dallo Stato. Commedia troppo compassata, senza artigli, priva di un vero finale, con un Tognazzi bravo come al solito ma fuori parte.

 L'immorale
(1967) on IMDb

Regia di Pietro Germi. Un film Da vedere 1962 con Leopoldo TriesteMarcello MastroianniStefania SandrelliDaniela RoccaLando BuzzancaCast completo Genere Commedia – Italia1962durata 120 minuti. – MYmonetro 3,42 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Stanco della moglie e invaghito di una cugina sedicenne, barone siculo induce la consorte al tradimento e poi la uccide. È condannato a una pena minima per “delitto d’onore” e può sposare la cugina. Si può fare una commedia intelligente, lesta, graffiante anche illustrando un articolo (il 587) del Codice Penale. Se c’è un’arte che nasce dall’indignazione, questo film le appartiene. Oscar per la sceneggiatura a Ennio De Concini, Alfredo Giannetti e Germi e il premio della migliore commedia a Cannes. Rita Savagnone ha dato la voce sia a D. Rocca sia a S. Sandrelli.

 Divorzio all'italiana
(1961) on IMDb

Regia di Pietro Germi. Un film con Duilio Del PreteStefania SandrelliDustin HoffmanCarla GravinaSaro UrzìVittorio DuseCast completo Genere Commedia – Italia1972durata 106 minuti. – MYmonetro 3,17 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Impiegatuccio di Ascoli Piceno vede marcire la sua storia d’amore per via della smania possessiva della moglie. Si risposa ma le cose non vanno meglio. Germi riprende il discorso sconsolato di Divorzio all’italiana per trovare che, nonostante il divorzio, le cose non vanno bene neanche adesso. Hoffman è credibile, ma giù di corda. Fiacco, fiacco.

 Alfredo Alfredo
(1972) on IMDb

Locandina Gli occhiali d'oro
Un film di Giuliano Montaldo. Con Valeria Golino, Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli, Esmeralda Ruspoli. Drammatico, durata 110′ min. – Italia 1987. MYMONETRO Gli occhiali d’oro * * - - - valutazione media: 2,13 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Il dottor Fadigati è uno stimato professionista di Ferrara che riesce a nascondere la sua omosessualità fino a quando l’improvvisa passione per Eraldo lo spinge a vivere apertamente il suo rapporto. Tratto da un romanzo (1958) di Giorgio Bassani, il film di Montaldo non si salva nemmeno a livello di illustrazione decorativa perché è approssimativo nella rievocazione storica e di costume, qua e là volgare, spesso schematico. Cauti elogi agli attori.

 Gli occhiali d'oro
(1987) on IMDb

Regia di Paolo Virzì. Un film Da vedere 2010 con Valerio MastandreaMicaela RamazzottiStefania SandrelliClaudia PandolfiMarco MesseriCast completo Genere Commedia, – Italia2010durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 15 gennaio 2010 distribuito da Medusa. – MYmonetro 3,52 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La 10ª commedia corale del livornese Virzì ha 3 personaggi centrali con 2 o 3 interpreti a testa: la madre Anna (Ramazzotti e Sandrelli) e i figli, Bruno (G. Bibbiano, F. Rapalino e Mastandrea) e Valeria (A. Fraschi, G. Bargalassi e la Pandolfi). Domina la madre: bella, seduttiva, vitale, incosciente, imbarazzante. L’io narrante è Bruno che parla da adulto depresso. C’è anche, un po’ in disparte, il padre, antipatico e negativo come l’astiosa zia Leda. Entrambi, però, riscattati nella generale riconciliazione finale. Commedia in cui esplicitamente Virzì fa prevalere i sentimenti privati, fa soprattutto piangere. E il successo è assicurato: il titolo è quello della canzone sulla mamma, di Reverberi/Nicola Di Bari/Mogol. Nei sogni del maschio italiano la prima cosa bella è sempre lei, anche se un po’ puttana, come si diceva allora (si dice ancora?) a Livorno e altrove. Riserve? L’altalena dei flashback un po’ scomposta. Recitato bene da (quasi) tutti. Tre David: sceneggiatura (F. Bruni, F. Piccolo), attrice protagonista (Ramazzotti), attore protagonista (Mastandrea).

 La prima cosa bella
(2010) on IMDb

Regia di Mario Monicelli. Un film Da vedere 1986 con Catherine DeneuveGiuliano GemmaStefania SandrelliBernard BlierPhilippe NoiretCast completo Genere Commedia – Italia1986durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,40 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Declino di una famiglia del latifondo toscano (Grosseto) che gestisce un’azienda agricola e in cui contano (e lavorano) soprattutto le donne. Grande film borghese che arricchisce il povero panorama del cinema italiano degli anni ’80 per il sapiente impasto di toni drammatici, umoristici e grotteschi, la splendida galleria di ritratti femminili, la continua oscillazione tra leggerezza e gravità, il modo con cui – senza forzature ideologiche – sviluppa il discorso sull’assenza, la debolezza, l’egoismo dei maschi. Scritto dal regista con Suso Cecchi D’Amico, Tullio Pinelli, Benvenuti e De Bernardi.

La bella di Lodi - Film (1963)

Regia di Mario Missiroli. Un film con Stefania SandrelliAngel ArandaMaria MontiRenato Montalbano. Genere Commedia – Italia1963durata 85 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Su un soggetto di Alberto Arbasino che lo sviluppò poi in un romanzo (1972): storia d’amore tra una ricca, energica agraria del Lodigiano e una lenza di meccanico cremonese; prima se lo porta a letto, poi lo manda in carcere per furto e, infine, lo sposa, pronta a investire nel ramo industriale. Unico film del regista teatrale M. Missiroli, affidato a una sceneggiatura nervosamente frantumata e a un montaggio raccorciato, tira al bersaglio sull’Italia provvisoria, sbracata ed efficiente del boom economico, ma lo colpisce raramente. Gli mancano le immagini pregnanti, le scene conclusive, i momenti folgoranti. Bravina la Sandrelli, doppiata benissimo da Adriana Asti.


FIGLI-HIJOS (2001, di Marco Bechis) - Script Pisa

Regia di Marco Bechis. Un film Da vedere 2001 con Stefania SandrelliCarlos EchevarriaJulia SaranoEnrique PiñeyroEvita CiriCast completo Titolo originale: Figli. Genere Drammatico – Italia2001durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,34 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figlia di una desaparecida del 1977, l’argentina Rosa cerca un fratello gemello, adottato da uno degli assassini in divisa, e lo trova in Javier a Milano nel 2000. Nato da un’inchiesta tra alcuni dei settantadue hijos di desaparecidos (su circa 500) identificati con sicurezza, l’opus n. 3 dell’italo-cileno Bechis è complementare e diverso da Garage Olimpo , film sul passato. Si rievoca la stessa vergogna – di essere argentini, di essere umani – le radici del dolore e il rimosso con la sensibilità e, forse, con la speranza del presente. Scritto, come gli altri due, con l’italo-polacca Lara Fremder, conferma la capacità del regista di raccontare per immagini e di non separare il linguaggio dal discorso politico. Qualche vuoto nella 1ª parte, dovuto all’eccessiva fiducia nel fare a meno dello scavo psicologico. Fotografia: Fabio Cianchetti; montaggio: Jacopo Quadri; musica: Jacques Lederlin, Daniel Buira con la Chilinga.

Un Film Parlato: Amazon.it: Catherine Deneuve, John Malkovich, Irene Papas,  Stefania Sandrelli, Leonor Silveira, Manoel De Oliveira, Catherine Deneuve,  John Malkovich: Film e TV

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Leonor SilveiraJohn MalkovichCatherine DeneuveStefania SandrelliIrene PapasCast completo Titolo originale: Um filme falado. Genere Drammatico – PortogalloFranciaItalia2003durata 96 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 8 recensioni.

Con la figlioletta Maria Joanna di sette anni una giovane docente di storia s’imbarca a Lisbona su una nave da crociera diretta a Bombay, dove l’aspetta il marito. La nave fa scalo a Marsiglia, Napoli, Atene, Istanbul, Aden, dove si fa visita ai luoghi storici e ai miti fondatori della cultura mediterranea. A bordo s’incontrano tre donne famose. Cinema saggistico in forma di racconto di viaggio in mare durante il quale a tavola si discorre con elegante noncuranza di grandi questioni: il destino della civiltà europea, la comunicazione tra i popoli, lo scontro di culture diverse, il futuro dell’umanità. È anche, nel suo inatteso e tragico finale, una pessimistica metafora della fine della civiltà occidentale, corretta da un accenno utopico (si farà sul serio l’Europa unita?) e dalla sua vocazione alla tolleranza e al multilinguismo, colpita dal terrorismo che ha le connotazioni oscure di un Male insondabile. Cinema affidato alla parola, didattico a livello elementare nella sua 1ª parte, governato dalla lucida saggezza del 95enne de Oliveira, e dal suo sorriso che si trasforma e si fissa con un fermo-immagine nella smorfia di esterefatto dolore sul volto del comandante. Fotografia: Emmanuel Machuel. Senza musica. Prodotto da Paulo Branco. Parlato in 5 lingue con sottotitoli.

L'ingorgo - Una storia impossibile (1978) | FilmTV.it

Regia di Luigi Comencini. Un film Da vedere 1979 con Ugo TognazziAlberto SordiMarcello MastroianniStefania SandrelliMiou-MiouCast completo Genere Grottesco – Italia1979durata 128 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,10 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ispirato a un racconto di Julio Cortázar. Un ingorgo sull’autostrada blocca per 36 ore centinaia di automobili. S’intrecciano incontri, amicizie, conflitti, litigi, tradimenti. Relegati sullo sfondo, e tra le pieghe, i risvolti di fantasociologia e le ipotesi di catastrofe ecologica, il racconto si frantuma in una aneddotica di taglio realistico nel quadro della commedia di costume, ma c’è una nascosta sapienza di progressione narrativa e di impaginazione per cui l’addizione finale è superiore alla somma dei suoi addendi. “Gli toccarono, come a tutti gli uomini, tempi brutti in cui vivere” (J.L. Borges). Il film dice la stessa cosa di Comencini e di noi, suoi spettatori. Ridistribuito col titolo Black out sull’autostrada .

Delitto d'amore - Film (1974)

Regia di Luigi Comencini. Un film con Giuliano GemmaStefania SandrelliBrizio MontinaroRenato ScarpaRina FranchettiCast completo Genere Drammatico – Italia1974durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Il lombardo Nullo e la siciliana Carmela, operai in una fabbrica, s’innamorano. La donna, intossicata da esalazioni venefiche, muore. Nullo la vendica. Comencini taglia, alleggerisce alla lombarda il vino meridionale ad alto tasso alcolico di Ugo Pirro (soggetto e sceneggiatura) in una love story proletaria diseguale, ma ricca di momenti espressivi. Imperfetto, ma anche imprevedibile sullo sfondo di una suggestiva e malinconica Milano della cintura operaia. Fu capito dai critici francesi a Cannes, e la Sandrelli, di nuovo siciliana e doppiata controvoglia, è bravissima.

Risultato immagini per L'Amore probabilmente

Un film di Giuseppe Bertolucci. Con Sonia BergamascoRosalinda CelentanoFabrizio GifuniTeco Celio Titolo originale L’amore probabilmenteDrammaticodurata 107 min. – Italia, Svizzera 2001.

La menzogna. Sofia frequenta, insieme all’amica Chiara, una scuola di recitazione. L’insegnante, Mariangela Melato, afferma che l’attore deve saper fingere e affinare questa sua capacità. Allora Sofia mente, con tutti, anche con il suo ragazzo, Cesare. Questo la porta a scoprire una verità scomoda: Chiara e Cesare si amano.La verità. Sofia fugge. Raggiunge la Svizzera e incontra un ferroviere. In treno ha letto una rivista su cui Stefania Sandrelli afferma che l’attore cinematografico è sempre sé stesso. Al ferroviere offre per simpatia una prestazione sessuale, salvo poi recarsi dalla moglie e dirle tutta la verità. L’illusione. Sofia torna a casa sconvolta e scopre che la relazione tra Cesare e Chiara è già finita. Parte per Roma per affrontare un provino cinematografico. Qui ha luogo un duetto seduttivo tra lei e il regista sulla base di quanto afferma Alida Valli e cioè che l’attrice è un’illusa che illude. Giuseppe Bertolucci non smette di sperimentare ma questa volta lo fa con un vigore maggiore rispetto a Il dolce rumore della vita. Interrogandosi nuovamente sul senso della vita e della sua rappresentazione, Bertolucci raggiunge un livello più elevato di maturità stilistica.

Regia di Ettore Scola. Un film con Vittorio GassmanGiancarlo GianniniStefania SandrelliFanny ArdantEros PagniCast completo Genere Commedia – Italia1998durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,17 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Al ristorante romano “Arturo al Portico”, nell’arco di una serata, si inanellano sotto l’occhio attento di Flora (F. Ardant), moglie del titolare, 14 situazioni ai tavoli e in cucina con una quarantina di personaggi di età diversa della media borghesia italiana. Scritto dal regista con la figlia Silvia, Furio Scarpelli e il figlio Giacomo, il film si attiene a una totale unità di tempo, luogo e azione con un’impennata magica nel finale. La tematica è quella consueta di E. Scola, con un retrogusto più amaro e desolato che esprime il disagio, lo sconcerto, forse l’impotenza “a disegnare le coordinate di un paesaggio sociale e politico divenuto estraneo e irriconoscibile” (R. Chiesi). Fa da spia l’imbarazzata conclusione. Il tentativo di conciliare gli intenti simbolici e teorici della struttura con l’apparente realismo (qui ridotto a minimalismo narrativo con scarti di macchiettismo) della situazione è risolto soltanto in parte.

Locandina Gente di Roma

Un film di Ettore Scola. Con Valerio MastandreaSabrina ImpacciatoreArnoldo FoàAntonello FassariStefania Sandrelli. continua» Commediadurata 89 min. – Italia 2003MYMONETRO Gente di Roma **1/2-- valutazione media: 2,50 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Una giornata qualunque nella città eterna. Tanti piccoli frammenti di vita si susseguono in una carrellata di personaggi attraverso le storie dei quali, dalla tragedia alla commedia, Scola ci racconta la sua amata Roma. Il filo conduttore dei tanti episodi slegati tra loro è un autobus che percorre le strade della città, dall’alba al tramonto. Per scrivere storie interessanti bisognerebbe tornare a prendere il tram (o,nel caso presente, l’autobus) come suggeriva Zavattini? Forse sì, ma di certo bisognerebbe avere interesse a narrare: interesse che Scola non sembra avere più. I bozzetti rimangono tali, qualcuno più riuscito (vedi lo sketch iniziale di Mastandrea), altri francamente inutili quando non imbarazzanti. Il racconto ne soffre fino a smarrirsi, tra paurose ovvietà, personaggi per lo più vignettistici e una regia sciatta ben oltre i limiti del televisivo. Sicuramente onesto, talmente disarmato e disarmante da non poterne parlare davvero male: ma di sicuro non se ne può parlare bene.

Regia di Carlo Mazzacurati. Un film Da vedere 2010 con Silvio OrlandoGiuseppe BattistonCorrado GuzzantiCristiana CapotondiStefania SandrelliCast completo Genere Commedia, – Italia2010durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 24 settembre 2010 distribuito da 01 Distribution. – MYmoro 2,89 su 52 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Prodotto da Procacci/Fandango, scritto con Umberto Contarello, Doriana Leondeff, Marco Pettenello, il 13° film del padovano Mazzacurati espone in agrodolce lo stato delle cose del cinema italiano nel primo 2000. Al regista/autore Gianni Dubois, da anni senza lavoro, offrono di scrivere e dirigere un film per una divetta TV. Intanto disgraziate circostanze lo obbligano, su ricatto, ad allestire in un paese toscano e in 5 giorni l’annuale sacra rappresentazione del Venerdì Santo. Anche lì, lontano da Roma, la scalogna lo perseguita e lo trascina in un vortice di malintesi, contrattempi, colpi di scena. Tutto, però, si accomoda perché Dubois – e non soltanto lui – “ci mette l’anima”. È una questione di dignità. Fu uno dei 4 film italiani in concorso a Venezia 2010, e uno dei più divertenti di tutta la Mostra. Diseguale, qua e là un po’ facile, ma vitale. Basterebbero i personaggi di Ramiro (Battiston) e Abbruscati (Guzzanti). Fotografia: Luca Bigazzi. Musiche: Carlo Crivelli.

2.89/5