Category: Ugo Tognazzi


Il padre di famiglia - Film (1967)

Regia di Nanni Loy. Un film Da vedere 1967 con Nino ManfrediUgo TognazziClaudine AugerMario CarotenutoLeslie CaronEvi MaltagliatiCast completo Genere Commedia – Italia1967durata 110 minuti. – MYmonetro 3,83 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Architetto lui, architetta lei, si sposano negli anni eroici del dopoguerra, hanno quattro figli e sognano una società nuova. A poco a poco il matrimonio si logora, lui cerca distrazioni con un’altra donna, lei finisce in clinica. Il boom degli anni ’60 ha corrotto anche loro. Uno dei migliori film di Loy (1925-95), scritto con Ruggero Maccari. Concilia il divertimento con l’analisi sociale e l’impegno morale. Una delle migliori interpretazioni di N. Manfredi con un numero memorabile di U. Tognazzi.

 Il padre di famiglia
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Il commissario Pepe - Film (1969)

Un film di Ettore Scola. Con Ugo Tognazzi, Giuseppe Maffioli, Silvia Dionisio, Marianne Comtell, Elsa Vazzoler.Commedia, durata 107 min. – Italia 1969. MYMONETRO Il commissario Pepe * * * - - valutazione media: 3,17 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Commissario in una imprecisata città veneta, Antonio Pepe è uomo posato e di cultura, comprensivo e efficiente nel proprio lavoro, ha un buon rapporto con i colleghi e una storia d’amore che preferisce tenere nascosta. Quando riceve l’ordine di indagare sui reati di carattere sessuale che si consumano nella sua area di competenza scoprirà l’insospettabile faccia nascosta di un luogo in cui sono all’ordine del giorno prostituzione minorile e orge altolocate, suore lesbiche e medici innamorati di giovani calciatori.
Dopo Signore e signori di Pietro Germi, la commedia all’italiana torna a indagare su quell’apparente perbenismo del Nord Est sotto al quale brulicano insopportabili ipocrisie e sempiterne storie di corna. Sono bastati pochi anni, però, per inasprire il tono così che dalla satira di un certo modo di intendere e condurre la vita si è arrivati ad una critica sociale molto più amara. Alla quinta regia di un lungometraggio, Ettore Scola dimostra di saper andare a fondo in una materia di difficile gestione, tenendosi a distanza dall’ansia della predica e senza la pretesa di voler redimere nessuno. Qualche macchietta di troppo, il vecchio ubriacone o l’appuntato, tra gli altri, appesantiscono la prima parte di un lavoro che può essere considerato, insieme al precedente Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, come lo spartiacque verso la maturità dell’autore. Forse Antonio Pepe, interpretato da un Ugo Tognazzi straordinariamente in parte, morbido e sottile, è il primo grande personaggio dello Scola regista, una di quelle figure indignate e perdenti tipiche di un certo cinema, un uomo capace di fare scelte etiche importanti, lontano dalla collusione con quei meccanismi del potere che finiscono col far pagare agli umili le colpe dei potenti.
Su sceneggiatura dell’autore e di Ruggero Maccari, ispirata al romanzo omonimo del veneto Ugo Facco De Lagarda, Il commissario Pepe è anche un film volutamente impregnato degli umori del tempo: ci sono diretti riferimenti alle lotte sessantottesche come alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam o alla Primavera di Praga con l’immagine – in primo piano – dello studente Jan Palach, morto nel gennaio di quello stesso 1969. A livello stilistico, non risultano sempre omogenei al racconto i momenti in cui il commissario immagina/sogna le proprie possibili reazioni davanti ad alcune situazioni che si trova a vivere. Molto tipica la colonna sonora di Armando Trovajoli.

 Il commissario Pepe
(1969) on IMDb
Cinema Filo: LA GRANDE ABBUFFATA

Un film di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol. Titolo originale La grande bouffe. Commedia, durata 132′ min. – Italia, Francia 1973. MYMONETRO La grande abbuffata * * * * - valutazione media: 4,18 su 45 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quattro amici _ un giudice (Noiret), un pilota di linea (Mastroianni), un ristoratore (Tognazzi), un produttore TV (Piccoli) _ si riuniscono in una villa di Neuilly, fuori Parigi, decisi a compiere un quadruplice harakiri gastronomico-erotico. Li accompagna, pingue angelo della morte, un’insaziabile e materna maestra (Ferréol). Scritto con Rafael Azcona, è probabilmente il più grande successo internazionale (di scandalo) nell’itinerario di Ferreri. Questo apologo iperrealista ha gli scatti di una buffoneria salace e irriverente, i toni furibondi di una predica quaresimalista e, insieme, l’empietà provocatrice di un pamphlet satirico; e chi lo prende per un film rabelaisiano, non ne ha inteso la sacrale tristezza. C’è piuttosto l’umor nero, la mestizia, la disperazione di uno Swift. Con qualcosa in più: la pena. La sua forza traumatica risiede nella calma lucidità dello sguardo, e nell’onestà di un linguaggio che Ferreri conserva anche e soprattutto quando non arretra davanti a nulla. Se si esclude parzialmente Mastroianni, forse il meno riuscito del quartetto, i personaggi non sono mai volgari. Nonostante le apparenze realistiche (di un neorealismo fenomenico e irrazionalistico), sfocia nel clima allucinato di un apologo fantastico come certi segni e invenzioni suggeriscono. Fotografia di Mario Vulpiani, costumi di Gitt Magrini, pietanze di Fauchon (Parigi). Premio Fipresci a Cannes 1973. Distribuito nei paesi di lingua inglese come Blow-out.

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Regia di Mario Monicelli. Un film Da vedere 1974 con Ugo TognazziOrnella MutiMichele PlacidoPippo StarnazzaAlvaro VitaliVincenzo CrocittiCast completo Genere Commedia – Italia1974durata 110 minuti. – MYmonetro 3,57 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Metalmeccanico dell’hinterland milanese, cinquantenne e scapolo, sposa una ragazza del Sud, ma arriva “alla canna del gas” per il dolore quando scopre che l’ha tradito con un poliziotto meridionale e la scaccia. Stanca di essere contesa dai due come una proprietà, la donna comincia, sola col figlioletto, una nuova vita indipendente. Scritta con Age & Scarpelli (con i dialoghi in dialetto rivisti da Enzo Jannacci e Beppe Viola), è una commedia ironica e malinconica che inclina verso il melodramma. I temi che tocca (emancipazione femminile; impatto tra Nord e Sud; omologazione nei comportamenti proletari) ne fanno un tipico film nazional-popolare nel senso migliore. È un eccellente U. Tognazzi, rigenerato dai film di Ferreri, che gli dà l’acqua della vita. Musiche di Enzo Jannacci e grande successo di pubblico.

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Regia di Marco Ferreri. Un film con Catherine DeneuveUgo TognazziPaolo VillaggioMichel PiccoliMarcello MastroianniCast completo Titolo originale: Touche pas à la femme blanche. Genere Western – ItaliaFrancia1974durata 108 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

La strage di Little Big Horn ambientata nella grande fossa delle Halles di Parigi, scavata nei primi anni ’70. Mastroianni come Custer, Piccoli come Buffalo Bill, Tognazzi e Cuny pittati da pellerossa… Con questo western parodistico Ferreri, che non ama le mezze tinte, punta sulla tragedia buffonesca con un sarcasmo in bilico tra l’umorismo nero di R. Azcona e il didascalismo derisorio di Brecht. Un pastiche al riso verde.

Regia di Marco Ferreri. Un film Da vedere 1964 con Ugo TognazziAnnie GirardotAchille MajeroniFilippo Pompa Marcelli. Genere Commedia – Italia1964durata 92 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,34 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Scoperta in un monastero, Maria, donna interamente ricoperta di peli, il trafficone Antonio Focaccia la sposa e la espone come un fenomeno da fiera. Tra i due nasce l’amore, e poi un bambino. Maria muore di parto e il figlio non le sopravvive, ma il marito continua a girare le fiere esponendo i corpi imbalsamati. Per intervento del produttore Carlo Ponti quest’ultima parte fu eliminata. Il film si chiude con la morte della donna barbuta. È un grottesco che continua con sgradevole genialità il discorso sull’anormalità familiare e sulla dimensione mostruosamente economica della convivenza sociale avviato con L’ape regina (1962). Esiste anche, nell’edizione francese, un finale lieto: Maria perde il pelo. Scritto da M. Ferreri con Rafael Azcona. Fotografia di A. Tonti, scene di M. Garbuglia, costumi di P. Tosi.

Regia di Marco Ferreri. Un film con Ugo TognazziMarcello MastroianniCatherine Spaak. Titolo originale: Break-up. Genere Commedia – ItaliaFrancia1965durata 85 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Alla vigilia delle nozze un industriale del cioccolato è ossessionato dall’esigenza di verificare scientificamente quale sia il punto di rottura dei palloncini pubblicitari. Intitolato originariamente L’uomo dei cinque palloni , il film fu ridotto dal produttore Carlo Ponti a un episodio di mezz’ora del film Oggi, domani e dopodomani (1965) e uscì nella sua versione integrale solo in Francia, nel 1969, col titolo Break-up . Con lo stesso titolo, e arricchito di 3 nuove sequenze (una delle quali a colori), il film fu presentato nel 1973 alle Giornate del cinema italiano e finalmente distribuito (sia pur in maniera sporadica) nel 1979. Sarcastico apologo sulla solitudine e l’alienazione nella società moderna, è un film di impianto antinarrativo e sincopato che anticipa diversi temi del Ferreri successivo tra cui quello dell’afasia nata dall’orrore del sociale.

Regia di Marco Ferreri. Un film con Ugo TognazziGaia GermaniAlexandra StewartShirley Anne FieldTecla ScaranoCast completo Genere Commedia – ItaliaFrancia1966durata 82 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Quattro apologhi sulla degradazione del matrimonio: “Prime nozze”, “Il dovere coniugale”, “Igiene coniugale”, “La famiglia felice”. Si parte da uno scherzo per arrivare a una beffarda anticipazione avveniristica. Quasi un compendio del primo Ferreri, sceneggiato con Diego Fabbri e Rafael Azcona, intento a descrivere con feroce precisione le aberrazioni causate dall’uso rituale e strumentale di un istituto, come il matrimonio, di cui non si sanno più perseguire i fini. Ridotto alla durata attuale dalla censura che impose 8 minuti di tagli.

Recensione su Una storia moderna - L'ape regina (1963) di alan smithee |  FilmTV.it

Regia di Marco Ferreri. Un film Da vedere 1963 con Ugo TognazziMarina VladyRiccardo FelliniNino VingelliAchille MajeroniLinda SiniCast completo Genere Commedia – Italia1963durata 90 minuti. – MYmonetro 3,20 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Borghese quarantenne si accasa con bella, brava, illibata e cattolicissima che lo sfianca col suo desiderio ardente di avere un figlio. Ottenuto lo scopo, l’uomo, povero fuco, è messo da parte e muore. 1° film italiano di Ferreri, denunciato e sequestrato dalla censura che impose tagli, modifiche ai dialoghi e l’uscita col titolo Una storia moderna: l’ape regina . È un grottesco paradossale sulla famiglia, il matrimonio e l’ideologia clerical-borghese che impregnano l’Italia. Divertente e quietamente feroce. Sceneggiato da R. Azcona, ma il soggetto risulta firmato da G. Parise, D. Fabbri (commediografo d’area cattolica), Festa Campanile e Franciosa. Nastro d’argento del migliore attore a Tognazzi.

L'ingorgo - Una storia impossibile (1978) | FilmTV.it

Regia di Luigi Comencini. Un film Da vedere 1979 con Ugo TognazziAlberto SordiMarcello MastroianniStefania SandrelliMiou-MiouCast completo Genere Grottesco – Italia1979durata 128 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,10 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ispirato a un racconto di Julio Cortázar. Un ingorgo sull’autostrada blocca per 36 ore centinaia di automobili. S’intrecciano incontri, amicizie, conflitti, litigi, tradimenti. Relegati sullo sfondo, e tra le pieghe, i risvolti di fantasociologia e le ipotesi di catastrofe ecologica, il racconto si frantuma in una aneddotica di taglio realistico nel quadro della commedia di costume, ma c’è una nascosta sapienza di progressione narrativa e di impaginazione per cui l’addizione finale è superiore alla somma dei suoi addendi. “Gli toccarono, come a tutti gli uomini, tempi brutti in cui vivere” (J.L. Borges). Il film dice la stessa cosa di Comencini e di noi, suoi spettatori. Ridistribuito col titolo Black out sull’autostrada .

Regia di Luigi Comencini. Un film con Ugo TognazziPhilippe LeroyMariangela MelatoDalila Di LazzaroAldo ReggianiCast completo Genere Giallo rosa – Italia1977durata 115 minuti. – MYmonetro 3,38 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un vecchio e decrepito palazzo romano a fitto bloccato è di proprietà di Amedeo Pecoraio e di sua sorella Ofelia, maturi zitelli. Una società immobiliare offre loro una grossa somma a condizione che tutti gli inquilini siano sfrattati. La morte per veleno del loro soriano offre ai due proprietari il pretesto per spiare la vita degli inquilini resistenti. Come in Lo scopone scientifico , soggetto e sceneggiatura (con Augusto Caminito) sono di Rodolfo Sonego: il tono generale è più cupo e crudele, ma eccede nella tensione verso la metafora a scapito della verosimiglianza. È uno dei film degli anni ’70 che segnano, all’insegna del pessimismo, la fine della commedia italiana, egemone nel decennio precedente. Infallibile duo Tognazzi-Melato. Musica: Ennio Morricone. Prodotto da Sergio Leone.

Il Federale - Film (1961)

Regia di Luciano Salce. Un film Da vedere 1961 con Ugo TognazziGianni AgusGeorges WilsonGianrico TedeschiLeopoldo ValentiniCast completo Genere Commedia – Italia1961durata 100 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Abruzzo, 1944. Fascistello diventa gerarca proprio quando il fascismo sta per cadere e fa un viaggio in sidecar con professore antifascista, da lui arrestato, che cerca di educarlo alla libertà. Per la prima volta dopo 43 film, Tognazzi lascia le macchiette per un personaggio a tutto tondo. Film di ottimo brio satirico, scritto da Castellano & Pipolo in vena e diretto con garbo da Salce.

Regia di Ettore Scola. Un film Da vedere 1980 con Ombretta ColliVittorio GassmanUgo TognazziJean-Louis TrintignantMarcello MastroianniCast completo Genere Drammatico – ItaliaFrancia1980durata 124 minuti. – MYmonetro 3,59 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Durante una serata in terrazza, nella Roma radical-chic, vita pubblica e privata di alcuni personaggi: dallo sceneggiatore in crisi al giornalista, al deputato PCI, all’amico in cerca di lavoro. Commedia all’italiana di esperta fattura nella quale ci si piange un po’ addosso, in modi tipicamente romanocentrici, ma qualche freccia arriva al bersaglio. Non tutto allo stesso livello, ma nell’insieme funziona. Scritto da Scola con Age & Scarpelli. “Sembra e vuole essere una, sia pur sorridente, radiografia della condizione intellettuale e borghese, ma è soltanto un quadretto della condizione pseudointellettuale e sostanzialmente piccoloborghese dell’intellettualità cinematografica” (L. Micchiché).

La Proprietà Non È Più Un Furto: Amazon.it: Bucci,Nicolodi, Bucci,Nicolodi:  Film e TV

Regia di Elio Petri. Un film con Mario ScacciaUgo TognazziFlavio BucciDaria NicolodiSalvo RandoneGigi ProiettiCast completo Genere Commedia – Italia1973durata 126 minuti. – MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il giovane bancario Total (Bucci), marxista-mandrakista e allergico al denaro, si licenzia e decide di colpire un ricco macellaio (Tognazzi), prototipo del ladrocinio organizzato, in quel che ha di più caro: la proprietà. Dopo avergli inutilmente spiegato che i ladri veri e i ladri del commercio sono i due pilastri su cui poggia l’umano consorzio e che abolirli vorrebbe dire l’anarchia, il macellaio lo strangola. Storia di una persecuzione e apologo grottesco in chiave espressionista-brechtiana “sulla nascita della disperazione in seno alla sinistra” (E. Petri), il film segna il passaggio del regista, autore della sceneggiatura con Ugo Pirro, a quella fase catastrofica, apocalittica e quaresimale che sarà accentuata in Todo modo (1976). “Sfocia in un nullismo che sfiora l’onda scettica di uno Swift senza concederci il bene di una breve sponda non bagnata, non inquinata da un senso di impotenza e di vuoto” (P. Bianchi). Troppo cupo, piuttosto isterico nella constatazione di un fallimento, privo di ironia e di gioia nel gusto della trasgressione. Notevoli la fotografia livida e deformante di Luigi Kuveiller e il concertato dagli interpreti.

I Mostri: Amazon.it: Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca, Vittorio Gassman, Marisa  Merlini, Marino Mase', Dino Risi, Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca: Film e TV

Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1963 con Ugo TognazziVittorio GassmanLando BuzzancaMarisa MerliniRika DialinaMichèle MercierCast completo Genere Commedia – Italia1963durata 118 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,90 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Galleria di “mostri” pescati nella realtà quotidiana: dal padre che educa il figlioletto a fregare il prossimo all’avvocato cialtrone, dalla patronessa di premi letterari che mira solo a concupire i giovani letterati al pugile suonato… 20 brevi e brevissimi episodi nei quali si alternano Gassman e Tognazzi per satireggiare i miti e le contraddizioni degli anni ’60. La commedia italiana in pillole, con ferocia “all’insegna della critica più sferzante, della satira più graffiante, senza un filo di forzatura o di compiacimento o di indulgenza o di complicità” (P. D’Agostini). Soggetto e sceneggiatura: Age & Scarpelli, Elio Petri, Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari. Fotografia: Alfio Contini.

Locandina La vita agra

Un film di Carlo Lizzani. Con Ugo TognazziGiovanna RalliGiampiero AlbertiniRossana MartiniGiuliana Rivera. continua» Drammaticob/n durata 100 min. – Italia 1964

L’operaio Luigi Bianchi va a Milano con lo scopo di compiere un attentato alla sede principale della società mineraria per cui ha lavorato, responsabile di un gravissimo incidente. Ma cambierà il suo proposito e si farà completamente integrare nella vita della metropoli lombarda.

3.5/5
Locandina Il maestro e Margherita

Un film di Aleksandar Petrovic. Con Ugo TognazziMimsy FarmerVelimir ‘Bata’ ZivojinovicAlain CunyLjuba Tadic. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 100 min. – Italia 1972.

Coproduzione Italo-Russa, diretta da A.Petrovic, che scrisse anche al sceneggiatura insieme a Barbara Alberti, il film è la trasposizione cinematografica del romanzo di Bulgakov, pubblicato postumo. Il protagonista è lo scrittore N. Maxudov, interpretato da uno splendido Tognazzi , al massimo della sua forma espressiva. Lo scrittore ha portato a termine una commedia ispirata ai Vangeli e  fervono i preparativi e le prove per la prima rappresentazione in teatro: ma visto e considerato che il tutto si svolge nell’ Unione  Sovietica , pochi anni dopo la Rivoluzione Bolscevica, la cosa prenderà delle pieghe perniciose ed inaspettate. Lo scrittore troverà delle resistenze se non addirittura dell’ostracismo da parte delle autorità competenti, a causa delle tematiche affrontate, in particolar modo le sentenze emanata de Gesù Nazareno, protagonista della piece teatrale, riguardanti la violenza intrinseca del Potere, metteranno lo scrittore in cattiva luce , prima di fronte alla sua stessa categoria e poi di fronte all’opinione pubblica , i colleghi, gli spettatori ed i cittadini sovietici. Inizia per lui il declino, voluto e programmato dalle autorità , coadiuvate dai tanti individui che lo circondavano e si dichiaravano suoi amici, per poi approfittare del momento di difficoltà per rimpiazzarlo. Le difficoltà diventano insormontabili; ormai lontano da tutto e preda di una serena e lucida disperazione, al culmine delle avversità , incontra la giovane Margherita, sincera e limpida come un creatura ultraterrena. Il suo amore lo rende più forte, ma oltre lei nessuno è più al suo fianco.

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Un film di Alberto Bevilacqua. Con Ugo Tognazzi, Enzo Fiermonte, Romy Schneider, Marina Berti. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 99′ min. – Italia 1970. MYMONETRO La califfa * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Vedova di un operaio ucciso dalla polizia durante una manifestazione s’innamora del suo nemico di classe, il padrone della ditta in cui lavora. La sorpresa di questa commedia a sfondo sociale è un Tognazzi che dà prova della sua inesauribile versatilità di attore straordinariamente padrone delle sue reazioni e dei suoi toni. Come operaia, R. Schneider convince meno. Il fico migliore nel bigoncio di Bevilacqua da Parma. View full article »

Locandina Questa specie d'amore

Un film di Alberto Bevilacqua. Con Ugo TognazziEvi MaltagliatiJean SebergAngelo InfantiEwa Aulin. continua» Drammaticodurata 108 min. – Italia 1972

Federico e Giovanna, una coppia in crisi: lui è figlio di un onest’uomo che ha provato le persecuzioni dei fascisti per le sue idee di libertà e giustizia, lei, figlia di un industriale ricchissimo, è superficiale e viziata. Quando Federico cerca rifugio nella casa paterna, Giovanna lo segue: il contatto con quel mondo fatto di cose e sentimenti autentici, ben diverso da quello vuoto e formale nel quale è vissuta, la fa riavvicinare al marito. Anche Federico riaccostandosi al padre, ha ritrovato la dignità che aveva perso mettendosi al servizio del suocero.

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Locandina Ro.Go.Pa.G.

Un film di Jean-Luc GodardRoberto RosselliniUgo GregorettiPier Paolo Pasolini. Con Ugo TognazziRosanna SchiaffinoLaura BettiJean-Marc BoryLisa Gastoni. continua» Film a episodib/n durata 110 min. – Italia, Francia 1963MYMONETRO Ro.Go.Pa.G

In quattro racconti, quattro registi di scuole e di esperienze diverse, riflettono sui condizionamenti dell’uomo nella società contemporanea e sull’angoscia di oggi e di domani.
“Il mondo nuovo”, l’episodio firmato da Godard (per l’interpretazione di Jean-Marc Bory e Alexandra Stewart, e con musiche di Beethoven) prospetta un mondo scampato alle radiazioni di un’atomica nel quale gli uomini, svuotati di ogni qualità, esprimono in un linguaggio allusivo la loro disperazione esistenziale. L’olocausto immaginato dal regista francese non reca tracce visibili sulla pelle dell’uomo, ma ne rivela il vuoto interiore e l’impossibilità del sentimento: la società immaginata da Godard è, in definitiva, il ritratto esasperato di quella moderna e la città nella quale si svolge la breve vicenda è Parigi, assunta (come sarà anche in Alphaville) a simbolo di metropoli del futuro. L’episodio è girato in puro stile “nouvelle vague”, con voce fuori campo e inquadrature dal taglio documentaristico. Il titolo con il quale la pellicola è più conosciuta è composto dalle prime sillabe dei cognomi dei registi. Gli altri episodi sono: “Illibatezza” (di Rossellini), “Il pollo ruspante” (di Gregoretti), “La ricotta” (di Pasolini).