
Regia di Alain Corneau. Un film con Jean-Hugues Anglade, Clémentine Célarié, Otto Tausig, Salim Ghouse. Titolo originale: Nocturne indien. Genere: Drammatico, Mistero, Avventura. Paese: Francia. Anno: 1989. Durata: 110 min. Consigliato a: Per un pubblico maturo. Valutazione IMDb: 7.2.
Il film segue il viaggio di Rossignol, un giovane francese, in India. Il suo scopo dichiarato è rintracciare Xavier Janata Pinto, un suo vecchio amico e compagno di scuola portoghese di cui si sono perse le tracce da oltre un anno. L’ambientazione è l’India, ritratta nelle sue città più caotiche come Bombay e nei suoi luoghi più spirituali come Goa. Il protagonista, armato solo di una vaga fotografia e di indizi labili, si immerge progressivamente in un Paese sconosciuto e travolgente, incontrando personaggi enigmatici che sembrano riflettere i suoi stessi interrogativi esistenziali, rendendo il viaggio una ricerca sempre più interiore che esterna.
Tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, il film è un affresco suggestivo che indaga i temi della perdita di identità e della ricerca del sé, spesso confusa con la ricerca di un altro. La regia di Alain Corneau è elegante e sfrutta la fotografia premiata per immergere lo spettatore in un’atmosfera onirica e allucinatoria, dove i confini tra realtà e fantasia si fanno labili. Jean-Hugues Anglade offre un’interpretazione intensa e introspettiva di un uomo che, nel suo peregrinare, sembra gradualmente smaterializzarsi e confondersi con il mistero del subcontinente indiano. Il film riesce a cogliere con efficacia la miseria e la spiritualità dell’India, usandola come labirinto fisico e metafisico. Nonostante la sua lentezza contemplativa possa risultare ostica per alcuni, la pellicola è lodata per la sua forza evocativa e per il modo in cui eleva un semplice viaggio in una profonda indagine filosofica.





