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The End of the F***ing World - Serie TV (2017)

Ideata da Charlie Covell. Una serie TV con Alex Lawther, Jessica Barden, Steve Oram, Christine Bottomley, Gemma Whelan. Titolo originale: The End of the F***ing World. Genere: Commedia nera, Drammatico, Avventura, Road trip. Paese: Gran Bretagna. Anno: 2017. Durata: 21 min (circa per episodio). Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 8.0.

La serie segue James, un diciassettenne che si convince di essere uno psicopatico, e Alyssa, una coetanea ribelle e disillusa. Stanchi delle loro vite disfunzionali e delle loro famiglie, i due si incontrano e decidono impulsivamente di scappare insieme in un viaggio on the road attraverso l’Inghilterra. James inizialmente vede la fuga come l’opportunità di compiere il suo primo omicidio umano, scegliendo proprio Alyssa come vittima. La loro impresa, però, si trasforma rapidamente in un’escalation di eventi imprevedibili che li costringono a confrontarsi con la realtà, con le loro insicurezze e con i sentimenti che inaspettatamente iniziano a svilupparsi tra loro.

Tratta dalla graphic novel di Charles S. Forsman, la serie eccelle nel fondere la commedia nera con il dramma adolescenziale, trattando con lucidità temi come il trauma giovanile, l’alienazione, e la ricerca di un senso di appartenenza. La regia, gestita in modo corale, adotta uno stile visivo che richiama l’estetica indie e lo svecchiamento del formato, con episodi brevi e un ritmo serrato. Le interpretazioni di Lawther e Barden sono eccezionali, trasmettendo con sottile umorismo e vulnerabilità la complessità emotiva dei loro personaggi disadattati. L’uso della voce fuori campo come dialogo interiore dei protagonisti è una risorsa stilistica chiave che aggiunge profondità e ironia. La serie ha avuto un notevole impatto culturale, venendo acclamata dalla critica per la sua originalità e il suo approccio sincero e non convenzionale al genere coming-of-age, consolidandosi come un prodotto di punta della televisione dark comedy britannica.

Regia di Sam Donovan. Una serie con Mathew Baynton, James Corden, Sarah Solemani, Tom Basden, Paul Cawley. Titolo originale: The Wrong Mans. Genere: Commedia, Azione, Thriller. Paese: Regno Unito. Anno: 2013. Durata: 30 min (episodio). Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.9.

La serie ruota attorno a Sam Pinkett e Phil Bourne, due colleghi d’ufficio annoiati e mediocri del consiglio della contea di Bracknell. Le loro vite ordinarie vengono stravolte quando Sam, in un’area isolata, risponde a un telefono pubblico che squilla. All’altro capo, una voce confusa lo avverte: “Se non consegni i soldi, uccideremo mia moglie”. Trovato accanto al telefono un cellulare e una grossa somma di denaro, Sam e il suo collega Phil si convincono di essere gli unici in grado di sventare un complotto. I due, inesperti e impacciati, si ritrovano così intrappolati in una spirale di violenza, spionaggio internazionale e rapimenti, convinti di essere gli eroi di un thriller che si rivela molto più grande di loro.

La serie è una riuscita e frenetica miscela di commedia nera e thriller d’azione, che gioca sull’innocenza e l’inadeguatezza dei suoi protagonisti, in perfetto stile britannico. La regia di Sam Donovan mantiene un ritmo incalzante, alternando sequenze di azione tesa a momenti di umorismo imbarazzante e dialoghi brillanti. L’opera è interamente sostenuta dalle interpretazioni di Mathew Baynton e James Corden (anche co-creatori e sceneggiatori), che formano una coppia comica irresistibile, con Baynton che interpreta la spalla più misurata e Corden l’amico goffo ed eccessivamente entusiasta. L’innovazione stilistica risiede nel mantenere la credibilità dell’azione pur inserendola nel contesto farsesco di due “uomini sbagliati” che si ostinano a fare la cosa giusta. Grazie alla sua scrittura affilata, al ritmo serrato e alla capacità di rendere i personaggi vulnerabili e tridimensionali, $The\ Wrong\ Mans$ è considerata una gemma della commedia-thriller britannica recente.

Regia di Raymond De Felitta. Una serie con Richard Dreyfuss, Blythe Danner, Erin Cummings, Frank Whaley, Lewis Black. Titolo originale: Madoff. Genere: Drammatico, Biografico, Crimine. Paese: USA. Anno: 2016. Durata: 60 min (episodio). Consigliato a: da 16 anni. Valutazione IMDb: 5.6.

La miniserie in due episodi ricostruisce la vita e la carriera di Bernie Madoff, l’ex finanziere di Wall Street responsabile della più grande e longeva truffa finanziaria della storia, uno schema Ponzi che ha ingannato migliaia di investitori per miliardi di dollari. La narrazione si concentra sull’ascesa e sulla caduta di Madoff, mostrando sia il suo carisma e il suo potere nel mondo finanziario, sia la progressiva disintegrazione della sua vita personale e familiare man mano che la verità sulla sua frode iniziava a emergere. La serie offre uno sguardo sui meccanismi della truffa e sul contesto familiare e sociale in cui essa si è sviluppata.

La serie affronta i temi dell’avidità, della corruzione del potere, della cecità fiduciaria e delle devastanti conseguenze morali e finanziarie del raggiro. La regia di Raymond De Felitta cerca di bilanciare la ricostruzione dei fatti con il dramma umano, sebbene il tono complessivo tenda a privilegiare la spiegazione degli eventi a discapito di una profonda analisi psicologica. L’interpretazione di Richard Dreyfuss nei panni di Bernie Madoff è l’elemento trainante, offrendo un ritratto di un uomo complesso, a tratti affascinante e a tratti spietato. Tuttavia, la produzione risulta a tratti didascalica e mancano le sfumature necessarie a rendere pienamente l’enormità del dramma. Nonostante le riserve sulla profondità, la miniserie ha il merito di aver portato sullo schermo in modo accessibile un caso di cronaca finanziaria di importanza storica, offrendo un’utile, seppur non eccezionale, panoramica sulla mentalità di un truffatore seriale.

Regia di Pietro Germi. Un film con Dustin Hoffman, Stefania Sandrelli, Carla Gravina, Duilio Del Prete, Saro Urzì. Titolo originale: Alfredo, Alfredo. Genere: Commedia, Satira, Sentimentale. Paese: Italia, Francia. Anno: 1972. Durata: 112 min. Consigliato a: Per tutti. Valutazione IMDb: 7.1.

Il film narra le tribolazioni sentimentali di Alfredo Sbisà, un timido impiegato di banca di Ascoli Piceno, attraverso un lungo flashback che parte dalla sua deposizione in tribunale. Alfredo sposa Maria Rosa, una donna possessiva che lo soffoca con un amore morboso e un’opprimente ossessione per la rispettabilità borghese, trasformando la vita coniugale in una prigione emotiva. In seguito, Alfredo si innamora di Carolina, una donna più moderna e liberata, con la quale convive, scoprendo però che anche la libertà può nascondere le sue trappole e i suoi doveri. La pellicola esplora il desiderio di felicità e la frustrazione di un uomo intrappolato nelle convenzioni sociali e nelle difficoltà della vita di coppia, sia essa tradizionale o progressista.

Questo è l’ultimo film diretto da Pietro Germi, una satira acuta e malinconica sulla vita di coppia e sulle istituzioni del matrimonio e del divorzio (quest’ultimo introdotto in Italia da pochi anni). La regia utilizza un tono agrodolce, tipico della commedia all’italiana, per smascherare l’ipocrisia borghese e le illusioni della felicità coniugale. Dustin Hoffman, nel ruolo di Alfredo, fornisce un’interpretazione magistrale e insolita per l’epoca, perfettamente calato nei panni dell’italiano medio, affiancato da una straordinaria Stefania Sandrelli. Il film ha il merito di aver trattato in modo ironico e toccante un tema di grande attualità sociale come il divorzio e la convivenza, anticipando riflessioni che sarebbero diventate centrali nella società italiana. L’opera è stilisticamente solida e vanta una scrittura eccellente, pur non raggiungendo forse la ferocia satirica di alcuni precedenti capolavori di Germi.

La Ragazza Di Trieste: Amazon.it: Ornella Muti, Ben Gazzara, Mimsy Farmer,  Andréa Ferréol, Ornella Muti, Ben Gazzara: Film e TV

Regia di Pasquale Festa Campanile. Un film con Ben Gazzara, Ornella Muti, Mimsy Farmer, Andréa Ferréol, Jean-Claude Brialy. Titolo originale: The Girl from Trieste. Genere: Drammatico, Thriller, Romantico, Erotico. Paese: Italia. Anno: 1982. Durata: 93 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.0.

Ambientato nella suggestiva Trieste e nei suoi dintorni, il film racconta l’ossessiva e tormentata storia d’amore tra Dino Romani, un fumettista maturo e convenzionale, e Nicole, una giovane donna di una bellezza eterea ma dalla personalità estremamente instabile. Dino incontra Nicole dopo averla salvata da un tentativo di annegamento in mare. Attratto immediatamente dal suo fascino enigmatico e dalla sua sregolatezza, l’artista avvia con lei una relazione appassionata ma discontinua, scoprendo gradualmente il lato oscuro della sua psiche e la sua difficile condizione di paziente di una clinica psichiatrica.

Il film affronta i temi complessi della malattia mentale, dell’ossessione amorosa e della disperata ricerca di normalità e stabilità in un rapporto distruttivo. La regia di Pasquale Festa Campanile sfrutta l’ambientazione triestina e il litorale come scenario di una passione maledetta, cercando di costruire un dramma psicologico intenso. L’opera è retta principalmente dalla magnetica interpretazione di Ornella Muti, che dona al personaggio di Nicole una credibile miscela di fragilità e sensualità distaccata, mentre Ben Gazzara interpreta l’uomo che si smarrisce in questa relazione tossica. Nonostante le buone premesse e un certo coraggio nell’affrontare temi tabù per l’epoca con una vena erotica, il film risulta a tratti discontinuo nella narrazione e superficiale nell’analisi psicologica, ma rimane un esempio significativo del cinema d’autore italiano di quel periodo che cercava di coniugare il dramma con atmosfere da thriller e passionalità intensa.

Futurama - Serie TV (1999)

Regia di Matt Groening, David X. Cohen. Un film con Billy West, Katey Sagal, John DiMaggio, Phil LaMarr, Lauren Tom. Titolo originale: Futurama. Genere: Animazione, Fantascienza, Commedia. Paese: USA. Anno: 1999. Durata: 22 min (episodio). Consigliato a: da 8 anni (genitore). Valutazione IMDb: 8.5.

La serie è ambientata principalmente nella New York del XXXI secolo, in un futuro stravagante e tecnologicamente avanzato, ma non privo delle disfunzioni della nostra società. La storia inizia quando Philip J. Fry, un fattorino di pizze del 1999, viene accidentalmente criocongelato e si risveglia mille anni dopo. Nel nuovo millennio, Fry trova lavoro come fattorino intergalattico presso la Planet Express, una società di spedizioni di proprietà del suo lontano pro-pronipote, il Professor Hubert J. Farnsworth. I suoi colleghi sono l’affascinante ciclope e capitano di navetta Turanga Leela e il robot cleptomane e alcolizzato Bender, formando un trio di amici inseparabili che affrontano le più bizzarre avventure spaziali.

La serie affronta temi complessi sotto una patina di satira esilarante, trattando l’evoluzione tecnologica, la burocrazia, l’inquinamento, la morale e il significato dell’esistenza, spesso in contrasto con l’ingenua semplicità di Fry. La regia di Matt Groening e David X. Cohen bilancia perfettamente l’umorismo slapstick con una profonda malinconia e intelligenza emotiva, distinguendosi per la sua scrittura acuta e le sue trame spesso intricate. L’animazione, pur fedele allo stile Groening, si adatta alle esigenze fantascientifiche con un design accattivante e colorato. Il vero punto di forza sono le performance vocali (in lingua originale), che donano profondità inaspettata a personaggi stravaganti e memorabili. Il suo impatto culturale è notevole, essendo considerata una delle migliori serie animate di fantascienza di sempre, capace di analizzare la società contemporanea attraverso la lente distorta e divertente del futuro.

Tigers Are Not Afraid | La recensione del film di Issa López | Il Cineocchio

Regia di Issa López. Un film con Paola Lara, Juan Ramón López, Hanssel Casillas, Rodrigo Cortes, Ianis Guerrero. Titolo originale: Vuelven. Genere: Horror, Drammatico, Fantastico. Paese: Messico. Anno: 2017. Durata: 83 min. Consigliato a: da 16 anni. Valutazione IMDb: 7.0.

Ambientato in un Messico dilaniato dalla violenza e dal narcotraffico, il film segue la storia di Estrella, una bambina di dieci anni la cui madre scompare misteriosamente dopo un attacco di violenza. Rimasta sola e fuggita dalla sua casa, Estrella si unisce a una piccola banda di orfani di strada, guidata dal severo e protettivo Shine. Estrella possiede tre desideri magici concessi da un gessetto che le è stato dato, ma ogni desiderio ha conseguenze inattese e oscure. Mentre il gruppo cerca di sopravvivere in una città ostile e di sfuggire a un cartello criminale che li minaccia, Estrella è perseguitata dalle visioni spettrali della madre e da altri fantasmi che popolano il suo traumatico mondo.

Tigers Are Not Afraid è un’opera potente e viscerale che fonde con maestria la cruda realtà del dramma sociale messicano con elementi di horror e realismo magico. Il tema centrale è l’infanzia perduta e traumatizzata, costretta a rifugiarsi nella fantasia per elaborare l’orrore della violenza adulta. La regia di Issa López è di notevole impatto visivo; usa il linguaggio del cinema fantastico per dare forma tangibile al dolore e alla paura dei bambini, trasformando la polvere e i detriti della strada in un paesaggio onirico e spettrale. Le interpretazioni dei giovani attori, in particolare quella di Paola Lara, sono straordinariamente autentiche. Il film è stato acclamato a livello internazionale, ricevendo elogi da maestri come Stephen King e Guillermo del Toro, e rappresenta un punto di riferimento per il cinema horror contemporaneo che utilizza il genere per esplorare tematiche profonde.

Regia di Mania Akbari. Un film con Mania Akbari, Bijan Daneshmand. Titolo originale: 20 Angosht. Genere: Drammatico. Paese: Iran, Gran Bretagna. Anno: 2004. Durata: 72 min. Consigliato a: da 16 anni. Valutazione IMDb: 6.9.

Il film è una serie di sette cortometraggi o vignette girate in piano sequenza con una videocamera digitale, che documentano altrettante conversazioni tra una coppia (o forse diverse coppie) in diversi luoghi e situazioni nella moderna Teheran. Ogni segmento è un intenso dialogo che esplora le dinamiche di potere, le incomprensioni e i conflitti interni ed esterni che affliggono la relazione uomo-donna nella società iraniana contemporanea. Le conversazioni, spesso accese e intime, toccano temi delicati come il divorzio, l’indipendenza femminile, la libertà sessuale e le pressioni sociali, offrendo uno sguardo crudo sulla vita privata in un contesto culturale rigido.

Opera di una regista e attrice coraggiosa e provocatoria, 20 Dita è un film di grande importanza storica e culturale, che ha vinto il Premio per il Miglior Film Digitale al Festival di Venezia nel 2004. La Akbari, nota per il suo precedente ruolo in Dieci di Abbas Kiarostami, ne riprende la struttura minimalista ma la carica di una critica sociale più diretta e militante, soprattutto sulla condizione femminile. La regia è audace, basata su lunghe inquadrature fisse e sull’uso essenziale del digitale che amplifica la sensazione di un’osservazione quasi documentaristica. L’interpretazione della Akbari e del co-protagonista Bijan Daneshmand è intensa e convincente, capace di sostenere la forza drammatica dei dialoghi. È un’opera non facile, ma essenziale per comprendere le sfide della modernità in Iran.

Regia di Peter Bogdanovich. Un film con Owen Wilson, Imogen Poots, Kathryn Hahn, Will Forte, Rhys Ifans. Titolo originale: She’s Funny That Way. Genere: Commedia, Romantico. Paese: Stati Uniti d’America. Anno: 2014. Durata: 94 min. Consigliato a: da 14 anni. Valutazione IMDb: 6.1.

La narrazione si svolge nella vibrante New York, in particolare negli ambienti teatrali di Broadway, e ruota attorno a Isabella “Izzy” Patterson, una giovane e aspirante attrice che, per sbarcare il lunario, lavora come escort. La sua vita prende una piega inaspettata quando incontra Arnold Albertson, un affermato regista teatrale noto per la sua segreta “passione” filantropica per le donne che incontra, a cui offre denaro per cambiare vita e realizzare i propri sogni. L’iniziativa di Arnold innesca una vorticosa catena di equivoci e incontri incrociati che coinvolgono la moglie di Arnold, l’attore protagonista del suo nuovo spettacolo e la fidanzata, psicoterapeuta, del commediografo.

Il film, ultimo lungometraggio di finzione del maestro Peter Bogdanovich, è un’elegante e scoppiettante screwball comedy che omaggia apertamente la sofisticata comicità classica americana, in particolare quella di Ernst Lubitsch. I temi centrali sono l’ambizione, la redenzione e la complessità dei rapporti di coppia, indagati attraverso il filtro dell’equivoco e della menzogna. La regia è misurata e ritmica, orchestrando un meccanismo a orologeria di porte che sbattono e personaggi che si sfiorano, sfruttando la tecnica narrativa del flashback incorniciato. Le interpretazioni sono complessivamente solide, con Imogen Poots che brilla nel ruolo della protagonista e Jennifer Aniston che offre una performance esilarante nei panni della nevrotica terapista. Nonostante qualche meccanismo narrativo meno oliato, il film riesce a rivitalizzare uno stile di commedia spesso dimenticato, fornendo un divertente e nostalgico intrattenimento.

Regia di John Michael McDonagh. Un film con Brendan Gleeson, Don Cheadle, Mark Strong, Liam Cunningham, Fionnula Flanagan. Titolo originale: The Guard. Genere: Commedia, Thriller, Poliziesco. Paese: Irlanda. Anno: 2011. Durata: 96 min. Consigliato a: Da 14 anni. Valutazione IMDb: 7.2.

Il sergente Gerry Boyle è un poliziotto che opera in una piccola e tranquilla cittadina sulla costa occidentale dell’Irlanda. È un uomo eccentrico, sovversivo, con un senso dell’umorismo politicamente scorretto, un debole per l’alcol e le prostitute, e un totale disinteresse per l’autorità. La sua pacifica routine viene sconvolta dall’arrivo dell’agente dell’FBI Wendell Everett, inviato dagli Stati Uniti per indagare su una complessa e massiccia operazione di traffico internazionale di droga che coinvolge una banda di spietati criminali. La collaborazione tra il sergente locale, apparentemente inetto e razzista, e l’agente federale afroamericano, rigoroso e metodico, si rivela un esilarante scontro tra culture e personalità.

Il film, scritto e diretto da John Michael McDonagh, è una brillante e corrosiva dark comedy che si distingue per l’arguzia della sceneggiatura e per il tono cinico e irriverente. I temi principali sono la corruzione latente, la messa in discussione del politicamente corretto e la natura ingannevole dell’apparenza, con Boyle che si rivela ben più complesso di quanto il suo comportamento lasci intendere. L’interpretazione di Brendan Gleeson nel ruolo di Gerry Boyle è acclamata e candidata al Golden Globe, catturando perfettamente l’equilibrio tra indolenza, cattiveria e un innato senso di giustizia. L’opera sfrutta l’ambientazione rurale irlandese come un ironico contrasto al tipico thriller d’azione americano. The Guard è lodato per aver saputo combinare il fascino del buddy-movie con l’umorismo nero e la suspense, affermandosi come il film indipendente irlandese di maggior successo al botteghino fino a quel momento e consolidando la reputazione di McDonagh come autore di talento.

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